Der Kaiser von Atlantis oder Die Tod-Verweigerung (L'imperatore di Atlantide ovvero Il rifiuto della morte) è un'opera lirica in un atto di Viktor Ullmann su libretto di Peter Kien. Ullmann e Kien, internati nel ghetto di Theresienstadt (Terezín), collaborarono alla stesura dell'opera nella seconda metà del 1943. Sebbene si tennero delle prove a Terezín nel marzo del 1944 con il direttore d'orchestra Rafael Schächter, l'opera non venne mai rappresentata sul palcoscenico della Sokolhaus di Theresienstadt, giacché la censura nazista ritenne che il personaggio principale, l'imperatore Overall (anglismo per Über Alles), fosse la satira di un sovrano totalitarista.Herbert Thomas Mandl, musician and survivor from Terezín tells about the rehearsal of "The Emperor of Atlantis" https://www.youtube.com/watch?v=fyN-oAby5VI

Dalla composizione alla prima L'opera è anche nota con il titolo Der Kaiser von Atlantis oder Der Tod dankt ab, ovvero L'imperatore di Atlantide o L'abdicazione della morte, leggenda in quattro scene. Prima del trasferimento ad Auschwitz, Ullmann affidò manoscritti, saggi e ogni documento in suo possesso all'amico e compagno di cella Dott. Emil Utitz, bibliotecario presso il campo e scampato alla prigionia. Lo spartito del Kaiser venne consegnato ad un altro sopravvissuto, il Dott. Hans Günther Adler, che dopo la guerra si trasferì a Londra. La partitura, ritenuta per decenni perduta, venne ritrovata nel 1972 dal direttore d'orchestra Kerry Woodward. Si trattava di una copia di lavoro tutt'altro che completa, con modifiche, cancellazioni e variazioni apportate nel corso delle prove di Terezín. Woorward introdusse numerosi cambiamenti: in particolare, nel finale dell'opera, alla strumentazione dellAria della Morte, variata in alcuni accordi per clavicembalo e con l'aggiunta di tromba e flauto.

Il 16 dicembre 1975, presso il Bellevue Centre di Amsterdam, la Nederlandse Opera presentò in anteprima mondiale Der Kaiser von Atlantis, con Woodward alla direzione dello spartito da lui stesso redatto.

Versioni successive

La produzione venne replicata nel 1976 a Bruxelles e Spoleto e riallestita per la prima americana nell'aprile del 1977 dal San Francisco Spring Opera Theater. Il 18 maggio 1977 il New Opera Theater presentò la prima newyorkese al Lepercq Space con la Brooklyn Academy of Music. Tutte queste esecuzioni vennero dirette da Woodward.

Nel 1981, Michael Graubart e Nicholas Till approntarono un'edizione più fedele ai manoscritti del Dott. Adler. Non rinnegarono tutte le scelte di Woodward, ma preferirono la partitura del 1943-1944 alla maggior parte delle modifiche apportate da quest'ultimo. L'edizione di Graubart e Till fornì le basi per la prima inglese del 15 maggio 1981 allo Studio Theatre del Morley College di Londra e per le rappresentazioni del maggio 1985 all'Imperial War Museum.

