In questa pagina vengono descritte le politiche perseguite dai governi guidati da Silvio Berlusconi.
Silvio Berlusconi ha ottenuto quattro incarichi da presidente del Consiglio: il primo nella XII legislatura (1994), due consecutivi nella XIV (2001-2005 e 2005-2006);Nel corso del quale ha ricoperto gli incarichi ad interim di Ministro degli affari esteri, dell'Economie e finanze e della Salute ed infine nella XVI (2008-2011). Con 3.340 giorni nella carica di Presidente del Consiglio (oltre nove anni), è il terzo politico italiano per durata complessiva al governo (dopo Benito Mussolini e Giovanni Giolitti), il primo dell'Italia repubblicana ed inoltre ha presieduto i due governi più duraturi dalla proclamazione della Repubblica (Governo Berlusconi II e Berlusconi IV).
Governi presieduti Governo Berlusconi I, dall’11 maggio 1994 al 17 gennaio 1995; Governo Berlusconi II, dall'11 giugno 2001 al 23 aprile 2005; Governo Berlusconi III, dal 23 aprile 2005 al 17 maggio 2006; Governo Berlusconi IV, dall'8 maggio 2008 al 16 novembre 2011.
Vertici G7 e G8 presenziati Silvio Berlusconi è l'unico leader mondiale ad aver presieduto 3 vertici del G7/G8. 20º G7, 8 - 10 luglio 1994 a Napoli Presidente ospitante 27º G8, 20 - 22 luglio 2001 a Genova Presidente ospitante 28º G8, 26 - 27 giugno 2002 a Kananaskis 29º G8, 2 - 3 giugno 2003 a Évian-les-Bains 30º G8, 8 - 10 giugno 2004 a Sea Island 31º G8, 6 - 8 luglio 2005 a Gleneagles 34° G8, 7 - 9 luglio 2008 a Toyako 35º G8, 8 - 10 luglio 2009 a L'Aquila Presidente ospitante 36º G8 6 - 8 febbraio 2010 a Iqaluit 37º G8, 26 - 27 maggio 2011 a Deauville
Politica interna Tra le molte motivazioni dei successi elettorali di Berlusconi nel 1994, nel 2001 e anche nel '96 "ci fu l'elemento dell'antipolitico. La sbronza del politichese, l'arroganza dei partiti, l'autoreferenzialità degli apparati, l'ipocrisia ideologica utilizzata come copertura del malaffare e del malgoverno, avevano generato un movimento di rigetto della politica che del resto aveva in Italia una sua tradizione secolare. Berlusconi fu l'immagine-simbolo dell'antipolitico, nei comportamenti, nel linguaggio, nell'immagine che aveva di sé e che proiettava sulla gente, mille volte amplificata dalla potenza mediatica di cui disponeva".. Ufficialmente dichiaratisi fautore del liberalismo nonché sostenitore del Partito Popolare Europeo, le sue scelte di politica interna cercarono di mantenersi fedeli a questa immagine di populismo, ma spesso esse furono abbandonate in nome di politiche più conformi ad un filone di conservatorismo proprio del tradizionale blocco d'ordine italiano..
