Parla, ricordo (titolo originale Speak, Memory) è un'opera autobiografica dello scrittore russo-statunitense Vladimir Nabokov, pubblicata per la prima volta in volume nel 1951.

La prima edizione statunitense apparve con il titolo Conclusive Evidence: A Memoir, mentre quella britannica fu intitolata Speak, Memory: A Memoir. Dopo averne realizzato una versione russa ampiamente rielaborata, Drugie berega (Altre rive, 1954), Nabokov tornò sul testo inglese, pubblicandone negli Stati Uniti nel 1966 e nel Regno Unito nel 1967 un'edizione riveduta e ampliata, con il sottotitolo An Autobiography Revisited.

Storia editoriale Il primo nucleo dell'opera fu il ritratto della governante svizzera dell'autore, Mademoiselle O, scritto in francese e pubblicato dalla rivista parigina Mesures nel 1936. Una traduzione inglese, rivista da Nabokov, apparve nel 1943 su The Atlantic Monthly e divenne successivamente il quinto capitolo del libro.

La maggior parte degli altri capitoli uscì separatamente tra il 1948 e il 1951. Undici furono pubblicati sul New Yorker, mentre i rimanenti apparvero sulla Partisan Review e su Harper's Magazine. Benché fossero stati composti e pubblicati in ordine discontinuo, Nabokov affermò di averli concepiti come parti destinate a occupare una successione già definita.

Nel 1951 la casa editrice Harper & Brothers raccolse i testi nell'edizione statunitense Conclusive Evidence: A Memoir. Nello stesso anno Victor Gollancz Ltd pubblicò in Gran Bretagna Speak, Memory: A Memoir. Nabokov aveva inizialmente pensato al titolo Speak, Mnemosyne, in riferimento a Mnemosine, personificazione greca della memoria, ma lo abbandonò su suggerimento dell'editore britannico.

Nel 1953, mentre viveva negli Stati Uniti, Nabokov tradusse e rielaborò il libro in russo. La versione risultante, Drugie berega, fu pubblicata a New York nel 1954 dalla Čechov Publishing House. Nel passaggio al russo l'autore omise l'undicesimo capitolo, il cui argomento era già stato trattato nel romanzo Il dono, e modificò numerosi altri passaggi.

Per l'edizione inglese definitiva Nabokov riprese sia il testo originale sia le correzioni introdotte nella versione russa, aggiungendo episodi, personaggi e precisazioni ottenute anche attraverso il confronto con i familiari. La nuova versione uscì nel 1966 presso G. P. Putnam's Sons e l'anno seguente presso Weidenfeld & Nicolson.

Nel 1999 la collana Everyman's Library pubblicò un'edizione con un'introduzione di Brian Boyd e un testo fino ad allora inedito, presentato come «capitolo 16».

Contenuto Dedicato alla moglie Véra, il libro è composto da quindici capitoli e abbraccia un periodo che va dall'agosto 1903 al maggio 1940, muovendosi geograficamente da San Pietroburgo a Saint-Nazaire.

Nabokov rievoca l'infanzia e l'adolescenza trascorse in una famiglia aristocratica e liberale nella Russia prerivoluzionaria, tra la casa di San Pietroburgo e le proprietà di campagna di Vyra e Roždestveno. I ricordi riguardano i genitori, gli antenati, i fratelli, le governanti e i precettori, le prime letture, le esperienze amorose, gli esordi poetici e la precoce passione per le farfalle.

La rivoluzione russa e la perdita delle proprietà familiari conducono all'esilio. I capitoli conclusivi ripercorrono gli studi al Trinity College di Cambridge, gli anni trascorsi tra Berlino e Parigi nell'ambiente dell'emigrazione russa, l'attività letteraria svolta con lo pseudonimo di Sirin e la vita con Véra e il figlio Dmitri. La narrazione termina nel maggio 1940, quando la famiglia si prepara a lasciare la Francia per gli Stati Uniti.

Struttura e temi Parla, ricordo non segue la forma di una cronaca lineare e completa. Nabokov definì il libro un insieme di ricordi personali posti in «sistematica correlazione» e organizzò il materiale attraverso associazioni, riprese e motivi ricorrenti. Colori, paesaggi, sentieri, giardini, farfalle, giochi, problemi scacchistici e coincidenze riappaiono in momenti diversi, mettendo in relazione episodi lontani nel tempo.

La memoria non è presentata come una semplice registrazione del passato, ma come un'attività selettiva e creativa. Le correzioni apportate nelle successive redazioni mostrano al tempo stesso il tentativo di raggiungere una maggiore precisione fattuale e la consapevolezza della fallibilità del ricordo. Nabokov eliminò alcuni episodi che non riusciva più a verificare, ne ampliò altri grazie alle testimonianze dei familiari e trasformò le lacune della memoria in parte del procedimento narrativo.

L'elevato grado di elaborazione formale ha indotto diversi critici a interrogarsi sui confini tra autobiografia e finzione. Secondo la studiosa Galya Diment, l'opera costruisce il passato come una forma artistica, disponendo gli eventi della vita secondo disegni, corrispondenze e punti culminanti propri della narrazione letteraria.

Un altro tema centrale è l'esilio, che trasforma il recupero dell'infanzia e della Russia perduta in una forma di identità artistica. Kathleen Riley ha interpretato la nostalgia di Nabokov non soltanto come rimpianto, ma come modalità di conoscenza e tentativo di riappropriazione del passato.

Accoglienza L'opera è stata frequentemente considerata uno dei risultati maggiori della scrittura autobiografica novecentesca. Recensendo l'edizione definitiva nel 1966, John Updike affermò che Nabokov non aveva mai scritto in inglese meglio che in queste memorie, lodandone la precisione, l'arguzia e la capacità di trasformare il passato in una costruzione artistica.

Nel 2011 la rivista Time incluse Speak, Memory nella propria selezione dei cento migliori libri di saggistica pubblicati in lingua inglese dal 1923, sottolineando il carattere episodico e impressionistico dell'opera e la ricchezza della sua prosa.

Edizioni italiane La traduzione di Bruno Oddera, pubblicata prima della revisione definitiva del testo inglese, si basa sull'edizione del 1951. La successiva traduzione di Guido Ragni riproduce invece Speak, Memory: An Autobiography Revisited.

Note

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