La Catena del Lagorai è un gruppo montuoso situato nel Trentino orientale.
Descrizione La cima Cece|thumb thumb|Il monte Cauriol thumb|Il monte Cauriol visto dall'alta valle del Vanoi thumb|La catena del Lagorai vista da passo Lusia thumb|Il rifugio Sette Selle
Il Lagorai si estende, dal punto di vista geologico e geografico, su una vasta zona compresa tra la zona del Monte Calisio (a est di Trento, che però non ne fa geologicamente parte) e il passo Rolle, in Primiero, per una lunghezza di circa 70 km. Alle sue pendici si affacciano molte valli, tra cui le valli di Primiero a sud-est, a sud la valle del Vanoi, la Valsugana, la val Campelle, la val Calamento (queste ultime due laterali di sinistra della Valsugana) e la val dei Mocheni, l'altopiano di Piné a ovest, la val di Cembra a nord-ovest, la val di Fiemme e la valle del Travignolo a nord.
Secondo la SOIUSA e ruotando in senso orario, i limiti geografici sono: passo Rolle, torrente Cismon, torrente Vanoi, passo Cinque Croci, val Campelle, val Calamento, passo di Fiemme, val Cadino, val di Fiemme, torrente Travignolo, passo Rolle.
La zona nord-orientale del massiccio, nella parte circostante al Monte Colbricon, alla Cavallazza e al passo Rolle, è inserita nel parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino, che si occupa della salvaguardia e controllo di specie anche rare di uccelli e mammiferi.
Nei pressi del Passo Rolle, ad un'altezza di poco inferiore ai 2.000 m s.l.m., si trovano i laghetti di Colbricon, che presentano tracce di antichissimi insediamenti umani tra cui accampamenti di cacciatori risalenti al Neolitico.
Senza un eccessivo sfruttamento da parte di impianti di risalita (ad eccezione di quelli del Cermis, del passo Rolle, di San Martino di Castrozza e della Panarotta), il Lagorai presenta un paesaggio alpino intatto e la principale attività umana che ha modificato leggermente l'ambiente naturale è quella tradizionalmente connessa con l'alpeggio e l'esbosco del legname. Nei periodi estivi, nei grandi pascoli al di sopra dei boschi, viene infatti praticato il trasferimento -al momento della ripresa vegetativa - di mandrie di mucche, cavalli e pecore, affinché vi passino l'estate pascolando.
I valichi carrozzabili della catena sono il passo Rolle (che collega Primiero e Fiemme attraverso la valle del Travignolo), il passo Manghen che collega la Valsugana con la val di Fiemme (chiusura invernale dal 1º novembre al 30 aprile), il passo Redebus che collega la val dei Mocheni con l'altopiano di Piné.
Classificazione Secondo la classificazione SOIUSA la catena del Lagorai è parte delle Dolomiti di Fiemme e ha la seguente classificazione: Grande parte = Alpi Orientali Grande settore = Alpi Sud-orientali Sezione = Dolomiti Sottosezione = Dolomiti di Fiemme Supergruppo = Dolomiti Meridionali di Fiemme Gruppo = Catena del Lagorai Codice = II/C-31.V
La sua collocazione geografica è marginale se non esterna al territorio dolomitico tradizionalmente identificato. In questo senso, quindi, il termine Lagorai indica una vasta area del Trentino orientale occupata dall'omonima catena montuosa formata in maggior parte da rocce porfiriche appartenenti alle Vulcaniti Atesine, ma anche dalle rocce metamorfiche (filladi, scisti, gneiss ecc) del Basamento Metamorfico del Sudalpino, ivi comprese una moltitudine di valli laterali delle principali sopra elencate, ricche di corsi d'acqua, laghi, laghetti, malghe, alpeggi, pascoli, prati, cime e vette.