Azioni legislative 2001-2006
Dal 2001 al 2006 la maggioranza parlamentare di Berlusconi varò molte riforme, tra cui (in ordine cronologico): Legge per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all'estero (2001), detta "legge Tremaglia" dal nome del Ministro per gli italiani nel mondo. Abolizione dell'imposta sulle successioni e donazioni (2001). Fu reintrodotta dal successivo governo di Romano Prodi. Legge obiettivo per le grandi opere (2001): il progetto "autostrade del mare", ferrovie ad alta velocità Torino-Milano-Firenze-Roma-Napoli e Torino-Verona-Venezia; il progetto MOSE per salvare la città di Venezia; il Ponte sullo Stretto di Messina tra la Sicilia e la penisola italiana; le metropolitane di Roma, Parma, Napoli, Torino, Milano; modernizzazione delle autostrade e delle strutture portuali nell'Italia meridionale. Riforma della disciplina dell'immigrazione (2002), detta "legge Bossi-Fini". Conferma ed inasprimento dell'Articolo 41-bis, noto come "carcere duro" (2002). Venne preso come un provvedimento permanente (la norma aveva fino ad allora carattere di temporaneità e doveva essere riconfermata ogni due anni). Introduzione della patente a punti (2003), che comportò un calo significativo degli incidenti stradali (specialmente di quelli mortali) e una riduzione della mortalità. Legge antifumo (2003), detta "legge Sirchia" dal nome del Ministro della salute: divieto, a partire dal 10 gennaio 2005, di fumare nei luoghi pubblici al chiuso a eccezione dell'introduzione di apposite sale fumo. Riforma del lavoro (2003), con la cosiddetta "legge Biagi" (chiamata così dopo che il giuslavorista fu ucciso dal gruppo terroristico comunista delle Nuove Brigate Rosse a causa del suo ruolo di consigliere economico del governo Berlusconi) a favore della flessibilità in ingresso nel mondo del lavoro. Riforma della scuola (2003), chiamata "riforma Moratti" dal nome del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Fu rapidamente messa sotto revisione dal nuovo governo di centro-sinistra quando Romano Prodi tornò al potere. Legge sulla disciplina del conflitto d'interessi (2004), detta "legge Frattini" dal nome del Ministro degli affari esteri. Decreto Urbani (2004), chiamato così dal Ministro dei beni e delle attività culturali Giuliano Urbani: sanzioni per chiunque condivida, anche attraverso software per la condivisione di file, opere tutelate dal diritto d'autore o parti di esse per trarne profitto, con una multa di e la confisca degli strumenti e dei materiali. Il decreto venne successivamente modificato dal parlamento per includere solamente le violazioni di copyright per il solo scopo di profitto, dove "profitto" include il significato di "risparmio" dovuto al mancato acquisto del software. La Corte di cassazione, ad ogni modo, stabilì che "profitto" significa solo un "significativo profitto monetario". Riforma delle pensioni (2004): innalzamento dell'età minima per andare in pensione (introduzione del cosiddetto "Scalone", che innalzava l'età pensionabile dai 57 ai 60 anni) e incentivi economici (il cosiddetto "bonus") per quanti avessero deciso di continuare l'attività lavorativa pur essendo in possesso dei requisiti assicurativi e anagrafici per il diritto al godimento della pensione di anzianità. La "riforma Maroni", chiamata così dal nome del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, lasciando invariato il requisito contributivo di 35 anni, avrebbe gradualmente innalzato l'età minima per accedere alla pensione di anzianità, spostandola da 57 a 60 anni dal 2008, a 61 dal 2010 e a 62 dal 2014. Prima che la riforma entrasse in vigore nel 2008, fu fermata dal neoeletto governo di centrosinistra: fu abolito il discusso "Scalone" e l'età minima fu ridotta da 60 a 58 anni. Sospensione della leva militare obbligatoria (2004), detta "legge Martino" dal nome del Ministro della difesa. Legge che disciplina la procreazione assistita (2004), detta "legge 40", che vieta la ricerca sulle cellule staminali embrionali, la diagnosi pre-impianto e di inseminazione da parte di donatori diversi dal marito, costringendo le donne ad essere fecondate dopo la creazione dell'embrione anche in caso di malattie genetiche, riconoscendo l'embrione come titolare di diritti umani. Alcune delle più controverse disposizioni di legge furono oggetto, nel 2005, di un referendum abrogativo, proposto da alcuni ex alleati come i Radicali Italiani, insieme ad alcuni (ma non tutti) partiti de L'Unione. Riforma dell'ordinamento giudiziario (2005), detta "riforma Castelli" dal nome del Ministro della giustizia. Riforma