Girard-Perregaux è un'azienda svizzera di orologeria le cui origini risalgono al 1791. Ha sede a La Chaux-de-Fonds, ed è di proprietà del Gruppo Sowind.

La storia

Dalla fondazione agli inizi del Novecento Nel 1791, l'orologiaio e orefice Jean-François Bautte firma i suoi primi orologi, a nome J.F. Bautte. Crea a Ginevra una società manifatturiera che riunisce vari aspetti dell'orologeria dell'epoca.

Nel 1852, l'orologiaio Constant Girard (1825-1903) fonda a La Chaux-de-Fonds, la maison Girard & Cie insieme al fratello. Sposa Marie Perregaux e nel 1856 nasce la ditta Girard-Perregaux.

Tra il 1866 e il 1876 l'azienda diviene celebre perché realizza segnatempo di elevata qualità, vincitori dei premi dell'Osservatorio di Neuchatel.

Nel 1867 viene realizzato un celebre movimento dotato di tre ponti d'oro (chiamato "sous Trois Ponts d'Or"), che ha ottenuto grande successo e importanti riconoscimenti in orologeria, e che tuttora è riproposto a catalogo dalla Maison. Nel 1884, Constant Girard deposita, presso l'Ufficio Brevetti degli Stati Uniti un brevetto sul disegno del movimento « Tourbillon con tre ponti d'oro ». I tre ponti mantengono l'equilibrio del movimento essendo stati nuovamente concepiti sotto forma di frecce parallele. Il movimento non è più solo una componente tecnica e funzionale, bensì un elemento del design vero e proprio.

Questo orologio venne poi rivisto e arricchito esteticamente, tanto da ottenere, nel 1889, la medaglia d'oro all'esposizione universale di Parigi, con il nome di La Esmeralda. L'azienda passa sotto la direzione dell'orologiaio tedesco Otto Graef, che rilancia la Maison realizzando i primi orologi da polso della casa.

L'esposizione commerciale di Berlino del 1896 (la "Große Berliner Gewerbeausstellung 1896") consente alla Maison di catturare l'interesse dell'imperatore Guglielmo II il quale ordina diversi orologi (adattati all'uso da polso) per la marina militare tedesca.

Nel 1906 Constant Girard-Gallet, che nel frattempo è succeduto al padre alla leadership dello stabilimento, provvede alla fusione della Maison J.F. Bautte con la Girard-Perregaux & Cie. Negli anni Dieci del Novecento Girard-Perregaux inizia, come altri competitor (come Cartier, Tissot, Vacheron Constantin), a concepire l'orologio da polso per utilizzo civile, seppure almeno fino al 1929 la richiesta di orologi da tasca prevale su quella da polso.

L'epoca d'oro dell'orologeria meccanica svizzera

Nel 1945 viene realizzato un orologio di forma, riproposto ancora oggi dall'azienda proprio con il nome di 1945.

Nel 1957 viene presentato il calibro chiamato Gyromatic, caratterizzato dall'alta frequenza: si trattava di un movimento (derivato da calibri Adolf Schild prima e Peseux poi, modificati opportunamente). Tuttavia è solo nel 1966 che arriva l'innovazione più grande, in quanto il modulo di carica Gyromatic viene montato ad un calibro manuale e dotato di alta frequenza di oscillazione, visto che il bilanciere oscillava a 5Hz (36.000 alternanze orarie). Venne così rinominato Gyromatic High Frequency. Si è trattato del primo esperimento di movimento automatico ad alta frequenza, che tuttavia non riscontrò un elevato successo a causa della scarsa riserva di marcia, per via dell'elevato beat rate. Tuttavia l'idea di Girard-Perregaux risulta vincente, solo bisognosa di perfezionamento: seguono numerosi altri orologi, come ad esempio i Longines alimentati dal movimento 360, e gli Zenith El Primero, che portano l'alta frequenza sui cronografi. Essendo l'anno 1966 particolarmente importante per la casa, decenni dopo viene lanciata a catalogo una collezione con questo anno, così come è stato fatto anche per il modello 1945.

