La cronologia dello squadrismo tra il 1919 e il 1922 comprende i maggiori episodi di violenza squadrista avvenuti del Regno d'Italia tra la fine della prima guerra mondiale e la formazione del governo Mussolini.
Cronologia 1919
Il 13 aprile a Milano, in via Garigliano, nel quartiere Isola, un comizio socialista è sciolto con la forza dalle forze dell'ordine. Scoppiano gravi incidenti e un gruppo di poliziotti si trincera in un portone e apre il fuoco sulla folla. A fine giornata si conteranno un morto, il meccanico Giovanni Gregotti, e dieci feriti, sei dei quali appartenenti alle forze dell'ordine.
Il 15 aprile 1919, a Milano dopo una manifestazione di protesta per i fatti di via Garigliano, gli anarchici organizzano un corteo verso piazza Duomo. Si fa loro incontro una colonna formata da Arditi, futuristi, nazionalisti, fascisti ed ex ufficiali, in tutto circa 200 uomini, guidata e sobillata da Filippo Tommaso Marinetti e Ferruccio Vecchi. All'altezza di piazza Mercanti i due cortei si trovano l'uno di fronte all'altro e, nonostante un reparto di polizia a cavallo, gli arditi partono all'attacco. Scoppiano gravissimi incidenti dove vengono uccisi l'operaia Teresa Galli ed il passante Pietro Bogni, entrambi diciottenni. I socialisti, colpiti dalle revolverate dei nemici, sono costretti ad arretrare in via Dante, dove perde la vita il garzone sedicenne Giuseppe Luccioni. La colonna di Marinetti e Vecchi si dirige quindi verso la sede dellAvanti!, dalle cui finestre viene sparato un colpo che uccide il mitragliere Martino Speroni di guardia al giornale: gli altri militari lasciano quindi campo libero agli assalitori che incendiano e saccheggiano i locali e distruggono i macchinari.Milano 1919-1920 - 15 APRILE 1919 – VIA SAN DAMIANO 10 A fine giornata si contano una trentina di feriti, alcuni dei quali gravi. Le forze dell'ordine effettuano oltre 600 arresti, la maggior parte dei quali tra i socialisti e gli anarchici.
L'8 giugno, presso la stazione di Bovisa, un gruppo arditi che aveva rubato uno stendardo ad un giovane socialista aggredisce a pugnalate un gruppo di socialisti che cercavano di riprendere la bandiera. Restano feriti tre socialisti. Il più grave, il segretario della sezione socialista di Affori Giuseppe Mancini, muore il giorno seguente per una polmonite.Milano 1919-1920 - 8 GIUGNO 1919 – STAZIONE DI BOVISA
Il 6 luglio a Fiume un gruppo di militari italiani, spalleggiati da alcuni civili, aprirono il fuoco su alcuni soldati francesi del contingente interalleato che presidiava la città: 9 soldati transalpini restano uccisi
Il 15 luglio a Bologna, al termine di una manifestazione della Federterra per rivendicare l'occupazione delle terre incolte, scoppiano incidenti tra i manifestanti ed un gruppo di ufficiali aderenti alle squadre nazionaliste dei Sempre Pronti per la Patria e per il Re che sparano sui contadini: resta ferita mortalmente la bracciante Geltrude Grassi che spira cinque giorni dopo. Il 29 luglio scoppia un tubo di gelatina nelle stanze del tribunale di Milano: nessun ferito.
Il 29 agosto l'ingegner Giovanni Breda è ferito leggermente con dell'acido da parte di un attentatore che riesce a dileguarsi. Due giorni dopo sempre a Milano l'ingresso della casa dell'ex senatore ed ex sindaco Enzo Ponti è distrutta da una bomba. Non vi sono feriti.
