Pagani è un comune italiano di abitanti della Provincia di Salerno in Campania.
Geografia fisica La città sorge lungo le pendici settentrionali dei Monti Lattari (Monte Albino), nel territorio della Valle del Sarno che prende il nome di Agro nocerino-sarnese. Collocata nella zona settentrionale della provincia di Salerno, è la seconda città più densamente popolata della sua provincia.
Territorio Il suo territorio è attraversato dall'Alveo comune nocerino (opera idraulica generata dalla confluenza, nel territorio del confinante Comune di Nocera Inferiore, dei torrenti Cavaiola e Solofrana), affluente del fiume Sarno, e ha una superficie prevalentemente pianeggiante con altitudine massima di e altitudine minima di .
In passato ha subito notevoli danni causati dai terremoti, inoltre ha risentito dell'attività vulcanica del Vesuvio, distante circa , con l'arrivo di detriti e lapilli trasportati dai venti.
Clima Il clima è di tipo mediterraneo, la città è inserita nella zona climatica C:
Classificazione climatica: zona C .
Origini del nome Sul toponimo di Pagani sono state avanzate diverse ipotesi.
Quella più probabile fa derivare il toponimo dalla famiglia Pagano, divenuta nobile in età normanna o ritenuta di origine franco-normanna (nel ramo familiare, secondo diversi araldisti ed eruditi, ci sarebbe Ugo dei Pagani, fondatore dei Templari, tesi messa in dubbio dai medievisti della storiografia ufficiale).Bibliografia in merito: Tale famiglia già nel XIV sec. si stabilì in questa contrada divenendo potente ed autoritaria, ricca di concessioni terriere ed assumendo numerosissimi posti nel comando.Don Ciro Maria Serio, Nocera de' Pagani, Cava de' Tirreni, 1972. Lo storico De Santi, attraverso documenti che vanno dal 1422 al 1454, dimostra come la famiglia Pagano fosse stata fortemente radicata già nella zona di Cortimpiano. Lo storico Orlando aggiunge: "questa famiglia... aveva abitazioni tanto vaste, che occupavano la terza parte, quasi, di quel che poi si disse Pagani"Orlando Gennaro, Storia di Nocera dei Pagani, Napoli, 1886.. I Pagano, nel 1433, ebbero in concessione la signoria del borgo di Cortimpiano, e iniziò ad essere identificato come il "casale de li Pagani".Belsito F., De Pascale C., Storia di Pagani, Angri, 2014.
Altre sono state le ipotesi avanzate riguardo al nome Pagani, probabilmente legato all'esistenza di un pagus, (circoscrizione territoriale rurale accentrata su luoghi di culto pagani)Marisa de' Spagnolis, Archeologia a Pagani, Nocera Superiore, 2018, p. 11. la cui presenza è ipotizzabile al di fuori delle mura della città di Nuceria Alfaterna. Nell'antica Roma, chi abitava fuori della cerchia della circoscrizione urbana veniva detto... anche pagano, perché abitava in un pagus.Lunardo Simone, Lettera intorno all'origine della città di Nocera e suo Vescovado, Napoli, 1610, p.7, nell'Edizione de la "Cittanova", a cura di Antonio Pecoraro, Nocera 1985.
Altre ipotesi fanno derivare il nome dalla presenza dei Saraceni nella zona, ed i Saraceni, come si sa, furono infedeli, quindi pagani.Pacichelli Giovan Battista, Il reame di Napoli in prospettiva, Napoli, 1703.Giustiniani Lorenzo, Dizionario geogr. ragion., Napoli, 1797. Tale colonia saracena si sarebbe stabilita intorno al IX secolo con la connivenza dei Duchi di Napoli.
Inoltre, alcune ricostruzioni di storia locale, non confermate dalla storiografia di carattere scientifico, legano il nome Pagani al termine greco pagos; e pagos erano i leukos-lucus. Questi luoghi sacri erano i Pagi e i loro abitanti i Pagani.Gerardo Sinatore, ORIGINI DI PAGANI, NOMEN OMEN, 2005, p. 54. Si ritiene quindi che, stando all’araldica della nobile famiglia Pagano, tale famiglia abbia mutuato dal luogo di Pagani il proprio nome.Gerardo Sinatore, ORIGINI DI PAGANI, NOMEN OMEN, 2005, p. 49.
Storia Le origini Qualche storico farebbe risalire il primo insediamento abitativo in zona nel I millennio a.C.
