Con rivoluzione dei garofani () si intendono gli eventi di rivoluzione popolare partiti dall'incruento colpo di Stato militare in Portogallo con cui nel 1974 si pose fine al regime dittatoriale noto come Estado Novo (Nuovo Stato) instaurato da António Salazar nel 1933. Il rovesciamento di regime fu attuato dalla fazione progressista delle forze armate portoghesi che deposero il primo ministro Marcello Caetano, successore di Salazar dall'infermità di quest'ultimo nel 1968, e avviarono la transizione democratica del Paese, che fu portata a compimento al termine di un biennio costellato da aspre lotte politiche.
Contesto storico La dittatura portoghese traeva origine dal golpe del 28 maggio 1926, che aveva decretato la fine della Prima Repubblica portoghese. Dopo la rivoluzione, nel 1933, con l'approvazione di una nuova Costituzione basata sul corporativismo e sugli ideali fascisti, António de Oliveira Salazar aveva instaurato il regime dell'Estado Novo, apertamente ispirato al regime italiano fondato da Mussolini. Di orientamento cattolico e tradizionalista, Salazar fu un uomo freddo e distaccato.
Durante il suo governo impose tasse e tagliò le spese, senza badare a costi umani. Nominato Presidente del Consiglio nel 1932, emanò una nuova Costituzione nel 1933. La nuova struttura politica prevedeva la presenza di un solo partito: lUnião Nacional (Unione Nazionale), partito di ispirazione nazionalista, corporativa, anti-socialista e fascista. Fu proprio quando il dittatore arrivò al massimo del potere che in Portogallo iniziò il dissenso.
Infatti nel 1958, con le elezioni presidenziali, il generale Humberto Delgado (che inizialmente aveva sostenuto Salazar), si oppose al regime. Nel 1968 António de Oliveira Salazar si trovava nella sua residenza estiva quando cadde per la rottura della sedia a sdraio su cui era seduto e rimase invalido, venendo così costretto a lasciare il potere. Morì nel 1970 e il suo successore, Marcello Caetano, venne acclamato con la speranza per una nuova libertà.
Durante la seconda guerra mondiale il Portogallo restò uno Stato neutrale, e questo gli consentì una relativa crescita economica negli anni 1940. Nel 1949 cessò l'isolamento politico del regime, che diventò membro fondatore della NATO, tollerato dagli altri Stati membri per via delle posizioni fortemente anticomuniste del suo governo.
La libertà politica era fortemente limitata, le elezioni caratterizzate da brogli e altre irregolarità e il regime manteneva uno stretto controllo sulle attività dei cittadini attraverso la polizia politica (PIDE: Polícia Internacional e de Defesa do Estado), successivamente divenuta DGS (Direcção-Geral de Segurança), che perseguitava gli oppositori, spesso arbitrariamente arrestati, torturati e uccisi.
La resistenza del Portogallo alla decolonizzazione provocò l'insorgere di un lungo e improduttivo conflitto tra le forze coloniali portoghesi e i movimenti indipendentisti in Angola, Mozambico, Guinea-Bissau, Capo Verde; la situazione internazionale era sfavorevole al regime, in quanto entrambe le superpotenze della guerra fredda, Stati Uniti e Unione Sovietica, finanziavano i movimenti di liberazione nazionale per cercare di attrarre i paesi di nuova indipendenza nelle rispettive sfere di influenza. Durante la guerra, le Nazioni Unite approvarono sanzioni riguardanti il commercio di armi nei confronti del Portogallo e gli Stati Uniti impedirono l'uso di mezzi NATO per la repressione coloniale, anche se furono costretti a ritirare il loro appoggio ai movimenti di liberazione di fronte alla minaccia portoghese di abbandonare l'organizzazione.
La rapida crescita economica si interruppe alla fine degli anni 1960, a causa dell'isolamento politico ed economico e della lunga e improduttiva guerra coloniale. Il dopo Salazar La morte di Salazar nel 1970 non comportò sostanziali evoluzioni del governo, guidato dal successore Marcello Caetano. All'inizio degli anni 1970 il Portogallo era politicamente ed economicamente fiaccato dallo stato di guerra che, proseguendo ormai da quasi due decenni e senza una soluzione politica in vista, risultava particolarmente oneroso in termini di risorse. La situazione portò a un malcontento generale, in particolare nelle classi sociali meno agiate e all'interno delle forze armate.
