Biografia Nacque a Portugalete l'8 agosto 1753, figlio di José Ventura de Salcedo y Montaño e di doña Antonia de Aranco y Mentacha.La data è incerta, basata su quella di battesimo avvenuto nella chiesa di Santa María de Portugalete, a cura del parroco José Antonio del Villar... Iniziò la sua carriera navale nella Real Armada Española come guardiamarina nel 1768, entrando in quell'anno nella Compañías de Caballeros Cadetes Guardias Marinas di El Ferrol. Il 3 marzo 1771 si imbarcò sul vascello da 74 cannoni Atlante, agli ordini del capitano di vascello Francisco Hidalgo de Cisneros y Ceijas. Durante questo periodo di imbarco effettuò una serie di ricognizioni, comprendenti le zone di capo Cantín, e capo Beddouza, sulla costa del Marocco, all'altezza delle isole Canarie. Sbarcò dal vascello Atlante il 19 dello stesso mese, imbarcandosi come sottotenente di vascello sulla fregata Santa Teresa il 3 maggio 1771, agli ordini del capitano di fregata Antonio Casamara. La nave fu incorporata nella squadra dell'ammiraglio Francisco Javier Everardo de Tilly y García de Paredes, e partì da Barcellona per raggiungere Cartagena, dove sbarcò il 18 luglio dello stesso anno..
Negli anni successivi si imbarcò successivamente sulle fregate Santa Dorotea, e poi sulla Santa Lucia in rotta per Napoli. Reimbarcatosi sulla Santa Teresa, il 20 marzo 1773 salpò da Cartagena per trasportare truppe ad Orano. Il 1º maggio 1773 si sposò con doña María Gerarda Zuluaga y Yurramendi,Figlia del capitano di fregata Santiago Zuluaga e di María Antonia Yurramendi. La cerimonia avviene nella chiesa di San Francisco, a San Fernando, celebrata dal sacerdote don Noverto Bruno Diez. imbarcandosi successivamente sulla fregata Santa Dorotea, al comando del teniente de navío Joaquin Fidalgo.
Il 14 marzo 1774 si imbarcò sullo sciabecco da 34 cannoni Nuestra Señora del Pilar, al comando del tenente de vascello José Basco, che entrò a far parte della squadra navale al comando del capitano di fregata Francisco de Borja. Il 20 settembre sbarcò a Cadice, destinato al servizio ad Almacenes. Il 1º novembre 1774 riprese il mare a bordo della fregata da 26 cannoni Santa Catalina Virgen y Mártir a Astrea, al comando del capitano di fregata Antonio Albornoz, con cui effettuò un viaggio alle Filippine, ritornando successivamente a Cadice l'8 agosto 1776. Il 16 marzo 1776 era stato nominato tenente di vascello. Il 26 agosto 1776m assunse il comando della saetía Santa Ana, una nave da guerra destinata alla spedizione in Brasile, aggregata allo squadrone di Sua Eccellenza il Marchese di Casa Tilly, giunto a Montevideo privo di molti mezzi di trasporto. Il Marchese lo incaricò di raccogliere le navi che si trovavano al punto di incontro sull'isola dell'Ascensione; eseguì questo incarico con soddisfazione del Marchese e salpò di nuovo con dispacci per l'isola di Santa Catalina, e dopo averla avvistata fu catturato dallo squadra portoghese, che lo inseguì per sette giorni, rimanendo prigioniero di guerra fino al 28 dicembre 1778, quando arrivò nel Dipartimento di Cadice.
