La «tomba vuota» è un episodio riferito nei vangeli canonici, la scoperta da parte delle donne che erano andate alla tomba di Gesù per imbalsamarne il corpo con olii aromatici che la tomba era aperta e vuota; un messaggero (un giovane uomo, un angelo, due uomini o due angeli, a seconda del vangelo) rivela loro che Gesù è risuscitato.

Tutti e quattro i vangeli canonici riportano l'episodio della tomba vuota, con differenze significative tra le varie versioni, ma in ogni caso l'episodio è la prima attestazione evangelica della risurrezione di Gesù (l'unica, nella versione originale del Vangelo secondo Marco, senza cioè il «finale lungo»), precedente alle apparizioni di Gesù.

Narrazioni evangeliche L'episodio della tomba vuota è descritto nel sedicesimo e ultimo capitolo del più antico vangelo canonico, il Vangelo secondo Marco, e ne costituisce l'episodio finale, se non si tiene conto dei finali aggiunti in epoca posteriore. La narrazione marciana riferisce che tre donne – Maria di Magdala, Maria di Giacomo e Salome – si recano all'alba della domenica al sepolcro, dove trovano il masso già rotolato via, entrano nel sepolcro e trovano un giovane che annunzia loro la risurrezione di Gesù, e dice loro di riferire ai discepoli e a Pietro di raggiungerlo in Galilea; le donne, impaurite, non dicono niente a nessuno ():

Nel Vangelo secondo Matteo le donne sono due, Maria di Magdala e «l'altra Maria», si recano al sepolcro all'alba della domenica, assistono a un terremoto e alla discesa di un angelo che rotola via il masso. Alla vista dell'angelo, le guardie rimangono paralizzate per la paura. L'angelo annunzia la risurrezione di Gesù, e dice loro di riferire ai discepoli di raggiungerlo in Galilea; le donne, timorose e gioiose, incontrano Gesù che conferma loro l'appuntamento in Galilea. ():

Nel Vangelo secondo Luca tre donne – Maria di Màgdala, Giovanna e Maria di Giacomo – all'alba della domenica si recano al sepolcro, dove trovano il masso già rotolato via, entrano nel sepolcro e lo trovano vuoto, poi compaiono due uomini che annunciano loro la risurrezione di Gesù, citandone le parole riguardo alla crocifissione e risurrezione; le donne vanno a riferire l'episodio agli apostoli, che non credono loro; solo Pietro va a controllare la tomba e torna indietro stupito per aver trovato solo le bende ():

Nel Vangelo secondo Giovanni Maria di Magdala si reca al sepolcro prima dell'alba, nota la pietra ribaltata ma non entra, anzi torna a chiamare Pietro e «l'altro discepolo, quello che Gesù amava», e tutti e tre vanno al sepolcro; Pietro e l'altro discepolo entrano, vedono le bende e credono. I discepoli tornano a casa, mentre Maria rimane vicino al sepolcro; poco dopo vede due angeli, poi un uomo, che in realtà è Gesù ():

Problemi I racconti evangelici sono concordi nell’affermare che il corpo di Gesù è sparito dal sepolcro, ma divergono su vari dettagli, come: il numero e l’identità delle donne che si recano alla tomba, il momento e lo scopo della visita, le condizioni della tomba (aperta da un angelo davanti alle donne o trovata già aperta), la presenza di uno o di due angeli, il successivo sopralluogo alla tomba da parte dei discepoli. Secondo lo studioso Raymond Brown, queste differenze sarebbero dovute ad un diverso sviluppo delle tradizioni orali di cui si sono servito gli evangelisti. Brown sottolinea comunque che la scoperta della tomba vuota non prova di per sé la risurrezione, ma è la risurrezione che è divenuta la spiegazione della scomparsa del corpo dalla tombaRaymond Brown, 101 Questions and Answers on the Bible, Paulist Press, 1990.

