La BP plc, originariamente Anglo-Persian Oil Company, in passato anche British Petroleum, è una società del Regno Unito operante nel settore energetico e soprattutto del petrolio e del gas naturale, settori in cui è uno dei quattro maggiori attori a livello mondiale (assieme a Shell, ExxonMobil e TotalEnergies). La sede è a Londra.
L'attuale BP si origina dalla fusione, avvenuta nel 1998, della British Petroleum con la Amoco (acronimo di American Oil Company), formando la BP Amoco. Anche se presentata formalmente come una fusione, l'operazione finanziaria venne considerata piuttosto come un acquisto della Amoco da parte della British Petroleum; ed infatti la parola "Amoco" venne rimossa dal nome della società già un anno dopo. Il nome della società divenne semplicemente "BP". Nello stesso periodo una campagna pubblicitaria di greenwashing utilizzò lo slogan "Beyond Petroleum" ("Al di là del petrolio", oppure "Non solo petrolio"), dismettendo quindi definitivamente la parola "British" dal nome. .
La sua divisione BP Solar è diventata leader mondiale nella produzione di pannelli solari fotovoltaici in seguito ad una serie di acquisizioni nell'industria dell'energia solare. Le divisioni per l'energia solare, eolica e dell'idrogeno della BP sono state accorpate sotto il nome BP alternativenergy.
È stata al centro di numerose critiche e controversie, sia per la sua partecipazione alla costruzione dell'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan, sia per il disastro ambientale avvenuto nell'aprile 2010 nella piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, situata nel golfo del Messico.
Storia 1909-1955
Il 28 maggio 1901 lo Scià di Persia accordò a William Knox D'Arcy, imprenditore del Devonshire già attivo nel campo dell'estrazione aurifera in Australia, una concessione sessantennale per la ricerca, estrazione e sfruttamento di petrolio, gas naturale, asfalto e ozocerite nel territorio persiano, con l'esclusione della zona settentrionale; nel 1902 iniziarono le attività di ricerca, che furono però infruttuose. A Knox D'Arcy subentrò così la Burmah Oil Company, che, dopo anni di costose e difficili ricerche, individuò infine i primi depositi il 26 maggio del 1908. Questo fu il primo ritrovamento commercialmente significativo nel Medio Oriente. Nell'aprile 1909, venne così fondata la Anglo-Iranian Oil Company (Compagnia del petrolio Anglo-Persiana), per proseguire l'esplorazione e gestire le concessioni già assegnate a D'Acry, che furono acquisite ufficialmente dalla nuova società. Fu creata una prima raffineria nella località di Abadan, con una potenzialità di 400.000 tonnellate annue, che iniziò le attività nel 1913.
La compagnia crebbe lentamente, grazie anche ad alcuni accordi con l'Ammiragliato britannico per le forniture alla Royal Navy nel 1913 e ad alcuni investimenti da parte del governo britannico, per un totale di 2 milioni di sterline. Durante la prima guerra mondiale, la sua importanza strategica portò il governo inglese ad acquisire sempre maggiore interesse verso il controllo della compagnia, che divenne la maggiore fornitrice di carburante della Royal Navy durante la guerra.
Nel 1915 azioni di guerriglia turche riuscirono a bloccare per tre mesi l'attività dell'oleodotto della compagnia.
A partire dal 1917, la società iniziò la costruzione di una propria flotta di petroliere. Nel maggio dello stesso anno, inoltre, fu incorporata la sussidiaria inglese della Europäische Petroleum Union (trust tedesco nato a inizio secolo in contrapposizione alla Standard Oil of New Jersey, il quale raggruppava gli interessi delle compagnie europee), che usava il nome commerciale di British Petroleum e che era stata espropriata dal governo britannico dopo l'inizio della guerra. Il marchio BP fece così il suo ingresso sul mercato britannico con la creazione di una rete di pompe di carburante e stazioni di servizio.
