Il cristianesimo nelle Maldive è una religione fortemente minoritaria. Le Maldive sono tra i paesi con la minor tolleranza religiosa verso i cristiani. Secondo l'ex presidente Maumoon Abdul Gayoom, non dovrebbe essere consentita la professione di alcuna religione diversa dall'Islam alle Maldive. La pratica pubblica della religione cristiana è proibita. I missionari cristiani non sono ammessi. Nel 1998, tutti gli stranieri, noti come cristiani, che sono stati individuati come sospetti missionari sono stati espulsi e alcuni maldiviani sospettati di essere cristiani sono stati arrestati.

Secondo la World Christian EncyclopediaWorld Christian Encyclopedia (2ª edizione), Volume 1, pag. 480 la Chiesa dell'India del Sud, la Chiesa Mennonita Evangelica e altre sono presenti in questo paese. Nelle Maldive non c'è alcuna giurisdizione territoriale della Chiesa cattolica e il territorio del Paese è di competenza dell'arcidiocesi di Colombo in Sri Lanka.

Storia Nel 1558 i portoghesi stabilirono una piccola guarnigione con un Viador (Viyazoru), o sovrintendente di un posto commerciale alle Maldive, che amministrarono dalla loro colonia principale sita a Goa. L'arrivo dei portoghesi vide anche la comparsa del cristianesimo nella regione: essi cercarono di imporre il cristianesimo alla gente del posto e alcuni membri della nobiltà si convertirono.Theodore L. Stoddard and Others, Area Handbook for the Indian Ocean Territories, Prepared for the American University by the Institute for Cross-Cultural Research, Volume 550, Edizione 154, U.S. Government Printing Office, 1971 Quindici anni dopo, un leader locale di nome Muhammad Thakurufaanu al-A'uẓam e i suoi due fratelli organizzarono una rivolta popolare e cacciarono i portoghesi dalle Maldive, per cui il cristianesimo regredì. In seguito le Maldive passarono sotto l'egemonia prima degli olandesi e poi dei britannici, che non cercarono di interferire con la religione della popolazione locale.

È anche da ricordare che negli Annali della Propagazione della Fede si afferma che nel 1833, dopo la consacrazione di Clément Bonnand come Vicario Apostolico di Pondicherry, egli è stato autorizzato dalla Santa Sede ad inviare missionari alle Maldive dove la fede cristiana non era ancora giunta. Il numero di cattolici nelle Maldive è sempre stato esiguo, per cui la Chiesa cattolica non ha mai stabilito nel Paese una giurisdizione territoriale. Il territorio della Maldive è di competenza dell'arcidiocesi di Colombo dal 1886.

Situazione attuale La costituzione delle Maldive riconosce l'islam come religione di stato e non consente di avere la cittadinanza ai non musulmani. La pratica pubblica di religioni diverse dall'islam è proibita. In tutto il Paese non esistono chiese cristiane né luoghi di culto di religioni diverse dall'islam. Il cristianesimo è essenzialmente praticato in privato dai lavoratori immigrati. Coloro che sono trovati con materiale religioso non islamico sono soggetti all'arresto. I cittadini delle Maldive che si convertissero al cristianesimo perderebbero la loro cittadinanza e rischierebbero la tortura. Un maldiviano tratto in arresto perché sospettato di essere cristiano può riguadagnare la libertà firmando una dichiarazione che attesti la sua fede islamica.

L'espulsione dei cristiani si è verificata più di una volta negli ultimi 10 anni. Il presidente Maumoon Abdul Gayoom ha dichiarato che l'indipendenza del paese si perde, se non è del tutto musulmano. L'Alto Commissariato delle Maldive, istituito a Colombo nel 1998, ha dichiarato che le persecuzioni sono sbagliate.

Note

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