Il termine omosessualità risale alla seconda metà del XIX secoloLa parola appare per la prima volta in forma stampata in lingua tedesca (come Homosexualität) nel 1869, all'interno di un pamphlet ad opera di Karl-Maria Kertbeny - scrittore, bibliografo e patriota ungherese - e successivamente anche in lingua inglese (homosexuality) vent'anni più tardi. Halperin, pag. 15., pertanto non sarebbe tecnicamente valido utilizzarla per studiare i periodi precedenti, soprattutto per quanto riguarda le epoche antiche in cui non vigeva né storicamente né socialmente ancora alcuna opposizione tra eterosessualità e omosessualità come antitetica ad essa; il dato discriminante era invece costituito in maniera essenziale dal ruolo assunto all'interno del rapporto sessuale, cioè l'essere attivo e passivo nel sessoHalperin, pag. 41.: normalissimo per un uomo antico era il desiderare sia una donna che un ragazzo, essendo importante solo assumere di necessità il ruolo attivo-maschile.
Tra i modelli d'interpretazione storica oggi più comunemente accettati sono quelli che si basano sui lavori del britannico Kenneth Dover (col suo L'omosessualità nella Grecia antica, 1978) e del francese Michel Foucault (1926-1984); nella sua Storia della sessualità; quest'ultimo sostiene che il concetto di omosessualità non sia mai esistito - almeno come lo si intende oggi - nel mondo antico, in quanto non ci si definiva in base a criteri naturali o ideologici (di identità di genere o differenza sessuale), ma invece in base a criteri eminentemente sociali, vale a dire l'equilibrio tra l'utilizzo di un'altra persona per il proprio piacere sessuale e la sua posizione all'interno della struttura sociale predominanteMichel Foucault, Histoire de la Sexualité, volume 2 e 3..
Questa teoria-corollario rimane però da alcuni ancora parzialmente e fortemente contestata: sostanzialmente da John Boswell (già nel 1994) e poi, più recentemente, anche dal giornalista televisivo James Davidson (nel 2007).
Pertinenza di una categoria "omosessualità" applicata all'antichità
Lo storico Régis Révenin presenta a tal proposito due teorie in conflitto: i costruzionisti o nominalisti (la grande maggioranza) e gli essenzialisti (o cosiddetti più "realistici"), il cui rappresentante più famoso era John Boswell. Il punto di vista essenzialista afferma che le categorie di "omosessualità " ed "eterosessualità" vengono utilizzate per riflettere una realtà senza tempo ed universale; queste categorie esistono in natura e gli esseri umani non hanno fatto altro che riconoscerne solo l'ordinamento esistente nella propria attualità storica e dar loro un nome appropriato: esse sarebbero allora il risultato della scoperta umana, non di un'"invenzione linguistica" umana.
Al contrario, la posizione costruzionista sostiene che queste categorie non sono affatto sempre esistite, ma che invece si sono in un certo qual modo evolute nel corso dei secoli. L'omosessualità largo sensu ovviamente esisteva prima dell'invenzione e della diffusione della terminologia identificativa relativa all'"omosessualità" nella seconda metà del XIX secolo; tuttavia, l'omosessualità in senso stretto, definita come una delle forme storiche che hanno spianato la sessualità e l'emotività amorosa tra uomini a partire dal tardo '800 - e mettendo in evidenza un'"identità" nuova e specifica di modalità sessuale da presentare al potere discorsivo via via della medicina, della polizia, della giustizia e della Chiesa - è molto probabilmente nata proprio nel corso del XIX secolo.
Testimonianze di pratiche omosessuali nelle antiche civiltà
Egitto
Sono stati scoperti diversi manoscritti che elencherebbero una serie di pozioni magiche che avrebbero dovuto facilitare e catturare l'amore tra donne, mentre altri sembrerebbero a tutti gli effetti canzoni romantiche rivolti a partner dello stesso sesso. Ciò secondo l'egittologo statunitense Greg Reeder in vari numeri di KMT, una rivista dedicata all'antico Egitto.
Alcuni faraoni hanno avuto rapporti molto speciali con i loro capi militari, il più conosciuto dei quali è sicuramente Pepi II: egli sembra abbia anzi avuto una duratura relazione con uno dei propri generali, che andava a visitare di nascosto ogni notte (il tutto arricchito anche da narrazioni letterarie posteriori).
