Di seguito viene trattata la storia dei Minnesota Vikings dal 1960 ai nostri giorni.
Le origini, la gestione Van Brocklin ed i cambi al vertice (1960-1966)
Il football professionistico nell'area di Minneapolis e Saint Paul iniziò con i Minneapolis Marines/Red Jackets, un team facente parte dell'NFL tra il 1921-1924 e il 1929-1930 . Da allora, l'ipotesi della nascita di un nuovo team professionistico in Minnesota non emerse sino alla fine degli anni cinquanta, quando tre uomini di affari di Minneapolis (Bill Boyer, H. P. Skoglund e Max Winter), uno di Saint Paul (Bernie Ridder jr.) ed uno di Duluth (Ole Haugsrud), aggiunto in quanto dopo aver venduto alla Lega la licenza dei Duluth Eskimos ottenne il diritto al 10% di un'eventuale nuova franchigia in Minnesota THE COFFIN CORNER: Vol. 10, No. 5 (1988) - OLE HAUGSRUD REMEMBERS , URL consultato in data 13 marzo 2013, si dimostrarono fortemente interessati a formare una nuova franchigia nella nuova American Football League o nella già esistente National Football League Birth Of A Very Solvent Baby , URL consultato in data 13 marzo 2013. Vero regista dell'operazione fu Max Winter, già ex-proprietario dei Minneapolis Lakers, che, dopo aver assistito ad un match di football dei Chicago Bears nel 1955, rimase affascinato dalla palla ovale e una volta tornato a Minneapolis scrisse una lettera sia alla American Football League che alla National Football League con l'intento di iscrivere un nuovo club del Minnesota ad una di esse. All'inizio non ebbe risposta da alcuna delle due leghe, fin quando nel 1959 fu invitato finalmente sia dalla AFL che dalla NFL ad accettare per conto di ciascuna la propria proposta The Vikings Timeline - Major news in Vikings History and other notable events. , URL consultato in data 24 marzo 2013. Dopo aver vagliato le due proposte il gruppo di investitori alla fine decise di optare per quella della NFL, e così i futuri Vikings il 28 gennaio 1960 divennero ufficialmente la 14ª franchigia a far parte della NFL. Primo presidente della franchigia fu nominato Bill Boyer.
Il primo dipendente ingaggiato dalla società fu Joe Thomas, ex assistente dell'allenatore ai Los Angeles Rams consigliato dall'allora commissioner della NFL Pete Rozelle ed ingaggiato, data la sua abilità di talent scout, per scovare nei college i giovani più talentuosi da mettere sotto contratto nel Draft 1961 e per contrattare con gli altri team della NFL i giocatori giudicati più idonei per il progetto del futuro allenatore. E sempre dai Rams proveniva Bert Rose jr., il primo general manager dei Purples. Rose, ai Rams direttore della pubblicità, fu consigliato dai proprietari della NFL ed aveva tutte le caratteristiche richieste dal caso: una conoscenza approfondita del mondo del football, aveva lavorato per la promozione di molti club della NFL e a Los Angeles aveva lavorato con un gruppo di cinque proprietari.
Il primo problema cui Rose si trovò davanti era la vendita di almeno 25.000 abbonamenti, prerequisito fondamentale richiesto dalla NFL: egli aprì la campagna abbonamenti sette mesi dopo il suo ingaggio e a dicembre aveva già venduto 19.000 tessere. Alla fine gli abbonamenti venduti furono vicini alle 26.000 unità, con una media di pubblico, nelle partite casalinghe, di 34.586 spettatori, circa l'80% della capacità del Metropolitan Stadium (40.800 posti) Team » Minnesota Vikings - Pro Football Hall of Fame , URL consultato in data 4 luglio 2013. Nel contempo però pensava anche al football giocato e valutava chi ingaggiare come capo-allenatore: i nomi erano molti ma alla fine optò per Norm Van Brocklin, scelta piuttosto azzardata in quanto, sebbene l'Olandese Volante fosse stato uno dei migliori quarterback in circolazione negli anni cinquanta, essendosi appena ritirato non aveva neanche una stagione da allenatore-capo alle spalle e non poteva di certo garantire quell'esperienza di cui una neonata formazione, quale erano i Vikings, avrebbe forse avuto bisogno.