La zona fu abitata da popolazione indigena: I Pelasgi, popolazione pre-ellenica, coi Greci, scesero in Italia, e da essi: Sarrasti, Alfaterni e Taurani. La tribù dei Taurani dette origine al primo nucleo di abitanti a Pagani. Di lontana origine africana, vennero dalla Grecia, come la maggior parte degli antichi colonizzatori dell'Italia meridionale. Al tempo degli Etruschi, dal secolo VIII al V a.C. Taurania fu cinta di mura divenendo una oppidum e si dice che abbia rivaleggiato anche con la sorella Nuceria e la vicina Nola.Don Ciro Maria Serio, Nocera De' Pagani, Cava de' Tirreni, 1972, p. 15.
L'importanza strategica di Taurania è attestata dall'autorevole storico romano Tito Livio.
Taurania viene distrutta da Roma durante la guerra sociale (e rasa al suolo da Silla nel 90 a.C.).
Lo storico Giulio Cesare Capaccio, ricorda una Taurania situata verso il fiume Sarno e cita Plinio Secondo.Cfr. lulii Caesaris Capacci. Historiae Neapolitanae, Neapolis, MDCCLXXI, libro 2°, cap, 10; citato in C. Pellegrino, Apparato alle antichità di Capua ovvero Discorsi della Campania felice, Savio, Napoli, 1651, p. 322.
Lo storico Pastore annota: “Distrutta la città di Stabia, le altre città, come Pompei, Ercolano, ritornarono ad essere sottomesse al potere di Roma, ma Taurania resistette e, caduta nelle mani dei legionari di Silla, fu saccheggiata, distrutta, bruciata e rasa al suolo a tal punto che di essa oggi non vi è più traccia …”. Difatti della distruzione e scomparsa di “Taurania” ne parla Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, lib. III, cap. V): “ … interdicit et Taurania”. Dopo l'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. si perdono tutte le tracce dell'antica Taurania.
Secondo qualche storico la prova della presenza dei Taurani nel territorio di Pagani è data da diversi toponimi, ma questi dati sono insufficienti e confusi. Inoltre Taurania è stata identificata ipoteticamente anche in altri luoghi della Campania.Lorenzo Giustiniani, Dizionario geografico-ragionato del Regno di Napoli, Volumi 9-10, Napoli, 1805, p. 49 vol. 6.Lorenzo Giustiniani, Atti dell'Accademia Pontaniana, Volume XVI, Napoli, 1885, p. 32Giuseppe Cosenza, Stabia: Memorie storiche ed archeologiche, C.Mare di Stabia, 1890, p. 44.
È comunque certa l'esistenza di un abitato di epoca protostorica vista la presenza di necropoli e di un reticolo di strade al servizio di esse. I rinvenimenti nel territorio di Pagani di sette tombe più la prova dell'esistenza di altre tre sepolture del tipo a "struttura complessa" a circolo, caratterizzata dal rito delle tombe a fossa (Fossakultur), conferma indubitabilmente l'appartenenza del territorio dalla metà del IX al VI secolo a.C alla facies culturale della piana del Sarno e al popolo dei Sarrasti. I saggi, sia pure parcellizzati, hanno permesso di accertare che tutta la parte alta del territorio di Pagani è interessata da estese necropoli.Marisa de' Spagnolis, Archeologia a Pagani, Nocera Sup., 2018, p. 87.
Epoca romana La posizione del territorio di Pagani lungo la importante via di transito Nuceria-Stabias dovette iniziare a favorirne lo sviluppo come piccolo centro urbano che cominciò ad assumere una maggiore importanza in epoca romana con la realizzazione nel I sec. a.C. della via Nuceria-Pompeios e con la conseguente divisione agraria del territorio. Si può quindi ipotizzare la presenza di un Pagus di epoca romana. Infatti su queste importanti vie consolari si appoggiò il sistema della centuriazione agraria che favorì il popolamento del territorio e lungo i quali si dispose il complesso dei rinvenimenti archeologici portati alla luce e che si data tra il II sec. a.C. ed il I sec. d.C.Marisa de' Spagnolis, Archeologia a Pagani, Rotary Club Mocera-Sarno, 2018. A questo periodo risalgono dei ritrovamenti archeologici di ville rustiche situati in via Ammaturo (I sec. a.C.), via Nazionale (I sec. a.C.) e via Tramontano (II-I sec. a.C.).
