Come calciatore esordisce nella , ma lega il proprio nome soprattutto al , di cui, tra il 1976 e il 1982, diventa il giocatore con più presenze in Serie A.

Si fa notare come allenatore ottenendo due promozioni (dalla Lega Pro Prima Divisione alla Serie A) con il tra il 1988 e il 1991 e vincendo la Coppa Italia Serie C 1988-1989; passa quindi al , dove ottiene una qualificazione alla Coppa UEFA nel 1992. Tra il 1993 e il 1997 allena la , con cui si aggiudica una promozione in Serie A, una Coppa Italia e una Supercoppa italiana. Nel 1997 si trasferisce in Spagna, dove rimane fino al 2000, allenando il (con cui vince una Coppa del Re) e l', prima di passare al , dove rimane per quattro stagioni ottenendo un secondo posto in campionato, una finale di FA Cup e una semifinale di UEFA Champions League. Tra il 2004 e il 2005 ha un'altra breve esperienza sulla panchina del Valencia, segnata dalla conquista della Supercoppa UEFA.

Nel 2007 rientra in Italia, dove allena il , la , la Roma e l', ottenendo un secondo posto con i giallorossi ed una salvezza in Serie A con il Parma. Dal 2012 al 2014 allena il , nel campionato francese, dove vince la Ligue 2 e si piazza poi secondo nella Ligue 1. Dopo un periodo come commissario tecnico della , torna in Inghilterra, al , con cui vince a sorpresa la Premier League nel 2016. Questo straordinario successo gli vale il premio come allenatore dell'anno da parte della FIFA, la Palma al merito tecnico, l’onorificenza di Grande Ufficiale della Repubblica Italiana, oltre all'inserimento nella Hall of fame del calcio italiano. Dopo il successo con le Foxes gli vengono affibbiati diversi soprannomi, in particolare Sir Claudio, con cui viene chiamato ancora oggi. In seguito all'esperienza con il Leicester ha allenato e , per poi fare ritorno in patria alla guida di Roma e . Nel 2021 è tornato in Inghilterra, dove ha allenato il .

Nel 2022 torna in Italia e al Cagliari, riportandolo in Serie A dopo la vittoria dei play-off della Serie B 2022-2023 per poi condurlo alla salvezza. Dopo aver raggiunto la salvezza con i sardi al ritorno in massima serie, il 14 novembre 2024 torna per la terza volta alla guida tecnica della Roma.

Detiene il record di essere l'unico allenatore ad aver disputato (e vinto) i 4 principali derby calcistici in Italia, grazie alle sue militanze con Roma, Juventus, Inter e Sampdoria.

Biografia

È nato nel rione romano di Testaccio da Mario, macellaio, e Renata, che ha superato i 100 anni d'età. Ultimo di quattro fratelli, passò i suoi primi anni di vita ad aiutare il padre in macelleria, prima di coltivare l'interesse per il calcio, iniziando a giocare nell'oratorio di San Saba e diventando un tifoso romanista, oltre a sviluppare una passione per il modellismo navale statico.

All'epoca in cui giocava per il , ha conosciuto Rosa Bitonti, detta Rosanna, con cui si è sposato e successivamente ha avuto una figlia, Claudia, nata proprio a Catanzaro. Quest'ultima si è sposata con l'attore Alessandro Roia; la coppia ha reso l'allenatore nonno di due nipoti, Orlando e Dorotea, prima di separarsi nel 2024.

Dichiaratosi cattolico, ha frequentato per diversi anni la scuola salesiana e l'oratorio; dopo l'elezione di Papa Leone XIV, sui social media sono circolate a maggio 2025 delle immagini che ritraggono la somiglianza tra Ranieri e il nuovo pontefice, tanto che lo stesso tecnico ci scherzerà sopra.

Caratteristiche tecniche Come tecnico prediligeva il modulo 4-4-2 e imprimeva alle sue squadre un gioco basato su solidità difensiva, pressing ed efficaci manovre di contropiede.

Carriera Giocatore

Da calciatore ha vestito le maglie di , , e . Come attaccante a sedici anni fu arruolato nel Dodicesimo Giallorosso. Pochi anni dopo lo notò Helenio Herrera e fu tesserato per la Roma. A 17 anni l'allenatore della Primavera, Antonio Trebiciani, decise di cambiargli ruolo, trasformandolo in terzino.

