BattleTech è un wargame e un media franchise del genere fantascienza, immesso sul mercato dall'editore statunitense FASA Corporation, nel 1984, acquisito da WizKids (fabbricante di miniature per giochi da tavolo) nel 2001 e ceduto nel 2003, all'azienda Topps Company, a motivo dell'acquisizione della WizKids, nel luglio dello stesso anno.
Nel giugno 2007, la Topps concesse la licenza per la creazione di prodotti BattleTech, alla società Catalyst Game Labs (fondata da InMediaRes Productions); la proprietà intellettuale del marchio BattleTech (con l'eccezione dei diritti per la produzione di videogiochi, diritti posseduti da Microsoft a partire dal 1999, grazie all'acquisizione di FASA Interactive, sussidiaria della Virtual World Entertainment, a sua volta controllata da FASA Corporation) è comunque detenuta, da allora, dall'azienda Topps.
La serie ebbe inizio con la creazione del gioco da tavolo BattleTech, da parte degli autori di giochi Jordan K. Weisman e L. Ross Babcock III e da allora si è ampliata a prodotti di diversa tipologia, come numerosi videogiochi, un gioco di carte collezionabili, una serie televisiva animata, una quantità consistente di romanzi, racconti e fumetti, ed ulteriori proposte merceologiche.
Generalità I problemi legali In origine, il gioco da tavolo conosciuto come BattleTech, pubblicato da FASA Corporation nel 1984 (nella sua prima edizione) ed incentrato, principalmente, sul combattimento fra mech, robot antropomorfi, fu pubblicato con il titolo di Battledroids - A Game of Armored Combat. Il nome del gioco fu cambiato in BattleTech - A Game of Armored Combat (abbreviato in seguito in BattleTech), nella seconda edizione (1985), dato che George Lucas e la casa di produzione Lucasfilm, reclamarono i diritti di sfruttamento del termine "droid". A seguito di tale disputa, anche i mech del gioco, furono rinominati "BattleMech"..
Lo stile dei primi BattleMech, fu ricavato dalle serie di anime Macross, Fang of the Sun Dougram e Crusher Joe. A partire dal 1996, una serie di casi giudiziari colpirono l'editore FASA Corporation, spingendolo ad abbandonare tale design (nella fattispecie, a causa della battaglia legale intrapresa dalle società Playmates Toys e Harmony Gold, per l'uso di tali immagini: in pratica, secondo FASA Corporation, un terzo soggetto avrebbe venduto loro design di alcuni BattleMech, pur non avendone il diritto).
I casi furono risolti in via extragiudiziale e le parti interessate convennero di mantenere segreti i dettagli. I BattleMech oggetti del contendere, divennero "unseen", ovvero "invisibili", impiegabili nel gioco, ma non pubblicizzabili (come ad esempio, sulle scatole dei prodotti FASA).
In conseguenza di tali vicende, l'editore decise di sfruttare, esclusivamente design proprietari.
Nel 2001, la FASA Corporation chiuse la propria attività, cedendo la proprietà intellettuale di BattleTech alla WizKids, un'altra società fondata da Weisman per lo sviluppo delle miniature collezionabili note come Clix..
Randall N. Bills (all'epoca curatore della linea di prodotti Classic BattleTech per WizKids e Fantasy Productions e prima ancora sviluppatore in forza a FASA), in seguito sostenne che fu la stessa FASA Corporation a citare in giudizio la Playmates Toys, per l'uso non autorizzato delle immagini di BattleTech, e che al termine della controversia, la FASA Corporation non ricevette alcun indennizzo, ma ottenne che la Playmates Toys cessasse l'abuso.
La Fantasy Productions (abbreviata in FanPro, azienda tedesca avente una consociata statunitense), ebbe successivamente, da WizKids, la possibilità di sfruttare (dietro licenza) il franchise BattleTech e i prodotti "unseen", furono inclusi fra quelli sfruttabili.