Un'ulteriore ricostruzione della partitura originale ebbe luogo tra il 1992 e il 1998, con Ingo Schultz(DE) Ingo Schultz "Ullmann und Andere" musica reanimata Nr. 73/74 Berlin 2010, Karel Berman (il basso-baritono nella parte della Morte a Terezín) e Herbert Thomas Mandl (violinista e musicista nelle opere musicali di Ullmann a Terezín) a capo della ricerca musicale, in collaborazione con ARBOS - Società per la Musica e Teatro. Successivamente si aggiungse al gruppo di lavoro Paul Kling, primo violino alle prove di Terezín. Per la prima volta, quindi, vennero coinvolti in una produzione dell'opera i musicisti sopravvissuti a Theresienstadt(ENG FR DE) "Tracks to Viktor Ullmann". Essays written by Viktor Ullmann, Herbert Thomas Mandl, Dževad Karahasan, Ingo Schultz and Herbert Gantschacher (edited by ARBOS / Vienna: edition selene 1998), ISBN 3-85266-093-9. L'ARBOS presentò il Der Kaiser von Atlantis di Schultz, Berman, Kling e Mandl in Austria (Klagenfurt, Hallein, Vienna, 1993-2001), Repubblica Ceca (al Národní Památník di Praga, 1993, miglior produzione operistica dell'annoAustria Presse Agentur 18.11.1993; a Theresienstadt, nella prima rappresentazione del 1995, 51 anni dopo la prova generaleTerezinský vzpomínkový festival / Terezín Memorial Days / Theresienstädter Gedenkfestival 21.-23.5.1995 con il patrocinio di Karel Berman; al Veletržní palác di Praga, 1998), Germania (Hellerau, Dresda, 1994), Svezia (Kulturhuset, Stoccolma, 1995), Canada (National Arts Centre, Ottawa-Montréal, 1994-1996) e Stati Uniti d'America (1998, tra cui un'esecuzione al U.S. Holocaust Memorial Museum di Washington D.C. e una coproduzione del Los Angeles Museum of the Holocaust e dell'American Legion Building di Hollywood, con il patrocinio di E. Randol Schoenberg, la nipote del compositore Arnold Schönberg(EN) http://articles.latimes.com/1998/nov/09/entertainment/ca-40848).

Nel 1992, lo Staatstheater di Saarbrücken presentò una produzione degna di nota dell'opera di Ullmann.(DE) https://www.zeit.de/1992/19/brisant-oder-glatt Altre rappresentazioni di successo vennero eseguite dalla City Opera di Vancouver (2009), dalla Long Beach Opera (2009), dalla Boston Lyric Opera (2011), dalla Dioneo Opera (Londra, 2011), dalla English Touring Opera a Londra e in altre città del Regno Unito (2012) e dalla Staatsoper a Berlino (2013).

In Italia è andata in scena nel 2002 al Teatro Massimo di Palermo, nel 2003 ad Aulla (direttore Giuseppe Bruno, versione ritmica in italiano a cura di Valerio Valoriani), nel 2004 al Festival dei Due Mondi di Spoleto (direttore James Conlon), l'11 marzo 2010 a Barletta (direttore Paolo Candido), il 27 settembre 2012 al Teatro Verdi di Muggia e il 2 ottobre 2012, con la regia di Lino Marrazzo, la direzione di Davide Casali e le scene del pittore Endri Kosturi, alla Risiera di San Sabba (Trieste), in quello che fu l'unico campo di concentramento sul territorio italiano e dell'Europa occidentale occupata a essere dotato di un forno crematorio.

Musica La partitura è suddivisa in venti brevi sezioni e dura circa cinquanta minuti. Alcune parti vengono danzate e ci sono lunghi parlati. L'orchestrazione del 1943 è per un ensemble da camera formato da tredici strumenti (gli unici disponibili a Terezín), alcuni dei quali di utilizzo poco frequente come il banjo, l'harmonium, il sassofono contralto e il clavicembalo.

Personaggi PersonaggioVoceTheresienstadt(prove)1943 - 1944Prima mondiale16 dicembre 1975Theresienstadt(prima rappresentazione)23 maggio 1995Spoleto Festival8 luglio 2004Risiera di San Sabba2 ottobre 2012Kaiser Overall (Imperatore Overall)baritonoWalter WindholzMeinard KraakSteven SwansonBrian MulliganNicolò CerianiDer Lautsprecher (L'Altoparlante)basso-baritonoBedrich BorgesLodewijk MeeuwsenRupert BergmannAlvin Crawford, Nico CastelHektor LekaEin Soldat (Un soldato)tenoreDavid GrünfeldRudolf RuivenkampJohannes StrasserMatthew GarrettDax VelenichHarlekin (Arlecchino)tenoreDavid GrünfeldAdriaan van LimptJohannes StrasserSteven Paul SpearsFrancesco PaccoriniBubikopf (Una giovane donna)sopranoMarion PodolierRoberta AlexanderStefanie KahlHanan AlattarKarina OganjanDer Tod (La Morte)basso-baritonoKarel BermanTom HaenenKrassimir TassevDaniel GrossGiuliano PelizonDer Trommler (Il tamburino)mezzosopranoHilde Aronson‐LindtInge FrölichIngrid NiedermairAlison TupayMartina Rinaldi

