Con il termine di carcinoma della bocca o carcinoma orale si intende l'insieme delle neoplasie maligne che si originano dai tessuti epiteliali che rivestono la cavità orale. Non rientrano quindi nella categoria le neoplasie benigne (papillomi, lipomi, angiomi) e le neoplasie maligne di origine non epiteliale (melanomi, tumori delle ghiandole salivari, sarcomi) che possono talvolta manifestarsi nel cavo orale. Allo stesso modo, non vi rientrano le forme secondarie.

Il carcinoma orale rappresenta più del 90% di tutte le neoplasie maligne della bocca. Colpisce più frequentemente oltre i cinquanta anni di età, e i maschi in misura maggiore delle donne, in un rapporto di circa 2:1. I principali fattori di rischio sono il fumo e l'abuso di alcolici. La tipologia istologica di gran lunga più frequente è il carcinoma a cellule squamose o spinocellulare.

Nelle fasi iniziali l'aspetto è di piccola lesione superficiale rossa o bianca (eritroplachia o leucoplachia), o di una ulcerazione non tendente a guarigione spontanea. Talvolta può assumere l'aspetto di lesione infiltrativa nodulare, in forma di ispessimento più o meno regolare rilevato sui bordi, che tende ad ulcerarsi superficialmente, ma non è infrequente anche una forma a crescita esofitica o papillare. In alcuni casi può presentare più di uno di questi aspetti contemporaneamente. La tendenza prevalente è per la crescita invasiva locale, con rapido interessamento linfonodale, ma bassa frequenza di metastasi a distanza.

I sintomi più frequenti sono la sensazione di aumento di consistenza della mucosa interessata, successivamente il dolore, inizialmente in forma di bruciore lieve ma ingravescente, a cui col tempo si possono accompagnare il rigonfiamento dei linfonodi, difficoltà a deglutire e difficoltà alla fonazione. L'esame diagnostico principale è la biopsia.

La terapia per questo tipo di tumore prevede l'utilizzo di chirurgia o radioterapia, a seconda della sede, mentre nelle lesioni più avanzate le due tecniche vengono utilizzate in associazione, talvolta con chemioterapia di supporto. La prognosi è mediamente buona, ma dipende notevolmente dall'estensione della patologia al momento della diagnosi, fondamentale quindi risulta la diagnosi precoce.

Epidemiologia Il cancro orale e delle labbra si colloca al quindicesimo posto a livello globale come incidenza relativa di tutti i tumori (2,1% di tutte le neoplasie), con un dato (standardizzato per età) di 4,0 nuovi casi per anno ogni abitanti, valori che differiscono significativamente tra uomini e donne, per un rapporto indicativo di circa 2:1. Raggiunge infatti l'undicesimo posto tra gli uomini con un valore di 5,5 casi ogni abitanti (2,7% di tutte le neoplasie) e il diciassettesimo tra le donne (2,5 casi ogni , 1,5%). Il tasso di mortalità è di 1,9 decessi ogni abitanti e, anche in questo caso, gli uomini sopravanzano le donne per un fattore di circa 2:1 (2,7 contro 1,2 decessi ogni ). Nel confronto con i dati di indagini precedenti (2002) è possibile notare una lieve diminuzione sia nell'incidenza che per il dato sulla mortalità, in entrambi i sessi.

Al 2025, è il tumore in più rapida crescita tra i giovani uomini nei Paesi occidentali, e nella maggior parte dei casi correlato all’HPV, la più comune infezione sessualmente trasmessa a livello globale. I casi di tumore orofaringeo sono raddoppiati negli ultimi 30 anni.

La distribuzione globale di questa patologia varia considerevolmente sia per quanto riguarda i valori assoluti che relativi, con un picco in alcuni paesi dell'Asia meridionale e nell'Europa centro-orientale, legato alla ampia diffusione di comportamenti a rischio come fumo, abuso di alcolici e masticazione del paan (betel), raggiungendo in India il terzo posto come incidenza relativa tra tutte le neoplasie. I paesi di minore diffusione sono quelli africani e del sud America.

In Italia il cancro orale e delle labbra presenta un'incidenza media di 3,1 nuovi casi all'anno ogni abitanti (standardizzato per età), il che lo pone al ventesimo posto tra tutte le neoplasie in Italia. Dividendo i dati per sesso, si hanno 4,1 nuovi casi ogni abitanti maschi all'anno e di 2,1 per le donne, con un rapporto tra i due sessi di poco inferiore a 2:1. Il tasso di mortalità annuo è di 1,1 persone ogni abitanti, di quasi tre volte più alto tra gli uomini (1,5) rispetto alle donne (0,6). Analizzando i dati degli anni passati (periodo 1986-1997), è possibile notare una tendenza al riavvicinamento graduale nei dati di incidenza e mortalità tra uomini e donne.

I dati epidemiologici mostrano chiaramente il legame di questa neoplasia con l'aumento dell'età, che risulta in un'incidenza che partendo dal dato (globale) di 0,1 casi ogni abitanti nella fascia d'età 0-14 anni, sale gradualmente fino a raggiungere il livello massimo di 23,4 nella fascia oltre i 75 anni.

Secondo uno studio condotto dall'Università di Washington a Seattle su 162, 000 donne per un periodo di 30 anni, il consumo di una o più bevande zuccherate al giorno aumentava di cinque volte il rischio di sviluppare il cancro orale (rispetto a coloro che consumavano una bevanda al mese), a prescindere dal consumo di alcool oppure di fumo.