della legge elettorale (2005), detta "legge Calderoli", dal nome del Ministro per le riforme istituzionali e la devoluzione. Il sistema del collegio uninominale, introdotto dopo il referendum del 1993, fu sostituito con un sistema radicalmente differente che prevedeva un premio di maggioranza per la coalizione vincente alla Camera, liste bloccate, obbligo per ciascuna forza politica di depositare il proprio programma e di indicare il proprio capo e soglie di sbarramento alla Camera e al Senato. Legge sulla legittima difesa (2006). Altre leggi furono particolarmente controverse, e l'opposizione le considerò leggi ad personam per il beneficio di Berlusconi e della sua famiglia: Legge Gasparri, proposta dall'allora Ministro delle comunicazioni Maurizio Gasparri, che ha previsto l'introduzione del sistema integrato delle comunicazioni (SIC), il riordino del sistema radiotelevisivo e delle comunicazioni e lo switch-off dell'analogico (passaggio al digitale terrestre). La Legge Gasparri è stata una delle leggi più discusse del Governo Berlusconi II. Si tratta in sostanza di una legge di riforma generale del sistema radiotelevisivo, la terza "legge di sistema" dopo la legge n. 103/1975 e la legge Mammì del 1990. La successiva legge Maccanico del 1997 aveva cercato di rimediare alla carenza normativa della legge Mammì per garantire maggiormente il pluralismo esterno. La Legge Gasparri, tra le altre cose, aumentava il limite massimo della quota di un individuo del mercato dei media, permettendo a Berlusconi di mantenere il controllo dei suoi tre canali televisivi nazionali (uno dei quali stava ancora usando una frequenza che in base alla legge sarebbe dovuta andare ad un altro canale). Nel 2004 il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, ha stimato i vantaggi derivanti dalla legge Gasparri per il gruppo di Silvio Berlusconi fra 1 e 2 miliardi di Euro. La legge è stata oggetto di un iter legislativo molto complesso. Approvata dal Parlamento il 2 dicembre 2003, è stata rinviata alle Camere dal Presidente Ciampi il successivo 13 dicembre in quanto incostituzionale. Il nuovo testo della legge Gasparri è stato approvato in via definitiva il 29 aprile (dopo 130 sedute e la presentazione di 14000 emendamenti), e promulgato dal Presidente il 3 maggio 2004. Legge sulle rogatorie internazionali (legge 367/2001). Disponeva l'inutilizzabilità in sede di procedimento penale di tutti gli atti trasmessi da giudici stranieri che non fossero stati trasmessi in copia originale o autenticati con apposito timbro. Legge ex Cirielli (2005): prevedeva una prescrizione molto più breve per vari reati e, al contempo, un aumento delle sanzioni per i recidivi. L'opposizione ha sostenuto che questa legge è stato progettata per salvare un amico intimo di Berlusconi, Cesare Previti, dalle accuse di corruzione, ma, dopo le modifiche in parlamento, Previti è stato escluso dai benefici di questa legge. Tuttavia, la Corte costituzionale italiana ha dovuto abolire tale esclusione per motivi di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, in modo e così Previti ha beneficiato lo stesso di tale legge. Legge Cirami (2002): introduceva il legittimo sospetto come causa di rimessione del processo. Fu sottolineato che la nuova disciplina avrebbe impedito il regolare svolgimento del processo Imi-Sir, per sottrarre il procedimento alla competenza del Tribunale di Milano. Lodo Schifani (2003): introduzione del divieto di sottomissione a processo delle cinque più alte cariche dello Stato tra le quali il presidente del Consiglio in carica. La legge fu dichiarata incostituzionale il 13 gennaio 2004. Nel luglio 2008 fu approvato il Lodo Alfano, dal nome del Ministro della giustizia, una riproposizione del Lodo Schifani, emanato poco prima della conclusione del processo per corruzione dell'avvocato David Mills in cui Berlusconi era coimputato. Il Lodo Alfano prevedeva l'immunità per le quattro più alte cariche dello Stato (Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera e Presidente del Consiglio). Dichiarato incostituzionale il 7 ottobre 2009., The New York Times, 7 ottobre 2009 Depenalizzazione del reato di false comunicazioni sociali (falso in bilancio, art. 2621 cod. civ.): fu trasformato da delitto a contravvenzione e furono introdotte condizioni obiettive di punibilità (solo se c'è una parte danneggiata che segnala il fatto alle autorità, e se l'alterazione è inferiore al 5% degli utili o all'1% del totale delle attività). Nei casi di non punibilità furono tuttavia introdotte sanzioni amministrative pecuniarie.