Esordì in Serie A il 4 novembre 1973 in -Roma (2-1); a lanciarlo fu Manlio Scopigno. Disputò 6 partite e poi passò al Catanzaro dove si impose come punto fermo della difesa, diventando il giocatore del Catanzaro ad aver disputato più partite in Serie A: 128 tra il 1976 e il 1982.

Nel 1982 passò al Catania, in Serie B, contribuendo alla promozione in Serie A dei rossazzurri di Gianni Di Marzio. Giocò con gli etnei anche la successiva sfortunata stagione in Serie A, schierato per lo più da libero per l'infortunio del titolare Giorgio Mastropasqua. Chiuse la carriera nel Palermo, con cui disputò due stagioni in Serie B dal 1984 al 1986.

Allenatore

Da allenatore, Ranieri è rimasto a lungo imbattuto nei derby italiani: la sua prima sconfitta in una di tali gare è avvenuta il 22 luglio 2020, quando alla guida della è stato battuto per 2-1 dal . In precedenza era riuscito a disputare tutte le quattro principali stracittadine italiane (alla guida di , , e Sampdoria) senza essere mai sconfitto, collezionando 9 vittorie e un pareggio.

Gli inizi, Cagliari e Napoli

Da allenatore iniziò nella categoria interregionale, guidando la nel 1986 per poi allenare il in Serie C1. Iniziò a mettersi in luce alla guida del , dove approdò nel 1988, conquistando la Coppa Italia Serie C e portando in due anni i sardi dalla Serie C alla Serie A. La stagione d'esordio nel massimo campionato si concluse con la salvezza degli isolani, riusciti ad agguantare la permanenza con un turno di anticipo.

Nel 1991 viene ingaggiato dal , ottenendo la qualificazione in Coppa UEFA grazie al quarto posto in campionato. Verrà poi esonerato nel novembre 1992, in seguito all'eliminazione dalla coppa (per mano del ) e al 5-1 subìto dal in campionato.

Fiorentina Nell'estate 1993, diviene l'allenatore dell'appena retrocessa . Centrata l'immediata risalita in A, ottiene un decimo posto nel 1994-95.

Durante la stagione 1995-96, oltre a conseguire il quarto posto in Serie A, guida i toscani alla vittoria della Coppa Italia: i gigliati si impongono in tutte le 8 gare disputate, sconfiggendo l' in finale. Il trionfo vale l'ingresso in Coppa delle Coppe, nonché la partecipazione alla Supercoppa italiana: quest'ultimo trofeo viene vinto contro i campioni d'Italia del Milan, messi al tappeto da una doppietta di Gabriel Batistuta. In Europa i viola raggiungono le semifinali, arrendendosi al ; in campionato si classificano invece in nona posizione.

Valencia e Atlético Madrid Il 19 settembre 1997 decide di accettare la proposta della società spagnola del , che aveva appena esonerato Jorge Valdano dopo tre sconfitte nelle prime tre partite della Liga e l'ultimo posto in classifica. Conclude la prima stagione garantendo al Valencia il nono posto in classifica, che varrà alla sua squadra la partecipazione alla Coppa Intertoto UEFA 1998, che il Valencia vincerà in finale battendo in doppia sfida l' e garantendosi così la partecipazione alla Coppa UEFA.

Nella stagione 1998-1999 il Valencia si classifica quarto qualificandosi per la Champions League della stagione successiva. In Coppa UEFA il cammino si interrompe ai sedicesimi dove il Valencia viene eliminato dal . Sempre in questa stagione riesce a vincere il suo primo importante trofeo estero, la Coppa del Re (la coppa nazionale spagnola), dopo aver battuto in finale l' per 3-0.

Nel 1999-2000 allena l'Atlético Madrid, dal quale si separa otto mesi dopo l'inizio dell'avventura, in seguito alla sconfitta nei quarti di finale di Coppa UEFA contro i francesi del per 2-1, alla quale va aggiunta la precaria posizione di classifica della squadra madrilena, che in campionato si trova al quint'ultimo posto in classifica. In conseguenza di ciò, il 3 marzo 2000 l'amministratore fallimentare dei colchoneros, subentrato al presidente Jesús Gil in dicembre per i presunti illeciti fiscali di quest'ultimo, accetta le dimissioni del tecnico italiano.