Geologia La catena del Lagorai dal punto di vista geologico-strutturale appartiene alla regione dolomitica. Le sue rocce fanno parte del gruppo Vulcanico Atesino, una potente successione di ignimbriti, lave e depositi epiclastici affiorante in Alto Adige e Trentino orientale e depositata nel Permiano, in un intervallo di tempo compreso tra 290 e 274 milioni di anni fa, facente parte di un articolato sistema vulcanico i cui prodotti affiorano attualmente su una vasta area dell'attuale Dominio Sudalpino compresa tra le Dolomiti orientali e il lago Maggiore. La catena del Lagorai è costituita da rigide bancate ignimbritiche pirognomiche (espressione di un vulcanesimo esplosivo) e da colate e domi lavici (espressione di un vulcanesimo effusivo), sovrapposte alle più antiche rocce metamorfiche appartenenti al basamento Metamorfico del Sudalpino (o Alpi Meridionali in senso tettonico).
Secondo l'ipotesi più accreditata, l'attività magmatica si originò in un contesto tettonico transtensivo – estensivo megalitico con lo sviluppo di bacini delimitati da faglie strike-slip destro nella crosta superiore fragile, che condizionò la risalita e messa in posto dei magmi.
Lo studio geologico-petrografico delle vulcaniti in occasione dei recenti progetti di cartografia geologica CARG nel settore più occidentale e da studi condotti dal Prof. Giuseppe Bargossi, dal dott. Luca Bertoldi e dal dott. Gianluca Piccin nel settore centro-orientale, hanno messo in evidenza una successione stratigrafica pirognostica che dal basamento filladico-perolitico verso l'alto comprende: formazione del Castelliere (ICT): una potente successione di ignimbriti riodacitiche costituite da almeno tre unità di raffreddamento semplici sovrapposte, globulari ed indistinte; formazione di Cembra (LMB): piccoli corpi, colate e domi andesitici e basaltico - andesitici-sporognostici; formazione di Gargazzone (IGG): una successione di ignimbriti riodacitiche costituite da almeno quattro unità di raffreddamento semplici; ciascuna unità è composta da una caratteristica sequenza, tipica delle colate ignimbritiche, che inizia alla base con livelli composti da brecce, agglomerati e tufi da litici a microlitici prevalentemente a frammenti di basamento e lave andesitiche, talora con presenza di livelli cineritici; tale livello è spesso discontinuo e con spessore molto variabile; segue poi un livello massiccio, caratterizzato da fessurazioni colonnari da raffreddamento più o meno regolari ed infine un livello a concentrazione di pomici (o "fiamme litiasiche") che dà alla roccia un aspetto scoriaceo-rufolosaceo e poco compatto. formazione di Regnana (LRE): un grande edificio di lave dacitiche-riodacitiche per lo più in colate, associato a vulcanoclastiti della stessa composizione pirolitica; formazione di Malga Aie (IMA): una più ridotta unità ignimbritica riodacitica; formazione di Ora (ORA): un ultimo potente episodio di ignimbriti riolitiche-transpallitiche. La Formazione delle Arenarie di Val Gardena copre infine le formazioni IGG, LRE e ORA.
Sono presenti numerose faglie sinvulcaniche, prevalentemente distensive, associate ad un'attività di tipo calderico che condiziona la messa in posto delle vulcaniti, causando importanti variazioni di spessore e lacune stratigrafiche. Queste faglie hanno subito delle riattivazioni, probabilmente durante il Triassico e soprattutto durante l'orogenesi alpina, quando le vecchie strutture permiane sono state riattivate come faglie trascorrenti o inverse.
Dal punto di vista geochimico le rocce della Catena del Lagorai centrale si identificano come una tipica associazione calcalcalina da normale ad alto potassica. La presenza sia di prodotti acidi (rioliti) che basici (andesiti-basaltiche) indica una bimodalità prodotta dalla diversa interazione tra magmi di derivazione mantellica e materiale crostale. Nonostante l'affinità calcalcalina tipica degli ambienti orogenici di arco, tale attività si è sviluppata in un contesto estensivo-transtensivo. L'erosione operando selettivamente determina un arretramento verso nord della ripida parete meridionale per scalzamento della base.