All'inizio degli anni settanta alcuni ufficiali subalterni, la maggior parte con il grado di capitano, con idee politiche di sinistra e contrari alla politica governativa, particolarmente riguardo alla guerra coloniale, si associarono, inizialmente nel Movimento dei Capitani (Movimento dos Capitães), successivamente nel Movimento delle Forze Armate (MFA, Movimento das Forças Armadas), organizzato nel 1973 con lo scopo di abbattere l'Estado Novo e avviare il paese sulla strada della democratizzazione, della decolonizzazione e dello sviluppo economico, con gli obiettivi immediati della fine della guerra, della convocazione di elezioni libere e dell'abolizione della polizia politica.
Una parte degli ufficiali del Movimento era, invece, legata al generale Kaúlza de Arriaga, ex comandante delle forze armate portoghesi in Mozambico, le cui posizioni politiche si ponevano alla destra dello stesso presidente del Consiglio Caetano, inviso ai duri del regime.
Kaúlza de Arriaga tentò una sollevazione militare contro Caetano nel dicembre 1973 e successivamente strinse un'alleanza sempre più stretta con il presidente della Repubblica, l'ammiraglio Américo Tomás che isolò sempre di più il premier Caetano. Nel febbraio 1974, Caetano decise di rimuovere il generale António de Spínola dal comando delle forze portoghesi in Guinea di fronte al crescente disaccordo di de Spínola con la promozione di ufficiali militari e la direzione della politica coloniale portoghese.
Le premesse al colpo di Stato Al Movimento delle Forze Armate rimase sostanzialmente estranea, almeno sino alla mattinata del 25 aprile, la Marina militare, con l'eccezione di alcuni ufficiali isolati e anzi una fregata, la Almirante Gago Coutinho, impegnata nelle manovre NATO, tenne per ore sotto tiro le forze ribelli che assediavano il quartiere dei ministeri.
Il 5 marzo 1974 il Movimento delle Forze Armate, guidato da Vitor Alves e Otelo Saraiva de Carvalho, tenne una riunione clandestina a Cascais, in cui venne approvato il programma politico del movimento. Il documento cominciò a circolare clandestinamente, provocando la reazione del regime. Il 9 marzo Vasco Lourenço, uno dei dirigenti del Movimento delle Forze Armate, fu arrestato e successivamente trasferito nelle Azzorre. Il 14 marzo i generali António de Spínola e Francisco da Costa Gomes (rispettivamente vice-capo e capo di Stato Maggiore delle Forze Armate) furono destituiti per non avere partecipato a una manifestazione di appoggio al governo.
Il 16 marzo ci fu un prematuro tentativo d'insurrezione, quando il 5º Reggimento di Fanteria marciò su Lisbona, che si concluse con il fallimento del golpe e l'arresto di circa 200 militari. Il programma politico della rivoluzione era stato elaborato dal maggiore Melo Antunes, membro della commissione politica presieduta da Vasco Gonçalves, che diventerà capo del secondo e terzo governo provvisorio. L'articolo è un estratto del libro di Marco Ferrari Alla rivoluzione sulla Due Cavalli. Con ritorno a Lisbona 50 anni dopo, Laterza 2024. Il 24 marzo una riunione clandestina della commissione coordinatrice dell'MFA deliberò che un nuovo tentativo di colpo di Stato avrebbe dovuto avere luogo tra il 22 e il 29 aprile. Otelo Saraiva de Carvalho fu incaricato di gestire il piano generale delle operazioni, con l'assistenza del capitano Rodrigo de Sousa e Castro. Il programma definitivo del Movimento fu approvato il 21 aprile; il capitano Salgueiro Maia assicurò l'appoggio di reparti corazzati.
Il 23 aprile Saraiva de Carvalho comunicò che il piano sarebbe stato attuato il 25 aprile e che il posto di comando dell'MFA sarebbe stato installato presso la caserma del 1º Reggimento Genieri a Pontinha (Odivelas).