Dalla religione egizia poi veniamo a sapere che il dio delle terre desertiche Seth aveva tentato di sedurre il nipote Horus ("Il lontano") trascinandolo nel suo lettoSull'omosessualità di Seth, cfr. Colin Spencer, Histoire de l'homosexualité, pagg. 36-37, Pocket, 1999; George Hart, Miti Egizi, pagg. 64-66, 1993., questo nel tentativo poi di metterlo in ridicolo davanti agli altri dèi per aver assunto il ruolo passivo all'interno del presunto rapporto erotico-incestuoso: per gli Egizi, difatti, le divinità, i membri dell'aristocrazia, la famiglia reale-principesca e la casta nobile tutta dovevano sempre avere un ruolo sessuale attivo-maschileIn due testi: 1º è il papiro di Lahun/Kahun (risalente al Medio Regno), dove Seth interpella Horus lodando la bella chioma e l'aspetto avvenente del ragazzo, dopo di che Horus va a raccontare alla Grande Madre Iside che lo zio avrebbe l'intenzione di possederlo intimamente «aspergendolo col proprio “sperma”»; 2º è un altro papiro ritrovato nel 1977 e pubblicato solamente nel 2001 (è uno dei testi originali, risalenti alla V dinastia, che si trova nell'anticamera della piramide di Pepi I), dove Seth e Horus son descritti a parole mentre cercano di sottoporsi reciprocamente ad un atto di sodomia..
Sono indicate anche unioni omosessuali o di tipo transessuale tra certi dèi e dee. Non è stato ritrovato invece nessun esplicito divieto nei riguardi dell'omosessualità in alcun tipo di documento papiraceo o in scrittura geroglifica; di contro vi è un accenno di condanna nei confronti dello stupro o violenza sessuale commessa da uomini nei confronti di altri uomini o ragazzi.
Nel 1964 gli archeologi trovarono a Saqqara una tomba appartenente a due servitori maschi della corte reale di nome Khnumhotep e Niankhkhnum e, talvolta, presentati come essere degli amanti-fratelli: all'interno della loro tomba si trova un affresco raffigurante una scena intimamente tenera tra i due, strettamente abbracciati difatti si sfregano reciprocamente il naso. Per togliere ogni possibile dubbio di sorta si trova anche il seguente epitaffio: «Khnumhotep e Niankhkhnum hanno vissuto assieme e si sono amati con passione per tutta la vita»In due studi scritti di Ruth Schumann-Anthelme, professore presso l'école du Louvre e ricercatore al CNRS: 1º Les secrets d'Hathor: amour, érotisme et sexualité dans l'Égypte pharaonique, éditions du Rocher, 1999; 2º Dictionnaire illustré des dieux de l'Égypte, éditions du Rocher, 2003..
Mesopotamia Per alcuni studiosi (T. Yakobsen) il mito di Gilgamesh fa riferimento alla sua natura bisessuale.
I due sogni di Gilgamesh che fanno riferimento alla venuta del futuro amico Enkidu mettono in risalto l'amore provato e il desiderio sessuale placato
Hittiti e Asia minore In Frigia ha origine il mito che narra dell'amore tra Agdistis e Attis: il giovane Attis stava per sposare la figlia del re Mida ma Agdistis nella sua folle gelosia ne provoca l'evirazione, così dalle gocce di sangue che cadono nel terreno spunterà un fioreArnobio, Contro le nazioni V 13.. Diverrà così il paredro di Cibele, servitore eunuco che guida il carro della Dea ed accompagnato dal sacerdote "Gallo". Occorre notare che il motivo della castrazione o auto-evirazione è molto insolito per il mondo Greco, che l'ha sempre fermamente condannataErodoto, Storie III 48; VIII 105., considerandola sempre un costume da barbari (identico giudizio che daranno poi anche i Romani).
Assiria Alcuni testi assiri fanno riferimento, tra le altre cose, anche alla prostituzione sacra maschile praticata all'interno del culto della Dea Ištar la quale tra l'altro assumeva a volte sembianze apparentemente da essere ermafrodita.