Dopo la fine della guerra la compagnia, di cui ora il Governo inglese possedeva il 51%, si espanse anche in altri mercati, come Europa e Australia. Comunque, la sua maggior attenzione era ancora rivolta alla Persia: seguendo l'accordo anglo-persiano del 1919, la compagnia continuò a commerciare proficuamente in quel paese; nel 1930 le regioni petrolifere sotto il controllo della società erano organizzate mediante strade camionabili e moderne condutture, che facevano defluire il petrolio ad Abadan, dove la compagnia aveva anche ampliato il porto, per renderlo più accessibile alle navi cisterna, che nel 1926 fu dotato anche di una raffineria e di un centro di serbatoi di petrolio; la lavorazione finale del prodotto, comunque, avveniva negli impianti in Europa, Australia, Egitto e altri paesi.
Nel dopoguerra, la compagnia realizzò inoltre la prima raffineria in Gran Bretagna, a Llandarcy e ampliò i suoi interessi in Turchia e Iraq. Nel settembre 1929 il Cancelliere dello Scacchiere Philip Snowden confermò il forte interesse del Governo britannico, e dell'Ammiragliato in particolare, per le attività della compagnia.
Nel 1921 fu fondata la filiale francese.
Nel 1924 la società fece il suo ingresso in Italia, con la fondazione della Società Benzina Petroleum (B.P.), con sede a Milano e depositi in varie regioni; l'attività nel paese, con vendita di benzina e lubrificanti a marchio B.P. Benzina Purissima, fu però sospesa già nel 1932 a causa della sfavorevole situazione politica ed economica del paese. Le circa 250 pompe di benzina nel paese furono cedute alla SIAP e alla Nafta.
Nel 1930 la controllata tedesca OLEX introdusse il marchio BP in Germania.
Nel 1931, in parte come risposta alle difficili condizioni economiche del tempo, la BP fuse le sue operazioni commerciali nel Regno Unito con la Shell-Mex Ltd per creare la Shell-Mex and BP ltd, una compagnia che continuò a commerciare fino a che i marchi della Shell e della BP non si separarono nuovamente nel 1975.
C'era un crescente dissenso in Persia, comunque, a causa della posizione percepita come imperialistica occupata dalla APOC. Nel 1932, lo Scià pose fine alla concessione alla APOC. La concessione fu poi ristabilita in un anno, coprendo un'area ridotta a 295.000 km² (rispetto a 1.295.000 iniziali) con scadenza nel 1993, che fece aumentare la parte di profitti del governo persiano. La Persia fu ribattezzata Iran nel 1936, e la APOC divenne di conseguenza AIOC, Anglo-Iranian Oil Company.
Durante la seconda guerra mondiale, la raffineria di Abadan, nonostante l'interruzione delle esportazioni verso il Regno Unito nel 1941, conobbe un nuovo sviluppo, anche a causa dell'occupazione giapponese della Birmania e delle Indie olandesi, che interruppe i rifornimenti di petrolio dall'Oceano Indiano, in parte sostituiti proprio con petrolio iraniano. Nel 1944, l'impianto produceva 1 milione di tonnellate annue di benzina avio.
Nel dopoguerra la AIOC entrò nel settore della petrolchimica, con importanti attività in Gran Bretagna e Francia. Nel 1949 fu inoltre iniziata la realizzazione di una nuova raffineria ad Anversa, in unione con la Petrofina; nello stesso anno, rimise in funzione la raffineria di Amburgo, acquistata nel 1948 e gravemente danneggiata dalla guerra.
Nel 1947 riprese invece l'attività in Italia, tramite un accordo con l'Agip per la partecipazione della AIOC alla ricostruzione della raffineria IROM di Porto Marghera (di cui divenne comproprietaria) e al rifornimento di navi e aerei; dal 1953, sempre in partnership con la compagnia italiana, fu inoltre commercializzato il nuovo lubrificante Energol, prodotto dall'Agip su licenza BP. La nuova filiale italiana assunse la denominazione di Britannica Petroli Spa.
In Iran, seguendo l'agitazione dovuta alla guerra, la AIOC e il governo iraniano resistettero alla pressione nazionalistica per giungere ad un rinnovato accordo nel 1949. Nel marzo del 1951, il Primo Ministro pro-occidente Ali Razmara fu assassinato e in aprile fu approvata una legge che rendeva statale l'industria petrolifera, dando il via alla cosiddetta Crisi di Abadan; la AIOC (che all'epoca occupava circa 75.000 persone in Iran) e lo Scià furono costretti a lasciare il paese.
