Ghāzān Khān era figlio di Arghūn e di Qūtlūq Khātūn, discendente quindi della linea dinastica creata da Gengis Khan. Considerato il più importante Ilkhān, è anche famoso per essersi convertito all'islam nel 1295, al momento di salire al trono. Atto questo estremamente significativo per le sorti dell'Islam in Asia centrale, che fino ad allora aveva sofferto i durissimi colpi infertigli dai Mongoli, per lo più animisti o cristiani nestoriani.
La moglie di maggior rilievo fu Kokecin (), una principessa mongola inviatagli dal Gran Khān Kublai Khan, scortata per l'occasione fino in Persia, dalla capitale mongola, da Marco Polo.
I conflitti militari durante il regno di Ghāzān includono la guerra contro i Mamelucchi egiziani per il controllo della Siria, e le battaglie contro il Khanato mongolo Chagatai. Ghāzān intrattenne anche contatti diplomatici con l'Europa cristiana, proseguendo nei tentativi (fino ad allora infruttuosi) dei suoi predecessori che miravano a costruire un'alleanza franco-mongola.
Uomo di grande cultura, Ghāzān parlava diverse lingue - tra cui l'arabo, il persiano, l'hindostano, il tibetano, il cinese, il greco e forse il latino - e coltivava numerosi passatempi. Riformò diversi aspetti della vita dell'Ilkhanato, specialmente in materia di standardizzazione della valuta e di politica fiscale.
Biografia Gioventù Al momento della sua nascita, il responsabile dell'Ilkhanato era Abaqa Khan, che era suo nonno. Il padre di Ghāzān, Arghūn, era stato il principe ereditario nel Grande Khorasan per conto di Abaqa. Ghāzān era il primogenito di Arghūn, e di Qūtlūq Khātūn, del clan Dorben, sebbene fosse stato allevato nell'Ordo (palazzo-tenda dei nomadi) della moglie favorita di suo nonno Abaqa, Buluqhan Khatun, anch'ella senza figli.
Ghāzān fu battezzato e crebbe da cristiano,. al pari di suo fratello Oljeitu. I Mongoli erano tradizionalmente tolleranti nei confronti delle varie religioni e durante la sua gioventù Ghāzān fu educato da un monaco cinese, che gli spiegò il Buddismo, come pure le scritture mongole e uigure.
Dopo la morte di Abaqa nel 1282, il padre di Ghāzān, Arghūn, fu incoronato Ilkhan e l'undicenne Ghāzān divenne viceré, trasferendosi nella capitale del Grande Khorasan col resto dell'Orda di Buluqhan.
Viceré Il giovane Ghāzān partecipò alle tradizionali attività mongole della caccia e della corsa dei cavalli. Suoi amici erano Quṭlūh Shāh dei Manghud, Nūrīn Āghā dei Jurkhin e Saʿd al-Dīn Savajī.
Nel 1289, conflitti con altri Mongoli seguirono alla rivolta capitanata contro Arghūn dall'Emiro Nawrūz, un giovane nobile oirato, il cui padre era stato governatore di Persia prima dell'arrivo di Hulagu (bisnonno di Ghāzān). Quando Nawruz fu sconfitto, questi fuggì dall'Ilkhanato e si unì a Kaidu, un altro discendente di Gengis Khan che era stato a capo del Casato di Ögedei e del confinante Khanato Chagatai. Ghāzān passò i successivi dieci anni a difendere le frontiere dell'Ilkhanato contro le incursioni dei mongoli Chagatai dell'Asia centrale.
Quando suo padre Arghūn morì nel 1291, Ghāzān non poté reclamare il comando della capitale in quanto impegnato dai raid di Nawruz e a fronteggiare rivolte e carestie in Khorāsān e a Nishapur. Taghachar, un comandante militare che aveva servito nelle tre precedenti generazioni di Īlkhān, fu probabilmente dietro la morte di Arghūn e sostenne lo zio di Ghāzān, Gaykhātū, come nuovo Īlkhān.. Ghāzān fu leale nei confronti dello zio, sebbene rifiutasse di seguire la decisione di Gaykhātū che intendeva introdurre la cartamoneta nei domini ilkhanidi, con la scusa che il tempo del Khorāsān era troppo umido per poter maneggiare convenientemente quel tipo di carta. Nel 1294/1295, Ghāzān obbligò Nawrūz ad arrendersi a Nishapur,. e Nawruz divenne allora uno dei luogotenenti di Ghāzān.
