Chi è ebreo? (, pronuncia:ˈmihu jehuˈdi) è una domanda basilare sull'identità ebraica e considera il problema dell'auto-identificazione dell'ebreo. La domanda si rivolge alle caratteristiche ebraiche che si focalizzano sulla cultura, religione, genealogia e società, nonché sulla dimensione personale e familiare che costituisce l'ebreo come tale. Oggigiorno ha rilevanza nel contesto del fenomeno dell'immigrazione nel moderno Stato d'Israele secondo la legge del ritorno.

Tale domanda però in ambito ebraico ha riassunto i toni di una discussione soltanto di recente, in seguito alla nascita del movimento riformista; prima di allora la definizione è stata soltanto quella data dall'ebraismo rabbinico.

La definizione di chi sia ebreo varia a seconda che la si esamini, dalla prospettiva ebraica, in base alle norme statutarie religiose, di auto-identificazione, o, dalla prospettiva non-ebraica, per altre ragioni. Poiché l'identità ebraica può includere caratteristiche etniche, culturali e religioseStephen Sharot, Judaism and Jewish Ethnicity: Changing Interrelationships and Differentiations in the Diaspora and Israel, in Ernest Krausz, Gitta Tulea (curatori), Jewish survival: the identity problem at the close of the twentieth century, pp. 87–104, la definizione di chi sia ebreo varia in relazione all'aspetto considerato, che sia religioso, sociologico o etnicoWill Herberg, David G. Dalin, From Marxism to Judaism: the collected essays of Will Herberg, p. 240.. La questione ha dato origine a controversie legali, soprattutto in Israele, dove sin dal 1962 si sono aperti casi giudiziari nei quali la questione è stata approfondita, ma anche in altri PaesiSuz\i Navot, Constitutional law of Israel, p. 189.Uzi Rebhun, Chaim Isaac Waxman, Jews in Israel: contemporary social and cultural patterns, pp. 296–297.. Inoltre, un tribunale del Regno Unito ha dovuto esaminare se il problema avesse connotati di razzismo, nel caso processuale R(E) v Governing Body of JFS (2009)"BAILII", caso: R(E) v Governing Body of JFS, tribunale: EWCA, divisione: Civile, nr. 626, 25/06/2009..

Secondo la definizione più semplice, prettamente religiosa, usata dagli ebrei per la propria auto-identificazione, una persona è ebrea per nascita, oppure lo diventa mediante la conversione religiosa. Tuttavia ci sono differenze di opinione tra i vari rami dell'ebraismo nell'applicazione di tale definizione, riguardo:

Genitori misti - cioè, se una persona che ha genitori misti, ebrei e non ebrei, debbano essere considerati ebrei. Conversione - ossia, quali processi di conversione debbano essere considerati validi. Perdita storica dell'identità ebraica - vale a dire, se le azioni di una persona o di un gruppo di persone (come la conversione a una religione diversa) o le circostanze della vita o della comunità (come il non essere a conoscenza di avere genitori ebrei) debbano pregiudicare la propria condizione di ebreo o non-ebreo. Identità della diaspora - l'identità degli ebrei tra di loro, e tra i non-ebrei in tutta la diaspora. Richiesta di cittadinanza israeliana - esame delle succitate questioni nel contesto delle leggi fondamentali di Israele.

Ebraismo tannaitico Secondo la Mishnah, fonte primaria dell'halakhah, la condizione dei figli di matrimoni misti è determinata per via matrilineare.

Secondo lo storico Shaye J. D. Cohen, nel Tanakh lo status della prole di matrimoni misti veniva invece determinato patrilinearmente. Cohen fornisce due spiegazioni possibili per tale cambiamento del periodo mishnaico: in primo luogo, la Mishnah potrebbe aver applicato ai matrimoni misti la stessa logica seguita per altre mescolanze (kilayim), quindi il matrimonio misto veniva vietato - così come l'unione di un cavallo con un'asina - e in tali unioni la prole era giudicata matrilinearmente; in secondo luogo i saggi Tannaim potrebbero aver subito l'influenza dal diritto romano, che affermava che quando un genitore non poteva contrarre un matrimonio legale, la progenie seguiva la madre (Mater semper certa est).