Il 27 settembre 1960 il nome "Minnesota Vikings" diventò ufficiale: fu Bert Rose, primo General Manager della franchigia, a suggerirlo in quanto secondo lui il nome doveva sia trasmettere terrore negli avversari, e suonare vincente alla squadra e ai propri tifosi, sia essere radicato nel territorio, e Vikings lo era anche in tal senso poiché il Minnesota è uno tra gli stati americani col più alto tasso di immigrati scandinavi History - Timeline , URL consultato in data 18 febbraio 2013.
1960-1966: La gestione Van Brocklin
La prestagione dei Vikings cominciò nel peggiore dei modi, con i primi tre incontri di esibizione persi. Van Brocklin tuttavia la prese con filosofia ed affermò, scherzosamente, che quando i suoi avrebbero smaltito le tossine della birra sarebbero stati pronti per l'imminente stagione agonistica. E la prima gara stagionale sembrò dargli clamorosamente ragione in quanto i Vikings riuscirono ad imporsi al Metropolitan, guidati in cabina di regia dal rookie quarterback Fran Tarkenton subentrato all'infortunato titolare George Shaw, per 37-13 sui Chicago Bears, la franchigia sino a quel momento più titolata della NFL. Tuttavia il resto della stagione avrebbe recitato uno spartito decisamente opposto e i Vikings alla fine chiusero la loro prima stagione con un deludente 3-11-01961 Regular Season Standings, NFL.com, accesso 8 marzo 2013. Nel complesso la gestione Van Brocklin fu decisamente al di sotto delle aspettative, in quanto in sei stagioni i Vikings non riuscirono mai ad accedere ai playoff di post season e riuscirono solo una volta a conseguire un record positivo (nella stagione 1964). Dall'altro lato tale gestione è ricordata anche per aver gettato le basi del miglior ciclo di sempre nella storia dei Vikings, con l'ingaggio di giovani di ottime prospettive come il defensive tackle Gary Larsen, i defensive end Jim Marshall e Carl Eller o lo stesso Fran Tarkenton, a tutt'oggi considerato il più grande quarterback di sempre nella storia dei Vikings30 Greatest NFL Quarterbacks of All Time: How Does Aaron Rodgers Compare?, URL consultato in data 25 marzo 2013Vote: Who Is the Greatest Quarterback in Vikings History?, URL consultato in data 25 marzo 2013. È anche ricordato per episodi singolari, come quando nel 1964 nel match contro i Detroit Lions entrambe le squadre indossarono divise bianche creando confusione tra i giocatori (solo in quella stagione i Vikings usarono le divise bianche per gli incontri casalinghi) o come quando Jim Marshall nel match contro i San Francisco 49ers dopo aver recuperato un fumble corse, per sbaglio, per 66 yards verso la propria end zone mettendo a segno un safety per i 49ersThe Wrong Way Run , URL consultato in data 26 marzo 2013.
Il cambio di quadri dirigenziali e di guida tecnica In questo periodo ci furono inoltre anche diversi cambiamenti a livello societario: il 1º giugno 1964 Bert Rose rassegnò, per motivi personali, le dimissioni in qualità di GM e l'11 settembre 1964 subentrò al suo posto Jim Finks, già GM ai Calgary Stampeders, mentre nel 1965 Winter subentrò a Boyer alla presidenza della franchigia e lo stesso Van Brocklin rassegnò a sua volta le dimissioni nel novembre del 1965, dopo la quarta sconfitta stagionale in nove partite giocate, salvo poi ritirarle 24 ore dopo e firmare nel gennaio del 1966 un rinnovo contrattuale di 5 anni a 50.000 dollari l'anno. L'idillio con i Vikings stava comunque per consumarsi e l'11 febbraio 1967 dopo l'ennesima stagione da buttare, e soprattutto dopo aver saputo che la dirigenza avrebbe ceduto Tarkenton ai New York Giants, rassegnò di nuovo le dimissioni, stavolta con effetto immediato e senza ritornare sui suoi passi.