Chelsea e ritorno a Valencia Il 16 settembre 2000 si trasferisce in Inghilterra per guidare il . Nel 2001-2002 guida i suoi fino alla finale di Coppa d'Inghilterra, persa contro l', mentre nel 2002-2003, dopo due sesti posti, chiude al quarto posto in Premier League, qualificando la squadra alla UEFA Champions League. Dopo aver diretto i Blues per 199 partite ufficiali, riuscendo ad ottenere 107 vittorie, il 31 maggio 2004 viene sollevato dall'incarico dalla nuova proprietà guidata da Roman Abramovič e sostituito da José Mourinho, pur avendo raggiunto la semifinale della UEFA Champions League 2003-2004 (eliminato dal ) e il secondo posto nella Premier League della stessa stagione. Durante l'esperienza nel club londinese, la stampa inglese lo denigra con il nomignolo Tinkerman (o Tinkerer), traducibile secondo alcune fonti come "lo stagnino",Andrea Monti, Leicester: elogio di Ranieri, un uomo normale, La Gazzetta dello Sport, 3 maggio 2016. ovvero colui che tenta di riparare qualsiasi cosa con pochi mezzi, o, secondo altre, come "l'indeciso", per via dei suoi tentennamenti nello stabilire la formazione.Enrico Franceschini, C'era una volta 'Tinkerman', ora l'Inghilterra esalta il nuovo Ranieri, La Repubblica, 15 dicembre 2015.

L'8 giugno 2004 torna al Valencia, fresco vincitore del titolo nazionale e della Coppa UEFA, in sostituzione di Rafael Benítez; la stagione inizia con la prestigiosa vittoria nella Supercoppa europea contro i campioni d'Europa del , ma l'allenatore viene successivamente esonerato il 25 febbraio 2005, in seguito all'eliminazione dalla Coppa UEFA da parte della .

Parma

Nel febbraio 2007 viene chiamato alla guida del per sostituire l'esonerato Stefano Pioli, facendo così ritorno in Italia dopo 10 anni. Pur non riuscendo ad evitare l'eliminazione in Coppa UEFA (contro i portoghesi del nei sedicesimi di finale), in campionato totalizza 27 punti in 16 partite, risollevando i ducali dall'ultimo posto in classifica e conducendoli fino alla salvezza, conseguita all'ultima giornata. È decisiva la vittoria per 3-1 contro l', con la quale gli emiliani chiudono il torneo al dodicesimo posto (42 punti in classifica).

Juventus Lasciato il Parma subito dopo averlo salvato, a giugno si accorda con la , appena ritornata in Serie A dopo l'annata trascorsa in Serie B a seguito del declassamento causato dallo scandalo di Calciopoli. In bianconero prende il posto del francese Didier Deschamps. Nel campionato 2007-2008 i piemontesi conquistano il terzo posto alle spalle di e Roma, battendole entrambe nel girone di ritorno e rientrando immediatamente in UEFA Champions League.

In autunno, porta i sabaudi a vincere il girone europeo davanti al che viene sconfitto per 2-1 in casa e 2-0 in trasferta. Negli ottavi è però eliminato da una sua ex squadra, il Chelsea.

In campionato, dopo un inizio difficoltoso che vede la squadra al dodicesimo posto, la Juventus ottiene dieci vittorie nelle successive 12 partite che la fa salire al secondo posto a soli 3 punti dall'Inter. In primavera, dopo la vittoria all'Olimpico) contro la Roma per 4-1, una crisi di risultati culminati con soli 6 punti ottenuti nelle successive sette partite spinge la società a rivedere la sua posizione: a due giornate dal termine, con la Signora al terzo posto ma con un solo punto di vantaggio sulla Fiorentina quarta, la dirigenza bianconera decide di esonerarlo a favore di Ciro Ferrara, che otterrà due vittorie consecutive chiudendo al secondo posto.

Roma Il 2 settembre 2009 diventa l'allenatore della Roma, subentrando a Luciano Spalletti, rimasto sulla panchina giallorossa per 4 anni e dimessosi dopo le sconfitte con e Juventus nelle prime due giornate di campionato. Il tecnico ritorna così nella sua città natale, nella stessa società in cui era cresciuto e aveva mosso i primi passi da giocatore. Il 6 dicembre 2009 vince per 1-0 il suo primo derby di Roma da allenatore.