Il suo primo combattimento, imbarcato sul vascello San José appartenente alla Escuadra Combinada ispano-francese posta agli ordini degli ammiragli Luis de Córdova y Córdova e Louis Guillouet d'Orvilliers avvenne durante il 1779, quando prese parte alle operazioni di blocco contro la flotta britannica del canale della Manica. In quell'anno divenne Alcalde di Portugalete. Durante il 1781, imbarcato sullo sciabecco San Antonio, partecipò all'assedio di Gibilterra. Verso la fine dell'anno la sua nave, dopo aver formato una piccola divisione assieme a quattro barche cannoniere, catturò lo sloop inglese Peggi che fu condotto ad Algeciras. Nel 1782, al comando del medesimo bastimento, prese parte al combattimento tra la squadra spagnola dell'ammiraglio Luis de Córdova y Córdova contro la squadra britannica dell'ammiraglio Richard Howe, avvenuto nelle acque dello stretto di Gibilterra. Quando la squadra franco-spagnola arrivò nel proto di Brest, il 1 dicembre fu trasferito a bordo della fregata Nuestra Señora del Carmen, incaricata di sorvegliare i movimenti della squadra britannnica, che successivamente ritornò a El Ferrol scortando alcune urcas mercantili. Il 21 giugno 1780 si trasferì sul vascello da 64 cannoni Septéntrion, dove gli fu assegnato il comando di una feluca incaricata di portare dispacci nei porti di Salé, Laranche, Tangeri e Algeri, ed al termine della missione riprese servizio sul Septéntrion. Il 15 ottobre 1781 assunse il comando dello sciabecco San Antonio de Padua destinato al blocco di Gibilterra.. Insieme ad altre quattro cannoniere catturò lo sloop britannico Peggi, armato con 14 cannoni, conducendolo nella baia di Algesiras. Promosso tenente comandante il 15 ottobre 1781, al comando della sua nave prese parte alla battaglia di Capo Spartel tra le navi spagnole al comando di Luis de Córdova y Córdova e quelle britanniche al comando di Richard Howe. Al comando del San Antonio de Padua nel luglio 1783 partecipò alla spedizione di Algeri condotta dal generale don Antonio Barceló.
Il 26 gennaio 1784 fu nominato vicecomandante del vascello Guerrero, con cui prese parte a diverse crociere nel Mediterraneo, tra cui il trasporto di rifornimenti ad Algeri, ritornando poi a Cartagena.. Il 15 agosto dello stesso anno, al comando della fregata Santa Getrudis, mentre navigava da Cartagena a Cadice catturò uno sciabecco algerino da 14 cannoni, conducendolo prigioniero a Cadice insieme a tutto l'equipaggio. Nell'aprile del 1788 fu assegnato come comandante a una brigata di ufficiali e marinai incaricati di estrarre dalla baia di Algeciras le ancore e i cavi che lo squadrone combinato aveva perso nel 1782 e che stavano causando danni considerevoli agli ormeggi delle navi in quell'ancoraggio, e avendo completato questa missione nell'ottobre dello stesso anno ottenne l'apprezzamento reale. Nel marzo del 1789 fu nominato secondo in comando della nave di linea San Pedro Alcántara con la quale effettuò un viaggio di andata e ritorno verso le isole Canarie e superò Capo San Vincenzo e Capo Santa Maria per proteggere l'arrivo delle navi dalle Americhe. Trasferito sulla nave di linea Astuto, fu sbarcato a causa del disarmo della nave. Il 1º marzo 1791 fu promosso capitano di vascello, e nel dicembre 1792 fu difensore del capitano Diego Gonzales del Guiral y del Corral, accusato della perdita della fregata Nuestra Señora de Loreto, davanti alla corte marziale che doveva giudicare il suo comportamento.
Nel gennaio 1793 assunse il comando della fregata Santa Rosalia e trasportò il generale Gabriel de Aristizábal y Espinosa e alcuni ufficiali a El Ferrol in vista dell'imminente dichiarazione di guerra alla Gran Bretagna. Al comando della fregata Santa Sabina, assieme alla Sirena e alla Santa Dorotea, portò a termine una crociera alle isole Azzorre, scortando poi nella baia di Cadice un mercantile inglese catturato dai francesi..
Nel luglio 1794 assunse il comando del vascello da 74 cannoni Monarca, con cui partecipò alla campagna nel mar Cantabrico, contro le forze navali francesi. Successivamente prese parte alla campagna dell'ammiraglio Juan de Lángara y Huarte in contrasto alle forze francesi, durante la guerra del Rosellón, fino alla firma della Pace di Basilea. Nell'ottobre del 1796 la Spagna dichiarò guerra all'Inghilterra e al Portogallo. Il 6 dicembre 1796 fu promosso brigadiere generale. Nel giugno 1797, in conseguenza della battaglia di Capo San Vincenzo, l'ammiraglio inglese Sir John Jervis pose l'assedio al porto di Cadice dove si era rifugiata la squadra navale spagnola. Si distinse particolarmente nella difesa di Cadice, imbarcato sul vascello da 74 cannoni Monarca, inquadrato nella squadra navale dell'ammiraglio José de Mazarredo Salazar Muñatones y Gortázar..
