La Prussia (, AFI: ; , Prussia oppure Prutenia; ; ; pronuncia nord e canonica: , pronuncia sud: ) è stato un Paese europeo collocato nell'omonima regione originatosi nel 1525 come ducato e facente parte della Germania dal 1871 fino alla caduta del Terzo Reich, dopo il secondo conflitto mondiale.
Il nome si riferiva in origine al territorio occupato dall'antica tribù baltica dei Prussiani corrispondente all'attuale Lituania meridionale, all'exclave russa dell'oblast' di Kaliningrad e alla Polonia nord-orientale; in seguito, il nome Prussia identificò una delle regioni dell'Ordine teutonico e, dal XVI secolo, un ducato degli Hohenzollern, il feudo polacco-lituano chiamato anche Prussia Ducale, che fu poi unito dal 1618 alla marca di Brandeburgo.
In seguito al trattato di Oliva (1660), preceduto dal trattato di Wehlau, alcune aree della Prussia ottennero la sovranità e nel 1701 si costituì il Regno di Prussia, comprendente tutti i territori degli Hohenzollern, che dal 1815 al 1866 fecero parte (tranne le province di Posnania, Prussia Orientale e Prussia Occidentale) della Confederazione germanica; dal 1867 fino al 1871 l'intero territorio entrò a far parte della Confederazione Tedesca del Nord. Dal 1871 al 1918 fu uno Stato dell'Impero tedesco; in seguito, cambiò denominazione in Stato libero di Prussia sotto la Repubblica di Weimar e la Germania nazista, fino all'abolizione geografica e politica ufficiale nel 1947.
Storia Le origini Già Erodoto sembra che fosse a conoscenza dell'esistenza dei popoli baltici orientali. Cesare forse li cita quando parla degli Arudi o Carudi di Pomerania (Harudes o Charudes; in Commentarii de bello Gallico b.i. 31.57.51), che secondo altri abitavano lo Jutland.
Questa ipotesi sarebbe confermata dagli Annales Fuldensis, A. 852, nei quali si sostiene che transitando attraverso « [...] Harudos, Quabos et Hosingos» si arriva in Turingia. Nel 98 d.C. Tacito cita le Aestii gentes, ma non si sa se si riferisse a tutti i baltici o solo ai Pruzzi. Dal II secolo compaiono nomi di tribù prussiane: Tolomeo rammenta i Soudinoi e i Galindai; il goto Giordane del VI secolo localizza gli Aestii a oriente della foce della Vistola comprendendoli fra i Goti. Taluni mettono in relazione la cultura dei Pomerani con quella lusaziana, a sua volta imparentata con quella dei campi di urne (XIII-VIII secolo a.C.), ben documentata in Brandenburgo e in Sassonia.
Antenati delle nazioni baltiche sono considerati i popoli della Pamarian corded ware. Per Zinkevićius gli antichi dialetti baltici conservano molti arcaismi indoeuropei.
In generale, i culti religiosi dei baltici ebbero una grande persistenza nel tempo, forse perché le popolazioni baltiche non erano state molto toccate dalle migrazioni dei popoli. Questo relativo isolamento è probabilmente dovuto alla geografia della regione, che per abbondanza di laghi, acquitrini e corsi d'acqua era difficilmente percorribile. Marija Gimbutas, The Balts - Thames & Hudson, London, 1967
Nella Vita et gesta Caroli Magni scritta da Eginardo, si trova al capitolo XV che l'imperatore sottomise «Welatabi, Sorabi, Obodriti, Boemani». Avvenne poi la sconfitta e morte di Miliduoc, re dei Sorabi, a opera del figlio di Carlo. Nell'809 avvenne forse l'uccisione di Thrasco, capo degli Obodriti, per mano di sicari di Godofrido, re di Danimarca. Negli Annali Carolingi dell'824 si legge: «Abodriti qui vulgo Praedenecenti vocatur et contermini Bulgaris Daciam Danubio adiacentem incolunt»; Helmoldolf Bosau situa lo stanziamento degli Obodriti alla metà del X secolo. Mistui II nacque nell'899 e Mieceslas II nel 919.
Nell'ottobre 955 Ottone sconfisse gli Obodriti al fiume Recknitz e impiccò i loro capi, . Un re obodrita, Ratibor, consentì la religione cristiana (1031-1043). Castelli obodriti erano presso la città di Meclemburgo.