Dell´età romana (I sec. d.C.) è una statua raffigurante un togato posta presso il centro storico. Forse da collegare ad una struttura templare antica piuttosto che ad un edificio funerario è la colonna liscia e il capitello,Marisa de' Spagnolis, Archeologia a Pagani, Rotary Club Mocera-Sarno, 2018, p. 83. anche essi localizzati presso il centro storico.
In epoca romana esisteva un luogo denominato campum hare (Campodara), nota nei documenti già dal 983CDCll, CCCLI, p. 184Varone, Assetto e toponomastica di Nuceria in età longobarda, che in seguito diverrà il casale de' La domara. Nel 1640, in località Campodara, nel corso di saggi archeologici, erano venuti alla luce resti di un antico tempio. Lo storico Simone Lunadoro ritiene che in contrada Campodara, in antico Campus Arae, vi era il Tempio di Giunone Argiva, fabbricato da Giasone, con il bosco Sacro, e l'Altare dei sacrifici.Don Ciro Maria Serio, Nocera De' Pagani, Palumbo - Esposito - Cava de' Tirreni, 1972, p. 33.
Il territorio subì danni provocati dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e lo straripamento del fiume Sarno, causando forti disagi alla popolazione, tanto che molti si trasferirono in una zona più rialzata nel piano detto di San Felice (successivamente nell'era medioevale verrà denominato Curtis in plano), già noto nel 65 d.C. perché vi trovarono il martirio, durante la persecuzione dei cristiani voluta dall'imperatore Nerone, i santi Felice e Costanza, le cui spoglie riposano nella chiesa del Santissimo Corpo di Cristo in Pagani.
Medioevo Dopo la caduta dell'Impero romano, nella zona tornarono a formarsi dei borghi lungo il percorso delle antiche vie consolari e fra questi si svilupparono il borgo di Barbazzano e quello denominato Curtis in Plano, o Cortimpiano, dove fu poi edificato anche un castello. Il castello è originariamente citato tra i possedimenti di Potone (nipote del duca di Benevento). Nel X secolo, Cortimpiano fu eletta Baronia da Ruggiero il Normanno e concessa in feudo al soldato Angerio e ai suoi discendenti, i Filangieri. Infatti Cortimpiano è stata culla e dimora per oltre due secoli di casa Filangieri e riferimento per l’intero territorio dal 1136 al 1220. Fu poi Universitas degli Angioini e si ingrandì al punto di assorbire Barbazzano.
Nel XIII secolo, Federico II di Svevia concesse a Riccardo Filangieri, signore di Cortimpiano, anche il castello di Nocera, ponendo le basi per la creazione della città di Nocera dei Cristiani.
Nocera dei Pagani Nel basso medioevo una nobile famiglia di stirpe normanna oppure divenuta nobile in età normanna, i Pagano, ebbe in concessione la signoria del borgo di Cortimpiano, e iniziò ad essere identificato come il "casale de li Pagani". Il casale diventò sempre più grande ed importante, tanto che a partire dal XV secolo Nocera dei Cristiani cambiò nome in Nocera dei Pagani.
La città di Nocera Dei Pagani aveva una forma di governo avanzata per il tempo ed era costituita da Università, entità amministrative che godevano di una certa autonomia. Pagani era una delle Università.
Nel '500 e nel '600, l'università di Pagani seguì le sorti della città madre e subì le conseguenze dei numerosi disastri naturali, delle pestilenze, dell'oppressione dei governanti e dall'eccessiva fiscalità spagnola e solo nel XVIII secolo, con l'avvento dei Borbone, si ebbe una decisa ripresa.
Nel 1787 morì a Pagani Sant'Alfonso Maria de' Liguori, vescovo, dottore della chiesa, musicista, compositore e fondatore della congregazione del Santissimo Redentore.
Il nuovo Comune
Nel 1806, durante il periodo napoleonico, la riforma amministrativa voluta da Giuseppe Bonaparte decretò la fine dell'unità amministrativa della vecchia città e la nascita del Comune di Pagani formato dagli antichi casali de li Pagani e di Barbazzano.
Dal 1806 al 1860 il Comune è stato capoluogo dell'omonimo circondario appartenente al Distretto di Salerno del Regno delle Due Sicilie.
Nel 1844 fu costruita la stazione ferroviaria, una delle prime nel Regno delle Due Sicilie.