La rivolta del Prayer Book (rivolta del Libro di Preghiere) fu una sommossa popolare che ebbe luogo in Cornovaglia e in Devon nel 1549. Proprio in quell'anno fu introdotto il Book of Common Prayer, il quale presentava la teologia della Riforma inglese. Il cambiamento fu largamente impopolare, soprattutto nelle aree ancora fermamente fedeli alla religione cattolica (anche dopo l'Atto di Supremazia del 1534), come il Lancashire. L'attacco alla Chiesa, oltre a creare condizioni economiche fortemente critiche, diede origine a un'esplosione di rabbia in Devon e in Cornovaglia, che portò a un'insurrezione. In risposta, il Lord protettore Edward Seymour, I duca di Somerset, inviò Lord John Russell a sopprimere la rivolta con un esercito composto principalmente da mercenari tedeschi e italiani.

Solo recentemente, nel giugno 2007 il reverendo Bill Ind, Vescovo di Truro, capoluogo amministrativo della Cornovaglia, ha descritto il ruolo della Chiesa Inglese nel massacro di migliaia di ribelli Cattolici durante la soppressione della rivolta del Prayer Book come un “enorme errore”.Bishop Bill apologises for Cornish massacre - Western Morning News - June 2007

Premessa

Tra le probabili cause della Rivolta del Prayer Book vi furono i recenti cambiamenti religiosi attuati dal governo del nuovo re, Edoardo VI. Alla fine degli anni Quaranta del XVI secolo il Duca di Somerset, Lord protettore per conto del giovane re, introdusse una serie di misure legislative in qualità di estensione della Riforma in Inghilterra e in Galles, il cui scopo primario era quello di cambiare la teologia e le pratiche della Chiesa inglese seguendo la linea protestante.Kenneth O. Morgan (ed.), The Oxford Illustrated History of Britain, OUP, 1984, p. 258.

Nel 1549 il Book of Common Prayer, che rifletteva la teologia del protestantesimo pur mantenendo l'aspetto dei vecchi riti, sostituì i libri liturgici in latino con altrettanti libri in inglese. Il cambiamento fu molto impopolare, soprattutto nelle aree fortemente fedeli alla Chiesa Cattolica Romana, come il Devon e la Cornovaglia.Philip Payton, Cornwall, Fowey: Alexander Associates, 1996

Quando furono banditi i pellegrinaggi e le tradizionali processioni religiose, alcuni commissari furono inviati a rimuovere tutti i simboli del cattolicesimo, in linea con le politiche religiose di Thomas Cranmer, Arcivescovo di Canterbury, che favorivano un crescente sviluppo del protestantesimo. In Cornovaglia, questo compito fu affidato a William Body, la cui azione venne percepita come profanazione dei luoghi sacri e ciò portò al suo assassinio il 5 aprile 1548, per mano di William Kylter e Pascoe Trevian a Helston.

Questa pressione sulle classi sociali inferiori fu aggravata dalla recente tassa sulle pecore, che avrebbe danneggiato significativamente la West Country, zona dedita alla pastorizia.M.W Beresford, "The Poll Tax and Census of Sheep, 1549", Agricultural History Review 1(1), p 9Barrett L. Beer, "Rebellion and Riot: Popular Disorder in England During the Reign of Edward VI" Available at: http://books.google.co.uk/books?id=qc3kKakrbTUC&printsec=frontcover&dq=barrett+l+beer&hl=en&sa=X&ei=JZSiULbLH8rL0QXm3IHoCQ&ved=0CDAQ6AEwAA#v=onepage&q=barrett%20l%20beer&f=false, p20 Inoltre circolavano voci che sostenevano che le tasse sarebbero state estese a tutto il bestiame, accrescendo il malcontento popolare.Jordan, p 463