Fu Enrico il Leone a sottometterli nel 1160, contro l'ultimo loro capo Niklot; il figlio di quest'ultimo, Przybysław, fu vassallo di Enrico. Tribù obodrita era quella dei wagriani. Dopo la conversione, gli Obodriti furono inseriti nella diocesi di Schwerin.
Il Geografo bavarese (Descriptio pagorum Slavonum) cita gli Osterabtrezi (il cui nome ricorda i Nordabtrezi della marca dei Billunghi; vedi Obodriti). Non sappiamo molto di loro, e così sia detto per i Milzeni, che peraltro sono menzionati da Wenceslai Hagek (Annales Bohemorum, Kirchner, 1765).
Intorno all'850 sono citati nel Geografo bavarese i Brus. L'arabo Ibrahim ibn Ya'qub nel 965 parla di Brus o Burus e li descrive impegnati contro i Vichinghi (Rus). «Homines humanissimi» li definisce l'arcivescovo Adamo da Brema nel 1075. Nel 1326 Dusburg, annalista dei cavalieri teutonici, enumera dieci tribù prussiane: Sudoviani (detti anche Jatvingi), Galindi, Pomesani, Pogesani, Varmi, Natangi, Sambi, Nadruvi, Barti, Scalovi.
Nell'odierna Polonia centromeridionale erano stanziati i Lugi (Lugii, Ligii, Lygii, Lugiones) che in epoca precristiana troviamo abitare i Sudeti. I Galinditi (Galindai) si trovavano in Masuria; i Sambiti nella penisola a sud-est del mar Baltico. La zona di Elbląg era abitata dai Pomesani; i Warmi o Varmienses nella zona a Nord dei laghi Masuri. La Samogizia costituiva la parte occidentale della bassa Lituania; la conversione dei Samogizi fu tardiva, a far data dal 1413. Notker, nella sua trasposizione germanica di Marziano Capella, dice che i Wilti (o Heveldi; Rer. Fris. Hist. 1 iv p. 67-) praticavano il cannibalismo parentale rituale.
Andrea II volle l'appoggio dell'Ordine teutonico contro i Polovtsi, o Cumani, nomadi che parlavano una lingua turca residenti inizialmente nel basso Danubio. Ne seguì il trattato di Kruschwitz (o Kruszwica) fra l'Ordine e il duca di Masovia Corrado I dei Piasti stanziati nella Polonia centro-occidentale nel 1230; l'Ordine ottenne la Curlandia, ma alcuni storici ritengono il trattato apocrifo.
I Pogesani catturarono (Cod. Diplom. Pruss. I, 32) uno dei primi predicatori cristiani, un certo Cristiano nato a Freienwalde in Pomerania, che era stato raccomandato al primate di Polonia da papa Innocenzo III con una bolla dell'11 settembre 1211 (Baluz. Epist. Innoc. III, Tom. II lib. XIII, p. 128); l'azione di Cristiano determinò la presa sotto protezione dei Pogesani da parte di papa Gregorio IX con la Bolla d'oro di Rieti del 3 agosto 1234, in conseguenza o in contemporaneità con la vittoria dei cavalieri teutonici sul fiume Sirguna. Cristiano fondò l'ordine dei cavalieri di Dobrin, con privilegi accordati da papa Gregorio IX nell'ottobre del 1228. I Cistercensi, oltre Dargun (1172), ebbero Kołbacz (1173), Oliwa presso Danzica, Marienwalde, Himmelstadt.
Il 9 aprile 1241 italiani e tedeschi dell'Ordine teutonico furono vinti a Legnica in Slesia dai Tartari.
Una diocesi nel territorio dei Sambiti fu fondata nel 1255.
I Barthi sono stati studiati da Andrzej Sakson, sociologo polacco dell'Istituto Zachodni di Poznań. Più a sud (Slesia, alto Oder) erano stanziati i Lugii.
La prima descrizione dei Lituani, che erano Balti orientali (i Pruzzi erano occidentali), risale all'XI secolo, ma è solo all'inizio dell'evangelizzazione e della conseguente costruzione di chiese che si cominciano ad avere informazioni e documenti scritti sulle popolazioni locali.
La lingua antico-prussiana è correlabile più con il sudoviano e con il galindio, meno con il lituano e il lettone. Un principe-vescovo di Varmia del XVI secolo, Marcin Kromer, sostiene che l'antico prussiano era totalmente diverso dai dialetti slavi.