Nel 1967 viene presentata la ref. 9034, caratterizzata da solotempo con cassa rotonda minimalista, con la peculiarità di proporre quadranti dipinti a mano.

Sul finire degli anni Sessanta appaiono anche i primi modelli subacquei. In questi stessi anni nascono i primi cronografi della maison ribattezzati Olimpico (reff. 8846 e 8862), così chiamati in onore delle Olimpiadi di Città del Messico del 1968.

1970-1980: lo sviluppo dell'orologeria al quarzo e l'avanguardia di Girard-Perregaux Grazie alle competenze tecniche nel settore dell'elettronica di Georges Vuffray, Girard-Perregaux si afferma presto come una delle maison elvetiche più all'avanguardia nell'applicazione della tecnologia del quarzo.

Nei primi anni Settanta, Girard Perregaux, membro del consorzio orologiero CEH, è particolarmente attiva nella realizzazione del primo movimento al quarzo svizzero, il Beta 21, che verrà montato sull'orologio di casa GP chiamato Elcron, datato 1970. Il movimento sviluppato, tuttavia, era più grande, costoso e meno efficiente dei competitor giapponesi realizzati da Seiko, così l'azienda elvetica proseguì autonomamente per la strada della realizzazione di calibri al quarzo, anche grazie alla competenza tecnologica di Motorola. Nel 1971 Girard-Perregaux arriva a progettare il noto movimento di manifattura 350, con frequenza di 32 kHz (32768 Hz), divenuto ben presto il gold standard per l'orologeria al quarzo mondiale.

Nel 1975 viene presentato un modello che otterrà enorme successo e che diventerà l'orologio più identificativo del marchio: il Laureato. Proposto dapprima al quarzo con movimento certificato cronometro, è arrivato fino ai giorni nostri in numerosissime declinazioni (come ad esempio i cronografi, i complicati, l'Evo 3,...) e ancora oggi è uno dei modelli del marchio di maggior successo.

Assai sensibile alle innovazioni tecniche, il marchio propone, nel 1976, un peculiare modello che è stato riprodotto anche recentemente: si tratta del cosiddetto "Casquette" (nome assegnatogli dalla community di appassionati), un segnatempo al quarzo con display a led.

Negli anni '80 Girard-Perregaux si afferma come azienda solida e di qualità nonostante la rivoluzione del quarzo. In questo periodo si diffondono diverse collezioni, come il cronografo GP 7000, animato da movimenti modulari; e il diver Sea Hawk, impermeabile fino a 500 metri. In questo nuovo decennio anche Girard Perregaux fa un importante ritorno alla realizzazione, prevalentemente, di segnatempo con movimento meccanico, visto un graduale ritorno d'interesse per l'orologeria tradizionale.

Nella seconda metà degli anni Ottanta la casa propone movimenti "ibridi", con base tempo al quarzo (ormai un cavallo di battaglia della casa svizzera) e platina meccanica dotata di complicazioni, da cui nascono orologi complicati e pregiati come l'Equation Terre del 1985 e l'Equation Espace, del 1987. Se da un lato i puristi diffidavano per la non totale presenza di un movimento meccanico, la soluzione adottata da Girard-Perregaux consentiva di utilizzare la sola corona di carica per svolgere tutte le funzioni del calendario perpetuo, senza dover ricorrere ad altri pulsanti che avrebbero ridotto ulteriormente la resistenza all'acqua di un calendario perpetuo che, per sua struttura, è piuttosto delicato. Sul finire degli anni Ottanta Girard-Perregaux decide di realizzare 20 pezzi conformi all'originale Tre ponti d'oro del 1889: la prima volta erano state necessarie 1500 ore di lavoro. In seguito il Tourbillon con i tre ponti d'oro viene proposto in diverse versioni. 1990-2020

Nel 1990 viene presentata la fortunata linea GP 90, fatta di orologi estremamente eleganti e dalle linee pulite, tre lancette con datario o con l'indicatore della riserva di carica. Le varianti automatiche montano il movimento GP 2240, derivato dall'ETA 2892.