Durante il regno di Gaykhātū, la principale moglie di Ghāzān nel corso della sua intera esistenza divenne Kokechin/Kūkjīn|Kokčìn, appartenente alla Dinastia Yuan. Originariamente era stata destinata a diventare consorte del padre di Ghāzān, l'Īlkhān Arghūn e per accompagnarla dal promesso sposo, il Gran Khan Kublai incaricò Marco Polo di assolvere un ultimo incarico, di scortare cioè Kokechin dalla capitale imperiale di Khanbaliq ("Città del Khan", oggi Pechino) al luogo di destinazione. Il gruppo viaggiò per mare, partendo dal porto meridionale di Quanzhou nella primavera del 1291. Le navi erano complessivamente 14, ciascuna tanto grande da esigere 4 alberi con 12 vele complessive. Da Quanzhou si fece vela verso Sumatra e poi in Persia, via Sri Lanka e India (toccando Mylapore, Madurai e Alleppey, chiamata "la Venezia dell'est"). Il gruppo giunse a destinazione, dopo vari mesi, verso il 1293. Nel frattempo Arghūn era però deceduto e la promessa sposa finì con lo sposare Ghāzān.Marco Polo, Giovanni Battista Baldelli Boni, Hugh Murray, The Travels of Marco Polo, Société de géographie.
Regno Conversione all'Islam
Nel 1295, Taghachar e chi aveva cospirato con lui per uccidere Arghūn, uccise anche il suo successore Gaykhatu. Costoro posero allora sul trono il docile Baydu, un cugino di Ghāzān. Baydu fu essenzialmente un "uomo di paglia" che consentiva ai cospiratori di seguitare a svolgere la loro politica di suddivisione tra loro dell'Ilkhanato. Nel giro di pochi mesi Ghāzān scalzò Baydu dal trono, mandandolo a morte il 5 ottobre del 1295. Ghāzān fu assistito in questo dal suo iniziale nemico Nawrūz. Ghāzān abbracciò ufficialmente l'Islam il 16 giugno 1295, di fronte a Ibrāhīm ibn Muḥammad ibn al-Muʿayyid ibn Hamawī al-Khurāsānī al-JuwaynīTadhkīrat al-ḥuffāẓ di al-Dhahabī. assolvendo alla condizione postagli da Nawrūz per poter contare sul suo sostegno militare.. Un altro sostegno gli venne offerto da Taghachar, ma Ghāzān lo giudicò inaffidabile, esiliandolo in Anatolia e, più tardi, eliminandolo con discrezione.