Ebraismo contemporaneo

Tutti i movimenti religiosi ebraici concordano sul fatto che una persona si possa considerare ebrea o per nascita o per conversione. Secondo l'halakhah, l'ebreo di nascita deve essere nato da madre ebrea, in quanto la sola accettazione dei principi e pratiche dell'ebraismo non rende ebrea la persona; coloro che sono nati ebrei o che si sono convertiti secondo le regole dell'ortodossia, non perdono la loro condizione se cessano di essere osservanti, o se si convertono a un'altra religione.

L'ebraismo riformato e ricostruzionista spesso accettano un bambino come ebreo anche se solo il padre lo è. Poiché le varie denominazioni dell'ebraismo differiscono nei loro procedimenti di conversione, le conversioni effettuate da denominazioni più liberali non sono accettate da quelle ortodosse.

Ebreo di nascita

Secondo la Halakhah, per determinare la condizione ebraica (ebraico: yuhasin, "ebraicità") di una persona, si deve considerare la condizione della madre. Se la madre è ebrea, allora anche la prole sarà considerata ebrea, e se il padre è anche ebreo, assumerà lo status del padre (per esempio quello sacerdotale se è un cohen). Se uno dei genitori rileva delle difficoltà genealogiche (per esempio è un mamzer) allora anche la prole sarà soggetta a tale difficoltà. Se uno dei genitori non è ebreo, la prole acquisisce la condizione della madre (Kiddushin 66b, Shulchan Aruch, EH 4:19). La decisione deriva da varie fonti, tra cui , , . In base a ciò, se la madre è ebrea, tale è suo figlio, e se non è ebrea, non lo sono neanche i figli; in quest'ultimo caso, se il padre è ebreo, la prole può essere considerata ebrea solo mediante un procedimento di conversione.Menachem Elon, The Principles of Jewish Law, Transaction Publishers, 2007, p. 429m. ISBN 978-1-4128-0719-7

Tutte le branche dell'ebraismo ortodosso e di quello conservatore correntemente sostengono che le regole halakhiche (cioè la discendenza matrilineare) sono valide e vincolanti. L'Ebraismo riformato e quello liberale non reputano vincolanti le regole halakhiche e accettano la prole come ebrea se uno dei genitori, padre o madre, è ebreo, se la alleva come ebrea e tale prole sviluppa un'identità ebraica, notando che «nella Bibbia il lignaggio seguiva sempre il padre, inclusi i casi di Giuseppe e Mosè, che si sposarono con donne non-israelite di casato sacerdotale»Patrilineal Descent, Jewish Virtual Library URL consultato 08/03/2013. Alcuni rabbini riformati in Nord America hanno fissato gli standard secondo i quali una persona viene considerata ebrea quando ha solo un genitore ebreo, ossia se ci sono stati «atti pubblici formali appropriati e tempestivi di identificazione con la fede e il popolo ebraici», come una cerimonia onomastica ebraica, il brit milà, oppure una cerimonia di bar o bat mitzvah. Poiché il Movimento riformato utilizza linee guida e i suoi standard non sono vincolanti, questi vengono intesi e applicati in modo differente dai diversi rabbini e dai singoli ebrei riformati. In generale, si intende che il principio base sia un'educazione ebraica. Gli standard del Movimento conservatore asseriscono che «per chi ha superato l'infanzia e reclama un'identità ebraica, altri atti pubblici o dichiarazioni possono essere aggiunti o sostituiti, previa consultazione con i rispettivi rabbini».Cfr. la risoluzione sulla discendenza patrilineare dell'Ebraismo riformato, The Status of Children of Mixed Marriages dal testo definitivo del Report of the Committee on Patrilineal Descent adottato il 15/03/1983, Central Conference of American Rabbis. I promotori della discendenza patrilinea indicano e .Fighting for Patrilineal Descent, Jewish Justice URL consultato 08/03/2013

Questo criterio è comunemente noto come "discendenza patrilineare", anche se "bilineare" sarebbe più preciso.