Nell'aprile 1798, durante le operazioni di blocco navale del porto di Cadice, riuscì a forzare il blocco con il vascello Monarca e le fregate Nuestra Señora del la Paz e Nuestra Señora de la Mercedes. Con le sue navi si diresse dapprima alle isole Canarie, quindi raggiunse L'Avana e poi Veracruz, in Messico. La nave al suo diretto comando, il vascello Monarca, si recò alle Antille e penetrò poi nel golfo del Messico dove imbarcò un carico d'oro, essenziale per la continuazione della guerra. La nave rientrò in patria senza effettuare alcuno scalo intermedio, arrivando a Vigo nel mese di novembre.. Dal 14 maggio 1799 al 1º settembre 1800 fu comandante della navi che si trovavano a Cadice. Il 26 ottobre 1801 assunse il comando del vascello Argonauta, che il 13 novembre prese il mare per raggiungere l'Avana e Veracruz, dove imbarcò un carico di mercurio, rientrando a Cadice il 13 aprile 1802. Fu nominato Cavaliere dell'Ordine di Santiago e il 5 ottobre divenne commodoro. A causa di problemi di salute ricoprì incarichi e terra, e fu assegnato al dipartimento di Cadice per via del clima temperato che avrebbe facilitato la sue guarigione.
La dichiarazione di guerra contro l'Inghilterra, avvenuta il 2 dicembre 1804, lo colse in licenza a Cadice. Richiamato immediatamente in servizio, il 16 gennaio 1805 fu nominato comandante della squadra di Cartagena, forte di 8 vascelli di lineaSei pronti a salpare e due in allestimento., e di due fregate.. Il 2 marzo 1805 venne emesso il piano operativo per le forze navali franco-spagnole. Il 29 marzo dello stesso anno alzò la sua insegna sul vascello da 112 cannoni Reina María Luisa.La squadra si componeva di otto vascelli: Reina María Luisa (nave ammiraglia, comandante brigadiere Don Isidoro García del Postigo), Real Carlos (112 cannoni, comandante brigadiere Don Luis Mesía), San Francisco de Paula (74 cannoni, comandante brigadiere Don Juan José Martínez), San Joaquín (74 cannoni, comandante capitano di vascello Don Félix O´Neille), San Ramón (64 cannoni, comandante capitano di vascello Don Pedro Ruiz Mateos), Asia (74 cannoni, comandante capitano di vascello Don José Calderón), più il San Pablo (74 cannoni, comandante Capitán de Navío Don Juan José Martinez) e il Guerrero (74 cannoni, comandante Capitán de Navío Don José de la Encina)..
Il 30 marzo 1805 l'ammiraglio francese Pierre Charles Silvestre de Villeneuve salpò da Tolone con la sua squadra.. Il piano operativo concepito da Bonaparte prevedeva che egli dovesse riunirsi alle squadre spagnole di Cartagena e Cadice, per poi portarsi alle Antille ove doveva riunirsi alla squadra francese del viceammiraglio Honoré Joseph Antoine Ganteaume salpata da Brest. Giunto davanti a Cartagena, Villeneuve lo invitò a unirsi a lui, ma egli dovette rifiutare per mancanza di ordini precisi. La mancanza di istruzioni da parte del primo ministro Manuel Godoy Principe de la Paz, Almirante general de España e Indias, unita alla precipitazione dell'ammiraglio de Villeneuve, portarono al mancato ricongiungimento delle sue navi con la flotta combinata. Nel mese di maggio, su ordine di Manuel Godoy, si imbarcò salpando da Cartagena il 6 giugno, con l'intenzione di portarsi a Cadice con la sua squadra. Diverse avarie alle navi e la mancanza di addestramento degli equipaggi lo indussero a ritornare a Cartagena, dove diede l'ancora l'11 giugno. Su insistenza di Godoy e di Federico Carlo Gravina, egli salpò nuovamente il 7 luglio, ma resosi conto dell'impossibilità delle sue navi a sostenere un combattimento, decise di ritornare in porto, dove venne successivamente bloccato da una squadra inglese agli ordini di Sir Richard Binckerton.