Il colpo di Stato Preparativi
I leader dell'MFA si erano accordati con Carlos Albino, responsabile del programma musicale Límite di Rádio Renascença, perché trasmettesse la canzone Grândola, Vila Morena di José Afonso, come segnale di avvio delle operazioni. Nonostante l'ascolto della canzone fosse proibito dal regime, la vendita era consentita, e Albino ne acquistò una copia il 24 aprile 1974, giorno in cui João Paulo Dinis della radio "Emissores Associados de Lisboa" alle 22:55 annunciò: «Mancano cinque minuti alle 23 e sarà con voi Paulo de Carvalho, che vi canterà il suo grande successo [dell'Eurofestival] E depois do adeus». Era il primo segnale in vista del golpe.
Cronistoria del 25 aprile 00:20 – Teodomiro Leite de Vasconcelos di Rádio Renascença trasmette Grândola, Vila Morena.Paul Fauvet and Marcelo Mosse, Carlos Cardoso: telling the truth in Mozambique, Cape Town: Double Storey Books, 2003, p. 21, ISBN 1-919930-31-0 ( È il segnale di inizio delle operazioni militari, con l'arresto degli alti ufficiali fedeli al regime e l'occupazione di luoghi strategici, come l'aeroporto di Lisbona e la prigione politica di Peniche.
03:10 – I ribelli prendono il controllo della TV di Stato RTP e delle stazioni radio Rádio Clube Português ed Emissora Nacional. Movimenti di truppe verso il quartiere Terreiro do Paço di Lisbona, sede delle istituzioni governative. 04:20 – L'MFA annuncia attraverso un comunicato di Radio Clube Português il golpe. La fanteria occupa l'aeroporto di Lisbona. 05:45 – Truppe ribelli al comando del capitano Salgueiro Maia occupano il Terreiro do Paço e pongono sotto assedio le sedi ministeriali. 06:00 – Un plotone lealista giunge al Terreiro do Paço ma si unisce ai ribelli. 09:00 – La fregata Almirante Gago Coutinho, in esercitazione con altre imbarcazioni NATO, riceve l'ordine di posizionarsi davanti al Terreiro do Paço e di aprire il fuoco contro i ribelli, ma si rifiuta di obbedire. 09:30 – I ministri della difesa, dell'informazione, del turismo, dell'esercito, della marina, il capo di stato maggiore, il governatore militare di Lisbona, il sottosegretario all'esercito Henrique Tenreiro riescono a fuggire e a organizzare un comando lealista presso la caserma del 2º reggimento lancieri. 09:35 – Arrivo a Terreiro do Paço di forze leali al governo, al comando del brigadiere Junqueira dos Reis. In seguito al rifiuto, prima dei suoi ufficiali subalterni, poi dei soldati, di ubbidire, abbandona e prende il comando di altre forze. Ordina di sparare sul tenente ribelle Alfredo Assunção, inviato per trattare, ma i soldati disobbediscono nuovamente. 11:30 – Il comando dell'MFA ordina ai militari del maggiore Jaime Neves di occupare il quartier generale della Legione Portoghese, situato in Largo da Penha de França n. 1, nella freguesia omonima a Lisbona e a fanti e carristi al comando di Salgueiro Maia di avanzare verso il quartier generale della Guarda Nacional Republicana (Quartel do Carmo) in Largo do Carmo, dove si trova il primo ministro Marcello Caetano.
11:45 – L'MFA annuncia di aver preso il controllo del paese. 12:30 – Con l'appoggio della popolazione civile scesa in strada, i militari di Salgueiro Maia lanciano un ultimatum, minacciando di aprire il fuoco contro il quartier generale della GNR. 13:00 – Il brigadiere Junqueira dos Reis cerca di assediare le truppe di Maia con fanti, poliziotti e gendarmi, ma in meno di un'ora viene circondato dai soldati del capitano Alberto Ferreira e costretto ad arrendersi. 13:40 – Occupato il quartier generale della Legione Portoghese. 15:15 – Artiglieri dell'MFA liberano le truppe arrestate per il precedente tentativo di golpe del 16 marzo. 15:30 – Viene aperto il fuoco contro il quartier generale della GNR. 16:15 – Elementi della polizia politica DGS sparano sulla folla che circonda il loro quartier generale, situato in Rua António Maria Cardoso n. 22, nel quartiere Chiado, provocando un morto e alcuni feriti.