È stato definito "padre dei grattacieli" e "padre del modernismo". È stato un influente architetto della Scuola di Chicago, un mentore di Frank Lloyd Wright e un'ispirazione per il gruppo di architetti di Chicago che sono diventati noti come Prairie School. Insieme a Wright e Henry Hobson Richardson, Sullivan è uno dei "riconosciuti tre della architettura americana". La frase "la forma segue la funzione" gli viene attribuita, anche se l'idea fu teorizzata da Eugène Viollet-le-Duc che considerava che la struttura e la funzione in architettura dovrebbero essere gli unici determinanti della forma. Nel 1944, Sullivan è stato il secondo architetto a ricevere postumo la medaglia d'oro AIA.
Biografia Primi anni e inizio carriera Louis Sullivan nacque il 3 settembre 1856 a Boston, nel Massachusetts, da Andrienne List, una donna nativa di Ginevra ed emigrata verso il Nuovo Continente con i genitori e i fratelli Jenny e Jules, e un Patrick Sullivan, di origini irlandesi, e anch'egli insediatosi negli Stati Uniti a partire dagli anni 1840.. Entrato al Massachusetts Institute of Technology all'età di sedici anni, presso quest'istituto accademico Sullivan apprese i primi rudimenti dell'architettura, per poi interrompere gli studi ed impiegarsi presso lo studio di Frank Furness, a Filadelfia.
Dopo un anno in cui ebbe modo di sperimentare lo stile gotico "orientalizzato", caro allo stesso Furness, Sullivan abbandonò Philadelphia, funestata da una profonda crisi del settore edile innescata dal Panico del 1873, Sullivan si trasferì a Chicago, ravvivata al contrario da una fervida attività costruttiva conseguente al Grande incendio del 1871. A Chicago Sullivan lavorò nello studio di William LeBaron Jenney, la personalità più emergente della nascente Scuola di Chicago, noto soprattutto per essere stato il primo architetto a servirsi di una struttura portante in acciaio; successivamente si recò a Parigi, dove completò la propria formazione presso l'École des Beaux-Arts, per poi ritornare a Chicago e qui lavorare come disegnatore presso lo studio di Joseph S. Johnston e John Edelman: a questi anni risale il disegno degli interni in fresco secco della Moody Memorial Church.
Sodalizio con Adler
Nel 1880 Sullivan si mise in società con Dankmar Adler, ingegnere di origine tedesca con già diversi progetti di notevole rilievo, come la First National Bank e la Central Music Hall di Chicago: questa collaborazione segnò per Sullivan l'inizio dei suoi anni più creativi e fecondi.. Adler e Sullivan inizialmente divennero famosi come architetti di teatri. Sebbene la maggior parte dei loro teatri fosse a Chicago, la loro fama li portò a ricevere commissioni fino a ovest, a Pueblo, Colorado, e Seattle, Washington (mai realizzate). Il progetto culminante di questa fase della storia dello studio fu l'Auditorium Building (1886-90, aperto in fasi) del 1889 a Chicago, un eccezionale edificio polifunzionale che includeva non solo un teatro da 4.200 posti, ma anche un hotel e un edificio per uffici con una torre di 17 piani e negozi commerciali al piano terra, affacciati su Congress e Wabash Avenue. Dopo il 1889, lo studio divenne famoso per i loro edifici per uffici, in particolare il Wainwright Building del 1891 a St. Louis e il Schiller (poi Garrick) Building e il teatro (1890) a Chicago. Altri edifici spesso ricordati includono il Chicago Stock Exchange Building (1894), il Guaranty Building (noto anche come Prudential Building) del 1895-96 a Buffalo, New York, e il Carson, Pirie, Scott and Company Building di Sullivan (1899-1904) su State Street a Chicago.