Una struttura sociale danneggiata da queste premesse rese impossibile la gestione della rivolta locale da parte dei proprietari terrieri. Henry Courtenay, primo marchese di Exeter e grande proprietario terriero del Sampford Courtenay, era stato condannato e privato della sua carica. Il suo successore, Lord Russell, che risiedeva a Londra, raramente veniva a visitare i suoi possedimenti. È possibile, pertanto, che questo abbia creato una mancanza di potere locale, che avrebbe potuto sedare la rivolta.W.K Jordan, "Edward VI: The Young King" London: George Allen & Unwin Ltd, 1968, p 455–458 Le radici della rivolta potrebbero essere rintracciate nell'antico desiderio di indipendenza dall'Inghilterra, caratteristico degli abitanti della Cornovaglia, riluttanti ad accettare nuove leggi da un governo centrale geograficamente distante da loro.Mark Stoyle, "The Cornish: A Neglected Nation?", https://www.bbc.co.uk/history/british/empire_seapower/cornish_nation_01.shtml#four Più recentemente, la Ribellione di Cornovaglia del 1497 e la successiva distruzione dei monasteri tra il 1536 e il 1545 sotto re Enrico VIII portarono alla fine degli studi formali, supportati dagli ordini monastici, che sostenevano l'identità culturale degli abitanti del Devon e della Cornovaglia. La distruzione del Glasney College e del Crantock College giocò un ruolo fondamentale nel fomentare l'opposizione alle future riforme culturali. Si ritiene, infatti, che la Chiesa Cattolica si mostrasse “estremamente conciliante nei confronti della lingua e della cultura della Cornovaglia” e che gli attacchi del governo alla religione tradizionale avessero risvegliato lo spirito di ribellione in quella regione, in particolare nelle comunità di lingua cornica dell'estremo ovest.Mark Stoyle, "The dissidence of despair: rebellion and identity in early modern Cornwall." Journal of British Studies, vol. 38, 1999, pp. 423-444

La ribellione fu seguita da un'immediata vendetta con l'esecuzione di ventotto abitanti della Cornovaglia presso il Launceston Castle. L'uccisione di un “traditore della Cornovaglia” avvenne a Plymouth: i rendiconti cittadini riportano i dettagli dei costi del legno per la forca e per i pali. Martin Geoffrey, sacerdote Cattolico di Saint Keverne, vicino a Helston, fu portato a Londra per essere giustiziato e dopo l'esecuzione la sua testa fu impalata su un'asta eretta sul London Bridge, come di consuetudine.

Sampford Courtenay e gli inizi dell'insurrezione Sampford Courtenay fu la località in cui la rivolta ebbe inizio, ma anche il posto in cui i ribelli furono infine sconfitti. Il nuovo Libro delle Preghiere non fu adottato uniformemente, ma nel 1549 l'Atto di Uniformità rese illegale l'uso dei riti liturgici in latino a partire dalla Pentecoste del 1549. Ai magistrati fu affidato il compito di rendere operativo il cambiamento. In seguito al cambiamento forzato nella domenica di Pentecoste, il lunedì successivo i parrocchiani di Sampford Courtenay in Devon costrinsero il loro parroco a tornare al vecchio cerimoniale religioso. I ribelli sostenevano che la nuova liturgia in Inglese non era altro che “un passatempo natalizio”. Questa affermazione era probabilmente legata al provvedimento, incluso nel libro, che obbligava gli uomini e le donne a mettersi in fila su lati diversi del coro della chiesa, per ricevere il sacramento eucaristico, il che ricordava i balli campestri agli abitanti del Devon.Eamon Duffy, The voices of Morebath: reformation and rebellion in an English village, New Haven, Conn.: Yale University Press, p. 133. Alla cerimonia successiva arrivarono dei giudici per imporre le modifiche liturgiche, ma durante la celebrazione vi fu un alterco che portò all'uccisione di un sostenitore delle innovazioni (William Hellyons), che fu trafitto con un forcone sui gradini della chiesa.

