Il Panzer III, abbreviazione del nome completo Panzerkampfwagen III, il cui numero d'identificazione dell'esercito tedesco era Sd.Kfz. 141, fu un carro armato medio della seconda guerra mondiale.

Fu progettato alla luce delle esperienze raccolte con l'impiego dei Panzer I e II e, secondo i piani dello stato maggiore generale tedesco, divenne per alcuni anni il principale carro armato delle Panzer-Division creato espressamente come mezzo anticarro per contrastare i veicoli blindati avversari, ruolo che ricoprì con successo dal 1940 al 1942. Il Panzer III, migliorato nel corso del tempo con il potenziamento dell'armamento principale e l'ispessimento della corazzatura, costituì nella prima parte della seconda guerra mondiale il nucleo centrale e il punto di forza delle Panzer-Division tedesche che estesero il dominio della Germania nazista su gran parte dell'Europa. La versione J, dotata di un cannone da 50 mm lungo 60 calibri (L/60), fu in grado di contrastare anche mezzi più potenti, dimostrando che nel combattimento tra carri era fondamentale disporre di un armamento ad alta velocità iniziale.

Tuttavia a partire dal 1943 il Panzer III fu progressivamente superato dall'introduzione di veicoli nemici più corazzati e dotati di armamento pesante; la Wehrmacht preferì quindi ritirarlo dalla prima linea nella seconda parte della guerra e impiegare nuovi carri più potenti per contrastare la crescente superiorità numerica e tecnica degli Alleati.

Storia Sviluppo Dopo la decisione del governo tedesco di riprendere la costruzione di mezzi corazzati, nella primavera del 1935 lHeereswaffenamt ("Ufficio armamenti dell'esercito") emise le specifiche per due tipi di carro che avrebbero dovuto costituire il principale equipaggiamento delle divisioni corazzate già formate e di quelle future. Il progetto basilare fu studiato dal generale Heinz Guderian, a capo della 2. Panzer-Division: il primo mezzo sarebbe stato destinato alla distruzione dei blindati avversari, mentre il secondo avrebbe appoggiato l'avanzata delle fanterie. Furono rispettivamente chiamati Zugführerwagen, ovvero "carro per comandante di plotone" (abbreviato in ZW - il Panzer III) e Bataillonführerwagen, ovvero "carro per comandante di battaglione" (abbreviato in BW - il Panzer IV)..

Le specifiche per il primo veicolo (ZW) erano le seguenti: peso massimo di 15 tonnellate; trazione cingolata; velocità massima di 40 km/h; equipaggio di cinque uomini; corazzatura più spessa sul lato anteriore; cannone da 37 mm in torretta rotante quale armamento principale, mitragliatrice leggera come armamento secondario; dotazione di radio per comunicazioni a media distanza Per mantenere segreto il nuovo progetto, in quanto il trattato di Versailles impediva alla Germania di sviluppare mezzi bellici moderni, si usò la denominazione Versuchskraftfahrzeug 619, Mittlerer Traktor ("Prototipo 619 di trattore medio"); più tardi fu coniata la designazione 3,7 cm Geschütz-Panzerwagen. Fin dall'inizio si ebbe però una disputa tra l'ispettore per le truppe meccanizzate, che premeva per l'installazione di un cannone da 50 mm, e l'Ufficio armamenti, che riteneva sufficiente il pezzo d'artiglieria scelto, anche perché la fanteria era equipaggiata della stessa arma anticarro (il 3,7 cm PaK 36), evitando così i problemi logistici legati all'uso di due tipi diversi di munizionamento. Alla fine fu raggiunto un compromesso montando il 37 mm, ma progettando l'anello di rotolamento della torretta per sostenere anche il peso di cannoni più grandi. A partire dal 1938, infatti, ebbero inizio gli studi per l'installazione del cannone da 50 mm.. Risolta la questione, lo stesso anno furono inviati gli ordini per la costruzione dei prototipi alla MAN AG, Daimler-Benz, Rheinmetall e Krupp: numerosi collaudi furono condotti tra il 1936 e il 1937 a Kummersdorf-Gut, Ulm, Sennelager, Döllersheim e, per quello che riguarda il cannone, a Meppen,. al termine dei quali venne selezionato il disegno proposto dalla Daimler-Benz.

