Radicale anticipatrice di un'arte che si allontana dalla realtà visibile, sviluppò già dal 1906 un linguaggio astratto. Le sue opere non sono però mere astrazioni di forme e colori, piuttosto la rappresentazione di ciò che è invisibile.
Primi anni di vita Proveniente da una ricca famiglia svedese, Hilma era la quarta figlia di Mathilda af Klint (nata Sonntag) e del capitano Victor af Klint, un comandante navale. Nasce nel Castello di Karlberg a Stoccolma il 26 ottobre 1862. Hilma af Klint trascorse le estati della sua infanzia con la sua famiglia nel maniero Hanmora sull'isola di Adelsö, nel lago Mälaren. In questo ambiente idilliaco entrò in contatto con la natura e questa profonda associazione con le forme naturali le sarà di ispirazione nel suo lavoro. Più tardi nella vita, Hilma af Klint si stabilì a Munsö, un'isola vicino ad Adelsö. Dalla sua famiglia, Hilma af Klint ereditò un grande interesse per la matematica e la botanica. Mostrò anche una precoce attitudine all'arte visiva e, dopo che la famiglia si trasferì a Stoccolma, iniziò la sua educazione artistica presso l’Istituto Tecnico di Stoccolma (oggi Konstfack), seguendo contemporaneamente anche lezioni di ritratto. Venne ammessa alla Royal Academy of Fine Arts all'età di vent'anni, dove negli anni 1882–1887 studiò principalmente disegno, ritrattistica e pittura di paesaggio. Si laureò con lode e le venne assegnata uno spazio nel cosiddetto "Edificio studio" (Ateljébyggnaden), di proprietà dell'Accademia di Belle Arti, situato tra Hamngatan e Kungsträdgården nel centro di Stoccolma, fulcro della cultura svedese del periodo. Lo stesso edificio ospitava anche il Blanch's Café e la Blanchs Art Gallery, dove si esprimeva il conflitto tra la visione artistica convenzionale dell'Accademia di Belle Arti e il movimento di opposizione della "Società dell'Arte" (Konstnärsförbundet), ispirato ai pittori francesi en plein air. Hilma af Klint ha iniziato a lavorare a Stoccolma, ottenendo riconoscimenti per i suoi paesaggi, disegni botanici e ritratti. La pittura convenzionale - ritratti e paesaggi in stile naturalistico – ha rappresentato la sua fonte di reddito finanziario, ma il suo "life's work" rimase una pratica completamente separataCattelan, M., Gioni, M., & Subotnick, A., eds., Charley, Issue 5 (New York: Distributed Art Publishers|D.A.P., 2007).. Dopo gli studi, fino al 1908, dipinse ed espose ritratti e paesaggi in stile naturalistico.
Idee spirituali e filosofiche Nel 1880 morì la sorella minore Hermina e fu in questo periodo che iniziò a svilupparsi la dimensione spirituale della sua vita. Il suo interesse per l'astrazione e il simbolismo proveniva dal coinvolgimento di Hilma af Klint nello spiritismo, molto in voga tra la fine del diciannovesimo e l'inizio del ventesimo secolo. I suoi esperimenti sotto il profilo “dell’indagine spirituale” iniziarono nel 1879. Si interessò alla Teosofia di Madame Blavatsky e alla filosofia di Christian Rosenkreutz. Nel 1908 incontrò Rudolf Steiner, il fondatore della Società antroposofica, che era in visita a StoccolmaGaze, D., Concise Dictionary of Women Artists (Abingdon-on-Thames: Routledge, 2001), . Il pensiero di Steiner riguardante le arti ha avuto influenza sui suoi dipinti. Nel 1920 lo incontrò di nuovo al Goetheanum di Dornach, in Svizzera, sede della Società antroposofica. Tra il 1921 e il 1930 trascorse lunghi periodi al Goetheanum. Il lavoro di Hilma Af Klint può essere compreso nel contesto più ampio della ricerca modernista di nuove forme nei sistemi artistici, spirituali, politici e scientifici all'inizio del ventesimo secoloLiam Taft – National Student, April 19, 2017. Come molti suoi contemporanei era influenzata da correnti filosofico-esoteriche, in particolare - come abbiamo visto - dallo spiritismo, dalla teosofia e più tardi anche dall'antroposofia. C'era un interesse simile per la spiritualità da parte di altri artisti durante questo stesso periodo, tra cui Wassily Kandinsky, Piet Mondrian, Kazimir Malevič e il gruppo francese dei Nabis, personalità - come Hilma af Klint - ispirate dal Movimento Teosofico. La transizione artistica all'arte astratta e alla pittura non figurativa di Hilma af Klint sarebbe avvenuta senza alcun contatto con i movimenti moderni contemporanei, ma utilizzando un linguaggio molto simile, volto a spalancare le porte di una nuova dimensione oltre al visibile, più interiore ma altrettanto reale. Le opere di Hilma af Klint sono principalmente spirituali e il suo lavoro artistico ne è una conseguenza[Hilma af Klint – Painting the Unseen Serpentine Galleries, 2016. , p.24]. Hilma af Klint credeva nell'esistenza di una dimensione spirituale del quotidiano e voleva rappresentarne il contesto che si trova al di là di ciò che gli occhi possono percepire. Durante l'elaborazione di un quadro aveva la percezione di essere in contatto con una coscienza superiore della quale si considerava un tramite. Ricercò attraverso la sua pittura le diverse dimensioni dell'esistenza umana. Successivamente si converte alla chiesa ortodossa e diventa comunista grazie a Stalin.