In seguito a questo episodio, un gruppo di parrocchiani di Sampford Courtenay decise di marciare verso Exeter per protestare contro l'introduzione del nuovo Libro delle Preghiere. Mentre i ribelli si muovevano attraverso il Devon, guadagnarono il sostegno di un gran numero di cattolici e divennero una forza significativa. Marciando verso est, i ribelli del Devon assediarono Exeter, chiedendo il ritiro di tutta la nuova liturgia in inglese. Nonostante un certo numero di abitanti di Exeter sostenesse i ribelli con messaggi di incoraggiamento, la città rifiutò di aprire i cancelli, che rimasero chiusi per oltre un mese a causa dell'assedio.

"Uccidete tutti i gentiluomini"

Sia in Cornovaglia, sia in Devon, la questione del Book of Common Prayer sembra essere stata la goccia che fece traboccare il vaso. Due decenni di oppressione furono seguiti da due anni di inflazione galoppante, nei quali il prezzo del frumento quadruplicò.A. L. Rowse, Tudor Cornwall, London: Macmillan, 1969, p. 262 Inoltre, la rapida delimitazione delle terre comuni con recinzioni che ne impedivano l'accesso alla collettività e l'attacco alla Chiesa, percepita come elemento centrale nelle comunità rurali, portò a un'esplosione incontrollata di rabbia. In Cornovaglia si costituì un esercito nella città di Bodmin sotto la guida del sindaco, Henry Bray, e di due proprietari terrieri fedeli al cattolicesimo, Sir Humphrey Arundell di Helland e John Wynslade di Tregarrick.

Molti aristocratici cercarono rifugio in vecchi castelli. Alcuni si chiusero a Saint Michael's Mount, dove furono assediati dai ribelli, i quali crearono una cortina di fumo tutt'attorno bruciando covoni di fieno. Questo fatto, insieme alla carenza di cibo e allo stato di sofferenza delle donne, li costrinse ad arrendersi. Sir Richard Grenville trovò rifugio nelle rovine di Trematon Castle. Abbandonato da molti dei suoi seguaci, l'anziano gentiluomo fu convinto ad uscire per trattare con i ribelli, ma fu catturato e il castello fu saccheggiato. Sir Richard e i suoi uomini furono rinchiusi nella prigione di Launceston. A quel punto l'esercito della Cornovaglia procedette verso est attraverso il confine del Tamar ed entrò nel Devon per unirsi ai ribelli di quella regione vicino a Credition.

Lo slogan “Uccidete tutti i gentiluomini e avremo di nuovo i sei articoli e le cerimonie così come erano al tempo di re Enrico” evidenzia gli scopi religiosi della rivolta. Tuttavia esso ha anche un'implicazione sociale. Infatti tra le richieste dei rivoltosi c'era anche la limitazione delle dimensioni delle tenute appartenenti all'aristocrazia, che probabilmente voleva essere un attacco al prestigio di tale classe sociale. Certamente alcuni contemporanei, come Thomas Cranmer, condividevano questo punto di vista e condannavano i ribelli per aver deliberatamente incitato un conflitto di classe con le loro richieste di “diminuire la forza dell'aristocrazia e di eliminare i loro amici, in modo da poter comandare tali gentiluomini a proprio piacimento.”Cranmer's reply to the rebels has been published in: The Works of Thomas Cranmer, Archbishop of Canterbury, ed. J. E. Cox, Parker Society publications, 2 vols., Cambridge University Press, 1844-1846, vol. 2, pp. 163-187 Lo stesso Lord Protettore Somerset vedeva il disappunto nei confronti dell'aristocrazia fondiaria come un fattore comune a tutte le rivolte del 1549: “in verità tutti hanno concepito un odio mirabile contro i gentiluomini e li considerano come nemici.”Somerset to Sir Philip Hobby, Aug. 24, 1549. In: Gilbert Burnet, The history of the Reformation of the Church of England, ed. Nicholas Pocock, Oxford: Clarendon Press, 1865, vol. V., pp. 250-151. Cited in: Roger B. Manning, "Violence and social conflict in mid-Tudor rebellions," Journal of British Studies, vol. 16, 1977, pp. 18-40 (here p. 28)