Il 7 settembre a Milano, nel piano ammezzato del caffè Biffi, in galleria Vittorio Emanuele II, esplode una bomba. Muore l'attentatore, poi identificato nell'anarchico diciannovenne Bruno Filippi che, assieme ad altri quattro compagni ha dato vita ad una cellula terroristica con l'obbiettivo di colpire gli industriali metallurgici e la borghesia in difesa del proletariato.Milano 1919-1920 - 7 SETTEMBRE 1919 – CAFFÈ BIFFI/NEW CLUB
Il 12 settembre 1919, a Fiume Gabriele D'Annunzio proclamò l'annessione al Regno d'Italia della città quarnerina dando vita all'Impresa di Fiume. Il giorno prima, D'Annunzio aveva chiesto sostegno a Mussolini con una lettera.Leandro Castellani, L'impresa di Fiume, su Storia illustrata nº 142, Settembre 1969, p. 36
Il 13 novembre 1919, dopo che un comizio fascista a Milano si è svolto regolarmente con l'intervento di Mussolini, a Lodi si verificano gravissimi incidenti in occasione di un comizio fascista al teatro cittadino Gaffurio: qui una consistente massa di manifestanti attacca il teatro, scagliandosi contro il palco, per impedire il comizio. Alcuni fascisti rispondono esplodendo colpi di pistola, che provocano un morto ed alcuni feriti. «Il gruppo fascista, rimasto padrone del teatro, è arrestato quasi per intero dalla forza pubblica finalmente sopraggiunta; l’elenco dei carcerati di Lodi comprende alcuni nomi destinati a diventare famosi nell’ambiente fascista e squadrista; vi sono, tra gli altri, Italo Bresciani, Leandro Arpinati, Arconovaldo Bonacorsi, Luigi Freddi e Asvero Gravelli».
Il 14 novembre 1919, a Milano, si chiude la campagna elettorale fascista con un comizio di Marinetti in piazza Sant'Alessandro. Colonne di squadristi, armati di bastoni, prima si recano alla sede del Popolo d'Italia, poi ingaggiano violenti scontri con le forze dell'ordine in piazza Duomo. Gli scontri sconvolgono la città fino a notte fonda con spari, cariche di cavalleria e getti di idranti. In seguito agli scontri verranno arrestati cinquanta Arditi (compresi Arpinati e Ferrari) e sequestrati armamenti.
Il 17 novembre 1919, a Milano, dopo la netta vittoria elettorale una folla esultante si reca presso la sede dellAvanti! per festeggiare. Mentre Giacinto Menotti Serrati pronuncia un discorso il capo degli arditi fascisti milanesi Albino Volpi lancia una bomba thévenot ferendo una dozzina di persone. Una folla socialista si reca in piazza Duomo per protestare contro le violenze fasciste e si scontra con le forze dell'ordine. Si registrano ventitré feriti. La notte stessa viene arrestato quasi tutto lo Stato maggiore ardito e fascista (compresi Mussolini, Marinetti, Vecchi) e sequestrate numerose armi.
Il 1º dicembre 1919 aggressione da parte di ufficiali, studenti e militanti del Partito Nazionalista contro i deputati socialisti che, al mattino, abbandonarono la Camera all'entrata del re al grido di "Viva il socialismo! Viva la repubblica socialista". Questi fatti portarono alla proclamazione di uno sciopero di solidarietà nelle maggiori città italiane, che provoca gravi incidenti. A Torino un corteo di operai provoca scontri con degli studenti, che causano la morte di tre persone. A Milano inizia una "caccia all'ufficiale" e ai militari che sfocia in violenti scontri, in particolare davanti al caffè Biffi, ritrovo di fascisti e futuristi. Muoiono due operai (Arrigo Capraghi) e l'allievo carabiniere Luigi Corloio.Milano 1919-1920 - 2 DICEMBRE 1919 – GALLERIA VITTORIO EMANUELE, PIAZZA DEL DUOMO, PIAZZA FONTANA Si contano oltre trenta feriti e circa 500 arresti. A Bologna una pattuglia di poliziotti, spalleggiati da alcuni nazionalisti, uccide l'anarchico Amleto Vellani.
1920 Gennaio Tra il 20 e il 29 gennaio 1920 il sindacato ferrovieri indice uno sciopero generale dei trasporti. Giovani nazionalisti assicurano il servizio, gestendo in prima persona la circolazione dei treni in molti casi. Gli scioperanti sabotano i binari, abbattono linee elettriche, attaccano i convogli e compiono attentati dinamitardi in risposta.
