Il 120/50 Mod. 1926 era un cannone navale italiano che dagli anni trenta fino alla seconda guerra mondiale equipaggiò moltissime navi della Regia Marina, dai cacciatorpediniere alle navi da battaglia.

Storia La bocca da fuoco fu sviluppata a metà degli anni venti dalla Ansaldo come arma primaria per i cacciatorpediniere della Regia Marina.

La Ansaldo e la Odero-Terni-Orlando (OTO) realizzarono diversi tipi di impianti armati con questo cannone che equipaggiarono le navi da battaglia classe Conte di Cavour (dopo la loro ricostruzione) come armamento secondario antisilurante e diverse classi di cacciatorpediniere come armamento primario fino alla seconda guerra mondiale. Nel dopoguerra, il cannone continuò ad essere usato fino alla radiazione di dette unità da parte della Marina Militare italiana.

Il cannone fu installato in due impianti binati Mod. 1926 sulle cannoniere classe Humaitá realizzate per il Paraguay. Impiegate largamente durante la Guerra del Chaco nel 1932, risultano tuttora in servizio con la Marina paraguayana, con i loro 120/50 originari.Maurizio Brescia, art. cit.

Tecnica

La canna è in acciaio e l'anima ha 36 righe destrorse. L'otturatore è a cuneo a scorrimento orizzontale. Sugli impianti binati le due bocche da fuoco sono installate sulla stessa culla, formata da due manicotti solidali tra loro. Ogni bocca da fuoco ha due freni di sparo, alloggiati nella parte inferiore della culatta, e due recuperatori, alloggiati nella parte superiore delle stessa. La culla, singola o binata, è incavalcata su un affusto a piattaforma, munita di scudatura o di torretta completa. Sugli impianti singoli le manovre di elevazione e brandeggio erano manuali, mentre le installazioni binate erano dotate di servomotori elettrici.

Le munizioni erano separate, con cartoccio a bossolo. La granata da 120/50 pesava 23 kg circa ed era disponibile nelle versioni perforanti (AP), esplosivi (HE), incendiari ed illuminanti.

Impianti +Tipo di impiantoDati tratti da NavWeapsModelloPesoElevazioneClassi di navi Affusto a piattaforma binato Ansaldo Mod. 1926Disegno Ansaldo Mod. 26.22 240 kg-10°/+45°Navigatori (3×2), Dardo (2×2), Folgore (2×2), Humaitá (2×2)Ansaldo Mod. 193621 600 kg-10°/+40°Soldati I (2×2) e II serie (2×2)Ansaldo Mod. 1937Disegno Ansaldo Mod. 37.21 600 kg-10°/+42°Soldati I (2×2) e II serie (2×2 o 1×2)OTO Mod. 1931Disegno OTO Mod. 31.17 650 kg-7°/+33°Maestrale (2×2), Oriani (2×2)OTO Mod. 193334 000 kg-10°/+42°Conte di Cavour (ricostruite) (6×2)OTO Mod. 193622 800 kg-7°/+35°Maestrale (2×2), Oriani (2×2)Affusto a piattaforma singoloAnsaldo Mod. 194011 633 kg-7°/+45°Soldati II serie (1×1 o 2×1), Carabiniere (della Soldati I serie) (1×1)

Note

Bibliografia John Campbell, Naval Weapons of World War Two, Annapolis, Naval Institute Press, 1985. Aldo Fraccaroli, Le navi da battaglia italiane della seconda guerra mondiale, Storia illustrata, 1976. Maurizio Brescia, Humaitá e Paraguay. Due longeve cannoniere fluviali costruite in Italia per la Marina di Asunciòn, in Storia Militare, n. 69, Parma, Ermanno Albertelli Editore, giugno 1999. Ministero della Marina, Manuale del Cannoniere, Volume I, Roma, 1939. Ministero della marina, Manuale del cannoniere artificiere, Roma, 1936.

Voci correlate QF 4.7 in Mk. I-IV 120/45 120 mm Type 10

Collegamenti esterni

Categoria:Artiglierie navali Categoria:Artiglierie di calibro da 104 mm a 125 mm Categoria:Armi d'artiglieria della prima guerra mondiale Categoria:Armi d'artiglieria della seconda guerra mondiale Categoria:Armi costruite dall'Ansaldo Categoria:Armi costruite da OTO Melara