Retaggio Hilma af Klint lasciò più di un migliaio di dipinti e opere su carta. Durante la sua vita espose solo i primi quadri naturalistici e non mostrò mai le sue opere astratte. Nel testamento si legge che i lavori astratti dovevano essere resi pubblici non prima di venti anni dalla sua morte. Era infatti convinta che solo allora il pubblico avrebbe potuto capirne il significato. Solo nel 2018 ha iniziato a essere conosciuta in Italia, trovando la consacrazione con la mostra che è stata a lei dedicata nel 2019 dal Solomon R. Guggenheim Museum di New York.
Riferimenti culturali Hilma af Klint e il suo lavoro sono presentati nel film Personal Shopper, in cui la protagonista, interpretata da Kristen Stewart, ricerca un'arte che si ispira agli spiritiStewart, S., , New York Post, March 7, 2017.. L'arte di Hilma af Klint ha ispirato Acne Studios per la collezione estiva 2014. Il lavoro di Hilma af Klint è citato da Jane Weaver come ispirazione per Modern Kosmology. Hilma af Klint è stata oggetto di un lungometraggio documentario del 2019 della regista tedesca Halina Dyrschka, intitolato Beyond the Visible - Hilma af KlintKing, J. P., , Washington Blade, February 4, 2020..
Mostre - postume (selezione) Il lavoro astratto di Hilma af Klint è stato esposto per la prima volta alla mostra "The Spiritual in Art, Abstract Painting 1890–1985" organizzata da Maurice Tuchman a Los Angeles nel 1986. Questa mostra è stata il punto di partenza del suo riconoscimento internazionale.
The Spiritual in Art: Abstract Painting 1890–1985, Los Angeles County Museum of Art, Los Angeles, USA, 23 novembre 1986 – 8 marzo 1987 Travelling exhibition: Museum of Contemporary Art, Chicago, USA, 17 aprile – 19 luglio 1987 Gemeentemuseum Den Haag, Paesi Bassi, 1 settembre – 22 novembre 1987 Hilma af Klints hemliga bilder, Nordic Art Association, Sveaborg Helsinki, Finlandia, 1988–1989 , MoMA PS1, Queens, NY, USA, 15 gennaio – 12 marzo 1989 Ockult målarinna och abstrakt pionjär, Moderna museet Stoccolma, Svezia 1989–1991; Travelling exhibition: Göteborgs Konsthall, Gothenburg, Svezia; Lunds Konsthall, Lund, Svezia; Fyns Kunstmuseum, Danimarca Okkultismus und Abstraktion, Die Malerin Hilma af Klint, Albertina, Vienna, Austria 1991–1992. Travelling exhibition: Kunsthaus Graz, Austria; Modern Museum of Passau, Germania Målningarna till templet (The paintings to the Temple), Liljevalchs konsthall, Stoccolma, Svezia 1999–2000 3 x Abstraction: New Methods of Drawing, The Drawing Center, New York; Santa Monica Museum of Art; Irish Museum of Modern Art, Dublino, 2005–2006 An Atom in the Universe, Camden Arts Centre, 2006 The Alpine Cathedral and The City-Crown, Josiah McElheny. Moderna Museet, Stoccolma, Svezia, 1 dicembre 2007 – 31 marzo 2008 (14 quadri) The Message. The Medium as artist - Das Medium als Künstler Museum, Bochum, Germania, 16 febbraio – 13 aprile 2008 (4 quadri) Traces du Sacré Centre Pompidou, Parigi, Francia, 7 maggio – 11 agosto, 2008 (7 quadri) Hilma af Klint – Une modernité rélévée Svedese Centro Culturale, Parigi, Francia, aprile – agosto 2008 (59 quadri) Traces du Sacré Haus der Kunst, Munich, Germania, 18 settembre 2008 – 11 gennaio 2009 De geheime schilderijen van Hilma af Klint, Museum voor Moderne Kunst, Arnhem, 7 marzo – 30 maggio 2010 Hilma af Klint – a Pioneer of