Il Partito Democratico Gabonese (in francese: Parti Démocratique Gabonais - PDG) è uno dei principali partiti politici del Gabon, rimasto ininterrottamente al potere dal 1968 al 2023.

Storia Al momento della proclamazione dell'indipendenza del paese (17 agosto 1960) si scontrarono due figure politiche di rilievo, Léon M'ba, già primo ministro durante l'amministrazione coloniale francese, e Jean-Hilaire Aubame. La contrapposizione tra i due si risolse nel 1961 con un accordo che portò all'elezione alla presidenza della repubblica di M'ba che subito rafforzò i poteri presidenziali. Nel 1964 un golpe militare causò la caduta di M'ba ma l'intervento dell'esercito francese contro gli insorti ripristinò il potere del presidente. Dopo il colpo di stato i francesi si preoccuparono di designare un successore di M'ba, da tempo malato, e la scelta ricadde su Albert-Bernard Bongo. Nel 1966 M'ba venne ricoverato a Parigi e da quel momento la presidenza fu di fatto retta da Bongo in qualità di vicepresidente. Nonostante le gravi condizioni di salute M'ba fu rieletto presidente nel 1967 (unico candidato) e alla sua morte, avvenuta pochi mesi dopo, gli succedette Bongo. Il neo presidente fondò quindi il Partito Democratico Gabonese e con una riforma costituzionale abolì il multipartitismo mettendo fuori legge ogni altra formazione politica.

Nel 1990 terminò il regime monopartitico e anche le forze d'opposizione acquisirono il diritto di organizzarsi in partiti politici legalmente riconosciuti grazie alla riforma della costituzione ratificata l'anno successivo. Nonostante questa riforma il PDG rimase il partito più influente del paese grazie alla sua organizzazione capillare, alla collocazione di suoi uomini in tutti i ruoli dell'amministrazione pubblica e al sostegno della Francia.

Nel 2009, a seguito della morte di Omar Bongo, è succeduto alla Presidenza suo figlio Ali Bongo Ondimba, con il beneplacito della dirigenza del partito, che ha continuato a perseguire la linea autoritaria di suo padre.

Il regime è terminato solo con il colpo di Stato del 2023, quando il comandante della Guardia Repubblicana e cugino di Bongo, Brice Clotaire Oligui Nguema, lo ha destituito, redigendo contestualmente una nuova Costituzione di stampo presidenzialista (approvata con un successivo referendum) ed indicendo nuove consultazioni presidenziali e parlamentari nel 2025. Nello specifico, non essendo stato sciolto, alle presidenziali il partito non ha supportato esplicitamente alcun candidato, mentre alle parlamentari è riuscito ad ottenere 16 seggi all’Assemblea nazionale.

Critiche Gli esponenti dell'opposizione accusano il PDG di essere uno strumento attraverso il quale Omar Bongo aveva istituito nel paese una dittatura seppur mantenendo un regime formalmente democratico. Nonostante la reintroduzione del multipartitismo all'inizio degli anni novanta le forze politiche contrarie al PDG denunciavano l'impossibilità reale di diventare una forza di governo alternativa in quanto la sproporzione delle risorse a disposizione dei partiti di opposizione e del PDG rende impossibile un confronto elettorale ad armi pari. Inoltre molti degli oppositori del PDG denunciavano la repressione operata dalla "B2", il servizio di intelligence dell'esercito, accusato di essere una vera e propria polizia politica al servizio del governo gabonese.

Esponenti principali Omar Bongo (1935-2009): Fondatore del partito e Presidente della Repubblica dal 1967 al 2009. Ali Bongo Ondimba: Presidente del partito ed ex Presidente della Repubblica. Faustin Boukoubi: Segretario del partito in carica e più volte ministro. Raymond Ndong Sima: Ex Primo ministro. Rose Francine Rogombé: Presidente del Senato incaricata ad interim della presidenza alla morte di Omar Bongo. Guy Nzouba-Ndama: Presidente dell'Assemblea Nazionale ed ex ministro dell'educazione nazionale.

Note

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