Esistono dubbi sul racconto della presenza delle guardie davanti al sepolcro, che si trova solo nel Vangelo secondo Matteo. Dai vangeli canonici risulta che Gesù ha predetto esplicitamente la sua morte e risurrezione solo in privato ai suoi discepoli, che non hanno capito ciò che voleva dire, mentre in pubblico ha fatto solo un paio di enigmatiche allusioni, in un episodio riportato dai vangeli sinottici (quando i farisei gli hanno richiesto un segno) e in un'altra circostanza riportata dal vangelo di Giovanni (Gv, ), per cui è poco probabile che i capi dei sacerdoti e dei farisei possano avere capito il messaggio meglio dei suoi discepoli, che vivevano a stretto contatto con lui e lo hanno sentito in modo esplicito. Inoltre, l'utilizzo di guardie ebraiche con il permesso di Pilato avrebbe comportato la violazione del comandamento del riposo sabbatico, mentre la presenza di guardie romane alla tomba di un uomo crocifisso come un criminale è assai poco plausibile.Lidija Novakovic, Resurrection: A Guide for the Perplexed, T&T Clark, 2016 Helmut Koester ritiene che il racconto di Matteo avrebbe la finalità apologetica di confutare la diceria del furto di cadavere da parte dei discepoli, che circolava a quel tempo fra i giudei.Helmut Koester, Ancient Christian Gospels, Trinity Press, 1992 Il biblista Gianfranco Ravasi condivide quest’idea e ritiene che la storicità della presenza delle guardie vada considerata con cautela.Gianfranco Ravasi, I Vangeli del Dio risorto, Edizioni Paoline, 1995 Anche William Lane Craig ritiene che ci siano buone ragioni per dubitare dell'esistenza delle guardie alla tomba e che sia meglio considerare questa storia come una questione aperta.William Lane Craig, The Guard at the Tomb, New Testament Studies, n. 30, 1984, p. 277

Nel racconto della visita al sepolcro da parte delle donne si possono rilevare alcune incongruenze: come ha ammesso anche il teologo Bruno Forte, sotto il profilo del rituale ebraico appare inverosimile eseguire l'unzione del corpo a tanta distanza dalla morte. Secondo Craig Evans è probabile invece che le donne si siano recate alla tomba per marcare il corpo in modo da renderlo riconoscibile per l’ossilegio (recupero delle ossa), che per la legge ebraica poteva avvenire un anno dopo la sepoltura.Craig Evans, Jewish Burial Traditions and the Resurrection of Jesus, Journal for the Study of the Historical Jesus, June 2005, p. 187-202 Lascia perplessi anche il fatto che le donne, pur sapendo che il sepolcro è chiuso da una grossa pietra, si mettano in cammino da sole e poi si chiedano come avrebbero fatto a smuovere la pietra Bruno Forte, Gesù di Nazaret, storia di Dio, Dio della storia, San Paolo, 1994.

Lo spostamento della pietra che chiudeva il sepolcro viene attribuito da Matteo all’intervento di un angelo, mentre gli altri evangelisti non specificano come sia avvenuto. Alcuni apologeti cristiani osservano che il corpo risorto di Gesù non aveva bisogno di rimuovere la pietra per uscire dal sepolcro, pertanto ipotizzano che il masso sarebbe stato spostato, forse dallo stesso Gesù, soltanto per richiamare l’attenzione sulla tomba vuota. In alternativa, ritengono possibile che siano stati i giudei ad aprire la tomba per ispezionarla, trovandola vuota a causa della risurrezione.

Essendo attestato da tutti e quattro i vangeli canonici, il ritrovamento della tomba vuota è ritenuto storicamente probabile o almeno possibile, mentre il modo in cui fu ritrovata vuota e la causa per cui lo era non si possono accertare storicamente. Diversi esegeti ritengono probabile l'esistenza di un racconto premarciano su alcune donne del seguito di Gesù che, recatesi al sepolcro, lo trovano vuoto e fuggono via sorprese e sconvolte; l'annuncio della risurrezione da parte dell'angelo e l'invito ad avvertire i discepoli sarebbero frutto di elaborazioni successive.Rudolf Schnackenburg, Vangelo secondo Marco, Città Nuova, 2002, p. 452-453 La tomba vuota in sé è comunque un fenomeno aperto a diverse interpretazioni, che per gli autori cristiani diventa una conseguenza della risurrezione se si collega alle testimonianze sulle apparizioni di Gesù risorto.