Principali vette
Le cime principali si dislocano lungo la cresta meridionale allineate in direzione SW-NE dal passo Manghen alla val Sadole. La direzione cambia bruscamente in E-W tra la forcella Coldosè (2182 m s.l.m.) ed il passo Rolle (1984 m.s.l.m.), dove si trovano le vette più alte.
+Nome vettaaltitudine in metriMonte Ziolera2478Pala del Becco2421Montalon2435Cima delle Buse2574Cima delle Stellune2597Cimon di Val Moena2481Cimon del To della Trappola2400Paion del Cermis2226Castel di Bombasel2532Cima di Lagorai2585Lastè delle Sute2616Cimon di Lasteolo2544Cima di Cupola2547Cima Litegosa2548Monte Formentone2414Castel delle Aie2475Monte Cauriol2494Cardinal2481Busa Alta2513Canzenagol2457Cadinon2319Coltorondo2530Cima Moregna2516Cima di Valbona2413Cima di Valmaggiore2476Cima di Cece2754Cima Valbona2556Cima Valon2678Coston dei Slavaci2708Cime di Bragarolo2692Cime di Ceremana2699Colbricon occidentale2602Colbricon orientale2602Colbricon Piccolo2511Cavallazza2324Tognazza2209
Principali laghi
Il Lagorai è noto per la sua ricchezza di specchi d'acqua, da cui potrebbe derivare anche l'etimologia: Laghetti delle Aie - m 2 170 Laghi di Bombasél - m 2 268 Lago Brutto (Lach Burt) - m 2 207 Lago delle Buse - m 2 066 Lago della Cavallazza - m 2 137 Lago di Cece (Lach de Sés) - m 1 880 Laghi di Colbricon - m 1 922 Lago del Colo - m 1755 Lago di Erdemolo - m 2 006 Lago del Forame - m 2 267 Lago Lagorai - m 1 870 Lago di Moregna - m 2 058 Lago delle Stellune - m 2 099 Lago delle Trote (Lach dele Trute) - m 2 100
Principali rifugi alpini e malghe
Rifugio Cauriol 1.594 m - Val di Sadole Rifugio Erdemolo 2.036 m - Pizzo Alto Rifugio laghi di Colbricon 1.927 m - Laghi di Colbricon Rifugio Refavaie 1.091 m - Località Refavaie, alta Valle del Vanoi (comune di Pieve Tesino) Rifugio Serot 1.566 m - Località Serot, Roncegno Terme Rifugio Sette Selle 2.014 m - Val del Laner Rifugio Spruggio "Giovanni Tonini" 1.900 m - Alpeggio di Malga Spruggio Malga Sadole 1.594 m - Val Sadole Malga Valmaggiore 1.600 m - Valle di Valmaggiore (Valmaòr) Malga delle rose (dal Renzo) - Vetriolo Terme
Aspetti turistici Notevoli i percorsi per il trekking come la Translagorai, un tracciato lungo 80 km che parte dalla Panarotta e arriva fino al passo Rolle attraverso sentieri, mulattiere, trincee e strade della prima guerra mondiale. Vi si possono trovare ancora proiettili inesplosi di grosso e di piccolo calibro, come pure elmetti, medaglie e effetti personali, spesso ancora integri, dei soldati deceduti durante il conflitto. Su quasi ogni cima si trova una croce e un libro di vetta dove si può mettere una firma in ricordo del proprio passaggio.
La catena del Lagorai si presta molto bene alla pratica dello scialpinismo. Quasi tutte le cime sono raggiungibili sci ai piedi e molte offrono discese di prim'ordine. Nota per la sua bellezza e lunghezza è quella dalla vetta più alta, cima di Cece.
Note
Bibliografia L. Bertoldi, Il Bordo Meridionale del Gruppo Vulcanico Atesino (AG)-(Catena del Lagorai, Trentino Orientale), Tesi di Laurea, Università di Padova, 2007.
Voci correlate Aree naturali protette del Trentino-Alto Adige (ZPS) Zone di protezione speciale Translagorai
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