La canzone dei sommergibili (in seguito nota come Inno dei sommergibilisti o Inno dei sommergibili) è una canzone italiana dedicata ai sommergibilisti italiani, composta durante il regime fascista su musica di Mario Ruccione, prolifico compositore, autore anche di Faccetta nera e di numerose altre classiche canzoni fasciste. Il testo è del commediografo e giornalista Guglielmo Giannini – accreditato con lo pseudonimo Zorro – che nel dopoguerra diverrà noto come il creatore del Fronte dell'Uomo Qualunque.
Storia Nel 1941, poco dopo la entrata in guerra dell'Italia (10 giugno 1940), l'Opera nazionale del dopolavoro indisse un concorso a livello nazionale per musica e canzoni patriottiche: tra di esse “La canzone dei sommergibili”, espressamente dedicata ai sommergibilisti italiani, si classificò secondaMarino Miccoli, L'inno dei sommergibilisti. Così recitava il ritornello della canzone:
La canzone, pubblicata l'anno successivo, divenne rapidamente popolare.
Le parodie Il successo della canzone la fece diventare oggetto di una parodia che sulla medesima melodia inseriva ben differenti versi, che denunciavano le condizioni di miseria durante la guerra: È così che vive l'italian:
Tale popolarità non cessò nemmeno a seguito della caduta del regime e, dopo l'armistizio di Cassibile, la canzone venne adottata dalla Resistenza italiana che ne fece circolare differenti parodie intitolate È così che vive il partigian, in cui un giovane partigiano si rivolgeva idealmente alla madre per far accettare le ragioni del figlio che decideva di darsi alla macchia e combattere per la libertà:
Nel dopoguerra Dopo la guerra ritornò in auge la versione originale, nonostante fosse di fatto rappresentativa del tipico canzoniere fascista di guerra, mutando nel tempo la denominazione in Inno dei sommergibiliSostituendo tuttavia in una strofa il termine "se ne frega", tipico del frasario fascista, con il più accettabile "se ne infischia"..
Esso è attualmente parte del repertorio musicale ufficiale della banda musicale della Marina Militare italiana.
In ambito cinematografico, la canzone compare nel film Il federale, intonata da Primo Arcovazzi (Ugo Tognazzi) e poi anche dal suo prigioniero, il professor Emilio Bonafé, che la usa per prendere in giro Arcovazzi quando la Schwimmwagen tedesca a bordo della quale i due si trovano affonda nel tentativo di guadare un fiume. La Canzone dei sommergibili si sente anche nel film Comandante, in una scena in cui Salvatore Todaro (Pierfrancesco Favino) ordina di suonarla col giradischi, cosa che porta molti marinai a cantarla insieme alla registrazione. La presenza del brano musicale nel film costituisce tuttavia un anacronismo, in quanto la pellicola è ambientata nell'ottobre del 1940, mentre la canzone venne composta l'anno dopo.
Note
Bibliografia Giacomo De Marzi, I canti del fascismo, Frilli, 2004. Alessandro Paglia, La canzone dei sommergibili, in Marinai d'Italia, marzo 2017, pagg. 18-19. Piero Palumbo, Il ragazzo di Portoria: le canzoni dell'era fascista, De Ferrari, 2006. A.V. Savona - M.L. Straniero, Canti della Resistenza italiana, Rizzoli, 1985.
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