Gli scettici pensano invece che la tomba sia stata trovata vuota perché qualcuno l’aveva aperta, portando via il corpo di Gesù (ipotesi del furto di cadavere). Oltre alla possibilità di un furto del cadavere da parte dei discepoli, proposta per la prima volta da Hermann Samuel Reimarus, sono state avanzate altre ipotesi. Bart Ehrman ritiene che il corpo sia stato portato via da alcuni familiari di Gesù, i quali si sarebbero risentiti perché era stato sepolto da estranei alla famiglia. Una variante di questa ipotesi afferma che il corpo non sia stato rubato, ma spostato da una persona autorizzata (ipotesi dello spostamento del corpo). Secondo Robert Price, il corpo sarebbe stato spostato da Giuseppe di Arimatea, che dopo averlo tumulato provvisoriamente in un sepolcro vicino al luogo della crocifissione a causa dell'imminente inizio del sabato, lo avrebbe portato nel luogo di sepoltura definitiva appena concluso il giorno di festaRobert Price, Explaining the Resurrection without recourse to miracle, in AA.VV., The End of Christianity, Prometheus Books, 2011. Se Giuseppe, a differenza di quanto riportato da Matteo e Giovanni, non fosse stato un discepolo di Gesù ma solo un consigliere del Sinedrio come riportato invece da Marco, non avrebbe avuto motivo di informare i seguaci di Gesù dello spostamento del corpo. L'obiezione secondo cui lo spostamento del corpo all'insaputa dei discepoli avrebbe favorito la propaganda della risurrezione è contraddetta dal comportamento degli stessi discepoli che, come sottolineano quasi tutti gli esegeti, hanno creduto alla risurrezione di Gesù solo in seguito alle sue apparizioni e nella loro predicazione non si sono appellati al sepolcro vuoto. Concorda con l'ipotesi dello spostamento del corpo anche Jeffery Jay Lowder, secondo cui è possibile che Giuseppe di Arimatea avesse lasciato Gerusalemme o fosse già morto quando la storia della tomba vuota ha cominciato a circolare; ciò potrebbe rispondere alla domanda per cui il consigliere del Sinedrio non sia intervenuto pubblicamente per spiegare la scomparsa del corpo di Gesù con il suo spostamento altrove. Lowder riconosce tuttavia che non vi sono evidenze certe a favore di quest'ipotesi ed ammette che le ipotesi del furto e dello spostamento del cadavere, pur potendo spiegare la tomba vuota, non escludono di per sé la risurrezione, che sarebbe potuta avvenire da qualsiasi luogo in cui Gesù fosse stato sepolto o trasferito e persino dalla croce, nel caso in cui non fosse stato sepolto. Un altro studioso, Charles Freeman, sostiene che il corpo sia stato portato via per ordine di Caifa allo scopo di evitare pellegrinaggi da parte dei seguaci e quindi possibili disordini. Il giovane vestito di bianco visto dalle donne non sarebbe stato un angelo ma un incaricato dei sacerdoti, che aveva il compito di riferire loro un messaggio che convincesse gli Apostoli a ritornare in GalileaCharles Freeman, A New History of Early Christianity, Yale University Press, 2009. Secondo Richard Carrier, il ritrovamento delle bende e del lenzuolo nel sepolcro, citato contro l'ipotesi del furto o del trasferimento del corpo (i ladri non lo avrebbero sbendato per portarlo via), non sarebbe un fatto storico citato nella prima stesura dei Vangeli ma un abbellimento inserito successivamente, dato che i cronisti dell'epoca usavano raccontare i fatti senza indulgere troppo sui particolariRichard C. Carrier, The Plausibility of Theft in The Empty Tomb: Jesus Beyond the Grave, a cura di Robert M. Price e Jeffrey Jay Lowder, Prometheus Books, 2005.