Abstraction Moderna Museet, Stoccolma, Svezia, 16 febbraio – 26 maggio 2013; Hamburger Bahnhof – Museum für Gegenwart, Berlino, Germania, 15 giugno – 6 ottobre 2013; Museo Picasso (Malaga), Spagna, 21 ottobre 2013 – 9 febbraio 2014 Un'opere di af Klint è stata esposta al Padiglione Centrale del 55° Biennale di Venezia, 1 giugno – 24 novembre 2013 Painting the Unseen, Serpentine Galleries, Londra, Gran bretagna, 3 marzo – 15 maggio 2016 The Keeper, New Museum of Contemporary Art, New York, USA, 20 luglio – 02 ottobre 2016 Jardin infini. De Giverny à l’Amazonie, Centre Pompidou, Metz, Francia, 18 marzo – 28 agosto 2017 Oltre le stelle - Il paesaggio mistico da Monet a Kandinsky, Musée d'Orsay, Parigi, Francia, 14 marzo – 25 giugno 2017 Hilma af Klint: Paintings for the future, Guggenheim Museum, New York, USA, 12 ottobre 2018 – 23 aprile 2019 World Receivers, Kunstbau, Monaco, 6 novembre, 2018 – 10 marzo, 2019
Note
Bibliografia Maurice Maurice; Judi Freeman (a cura di), The Spiritual in Art, Abstract Painting 1890-1985, Los Angeles: County Museum of Art; New York: Abbeville press, c1986 - Catalogo della Mostra tenuta a Los Angeles dal 23 novembre 1986 all'8 marzo 1987, a Chicago dal 17 aprile al 19 luglio 1987 e a L'Aia dal 1º settembre al 22 novembre 1987 - , Ȧ Fant; R. Förlag (a cura di), Hilma af Klint: Ockult mälarinnaa och abstrakt pionjär, Stockolm: Moderna Museet, ©1989 - Catalogo della mostra tenuta a Stoccolma dal 26 dic. 1989 al 18 febr. 1990 - (testo in svedese) Gurli Lindén, Vägen till templet: Hilma af Klint; förberedelsetiden 1896 - 1906, Rosengårdens Förlag, 1996 - (testo in svedese) Gurli Lindén; Anna Maria Svensson, Enheten bortom mångfalden: två perspektiv på Hilma af Klints verk, Rosengårdens Förlag, 1999 - (testo in svedese) Gurli Lindén, I describe the way and meanwhile I am proceeding along it: a short introduction on methoh and tinention in Hilma af Klint's work from an esoteric perspective, Rosengårdens Förlag, 1998 - Catherine de Zegher; Hendel Teicher, 3 X Abstraction: new methods of drawing: Hilma af Klint, Emma Kunz, Agnes Martin, Yale University Press and The Drawing Center, NY, 2005 - Åke Fant, Okkultismus und Abstraktion: die Malerin Hilma af Klint, Albertina, Wien, 1992 - Jacob Thage; Gl. Holtegaard, Mod Lyset - Belyj, Goethe, Hilma af Klint, Jeichau, Kandinsky, Martinus, Rosenkrantz, Steiner, Nordjyllands Kunstmuseum, 2004 - John Hutchinson (a cura di), Hilma af Klint: the Greatness of Things, Douglas Hyde Gallery, Dublin, 2005 - Claudia Dichter (Hrsg.), The Message: Kunst und Okkultismus; Art and Occultism, with an Essay by André Breton. Kunstmuseum Bochum - Köln: König, 2007 - Volume pubblicato in occasione della mostra "The Message. Das Medium als Künstler. The Medium as Artist", Cologne Fine Art, 2007, Kunstmuseum Bochum, 16.02.2008 - 13.04.2008 - Swedish Women Artists: Sigrid Hjertén, Hilma af Klint, Nathalie Djurberg, Signe Hammarsten-Jansson, Aleksandra Mir, Ulrika Pasch, Books LCC, 2010 - Adam Fuss & Hilma af Klint: Kallelser, Boras: Konstmuseum, - Catalogo della mostra tenuta a Boras nel 2011-2012 - Hilma af Klint, Hilma af Klint: beyond colour, Jarna: Kulturforum Järna, 2011. Ann-Sofi Norin; Daniel Birnbaum (a cura di), The Legacy of Hilma af Klint: Nine Contemporary Responses, Stockholm, Moderna museet, 2013 -