Il catoblepismo è un neologismo coniato nel 1962 dall'economista e banchiere Raffaele Mattioli.Raffaele Mattioli, I problemi attuali del credito, in: «Mondo economico», 2, gennaio 1962 (anche in AA.VV., I fidi nelle aziende di credito, 1962) Il termine indica i rapporti patologici di commistione che si erano creati in Italia, prima della crisi economica del 1930, tra il mondo dell'industria e il sistema creditizio ordinario; l'effetto di tale intreccio era l'instaurazione di un circolo vizioso in cui il controllato controlla il controllore. Il nome deriva dal mitico catoblepa, un animale fantastico descritto da Plinio il VecchioPlinio il Vecchio, Naturalis historia, 8.77 e da Claudio Eliano.Claudio Eliano, Sulla natura degli animali, 7.6 Il concetto è tornato in auge nel 2013 per l'uso fattone da Fabrizio Barca, economista ed esponente del Governo Monti, per esemplificare l'anomalia nei rapporti intessuti dai partiti politici italiani con l'apparato statale.Fabrizio Barca, Un partito nuovo per un buon governo. Memoria politica dopo 16 mesi di governo, aprile 2013 (p. 13)

Rapporti patologici tra sistema industriale e sistema creditizio

La situazione a cui faceva riferimento Mattioli era caratterizzata da un intreccio perverso di interessi e poteri in cui il sistema bancario creditizio ordinario esercitava il controllo sul sistema industriale, mentre quest'ultimo risultava determinante per la sopravvivenza dell'altro. L'adozione di un simile modello di sviluppo economico aveva manifestato una serie di degenerazioni negli Anni Venti del Novecento, quando si registrarono ripetuti salvataggi di imprese operati dal sistema bancario.

Questa forma di interventismo, affidata al sistema creditizio ordinario, aveva portato alla subordinazione degli interessi della platea dei depositanti alla rete patologica di cointeressi che permeava il sistema economico e legava il sistema dirigenziale bancario a quello industriale. Inoltre, aveva favorito la conservazione, ostacolando l'emergere di una nuova classe imprenditoriale borghese, che fosse capace di operare una rottura negli schemi del tradizionale assetto industriale italianoFabrizio Barca, Compromesso senza riforme nel capitalismo italiano, in AA.VV. Storia del capitalismo italiano: dal dopoguerra a oggi, 2001 (p. 7).

Con il diffondersi degli effetti della grande depressione economica degli Anni Trenta, questa commistione di interessi tra le due separate sfere economiche aveva "portato sull'orlo del fallimento larga parte del sistema finanziario" italianoFabrizio Barca, Compromesso senza riforme nel capitalismo italiano, in Franco Amatori, Storia del capitalismo italiano: dal dopoguerra a oggi, 2001 (p. 10).

Anomalia nei rapporti tra partiti politici italiani e Stato

Il termine è stato riutilizzato nell'aprile 2013 da Fabrizio Barca, Ministro per la coesione territoriale del Governo Monti, in una memoria propositiva da lui elaborata sul tema del rinnovamento del Partito Democratico, a cui aveva da poco aderito, e del partitismo italiano in generale, quale base per rifondare lo Stato e instaurare su nuove basi il rapporto con i cittadini.

Il termine coniato da Mattioli è servito a Fabrizio Barca per stigmatizzare i rapporti patologici che legano il sistema dei partiti politici italiani allo Stato, in una situazione in cui, escludendo i cittadini, "partiti Stato-centrici e macchina dello Stato arcaica ed élite che li governano vanno d'accordo, sostenendosi reciprocamente e producendo un equilibrio perverso, di sottosviluppo".

Secondo Barca, affinché i partiti possano "concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale", in base alla funzione assegnata loro dalla Costituzione italiana, è necessario che essi rompano il legame perverso con lo Stato, "per divenire rete materiale e immateriale di mobilitazione di conoscenze e di confronto pubblico, informato, acceso, ragionevole e aperto, di idee e soluzioni con cui incalzare lo Stato"Fabrizio Barca, Un partito nuovo per un buon governo. Memoria politica dopo 16 mesi di governo, aprile 2013 (p. 7).

In questo contesto, il riferimento di Barca al neologismo di Mattioli collega il dibattito sulla crisi dei mercati finanziari iniziata nel 2008 (che per molti versi ripropone il problema dei rapporti fra potere finanziario, industria e politica, già presentatosi negli anni '30 del XX secolo) alle più recenti critiche della partitocrazia.

Note

Bibliografia

AA.VV., I fidi nelle aziende di credito: 3º corso di aggiornamento in materia creditizia e finanziaria, a cura di Mario Balestrieri e Giulio La Volpe, Giuffrè editore, 1962 AA.VV. Storia del capitalismo italiano: dal dopoguerra a oggi, a cura di Fabrizio Barca, Donzelli Editore, 2001 ISBN 88-7989-650-4

Voci correlate Raffaele Mattioli Economia italiana, Politica economica fascista Storia d'Italia, storia dell'Italia fascista Grande depressione Partitocrazia Intervento pubblico nell'economia Partiti politici italiani Politica italiana, seconda repubblica Crisi politica

Collegamenti esterni Massimo Lo Cicero, Catoblepismo? Che significa ma anche perché se ne parla oggi a proposito della politica economica, da Fattore Erre, dal sito di Rubbettino Editore, 13 aprile 2013

Categoria:Terminologia economica Categoria:Frasi e parole d'autore della politica