Impero persiano Lungo tutto il corso della storia dellImpero persiano le pratiche omosessuali sono ampiamente documentate, in particolare quelle tra un uomo adulto con un eunuco adolescente, reso tale appositamente per essere e diventare il "favorito imperiale"; Quinto Curzio Rufo giunge a dire che quel popolo «è talmente abituato ai ragazzi, da non riuscire più a servire le donne»Quinto Curzio Rufo, Historiae Alexandri Magni Macedonis, VI, 6, 8..
Sono conosciute soprattutto le storie amorose e sessuali del Gran Re Dario III col giovane Bagoas, il quale sarà in seguito anche uno degli amanti di Alessandro MagnoQuinto Curzio, VI, 5, 22. nel corso del suo lungo viaggio di conquista fino ai limiti estremi del mondo allora conosciuto; ma anche quella di Artaserse II di Persia con un ragazzo di nome TiridateClaudio Eliano, Storie varie, XII, 1.. Alessandro Magno è legato anche strettamente ad Efestione, generale macedone facente parte degli "hetaroi", descritto come il suo amante di gioventù.
Terra d'Israele
I popoli che hanno preceduto quello ebraico nella sottile striscia di terra tra il fiume Giordano e il Mar Mediterraneo (i filistei fra tutti), sembrano aver praticato rituali di prostituzione sia femminile che maschile al servizio del dio Baal (in lingua ebraica בָּעַל-Báʿal ed il cui significato principe è quello di "Signore") e di Astarte-(עשתרת), una Dea il cui culto proveniva dai vicini fenici: la Sacra Bibbia condanna fermamente tutte queste pratiche che definisce essere un profondo segno di idolatriaJuges, 2, 11-13.. La città di Babilonia finirà per essere descritta a tal proposito nel cosiddetto libro dellApocalisse di Giovanni come una "grande prostituta".
Sotto il regno di Roboamo comunque, il figlio del più saggio tra tutti i re Salomone, vi sono testimonianze le quali riportano il fatto che la prostituzione maschile fosse ufficialmente accettata e praticata nel paese. La condanna del LeviticoLevitico, 20, 13: «Se un uomo giace con un altro uomo così come fa con una donna, entrambi hanno commesso una cosa abominevole». sembra coinvolgere l'eventuale rapporto sessuale tra uomini, mentre nulla vien detto a proposito delle donne.
A parte la fonte di tipo religioso data dai testi divenuti col tempo lAntico Testamento, non viene mai affrontata la questione delle relazioni omosessuali: secondo John Boswell le ostilità e i pregiudizi del giudaismo relativi all'omosessualità possono essere spiegati con l'intima relazione ch'essa ha sempre avuto con le religioni misteriche e il rito di fertilità pagani e la pratica della già citata prostituzione sacra delle tribù e popolazioni avversarie filistee prima e babilonesi poi.. Lo studioso Alain Daniélou ci dice che neppure l'antico Regno di Israele è stato esente nel corso della sua storia dalla prostituzione sacra di marca pagana, sia femminile che maschile1 Re 14, 22-24: «Giuda fece ciò che è male agli occhi di Dio… Come questi, hanno costruito in cima alla collina una stele sacra… e poi ci sono stati anche i prostituti sacri (héb. גַם־קָדֵשׁ, trascritto gam qâdesh; gr. , trascritto sundesmos; lat. effeminati) nel paese»..
I testi biblici narrano poi diffusamente anche della tenerissima amicizia tra il futuro secondo re d'Israele, l'ex pastorello di Betlemme Davide e Gionatan (in ebraico: יְהוֹנָתָן / יוֹנָתָן "che Dio ha dato"), il maggiore dei figli del primo re Saul (1079-1007 a.C.): Dopo la morte di quest'ultimo in battaglia Davide lancia alti lamenti: Pratiche omosessuali sembrano poi essere esistite anche in epoca romana, come riportato dallo storico ebreo Flavio Giuseppe parlando dei religiosi fanatici rivoluzionari, gli zeloti, durante la loro disperata resistenza contro le truppe dell'esercito romano che avevano posto sotto assedio Gerusalemme durante la grande rivolta detta prima guerra giudaica del 66-70 e seg.:
Regno di Giuda
Fenici