La città di Amsterdam, nei suoi 800 anni d'età, ha vissuto una storia intensa. Il centro urbano fu fondato nel XIII secolo, quando alcuni pescatori lungo le rive del fiume Amstel costruirono un ponte che attraversava il corso d'acqua nei pressi dell'IJ, poi una grossa insenatura di acqua salata. Delle porte in legno sul ponte servirono come diga che proteggeva la città dalle violente e disastrose inondazioni dell'IJ. La foce del fiume Amstel, dove è situato oggigiorno il Damrak, fu utilizzata come un porto naturale, che divenne importante per il commercio.
Il più antico documento che dichiara la presenza di un insediamento chiamato Aemstelledamme ("diga sull'Amstel", come era allora conosciuta la città) risale al 1204.
Medioevo Nel 1204, gli abitanti della Kennemerland attaccarono Aggrem Aemestel, la "diga Amstel", con conseguente distruzione della casa di Gijsbrecht van Aemstel, governatore della città.
Un anno molto importante per Amsterdam fu il 1275. Mentre Amsteland cadde sotto la giurisdizione amministrativa del principe-vescovo di Utrecht, il conte Fiorenzo V d'Olanda il 27 ottobre di quell'anno concesse l'esenzione dai pedaggi ai pescatori. Ciò significa che gli abitanti nelle vicinanze di Amestelledamme avevano il diritto di viaggiare attraverso la contea di Olanda senza dover pagare il pedaggio. Dopo l'assassinio di Fiorenzo nel 1296, ancora una volta Amstelland passò sotto la giurisdizione del Vescovado di Utrecht. Nel 1327, la città prese il nome di Aemsterdam.
Intorno al 1300, Gwijde van Henegouwen, vescovo di Utrecht, diede il titolo di città ad Amsterdam. Dopo la sua morte, il conte Guglielmo I di Hainaut ereditò il territorio di Amstelland, su cui da allora in poi Amsterdam ebbe una posizione dominante rispetto alle altre città dell'Olanda.
Nel 1323, Guglielmo I istituì un pedaggio sull'importazione della birra da Amburgo. Le rotte stabilite attraverso il commercio della birra costituirono la base per il successivo commercio con le città della Lega anseatica nel Mar Baltico, da dove nel corso del XIV e del XV secolo gli abitanti di Amsterdam acquistarono sempre di più grano e legname. Nel 1342, il conte Guglielmo II di Hainaut assegnò il "Groot Privilege" alla città, che aveva notevolmente consolidato il suo predominio sulle altre città della zona. Nel corso del XV secolo, Amsterdam divenne il granaio dei Paesi Bassi settentrionali e la città commerciale più importante dell'intera regione.
Secondo la leggenda, poco veritiera, il 12 marzo 1345, si verificò il miracolo di Amsterdam e la città divenne un importante centro di pellegrinaggio. Amsterdam crebbe notevolmente grazie agli introiti dovuti ai pellegrini. Una processione di cattolici (Stille Omgang) si svolge annualmente per celebrare il miracolo.
Nel 1421 e nel 1452 si svilupparono due grandi incendi. Dopo il secondo, dove i tre quarti della città furono rasi al suolo, l'imperatore Carlo decretò che le nuove case dovessero essere costruite in pietra. Pochi edifici di legno di questo periodo sono giunti fino a noi: una notevole eccezione è il Houten Huis (Casa di legno) a Begijnhof.
I conflitti contro la Spagna (prima metà del XVI secolo) La prima metà del XVI secolo vide una ribellione da parte degli olandesi contro il re asburgico di Spagna Filippo II. La rivolta fu causata principalmente dalla mancanza di potere politico della nobiltà locale e dall'intolleranza religiosa degli spagnoli. Anche se Amsterdam inizialmente fu alleata degli spagnoli, cambiò fazione nel 1578 e diede il suo sostegno a Guglielmo I d'Orange. La ribellione portò alla Guerra degli ottant'anni, all'indipendenza olandese e alla formazione della Repubblica delle Sette Province Unite.