Analisi dell'opera John Rockwell (al New York Times dal 1972 al 2006) cita l'opera come il racconto «dell'abdicazione della Morte di fronte agli orrori universali della vita». Harold Schonberg (Premio Pulitzer nel 1971) scrive che «la trama trasmette più forza ed interesse che la musica... In parecchi punti il lavoro di Ullmann assomiglia ad un'opera». Molte recensioni fanno notare l'ineluttabile imposizione della Morte all'Imperatore affinché sia il primo a morire, mentre altre accentano una scelta consapevole con cui, «prodigiosamente, l'Imperatore si avvede dei propri crimini» e, per «permettere alla Morte di salvare milioni di persone dall'agonia di una vita senza morte... si immola come prima vittima».

Il direttore d'orchestra James Conlon, noto interprete di Zemlinsky e dei compositori che subirono la persecuzione nazista, descrive Der Kaiser von Atlantis tanto come una satira politica quanto come l'apologo della speranza in cui l'isolato Overall impersonifica Hitler e Tamburino la sua confidente Eva Braun, mentre i giovani amanti e Arlecchino incarnano «il mondo smarrito delle semplici emozioni umane».

Anthony Tommasini, critico musicale e caporedattore del New York Times, elenca tra le influenze di Ullmann la radicalità giovanile di Hindemith mentre Allan Kozinn, recensore del New York Times, scrive che Ullmann utilizzò «un linguaggio musicale onnivoro che attinge sia dallo stile popolare che da quello classico».

Alessandro Carrieri, studioso di musica concentrazionaria, evidenzia che: «Con quest'opera è possibile far conoscere la Shoah attraverso l'arte e la cultura: la musica diventa così salvazione contro le violenze perpetrate dai nazisti nei Ghetti e nei Lager. La musica di Viktor Ullmann riuscì a sopravvivere alle violenze, come salvazione, come antidoto, come modo di resistere alle sofferenze e alle torture, ma anche come testimonianza di una funzione sua propria di dare forza, raccontare fatti, testimoniare eventi, trasmettere emozioni».Alessandro Carrieri, Der Kaiser von Atlantis, melodie di ferro - Libretto di sala, Associazione Musica Libera, Trieste 2012, pp. 6 Infatti, come raccontò lo stesso Ullmann: «Devo sottolineare che Theresienstadt è servito a stimolare, non a impedire, le mie attività musicali; che in nessun modo ci siamo seduti sulle sponde dei fiumi di Babilonia a piangere; che il nostro rispetto per l'Arte era commensurato alla nostra voglia di vivere. Ed io sono convinto che tutti coloro, nella vita come nell'arte, che lottano per imporre un ordine al Caos, saranno d'accordo con me».

Andrew Porter (direttore d'orchestra e critico musicale inglese) riassume efficacemente l'opera: «La trama non è un'allegoria prestabilita ma piuttosto un'elusiva figurazione, introduttiva alla morte, di uno sconsiderato e sanguinario sovrano, forse redento alla fine ma, con faustiana visione, destinato a soccombere in un paradiso naturale non più deturpato dagli uomini; infatti, se il suo folle sogno si avverasse, tutta l'umanità perirebbe».

Sinossi PrologoDavide Casali, Der Kaiser von Atlantis, presentazione - Libretto di sala, Associazione Musica Libera, Trieste 2012, pp. 17-18Der Kaiser von Atlantis si apre con il Prologo, articolato come un melodramma, dove si avvertono echi da Die Dreigroschenoper (L'opera da tre soldi) di Kurt Weill, nel quale risuona un motivo ricorrente in tutta la partitura del Kaiser e che unisce i diversi linguaggi musicali utilizzati da Ullmann. Der Lautsprecher (L'Altoparlante), voce fuori campo, introduce la scena e presenta i personaggi. Le sue parole (Hallo, hallo!) sono una citazione della sinfonia N. 2 in Do minore, Asräl (L'angelo della morte), Op. 27 di Josef Suk e viene riproposta più volte nel corso dell'opera.