Il 24 giugno 2009, la società Catalyst Game Labs, annunciò di essersi assicurata, dalla compagnia Topps (la quale aveva acquisito WizKids nel 2003.), la possibilità di usare, dietro licenza, i diritti sui prodotti "unseen"; in conseguenza di ciò, le immagini che riproducevano gli originali BattleMech non pubblicabili per oltre un decennio, furono legalmente usate di nuovo. Ma la stessa Catalyst Game Labs, nell'agosto del 2009, ripristinò lo status di "unseen" su diversi prodotti, giustificandosi con un errore commesso nel negoziare i diritti di distribuzione. Il ripristino delle restrizioni, coinvolse solo i prodotti originati dalla serie Macross (a titolo di esempio, le immagini ispirate ad altri anime come Fang of the Sun Dougram e Crusher Joe, non furono colpite da tale cambiamento).
A partire dall'agosto 2011, tuttavia, anche le rimanenti immagini, tornarono allo status di "unseen", a causa del perdurare dei problemi legati agli accordi di licenza.
Classic BattleTech L'originale gioco da tavolo BattleTech, fu rinominato in Classic BattleTech, nel 2002, da FanPro (Fantasy Productions), su licenza WizKids (la quale aveva avviato la produzione della linea di giochi MechWarrior: Dark Age).
Nel giugno 2007, la licenza di FanPro cessò di validità e la Catalyst Game Labs acquisì i diritti su Classic BattleTech.
Il prefisso "Classic", fu abbandonato dai successivi prodotti BattleTech, dopo che la linea di produzione MechWarrior: Dark Age fu interrotta nel 2008 (anche se è rimasto in uso, per differenziare la serie "Dark Age" dalle altre opere, divenendo inoltre, sinonimo di gioco da tavolo BattleTech).
Gioco da tavolo Per ciò che concerne le regole di base (e parte di quelle avanzate), il gioco da tavolo BattleTech viene praticato fra due o più partecipanti (anche organizzati in squadre), su di una mappa suddivisa in esagoni numerati (chiamati hex), ove vengono stilizzate zone pianeggianti o boscose, fiumi, laghi, alture ecc. (le quali influenzano movimenti e capacità d'attacco delle forze schierate). Le pedine impiegate sono, principalmente, unità da guerra chiamate BattleMech (separate per classi di tonnellaggio: leggera, media, pesante e d'assalto), rappresentate sul tabellone di gioco da pedine o miniature (in alcune edizioni, sono incluse miniature in plastica, mentre in altre, le unità sono presenti, fronte e retro, su cartoncino da fissare su basi plastiche).
In BattleTech, sono controllabili anche veicoli corazzati, fanteria convenzionale e Battle Armor (questi ultimi, esoscheletri da guerra, unità classificate come "fanteria anti-BattleMech", simili, ma esclusivamente a titolo d'esempio, alle tute potenziate del romanzo Fanteria dello spazio di Heinlein).
Il gioco si svolge per turni articolati in quattro fasi (molte delle quali determinate dal lancio di due dadi a sei facce): iniziativa (stabilita dal punteggio più alto ottenuto dal tiro dei dadi); movimento (stazionamento, camminata, corsa o salto: terminati i movimenti, per ogni mech è possibile dichiarare una rotazione del torso di 60° a destra o a sinistra, modificando gli angoli di tiro, come reazione ai movimenti altrui). Se un'unità esce dalla mappa, viene considerata distrutta; attacco (occorre precisare in quali punti colpire le unità designate e quale arma, incluso il corpo a corpo, delle classi bianca, a energia, balistica e missilistica, impiegare). Per poter sparare, ciascuna unità deve avere libera la propria visuale (o LOS, "line of sight", in originale), ovvero una linea retta fra due caselle del tabellone, quella occupata dall'attaccante e quella del bersaglio; inoltre, l'obiettivo stesso deve essere a portata di una o più armi e all'interno dell'angolo di tiro (dato dal posizionamento delle singole armi sull'unità) il quale indica le direzioni consentite per fare fuoco; fase finale (ove vengono rese effettive le mosse preventivate per il turno). In ogni fase, i giocatori si alternano nel dichiarare (nel lasso di tempo di dieci secondi) un'azione da eseguire (una per ciascuna delle loro unità, fino ad esaurimento delle stesse). Inizia a dichiarare chi ha perduto a dadi l'iniziativa; in tal modo, l'avversario ha il vantaggio di reagire ai movimenti e alle dichiarazioni d'attacco.