Produzione Le ditte preposte alla costruzione dei Panzer III in tutte le sue versioni erano la Alkett, la Daimler-Benz, la FAMO, la Henschel & Sohn, la MAN AG, la MIAG, la Waggonfabrik Wegmann e la MNH: la fabbricazione durò dalla fine del 1936 all'agosto 1943 e totalizzò esemplari o esemplari.

Impiego operativo I vari modelli di Panzer III furono utilizzati in combattimento in gran numero fino alla seconda metà del 1943, quando il progetto era già stato ampiamente superato dai carri armati alleati e sovietici; diversi esemplari sopravvissuti continuarono comunque a prestare servizio anche nell'ultimo anno e mezzo di guerra, spesso con compiti nelle retrovie. Tra gli Alleati era noto come Mark III o Mk III nella forma abbreviata ("modello III"), termine coniato dai britannici.

Polonia e Norvegia Al 20 gennaio 1938 l'esercito tedesco aveva in carico un totale di ventitré Panzer III di tutte le versioni fino ad allora uscite dalle fabbriche. Alla fine del marzo dello stesso anno i Panzer III in servizio erano aumentati a quarantadue.. L'organizzazione teorica dei Panzer III prevedeva di assegnarne sei a ogni reggimento corazzato, cioè un plotone di tre carri per ogni compagnia..

Il 1º settembre 1939, con l'invasione tedesca della Polonia, ebbe inizio la seconda guerra mondiale. A questa data le Panzer-Division potevano contare solo su novantotto Panzer III di tutti i modelli fino ad allora concepiti:. il loro impatto non fu dunque decisivo, tanto più che non sempre erano presenti nei reggimenti corazzati, dotati per la maggior parte di Panzer I e Panzer II. Nel frattempo, l'aumento della produzione aveva permesso di elevare i Panzer III per ogni compagnia da tre a cinque.. Qualche Panzer III della versione D partecipò poi alla campagna scandinava tra aprile e maggio del 1940 come parte del Panzer Abteilung z.b.V. 40 ("Distaccamento corazzato per impieghi speciali 40"). Essi rimasero in Norvegia con le truppe d'occupazione fino alla resa incondizionata della Germania, inquadrati nella Panzerbrigade "Norwegen".

Francia Al momento dell'attacco contro la Francia, l'esercito tedesco disponeva di 349 Panzer III (principalmente Ausf. E ed F) in organico a sette Panzer-Division e di trenta-quaranta Panzerbefehlswagen, carri-comando ricavati da Panzer III e assegnati ai comandanti tattici delle formazioni corazzate per guidare i reparti direttamente sul campo di battaglia.. All'inizio dell'attacco sul fronte occidentale (Fall Gelb) le Panzer-Division apparivano inferiori, numericamente e tecnicamente, alle forze corazzate anglo-francesi, equipaggiate con una maggiore quantità di mezzi medi e pesanti. Negli scontri diretti tra carri armati i tedeschi potevano in pratica disporre solo dei Panzer III, tutti armati del cannone anticarro KwK 36 da 37 mm lungo 45 o 46,5 calibri (L/45 - L/46,5) anche se durante la campagna di Francia apparvero per la prima volta i primi esemplari della versione F, armata con il cannone da 50 mm lungo 42 calibri (L/42).; questi mezzi si dimostrarono più efficaci sia dei carri medi (di origine ceca), sia degli altri veicoli leggeri in servizio che non erano in grado di affrontare una battaglia contro i carri alleati..

Nonostante la limitatezza numerica e l'apparente inferiorità tecnica, il Panzer III ottenne rilevanti successi durante la campagna di Francia: gli equipaggi dei Panzer tedeschi, addestrati ed esperti nelle nuove tattiche combinate tra carri armati, cannoni anticarro e bombardieri in picchiata, furono in grado di sfruttare i vantaggi del Panzer III, in particolare il moderno sistema di comunicazioni radio e la dislocazione di tre uomini nella torretta con conseguente maggiore efficienza sul campo. Queste caratteristiche permisero alle Panzer-Division equipaggiate con un numero consistente di Panzer III di vincere una serie di scontri manovrati contro i reparti blindati francesi, dimostrando maggiore mobilità, disciplina e rapidità di tiro. La battaglia di Hannut e la battaglia della Mosa furono gli scontri tra blindati più importanti della campagna e i tedeschi ebbero facilmente la meglio sui più potenti ma impacciati carri armati francesi..