Febbraio Il 29 febbraio a Milano, al termine di un comizio indetto dalla Lega Proletaria dei Mutilati nelle scuole di corso di Porta Romana, i carabinieri iniziano a provocare e caricare i partecipanti, molti dei quali sono mutilati di guerra.Minao 1919-1920 - 29 FEBBRAIO 1920 – SCUOLE DI CORSO DI PORTA ROMANA/PIAZZA MISSORI Per sfuggire alle violenze la folla si riversa su alcune vetture tranviarie che transitano in quel momento su corso di Porta Romana. Mentre uno dei tram sta per entrare lentamente in piazza Missori viene bloccato da un manipolo di carabinieri che apre il fuoco. Muoiono il tranviere, Angelo Stefanoni, e il portalettere Pasquale Franzini, invalido di guerra.
Aprile Il 4 aprile a Cattolica (FO) il socialista Giovanni Vico canta L'Internazionale davanti al carabiniere Giovanni Battistini Rizzieri il quale gli intima di smettere. Tra i due nasce una colluttazione fino a quando il milite non uccide il giovane socialistaLe origini del fascismo in Emilia-Romagna 1919-22 - Uccisioni e aggressioni gravi di antifascisti a opera di fascisti. Il carabiniere resta a presidiare il corpo di Vico sparando a chiunque si avvicini e ferendo una bambina. A questo punto una folla inferocita aggredisce Battistini Rizzieri e lo lincia a morte.
Il 16 aprile un gruppo di fascisti composto da Ferruccio Vecchi, Pietro Bolzon, Albino Volpi, Edmondo Mazzuccato, Umberto Maurelli e Gino Coletti aggredisce il direttore dellAvanti! Serrati in corso di Porta Vittoria a Milano, lo ferisce e gli taglia la barba.Miano 1919-1920 - 16 APRILE 1920 – CORSO DI PORTA VITTORIA
Maggio Il 1º maggio a Pola i lavoratori in corteo vengono fermati davanti alla Porta Aurea da una pattuglia del Regio Esercito che impedisce loro di avanzare. Ne nascono dei tafferugli e poco dopo i militari aprono il fuoco, muoiono i dimostranti Francesco Sponza, Luigi Lebek, Giuseppe Merzliak (Josip Mrzljak) e Odone Schmelzer e altri trenta rimangono feriti.Istra24 - Dottor Milan Radošević: "Ho trovato a Roma un documento che conferma la testimonianza di Palmira Albanese che Mussolini ricevette due schiaffi a Pola"
Il 24 maggio 1920, a Roma, durante un corteo studentesco irredentista per la Dalmazia e contro il governo, avvengono violenti scontri con le forze dell'ordine. Muoiono cinque guardie regie e due arditi, più una bambina. Nella notte viene arrestato Giuseppe Bottai e numerosi irredentisti. Per protesta contro gli incidenti e gli arresti, i legionari fiumani oltrepassano il fiume Eneo (il vecchio confine fra la città di Fiume e il Regno di Croazia) e devastano la borgata di Sušak.
Giugno Il 13 giugno un gruppo di socialisti aggredisce e spara contro alcuni cattolici davanti il Santuario dell'Addolorata a Rho (MI): muore il catechista Angelo Minotti.
Il 21 giugno, in piazza Missori a Milano, si registrano 8 feriti negli scontri tra i fascisti, anarchici, socialisti e forza pubblica. Il giorno seguente nel capoluogo lombardo i ferrovieri sono in sciopero, viene indetto un grande comizio all'Arena dove parla anche Errico Malatesta. Al termine, una parte dei manifestanti, l'ala più dura, guidata da Mariani, si dirige verso il centro e si scontra con la polizia in via Dante. Ne nasce una furiosa sparatoria nel quale perde la vita il tornitore Riccardo Bassi. Nelle stesse ore in via Legnano un commissario ed un ispettore di polizia vengono feriti gravemente da una folla inferocita. Il ristorante presso il quale i due cercano di rifugiarsi è dato alle fiamme. Intorno alle 20 tre camion di carabinieri caricano una folla riunitasi presso Porta Venezia per quanto accaduto in giornata. Nel fuggi fuggi generale muore il passante Enrico Nova.Milano 1919-1920 - 22 GIUGNO 1920 – PORTA VENEZIA Altre tre persone restano ferite. A fine giornata si contano complessivamente 11 morti.