Con la sua apostasia e la conversione all'Islam, Ghāzān cambiò il suo nome nell'arabo Maḥmūd e la religione del loro capo fece guadagnare insperati spazi all'Islam, all'interno dei territori mongoli. Privatamente tuttavia Ghāzān praticò ancora lo Sciamanesimo e venerava Tengri, onorando le divinità dei suoi antenati. Dimostrò la medesima tolleranza paterna e del nonno nei confronti delle più diverse religioni, incoraggiando l'arcaica cultura mongola delle origini, esprimendo benevolenza verso lo sciismo e rispettando le religioni dei sovrani a lui legati da rapporto di vassallaggio, tanto georgiani quanto armeni. Quando Ghāzān venne a sapere che alcuni monaci buddisti fingevano di convertirsi all'Islam in quanto i loro templi erano stati inizialmente distrutti, garantì a tutti costoro di tornare in Tibet dove avrebbero potuto praticare liberamente la loro fede. Il codice mongolo YassaO Yasa, Yasaq, Jazag o Zasag. seguitò a operare e gli sciamani mongoli mantennero la loro influenza politica nel suo regno e in quello di suo fratello e successore Oljeitu, ma le antiche tradizioni mongole ineluttabilmente declinarono dopo la morte di Oljeitu.. Altri sconvolgimenti religiosi nell'Ilkhanato durante il regno di Ghāzān furono prodotti da Nawruz, che emanò un editto ostile alle religioni diverse da quella islamica, perseguitando buddisti e cristiani con un accanimento mai conosciuto dai buddisti persiani.. La cattedrale cristiana nella capitale mongola di Maragha fu saccheggiata e le chiese di Tabriz e Hamadan furono distrutte. Ghāzān mise fine a simili angherie, emanando un suo editto che esentava i cristiani dal pagamento delle jizya (tassa che gravava sui non-musulmani),. e reintegrò il Patriarca cristiano Mar Yaballaha III nelle sue funzioni nel 1296. Nel maggio del 1297 Ghāzān fece arrestare i partigiani di Nawrūz per tradimento, e un anno dopo marciò contro lo stesso Nawrūz, che a quel tempo era il comandante delle forze militari nel Khorasan. Le forze di Ghāzān uscirono vittoriose dalla battaglia svoltasi vicino Nishapur. Nawrūz cercò rifugio presso la corte del Malik (re) di Herat, nell'Afghanistan settentrionale, ma il sovrano lo tradì e lo consegnò a Ghāzān, che immediatamente, il 13 agosto, fece passare Nawruz per le armi.. Ghāzān cercò allora di riprendere il controllo della situazione,. e nel 1298 nominò Rashid al-Din Hamadani, un convertito ebreo, suo principale Visir: un posto che Rashid al-Din conservò nei successivi 20 anni, fino al 1318.
Ghāzān commissionò anche a Rashīd al-Dīn un'opera storica sui Mongoli e le loro dinastie, il famoso Jami' al-tawarikh "Compendio delle Cronache" o Storia Universale. Dopo numerosi anni il lavoro si ampliò, fino a coinvolgere l'intera storia del mondo, dai tempi di Adamo, e fu completato ai tempi del successore di Ghāzān, Oljeitu. Furono approntate numerose copie manoscritte, poche delle quali soltanto sono però sopravvissute fino ai nostri tempi.
Relazioni con gli altri Khanati mongoli
Ghāzān risolse abbastanza facilmente i problemi derivanti dalle ostilità dell'Orda d'Oro, ma gli Ögodeidi e i Ciagataidi in Asia centrale seguitarono a costituire una seria minaccia all'Ilkhanato e al suo signore e alleato, il Gran Khan in Cina. Allorché Ghāzān fu incoronato, il Khan ciagataide Duwa invase il Khorasan nel 1295. Ghāzān inviò due suoi parenti contro l'esercito ciagataide ma essi disertarono. Quando i traditori furono catturati e messi a morte, alcuni altri importanti nobili mongoli cominciarono ad abbandonarlo. Baltu dei Jalayiridi e Sulemish degli Oirati si ribellarono al dominio dell'Ilkhan in Turchia nel 1296 e nel 1299. Sulemish fu accolto affabilmente dai Mamelucchi egiziani in Anatolia, cosa che obbligò Ghazan a rinviare i suoi piani d'invasione della Siria, anche se due ribelli mongoli furono sgominati da Ghāzān. Un grande gruppo di Oirati entrò in Siria, sconfiggendo il contingente inviato da Ghāzān nel 1296. Oltre a queste ribellioni, invasioni dei Qara'una del Khanato ciagataide provocarono intralci e difficoltà alle operazioni militari di Ghāzān in Siria.
Ghāzān conservò stretti legami col Gran Khan degli Yuan e con l'Orda d'Oro. Nel 1296 Temür Khan, il successore di Kublai Khan, inviò ad esempio un suo comandante militare, Baiju, nella Persia mongola. Cinque anni più tardi Ghāzān spedì suoi uomini mongoli e persiani a raccogliere gli introiti provenienti da proprietà di Hulagu in Cina. Mentre si trovavano lì, essi versarono il tributo a Temür e furono coinvolti in scambi culturali nell'Eurasia mongola.
Medici cinesi erano presenti nella corte di Ghāzān.
Guerra mamelucco-ilkhanide