Nel 1890, Sullivan fu uno dei dieci architetti statunitensi, cinque provenienti dall'est e cinque dall'ovest, scelti per costruire una struttura importante per la "Città Bianca" dell'Esposizione Colombiana di Chicago del 1893. Il massiccio Transportation Building di Sullivan e il grande "Portale d'Oro" si distinsero come l'unico edificio non in stile Beaux-Arts e l'unica facciata multicolore in tutta la Città Bianca. Sullivan e il direttore della fiera Daniel Burnham espressero apertamente il loro disappunto reciproco. Più tardi, nel 1922, Sullivan affermò che la fiera aveva fatto retrocedere l'architettura americana "di mezzo secolo, se non di più". Il suo fu l'unico edificio a ricevere un ampio riconoscimento al di fuori degli Stati Uniti, ottenendo tre medaglie dall'Union Centrale des Arts Decoratifs francese l'anno successivo.
Declino e ultimi anni
Come tutti gli architetti americani, Adler e Sullivan subirono un forte calo nella loro attività con l'inizio della Panica del 1893. Secondo Charles Bebb, che lavorava nello studio a quel tempo, Adler prese in prestito del denaro per cercare di mantenere gli impiegati in azienda. Tuttavia, entro il 1894, di fronte a continui problemi finanziari senza soluzione in vista, Adler e Sullivan sciolsero la loro collaborazione. Il Guaranty Building fu considerato l'ultimo grande progetto dello studio.
Per temperamento e per le sue connessioni, Adler era quello che portava nuovi affari alla partnership, e dopo la rottura Sullivan ricevette poche grandi commissioni dopo il Carson, Pirie, Scott and Company Building. Entrò in un declino finanziario ed emotivo di vent'anni, afflitto da una mancanza di commissioni, problemi finanziari cronici e alcolismo. Egli si ritirò in città rurali di piccole dimensioni dove ottenne alcune commissioni per piccole banche del Midwest (denominate jewel boxes, ovvero scatole di gioielli per via delle piccole dimensioni rispetto agli altri edifici ma dotate di ricca decorazione), per lo più sedi di banche: a titolo di esempio, la National Farmers Bank a Owatonna, nel Minnesota, la Merchants' National Bank a Grinnell, nell'Iowa, e la Farmers and Merchants Union Bank a Columbus, nel Wisconsin.. Nel frattempo scrisse libri, e nel 1922 apparve come critico del progetto vincitore di Raymond Hood per la competizione della Tribune Tower.
Nel 1922, Sullivan fu pagato 100 dollari al mese per scrivere un'autobiografia a puntate, da pubblicare nel giornale dell'American Institute of Architects. Sullivan lavorò alla serie con il redattore Charles Harris Whitaker, che gli consigliò di "organizzare il materiale a puntate". Iniziò la pubblicazione di Autobiografia di un'idea nel giugno 1922 sul giornale dell'American Institute of Architects e, alla conclusione, fu pubblicato come libro.
Morì in una stanza d'hotel a Chicago il 14 aprile 1924. Lasciò una moglie, Mary Azona Hattabaugh, da cui era separato. Una semplice lapide segna il suo luogo di riposo finale al Graceland Cemetery, nel quartiere Uptown e Lake View di Chicago. Più tardi, un monumento fu eretto in suo onore, a pochi passi dalla sua lapide.