Il giocatore con l'ultima unità superstite, si aggiudica la partita. Se i partecipanti perdono le loro ultime unità contemporaneamente nel corso del medesimo turno, la partita viene considerata patta.
Schede tecniche (Record Sheets) forniscono informazioni dettagliate su ciascun BattleMech (come armamento, corazza, equipaggiamento, velocità, ecc.) e sono adoperate per tenere traccia dei danni, l'accumulo di calore, la disponibilità di munizioni e di altri dati. I giocatori utilizzano i due dadi in dotazione, per determinare risultati variabili, stabilendo (a titolo d'esempio), se il colpo è andato a bersaglio e il punto circoscritto oggetto dell'urto. Veicoli, fanteria convenzionale e Battle Armor, hanno specifiche schede tecniche.
La corazza di ciascun BattleMech viene rappresentata suddivisa in varie parti (testa, torso, braccia e gambe). Se una sezione viene distrutta e la stessa posizione subisce un ulteriore colpo, o il danno è maggiore della capacità totale della sezione di reggere lo schianto appena incassato, la quota "eccedente del danno" viene trasferita alla sezione adiacente (più interna) della blindatura. Un BattleMech viene abbattuto, quando la "sezione testa" o la parte centrale del torso, cedono completamente.
I veicoli corazzati, vengono definitivamente distrutti quando ciascuna sezione cede. La fanteria convenzionale, invece, è considerata annientata, solo al verificarsi del decesso dell'ultimo soldato del singolo plotone. Le Battle Armor, vengono considerate abbattute, dopo aver patito un danno pari o superiore alla loro capacità complessiva di tollerarne.
L'accumulo di calore è un importante fattore limitante del gioco: il surriscaldamento di un'unità mech (dovuto principalmente all'azione delle armi, ma anche ai movimenti) può avere non pochi effetti negativi, quali penalità sulla precisione delle armi, rallentamenti dei movimenti, detonazioni delle munizioni trasportate dal BattleMech, spegnimento dell'unità o la sua esplosione.
A seguire, le classi di armi, con l'indicazione del calore sviluppato durante il funzionamento: Classe Tipo Livello di calore sviluppato Armi bianche Scuri, spade Nullo Armi a energia Laser, a particelle, lanciafiamme Alto Armi balistiche Cannoni, mitragliatori, a grappolo, gaussiane (a elettromagneti) Basso Armi missilistiche Missili a lungo/medio/corto raggio, a ricerca Medio
Espansioni Manuali tecnici (Technical Readouts) ed espansioni, hanno introdotto regole di tipo avanzato (alcune delle quali sperimentali) che sono state aggregate alle varie edizioni del gioco, con l'intento d'ampliarne l'esperienza d'uso PDF. In attinenza con il regolamento, gli ideatori di BattleTech, hanno anche previsto una flessibilità tale, da permettere ai giocatori di creare proprie unità.
La diffusione del gioco, ha generato un certo numero di prodotti supplementari: fra i più significativi, si possono annoverare CityTech, del 1986 (ambientato in scenari urbani), AeroTech anch'esso del 1986 (che si focalizza su operazioni aeree e spaziali) e BattleSpace, uscito nel 1993 (dedicato al combattimento fra astronavi quali navi da guerra, "BalzoNavi" e "Navi da Sbarco"). Tutte le citate espansioni furono pubblicate a cura di FASA Corporation.
FASA, fece uscire altri due pacchetti aggiuntivi per completare il gioco base: BattleForce nel 1987, un simulatore di guerra su larga scala che disciplina le azioni di unità BattleTech, organizzate in squadre, e BattleTroops (1989), un sistema di combattimento fra la fanteria.
The Succession Wars (gioco da tavolo pubblicato nel 1987, giocato su una mappa politica stellare in cui i giocatori si contendono intere regioni di spazio) è uno dei due titoli puramente strategici della serie, mentre l'altro, intitolato Inner Sphere in Flames (tratto dal manuale Combat Operations book), include campagne militari complete, prendendo in considerazione aspetti economici, politici, oltre che tecnologici.