L'era Grant (1967-1983) 1967-1968: La ricostruzione
(EN) "I know the Vikings have the nucleous of a fine football team, i know we can be a contender in a short time." (IT) "So che i Vikings hanno l'ossatura di una raffinata squadra di football, so che nel giro di poco tempo potremo puntare al titolo."Bud Grant, 11 marzo 1967 L'11 marzo 1967, un mese esatto dopo le dimissioni di Van Brocklin, i Vikings, in una conferenza stampa presieduta da Winter e Finks, annunciano il nuovo capo-allenatore Bud Grant. Grant, che non aveva alcuna precedente esperienza in NFL nel curriculum ma a differenza di Van Brocklin aveva già allenato a livello professionistico e vinto 4 Grey Cup con i Winnipeg Blue Bombers nella Canadian Football League, era stato già contattato dai Vikings per divenire primo allenatore della franchigia nel 1961 ma preferì declinare la proposta per poter giocare con la squadra NBA dei Minneapolis Lakers, e questo nonostante fosse la prima scelta di Winter.
Finks aveva in mente una rosa di quattro nomi, che comprendeva oltre a Grant l'assistente-allenatore dei Green Bay Packers, Phil Bengtson, ed altri due assistenti-allenatore con già un'esperienza alle spalle come capo-allenatore in NFL, Nick Skorich dei Cleveland Browns e Bill McPeak dei Detroit Lions. La rosa fu poi ristretta a due nomi, quello di Grant e quello di Bengtson, ed in seguito, dopo il rifiuto di Bengtson (probabilmente sperava di sostituire Vince Lombardi quando quest'ultimo avesse lasciato i Packers), si optò infine per Grant.
La prima stagione di Grant, che vide tra l'altro il collocamento dei Vikings nella neonata Central Division, si chiuse con un record negativo e solo tre vittorie a fronte di 8 sconfitte e ben 3 pareggi. Grant dovette far fronte alla partenza della stella del team, Tarkenton (scambiato con i Giants per le scelte nel primo e secondo giro del Draft NFL 1967, per la scelta nel primo giro del Draft NFL 1968 e la scelta nel secondo giro del Draft NFL 1969 di questi ultimi) e plasmare il gioco secondo i suoi dettami. Il primo nodo da sciogliere riguardava ovviamente il quarterback: Grant aveva a disposizione Ron Vander Kelen, riserva di Tarkenton per 4 anni, e Bob Berry, classico drop-back al terzo anno da pro. Vander Kelen iniziò coi gradi di titolare, ma l'incipit di stagione fu letteralmente disastroso: 4 sconfitte nelle prime 4 gare1967 Minnesota Vikings, URL consultato in data 28 maggio 2013. Nel frattempo Grant era corso ai ripari ed aveva fatto mettere sotto contratto da Finks il ventinovenne Joe Kapp, uno dei migliori quarterback della CFL, cui affidò subito le redini del gioco della squadra. Il cambio di regia, seppur infruttuoso ai fini della classifica, già compromessa dal pessimo avvio, diede tuttavia un impulso alla produzione di gioco dei Vikings con l'halfback Dave Osborn ed il fullback Bill Brown che misero assieme oltre 1500 yard corse e 56 ricezioni. Allo stesso modo Grant rafforzò la linea difensiva, che tanto deficitaria era stata sotto la gestione Van Brocklin: il 1967 fu l'anno in cui arrivò in Minnesota il rookie defensive tackle Alan Page che con Carl Eller, Jim Marshall e Gary Larsen formò una delle defensive line più famose della storia del football, i Purple People Eaters.
Nel 1968 i Vikings ingaggiarono un secondo quarterback in grado di garantire un'alternativa nel ruolo, Gary Cuozzo, già backup quarterback del grande Johnny Unitas ai Baltimore Colts nonché primo quarterback della storia dei New Orleans Saints, anche se fu nuovamente Kapp ad ottenere i gradi di titolare guidando i Vikings al secondo record positivo della loro storia (8-6-0) oltre che, per la prima volta, alla vittoria della Central Division (meno competitiva rispetto alle ultime stagioni, va detto, dopo che Green Bay aveva perso diversi giocatori) ed all'accesso ai Divisional-Playoff persi contro i Colts. Tali risultati furono anche conseguenza di un ulteriore rafforzamento della squadra, avvenuto per mano dell'abile Finks, capace di consegnare a Grant atleti come i futuri hall of famers Ron Yary, prima scelta assoluta al Draft del 1968, e Paul Krause, preso dai Washington Redskins per il linebacker Marlin McKeever ed una scelta al 7º giro del medesimo Draft.
1969: La vittoria del Campionato NFL e la sconfitta al Super Bowl IV