Eziologia Alcuni fattori di rischio si sono rivelati particolarmente significativi per questa forma di neoplasia. Tra questi assumono particolare importanza il consumo del tabacco, sia nelle forme che ne prevedono la combustione che per masticazione, e l'abuso di alcolici, in grado di dare conto di circa i tre quarti di tutti i tumori orali nei paesi dove queste abitudini rappresentano la principale fonte di rischio. Nei paesi medio orientali e nel sud dell'Asia, la diffusa abitudine alla masticazione voluttuaria di particolari miscele vegetali (paan e qāt) sembra parimenti comportare livelli di rischio molto elevati. Altri fattori che si sono potuti correlare all'aumento di incidenza di tumori orali sono le infezioni virali da HPV, alcuni fattori legati alla dieta e alle abitudini igieniche, situazioni di immunodeficienza sia acquisita che congenita, e la presenza di alcune patologie che sembrano poter essere promotori della neoplasia, per questo classificate dall'OMS come condizioni precancerose. Anche la familiarità è stata chiamata in causa da alcuni studi come possibile fattore di rischio.

Tabacco

Il collegamento tra tabagismo, nelle sue varie forme, e il carcinoma orale è ben conosciuta da tempo, e dimostrata da numerosi studi epidemiologici. Il fumo di sigaretta in particolare è considerato la prima causa di tumore orale in assoluto, e il riavvicinamento graduale dei tassi di incidenza e mortalità tra i due sessi sembra legato proprio al diffondersi di questa abitudine anche nel sesso femminile, dove sembra in grado di rivelarsi persino più dannosa che tra i maschi. L'abitudine al fumo di sigaro, meno correlata ai tumori delle vie aeree inferiori e del polmone rispetto alle sigarette, in quanto si accompagna ad una minore inspirazione del fumo, pare invece comportare un rischio maggiore per le vie aeree superiori, cavità orale in primis, proprio per l'abitudine di trattenere maggiormente il fumo in bocca. I livelli di rischio rilevati risultano da sette a dieci volte superiori ai non fumatori, e sono correlati al numero di sigari fumati e al livello di inspirazione del fumo. Problemi simili sono legati all'uso della pipa. L'uso in alcune popolazioni (prevalentemente nel sesso femminile) di fumare tenendo la parte accesa all'interno della bocca è stato a sua volta correlato con una maggiore incidenza della patologia orale, fatto che sembra coinvolgere anche il calore come fattore di rischio. Anche l'uso del tabacco per la masticazione è stato da tempo segnalato in relazione ad un aumento nel rischio di carcinoma orale, secondo alcuni studi in maniera altrettanto significativa rispetto alle modalità che ne prevedono la combustione, o persino superiore.

Alcolismo La correlazione tra il consumo di alcoolici e il carcinoma orale è documentata da numerosi studi, sia da sola che in concomitanza con il fumo, due abitudini che tipicamente tendono ad accompagnarsi, fatto che si rivela in grado di potenziare molto l'azione di promozione carcinogena. Il legame tra abuso di alcolici e diversi tipi di tumore è conosciuto da tempo, tanto che le bevande alcoliche sono inserite dall'IARC nella prima classe di rischio, anche se non sono state ancora completamente chiarite le modalità con cui l'effetto oncogeno si sviluppa, visto che l'etanolo non ha dimostrato possedere azione mutagena diretta. Sono stati proposti vari effetti diretti o indiretti in grado di spiegare i meccanismi con cui questa azione si verifica. Studi recenti sembrano comunque restringere l'importanza dell'azione diretta nel caso del tumore orale, sostenendo invece una quasi esclusiva azione di potenziamento in associazione con il fumo. Il collegamento tra neoplasie orali e collutori contenenti alcol non ha trovato conferme.

Paan (Betel) e qāt

L'abitudine molto comune nei paesi asiatici di masticare il paan (da noi meglio conosciuto con il nome di uno dei componenti, il betel), miscela vegetale contenente alcune molecole appartenenti alla classe degli alcaloidi dall'effetto paragonabile a quello della nicotina, è risultata essere fortemente correlata all'alta incidenza di questo tumore nelle regioni sud orientali. Il paan viene tradizionalmente preparato mescolando la noce di Areca e le foglie del betel (Piper betel), base che nelle diverse regioni presenta molte varianti, tra cui l'aggiunta di tabacco, usanza che sembra in grado di amplificarne notevolmente l'azione carcinogena, così come l'associazione con altre fonti di rischio.

Anche l'abitudine molto diffusa in alcuni paesi arabi di masticare le foglie di qāt, contenenti una sostanza alcaloide dotata di effetto euforizzante simile a quello delle anfetamine, è stata correlata alla presenza di neoplasie orali.

HPV L'associazione tra papillomavirus (HPV) e carcinoma è ben conosciuta per le zone genitali (carcinoma della cervice uterina), in particolare riguardo ad alcuni ceppi specifici (16, 18), in grado di produrre proteine con effetto di promozione tumorale, effetti in grado di produrre modificazioni anche a lungo termine. Un ruolo simile dell'HPV in relazione ai tumori dell'orofaringe sembra oramai sufficientemente dimostrato, mentre studi recenti sembrano ridimensionare notevolmente il coinvolgimento nell'insorgenza in sede orale.

Alimentazione Il legame tra neoplasia orale e abitudini alimentari si è dimostrato particolarmente significativo riguardo ad alcune tipologie di cibi, in analogia con quanto è stato riscontrato per altri tumori del sistema digerente. In particolare diversi studi hanno messo in luce il ruolo di frutta e verdure fresche come alimenti in grado di contrastare l'insorgenza della patologia, così come si è registrato un ruolo protettivo legato al consumo regolare di caffè. Il consumo di carni lavorate si è rivelato un fattore di rischio significativo, mentre quello di alimenti ricchi di fibre non è risultato influire particolarmente.

Immunodeficienza