Ci sono comunità ebraiche storiche che contestano la tradizione matrilineare: l'ebraismo caraita, per esempio, traccia l'ebraicità per discendenza patrilineare, basando questa pratica «sul fatto che, nella Bibbia, alle tribù vengono assegnati nomi maschili e che i personaggi biblici vengono sempre citati facendo riferimento ai nomi dei loro padri».David Levinson (cur.), Encyclopedia of World Cultures, Vol. 9: Africa and the Middle East, p.154, G. K. Hall & Co., Boston, 1995.

Il dissenso di opinioni è diventato un problema, perché le comunità ortodosse e conservatrici non riconoscono l'ebraicità di una persona col solo padre ebreo, sebbene la stessa persona sia accettata come ebrea dai riformati o dai liberali: per essere accettata come ebrea da una comunità ebraica ortodossa o conservatrice (ad esempio, in occasione del bar/bat mitzvah o del matrimonio), potrebbe venirle richiesta una conversione formale secondo le norme halakhiche. L'Ebraismo ortodosso ha una posizione predominante in Israele. Sebbene l'Ebraismo ortodosso e il conservatore non riconoscano l'ebraicità per discendenza patrilineare, «si deve comunque notare che, nel caso di un figlio nato da padre ebreo ma da madre non-ebrea, la maggioranza dei rabbini ortodossi mitiga le esigenze rigorose normalmente richieste agli aspiranti conversi»J. Telushkin, Patrilineal Descent, Jewish Virtual Library e l'Assemblea Rabbinica del Movimento Conservatore «concorda che gli 'ebrei sinceri per scelta' debbano essere i benvenuti nella comunità».Katz, L. Who is a Jew? su about.com:Judaism URL consultato 08/03/2013

Conversione all'ebraismo

Tutte le forme tradizionali di ebraismo sono attualmente aperte ai convertiti sinceri, e la maggior parte dei sottogruppi accetta i convertiti sottomessisi al procedimento di conversione accettato all'interno del gruppo. Ma non tutte le conversioni sono reciprocamente riconosciute dai diversi movimenti.

Nell'ebraismo rabbinico, le leggi di conversione si basano sulle fonti classiche della Legge ebraica, specialmente sulle discussioni del Talmud e sulla legge codificata nel Shulkhan ArukhEliezer Ben Rafael, Jewish identities: fifty intellectuals answer Ben Gurion, Brill, 2002, p. 210.. Questo corpus di leggi ebraiche tradizionali contenute nell'halakhah è considerato come massimamente autorevole dall'ebraismo ortodosso citato in e dall'ebraismo conservatore.

I requisiti halakhici tradizionali per la conversione sono l'istruzione nei comandamenti, la circoncisione per i maschi, l'immersione in un bacino d'acqua (mikveh) di fronte a testimoni validi, e l'accettazione dei comandamenti davanti a un tribunale rabbinico (Beth Din); per i maschi già circoncisi, una goccia di sangue viene prelevata dal peneIsaac Klein, A Guide to Jewish Religious Practice, The Jewish Theological Seminary, 1979. pp.442-443..

Le autorità ortodosse (posek) richiedono che le conversioni siano effettuate in accordo con la tradizionale legge ebraica e riconoscono solo quelle in cui il convertito accetta e si impegna a osservare la legge ebraica ortodossa così come interpretata dalla Rabbanut. Poiché i rabbini degli altri movimenti non richiedono che il convertito prenda questo impegno, le autorità ortodosse in genere non accettano come conversioni valide quelle effettuate al di fuori della comunità ortodossa.

Anche le autorità conservatrici esigono che le conversioni siano effettuate secondo la legge ebraica tradizionale. Effettuare una conversione senza rispettare i requisiti tradizionali di immersione nel bagno rituale e di circoncisione per i maschi, è una violazione di una norma standard dell'Assemblea rabbinica e motivo di espulsione.On Proving Jewish Identity, di Rabbi Reuven Hammer (2011). Le autorità conservatrici generalmente riconoscono tutte le conversioni avvenute secondo i requisiti della legge ebraica, anche se effettuate all'esterno del movimento conservatore; di conseguenza i rabbini conservatori possono accettare la validità di alcune conversioni dell'Ebraismo progressivo.Archivio dei documenti sulle conversioni dell'Assemblea Rabbinica/Movimento Conservatore/Masorti.