Nel 1991 il bicentenario della società viene festeggiato presentando al pubblico il famoso movimento con tre ponti d'oro incassato per la prima volta in un orologio da polso. L'orologio, ref. 99000, è stato prodotto anche con calibro ribaltato di 180 gradi per poter collocare la corona eventualmente ad ore 9, in una versione per mancini. Appena entrato in produzione, aveva un prezzo che oscillava tra le 80 e le 90 milioni di lire. Il medesimo anno è stata presentata anche la collezione chiamata Anno 1991, che richiamava l'estetica rettangolare dei segnatempo anni '40 e incassava un movimento manuale.

La proprietà cambia nuovamente e l'azienda finisce nelle mani della holding Sowind, creata dalla famiglia Macaluso, la quale si impegna a realizzare un nuovo meccanismo automatico. Luigi "Gino" Macaluso, dopo essere stato importatore in Italia di Blancpain, Hamilton, Breitling e Girard-Perregaux, diventa proprietario di quest'ultima facendola confluire in Sowind.

Nel 1993 Girard-Perregaux collabora con Ferrari (che prima aveva avuto una partnership con Heuer e poi con Longines) per la realizzazione di diversi segnatempo con il cavallino rampante impresso sul quadrante. Fu così che nacquero diversi modelli, come il cronografo rattrapante foudroyante (ref. 9020, che misura con precisione fino all'ottavo di secondo segnandolo in un apposito sotto contatore ad ore 9), il Girard-Perregaux Pour Ferrari F50 (ref. 9025, cronografo con calendario perpetuo), il Ferrari F300, il Ferrari F310B il cronografo ref. 8020, il crono rattrapante ref. 9015 (limitato a 499 pezzi), i solotempo reff. 8025 (con secondi centrali) e 8030 (con secondina a ore 6) e molti altri, anche con cassa tonneau all'interno della collezione Richeville (il Richeville 250GTO e il Richeville 275GTB). Nel 2003 è stata lanciata la ref. 2599, celebrativa di 4 mondiali consecutivi vinti da Ferrari. La collaborazione si è conclusa nel 2005 dopo aver presentato l'ultimo pezzo, il Tribute to Enzo Ferrari Tourbillon, un cronografo rattrapante con tourbillon con il movimento caratterizzato dai classici tre ponti d'oro.

L'offerta della casa inoltre si amplia anche con il WW.TC, un cronografo automatico con complicazione delle ore del mondo.

Il brand decide di ripescare dalla sua tradizione proponendo due collezioni come la 1945, con segnatempo di forma, e la 1966, con orologi tondi dal design pulito e minimale.

Nel 1994 al Baselworld Girard-Perregaux lancia un nuovo movimento automatico di manifattura che otterrà un buon successo e che verrà anche fornito ad altre maison, quali Vacheron Constantin, Cartier, Ebel ed altre: si tratta del calibro 3000 (e della sua variante con datario 3100), dallo spessore inferiore ai 3 millimetri, che servirà da base per sviluppare movimenti automatici prodotti ancora oggi e derivati da questo.

Nel 1996 viene riproposto sul mercato il Laureato, in una nuova generazione che si ispira a quella degli anni Settanta, unendo caratteristiche che verranno tramandate fino ai giorni nostri (come ad esempio la conformazione del bracciale). Il movimento montato sul modello solotempo è il Girard-Perregaux 3100. Contestualmente viene proposta anche una variante cronografo, con movimento automatico 3170, derivante dal 3100 con aggiunta di modulo cronografico realizzato anch'esso da Girard-Perregaux. In occasione delle Olimpiadi di Atlanta, viene presentata la variante cronografica chiamata Laureato Olimpico, in edizione limitata (ref. 8017). Si è trattato dell'ultimo modello chiamato Olimpico in quanto il comitato olimpico ha intimato la maison elvetica a non utilizzare più il nome olimpico in quanto protetto.

Nei primi anni Duemila la linea Laureato viene implementata con modelli complicati, identificati con il nome Laureato Evo 3.