Uno dei risultati della guerra fu che all'intolleranza religiosa spagnola succedette la libertà di culto olandese: ad Amsterdam la gente era libera di credere in ciò che voleva (entro certi limiti). In città c'era e c'è tuttora una grande minoranza cattolica: infatti il cattolicesimo romano è ancora una delle principali religioni della città, ma la maggior parte della popolazione dell'epoca apparteneva alla Chiesa riformata e alle altre confessioni protestanti.
In questi anni le guerre religiose imperversarono in tutta Europa e molte persone furono costrette a fuggire nella Repubblica olandese e ad Amsterdam, dove cercarono rifugio. Agiati ebrei dalla Spagna e dal Portogallo, ricchi mercanti da Anversa, ugonotti dalla Francia, tutti cercarono rifugio ad Amsterdam.
Il Secolo d'oro olandese (1585-1672) Il XVII secolo fu il periodo d'oro di Amsterdam. Navi dal porto della città salparono per il Nord America, per l'Indonesia, per il Brasile e per l'Africa e costituirono la base di una rete commerciale estesa per tutto il mondo. I mercanti di Amsterdam finanziarono spedizioni ai quattro angoli del globo e acquisirono i possedimenti d'oltremare che in seguito formarono le colonie olandesi. Rembrandt fu attivo in questo secolo, lo stesso secolo in cui la città si espanse notevolmente intorno ai suoi canali. Amsterdam fu il centro più importante per il trasporto delle merci in Europa e fu il principale centro finanziario del mondo (una posizione presa da Londra).
Il governo dei reggenti
Entro il 1660 Amsterdam raggiunse la popolazione ottimale (circa 200.000) per il livello del commercio: quindi il commercio e l'agricoltura potevano sostenere una così grande popolazione. La città versò la maggiore quota delle imposte allo Stato.
Amsterdam, in questo periodo, era governata da un gruppo di reggenti di grandi dimensioni, ma era un sistema chiuso, oligarchico che controllava e vigilava su tutti gli aspetti della vita della città, e aveva una voce dominante nella politica estera olandese. Solo gli uomini con una disponibilità economica sufficiente e la cui famiglia abitava presso la città da generazioni potevano unirsi alla classe dirigente. Il primo passo per una famiglia di ambiziosi e ricchi mercanti era quello di organizzare un matrimonio con una delle famiglie reggenti. Nel 1670 un'unione del genere, quella tra la famiglia Trip (il ramo olandese dei produttori svedesi di armi) e il figlio del Borgomastro Valckenier, estese l'influenza e le ricchezze a disposizione di questi ultimi, che rafforzarono la loro posizione nel consiglio cittadino. I membri della classe dirigente non potevano sposarsi con i membri delle famiglie di rango più basso, poiché avrebbero pregiudicato il rispetto e l'onore non solo di quella famiglia, ma dell'intero sistema oligarchico. Ad Amsterdam le parentele erano così complesse che i membri di una stessa famiglia potevano essere schierati in opposte fazioni e perseguire interessi ben distinti. I giovani che avevano raggiunto posizioni di potere nel 1670 e nel 1680 consolidarono il loro potere sulla città nel 1690 e anche nel nuovo secolo.
I reggenti di Amsterdam fornirono buoni servizi ai residenti. Spesero molto per la realizzazione di vie d'acqua e altre infrastrutture essenziali, come ospizi comunali per gli anziani, ospedali e chiese.
La prosperità di Amsterdam era stata generata dalle sue rotte commerciali, che erano state a loro volta sostenute dalla ricchezza degli imprenditori, qualunque fosse la loro origine. Questa politica della "porta aperta" fu sempre interpretata come la prova di una classe dirigente tollerante. Pertanto, i ricchi ebrei sefarditi del Portogallo furono accolti benevolmente, tanto che il governo cittadino gli concesse tutti i diritti ad eccezione di quello della cittadinanza, i poveri ebrei aschenaziti dell'Europa orientale furono incoraggiati a produrre ricchezze, agli immigrati ugonotti nel 1681 fu concessa protezione, quando Luigi XIV cominciava a perseguitare questi protestanti francesi. Nessun incoraggiamento, invece, fu dato agli olandesi diseredati in campagna o nelle altre città olandesi. I reggenti incoraggiarono gli immigrati a costruire chiese, sinagoghe, moschee e altri edifici di culto.