I Prussiani si avvicinarono alla scrittura solo molto tardi; i primi documenti nella loro lingua risalgono infatti al XIV secolo: le principali fonti sono rappresentate dal Vocabolario di Elbląg (XV secolo) con ottocento parole circa, e dal Preußische Chronik di Grunau del 1526 con un centinaio di termini. Georg Heinrich Ferdinand Nesselmann, Thesaurus linguae Prussicae, Berlin, 1873Erich Berneker, Die preussische Sprache, Straßburg, 1896
La lingua cessò di essere parlata forse nel 1600 o poco dopo. All'inizio del XVIII secolo troviamo ancora chi parlava prussiano, ma circa il 50% dei prussofoni fu ucciso dalla peste del 1711 (per la lingua prussiana antica vedi: Trautmann Reinhold Trautmann, Die altpreußischen Sprachdenkmäler, Vandenhoeck & Ruprecht, Göttingen, 1910 e Schmalstieg W.R. Schmalstieg, Studies in Old Prussian, University Park: Pennsylvania State University Press, 1976; per gli apporti slavi al prussiano antico, Levin Jules F. Levin, The Slavic element in the old Prussian Elbing vocabulary, Berkeley, 1974, ISBN 0-520-09473-5).
Già nel XII secolo i Pomerani potevano essere capiti da tedeschi o polacchi solo con il ricorso di un interprete. Idronimi e toponimi prussiani sono molto numerosi nell'area fra i fiumi Nemunas e VistolaToporov e Trubachev, Analisi linguistica dei nomi di fiumi nel bacino dell'alto Dnepr; si pensa anche che l'areale baltico fosse esteso nell'alto Dnepr. Gli influssi culturali degli Ugro-finnici devono essere stati molto consistenti; secondo alcuni autoriR. Laitinen et al., 2001; Villems 2001 i popoli ugrofinnici sono in relazione stretta con i baltici.
Ricerche su Leutizi, Sorbi e Obodriti confermano che erano suddivisi in tribù (civitates; circa 50 per i Sorbi). I Redari erano una tribù dei Leutizi, sottomessi già nel 936. Nel IX-X secolo, gli Obodriti realizzarono una federazione con Varnabi e Polabi. In quel periodo Evelli, Smeldingi e Linoni si servivano di una lingua con forti influssi germanici. Assai note sono le credenze religiose di quei popoli, specie dei Leutizi, che avevano un pantheon indogermanico.Orderico Vitale, Historia ecclesiastica Le terre a est dell'Elba nell'Alto Medioevo erano popolate da tribù slave. Sembra che la loro area giungesse fino al Saale.
Adamo da Brema e Tietmaro di Merseburgo hanno evidenziato che nell'XI secolo le istituzioni politiche slave erano sostanzialmente uniformi; così Cosma di PragaCosma di Praga, Chronica Bohemorum. Importante fu l'azione di Enrico I l'Uccellatore, che contro le popolazioni slave eresse fortificazioni in forma di vallo e condusse nel 928-29 una spedizione contro gli Evelli, ottenendo la sottomissione di Sorbi, Obodriti e Leutizi. Nel giugno 983 i Leutizi, spalleggiati dagli Obodriti del principe Mstivoj, s'impadronirono del Brandeburgo e di parte della Sassonia; la rivolta slava ebbe carattere di restaurazione del paganesimo. I Leutizi s'impadronirono del castello di Wirbina nel 1034. I Turingi si convertirono per opera di missionari e militari sassoni e sono da considerarsi assimilati alla fine del IX secolo.
Il vantaggio dei vescovi di Brandeburgo fu rappresentato dal loro percepire regolari decime. Il "manso" (Hufe) corrisponde a 15-60 Morgen (da 3,5 a 14 ettari a seconda delle zone di coltura); il manso slavo-sassone arriva a 9,95 ettari, quello sassone a 19,92. Il ceto signorile degli Junker trae la sua lontana origine da funzionari (ministeriales del tempo di Alberto l'Orso in Brandeburgo) sotto la tutela dei grandi signori come i margravi. La colonizzazione tedesca sulle rive dell'Elba consistette nella creazione di un vallo di castelli fortificati (Burgwarden) sotto la protezione del margravio.