I Panzer III registrarono comunque difficoltà contro i carri pesanti britannici e francesi, le cui corazzature erano quasi impenetrabili frontalmente per i cannoni anticarro da 37 mm, e subirono localmente perdite significative, ma nel complesso la campagna di Francia si concluse con un trionfo delle Panzer-Division e il Panzer III raggiunse il maggior successo della sua carriera, dando prova operativamente della validità del progetto di "carro da battaglia principale" pianificato dai tecnici tedeschi.. Nel complesso la campagna in Europa occidentale costò la perdita di 135 Panzer III.

Nordafrica

L'Afrikakorps del generale Erwin Rommel entrò in combattimento nella primavera 1941 con una forza corazzata principale costituita da Panzer III, equipaggiati appositamente per il teatro africano, sia del tipo originario con il cannone anticarro da 37 mm L/45 o L/46,5 sia di quello con il più efficace cannone da 50 mm L/42. Pur mostrando la consueta superiorità tattica e una notevole capacità di manovrare sul terreno desertico in combinazione con abili schieramenti di cannoni anticarro, gli equipaggi dei Panzer III, soprattutto dei modelli più vecchi, si trovarono in difficoltà negli scontri diretti contro i carri pesanti britannici Mk II Matilda. In alcune occasioni questi scontri costarono dure perdite ai reparti corazzati tedeschi, in particolare durante l'assedio di Tobruch, in aprile, e la battaglia di Halfaya, il 15 maggio 1941, dovute alla superiorità delle corazzature dei Matilda e alla pericolosità del loro cannone anticarro da 40 mm..

Le due Panzer-Division dell'Afrikakorps furono impegnate nel dicembre 1941 nelle durissime e confuse battaglie nel deserto contro le numerose forze corazzate britanniche durante l'operazione Crusader; dopo una serie di scontri dall'esito alterno il generale Rommel dovette battere in ritirata dopo aver perso circa 300 carri. I Panzer III subirono perdite pesanti anche per i gravi problemi meccanici causati dall'impiego nel deserto e dalla mancanza di un numero sufficiente di filtri per i motori; inoltre, impiegati in alcune occasioni in attacchi in massa, furono messi in difficoltà dagli obici britannici da 25 libbre usati in funzione anticarro..

Nella battaglia di Ain el-Gazala l'Afrikakorps mise in campo 223 Panzer III Ausf. G o H armati con il cannone da 50 mm L/42 e diciannove Ausf. J o L equipaggiati con il più efficace cannone 50 mm da 60 calibri; le forze corazzate britanniche, più numerose, erano oltretutto dotate di nuovi carri pesanti di produzione statunitense ma sul campo si dimostrarono tatticamente inferiori alle Panzer-Division. Iniziata il 27 maggio 1942, la battaglia si concluse dopo circa un mese di scontri con una grande vittoria del generale Rommel: i Panzer III, abilmente impiegati dagli esperti equipaggi tedeschi e supportati dalle formazioni anticarro, raggiunsero i risultati più brillanti della loro carriera in Africa, nonostante alcune difficoltà contro i corazzati pesanti alleati. Le forze blindate britanniche, al contrario, furono quasi completamente distrutte..

Durante la stasi precedente la disfatta di el-Alamein Rommel ricevette i primi Panzer IV con cannone da 75 mm L/43, cosa che segnò la fine del Panzer III come carro da battaglia. Ciononostante, ancora dopo la battaglia di el-Alamein l'Asse disponeva in Libia di novantatré Panzer III con cannone da 50 mm L/42 e settantuno con il pezzo da 50 mm L/60, mentre i Panzer IV erano a malapena una trentina. Prima di venir catturati o distrutti dalle soverchianti forze alleate i Panzer III della 10. e 21. Panzer-Division schierati in Tunisia (in gran parte Ausf. J e L). riuscirono a ottenere un'ultima vittoria nella battaglia del passo di Kasserine (febbraio 1943).

Unione Sovietica