Immigrazione Nel corso del XVII e del XVIII secolo, Amsterdam era una città dove gli immigrati costituivano la maggioranza della popolazione. La maggior parte degli immigrati era composta da tedeschi protestanti. L'enorme impatto dell'immigrazione tedesca può essere dedotto oggigiorno nei cognomi, che sono spesso di origine tedesca. L'integrazione degli immigrati fu veloce: non fu difficile per gli immigrati trovare un lavoro nel settore artigianale, tuttavia gli artigiani furono costretti a unirsi nelle gilde, potenti associazioni di categoria, a fornire truppe alla città e a cooperare nell'amministrazione dei distretti cittadini. Le gilde comportarono quindi l'integrazione rapida degli stranieri, tanto che erano principalmente formate da immigrati o da figli di immigrati. Il consiglio comunale di Amsterdam era formato da persone di varia provenienza: olandesi, tedeschi, fiamminghi, francesi e scozzesi.
L'epidemie di peste La fama commerciale della città, approdo di navi e carichi provenienti da ogni parte del mondo, fece sì che tra gli anni 1663 e 1666 si sviluppasse un focolaio di peste bubbonica, probabilmente portata da Algeri. L'epidemia, per via del continuo transito di navi commerciali, scoppiò anche nel centro commerciale di Londra nel mese di giugno 1665, portata nella città inglese proprio da Amsterdam. Anche se inizialmente la peste non provocò molte vittime, l'epidemia ebbe un picco tra l'autunno del 1663 e l'inverno del 1664. La moglie, la figlia più giovane e lo stesso Jan Jacobszoon Hinlopen, un ricco mercante di stoffe, così come Hendrickje Stoffels, compagna di Rembrandt, furono vittime illustri dell'epidemia. Secondo Samuel Pepys, per alcune settimane, alla fine del 1663 alcune navi provenienti da Amburgo e altri carichi fermi al porto di Amsterdam furono messi in quarantena per un mese intero. Nel 1664, nella sola Amsterdam furono sepolte 24.148 persone, mentre altre persone contrassero la peste dallo scavo di nuovi canali. Più del 10% della popolazione morì in questo periodo, mentre tutti coloro che entrarono in contatto con alcuni appestati erano a rischio.
Sorprendentemente, il fumo di tabacco fu considerato un'efficace profilassi contro la peste. I ricchi lasciarono le città per evitare di contrarre la malattia. Nel 1664, nella peggiore settimana della pandemia, ad Amsterdam vi furono 1.041 morti, mentre nella tarda estate del 1665, a Londra furono sepolte 7.000 persone. I sindaci delle due città avvertirono la popolazione che insalata, spinaci e prugne secche potrebbero essere portatrici della malattia. Il Vroedschap, il consiglio comunale di Amsterdam, chiuse i teatri, consentendo loro di riprendere l'attività soltanto nel 1666. I marinai sulle navi in mare erano relativamente al sicuro.
L'epidemia terminò nel 1666, lasciando una città stremata, spopolata e avviata verso il suo declino.
Declino e modernizzazione (XVIII-XIX secolo)
Il XVIII e i primi anni del XIX secolo videro il declino nella prosperità di Amsterdam. Le guerre della Repubblica olandese con il Regno Unito e la Francia lasciarono un notevole danno nell'economia del Paese e della città stessa. Durante le guerre napoleoniche Amsterdam raggiunse il punto più basso della sua storia, ma, con la costituzione del Regno dei Paesi Bassi nel 1815, la situazione cominciò lentamente a migliorare. Ad Amsterdam le nuove espansioni cittadine furono avviate da personalità come Samuel Sarphati, che prese ispirazione da Parigi. Alla fine del XIX secolo la rivoluzione industriale raggiunse anche Amsterdam. Furono scavati l'Amsterdam-Rijn kanaal, per collegare in modo diretto Amsterdam al Reno, e il Noordzee kanaal, per collegare il porto con il Mare del Nord. Entrambi i progetti migliorarono la comunicazione con il resto d'Europa e del mondo. Diedero all'economia una grande spinta.