La AIOC portò il suo caso contro la statalizzazione alla Corte internazionale di giustizia presso L'Aia, ma perse la causa. Comunque i governi inglese ed americano furono preoccupati dall'invasione dell'influenza sovietica nell'area, ed appoggiarono un complotto contro l'amministrazione iraniana. In seguito al colpo di Stato (Operazione Ajax) organizzato dalla CIA e dal SIS britannico, installarono il generale pro-occidente Fazlollah Zahedi come Primo Ministro dell'Iran.
Il 19 agosto, 1953, il Primo Ministro democratico in carica, Mohammad Mossadeq, fu così rimosso dall'incarico e rimpiazzato da Zahedi, e lo Scià fu richiamato in patria. La AIOC divenne la British Petroleum Company nel 1954, e in breve tempo riprese le operazioni in Iran con una compartecipazione al 40% di un consorzio internazionale. La BP continuò ad operare in Iran fino alla Rivoluzione islamica. Comunque, grazie ad un ingente programma di investimento (finanziato dalla Banca Mondiale) fuori dall'Iran, la compagnia sopravvisse alla perdita dei suoi interessi iraniani.
Nel 1954 la BP completò la costruzione di un importante stabilimento ad Aden, che trattava 5 tonnellate di greggio l'anno.
Fine anni '50, anni '60 e '70 Nel 1958, la BP partecipava al 50% all'estrazione di greggio in Kuwait, al 25% in Iraq e Qatar; l'anno precedente, il totale di petrolio prodotto dalla compagnia nei vari paesi del Medio Oriente ammontava a circa 50 milioni di tonnellate. Importanti inoltre le attività di raffinazione in Gran Bretagna, tra Llandarcy, Grangemouth e Isle of Grain, Francia, Belgio, Canada e altri paesi. Proseguiva inoltre la collaborazione con la Shell nella co-gestione della raffineria di Haifa. Sempre in unione con la Shell era organizzata anche la vendita dei prodotti petroliferi in Gran Bretagna, Irlanda e in vari paesi africani e asiatici, tra cui India e Pakistan. La BP aveva inoltre vaste reti di distribuzione in vari paesi.
Nel 1958, costituita la nuova BP Italiana Spa, lanciò in Italia una propria rete di stazioni di servizio, dopo importanti accordi siglati con le società Sarom e Garroni e l'assorbimento di alcune società minori. Nel 1959 furono varate le nuove petroliere costruite in Italia, per una spesa di 21 miliardi di lire. Nel 1962 la rete di vendita si allargò alla Sicilia.
Negli anni '60 la BP aveva inoltre importanti interessi in campo petrolchimico in Sudafrica. In quegli anni, il petrolio arrivava principalmente da Kuwait (dove la compagnia deteneva il 50% della Kuwait Oil Company), Iraq (23,75% della Irak Petroleum Company), Iran (40% del Consorzio internazionale) e Abu Dhabi (66 e 2/3 % della Abu Dhabi Marine Areas Limited), ma anche da Venezuela e Nigeria. Altri settori importanti, il rifornimento nautico ("Servizio Marina BP") e aereo ("Air BP").
Nel 1966 lo Sceicco di Abu Dhabi firmò un nuovo accordo con la Abu Dhabi Marine Areas, società di proprietà della BP (due terzi) e della Total (un terzo), che rinnovava e sostituiva i precedenti accordi del 1953.
Alla fine del 1966 la compagnia completò l'attività di perforazione di due pozzi nel proprio giacimento di gas naturale nel Mare del Nord, collegato a Easington tramite metanodotto.
Nel 1967 la BP completò la sua prima raffineria in Svezia, a Göteborg, per la produzione di carburanti e kerosene e con la capacità di lavorazione di oltre 4 tonnellate annue di greggio; da segnalare anche l'apertura di un nuovo impianto a Rotterdam. All'inizio di quell'anno, inoltre, iniziò lo sfruttamento massiccio dei giacimenti della BP a Sarir, in Cirenaica, con l'invio di petroliere in Libia presso il terminal di Tobruch, di proprietà BP e inaugurato alla presenza di re Idris I.