Filosofia progettuale
Louis Sullivan è riconosciuto oggi come uno dei maestri della Scuola di Chicago e dell'architettura moderna, nonché come autore di uno stile fortemente individuale che prelude gli indirizzi sia della moderna architettura razionalista che delle ricerche organiche di Frank Lloyd Wright. Di seguito si riporta una citazione di Manfredo Tafuri:
Parte della filosofia architettonica di Sullivan, infatti, si incentra sulla ricerca di una forma organica, dove con tale termine non viene adombrato un presunto rapporto tra architettura e natura, bensì il concetto di organismo architettonico concepito come un corpo unitario, alla cui definizione concorrono unitariamente le sue diverse parti, tra loro coordinate in un rapporto armonico e bilanciato. A realizzare questa organicità, verso cui tende la maggior parte del lavoro di Sullivan, concorre anche l'ornamento, che Sullivan concepisce in chiave non geometrica, bensì fortemente naturalistica, in coerente sintonia con l'idea che l’edificio moderno deve esprimere. Ciò emerge, ad esempio, nel Rookery Building, il cui apparato decorativo è funzionale a comunicare il senso dell’alleggerimento e della crescita verso l’alto, o ancora nell'Auditorium, a proposito del quale il critico Marco Biraghi ha affermato:
In Sullivan la decorazione intreccia una forte dialettica con la funzionalità, opportunamente interpretata, degli edifici. Lo stesso Sullivan è stato l'autore del famoso aforisma «Form Follows Function» [La forma segue la funzione], in cui si stabilisce una relazione quasi deterministica tra la funzione di un edificio e la sua morfologia. La funzione, per Sullivan, assume tuttavia uno spettro di significati particolarmente ampio. «Non è solo un fatto pratico, così come la struttura non è solo un fatto tecnico», scrisse l'architetto, aggiungendo poi: «La forma in questo senso esprime non necessariamente, mostra, svela la vita dell’edificio e le sue caratteristiche». È in quest'ottica, ad esempio, che nel Wainwright Building, uno degli edifici più significativi di Sullivan, il passo dei montanti verticali in facciata è raddoppiato rispetto a quello della struttura interna in acciaio: questa discrepanza tra il congegno strutturale e la soluzione formale, per Sullivan, è funzionale a conferire slancio verticale a un edificio dotato comunque di un numero limitato di piani, stante la funzione simbolica di un edificio alto, che è quella appunto di esprimere anche con la propria forma un tale slancio verticale.
Un nuovo concetto: il grattacielo Prima della fine del XIX secolo, il peso di un edificio a più piani doveva essere sostenuto principalmente dalla robustezza delle sue pareti. Più l'edificio era alto, maggiore era la pressione esercitata sulle sezioni inferiori. Tuttavia, esistevano limiti tecnici riguardo al peso che le pareti portanti potevano sopportare, e ciò richiedeva muri molto spessi ai piani inferiori, ponendo limiti definiti all'altezza complessiva dell'edificio.
L'introduzione dell'acciaio economico e versatile nella seconda metà del XIX secolo cambiò radicalmente queste regole. L'America, nel pieno di una rapida espansione sociale ed economica, offriva grandi opportunità nel campo dell'architettura. Con l'urbanizzazione crescente, la società richiedeva edifici nuovi e più grandi. La produzione di massa dell'acciaio divenne il motore principale che permise la costruzione dei primi grattacieli negli anni 1880. Grazie all'uso di una struttura portante in travi d'acciaio, architetti e costruttori poterono creare edifici alti e slanciati, sostenuti da uno scheletro robusto ma relativamente leggero. Gli altri elementi dell'edificio — pareti, pavimenti, soffitti e finestre — venivano sospesi da questo scheletro, che supportava tutto il peso. Questo nuovo metodo di costruzione, detto "a telaio in colonne", consentiva di sviluppare gli edifici verso l'alto, piuttosto che in larghezza. La struttura portante in acciaio non solo permetteva di costruire edifici più alti, ma anche di inserire finestre più ampie, che facevano penetrare maggior luce naturale negli spazi interni. Le pareti interne divennero più sottili, creando più spazio utilizzabile e affittabile.
Il Monadnock Building di Chicago (non progettato da Sullivan) rappresenta chiaramente questo momento di transizione: la metà nord, completata nel 1891, è costruita con pareti portanti, mentre la metà sud, terminata due anni dopo, adotta la costruzione a telaio in colonne. Sebbene esperimenti con questa nuova tecnologia fossero in corso in molte città, Chicago fu il laboratorio principale. Il capitale industriale e l’orgoglio civico alimentarono una rapida espansione edilizia nel centro della città, soprattutto dopo l’incendio del 1871.