La Contrada della Tartuca è una delle diciassette suddivisioni storiche della città toscana di Siena. Prende parte al Palio di Siena.

Territorio Le strade all'epoca del Bando Il Bando di Violante di Baviera (1730) determina la suddivisione territoriale delle diciassette Contrade di Siena facendo riferimento ai palazzi e ai loro proprietari dell'epoca, basandosi quindi sulle costruzioni più che sulle strade. Esso viene ancora oggi considerato la disposizione di base per determinare gli effettivi confini delle Contrade. Secondo il Bando relativo alla Nuova divisione dei confini delle Contrade, il territorio della Contrada della Tartuca è delimitato dalle seguenti vie e palazzi:

Il letterato Girolamo Gigli così riportò nel suo Diario Sanese, pubblicato postumo nel 1723:

Le strade ai nostri giorni

Lospizio di Santa Lucia ai giorni nostri non esiste più. La strada dell'Ellera corrisponde a quella che attualmente è via delle Cerchia; il termine Ellera identifica l'edera, pianta che cresceva lungo le mura altomedievali della via. L'attuale chiesa di Sant'Agostino (metà del XIII secolo) è stata più volte restaurata ed ampliata nel corso dei secoli; nel convento intitolato al santo sono ospitati il liceo classico "Enea Silvio Piccolomini" ed il Convitto Tolomei.

Presso le case de Padri della Rosa hanno sede dal 1816 l'Accademia delle Scienze di Siena e il Museo di Storia della Scienza. Il convento che originariamente era dimora della congregazione monastica cattolica dei Frati Camaldolesi della Rosa, è stato trasformato in sede universitaria. La Porta Tufi (1325-1326) è uno degli accessi al centro storico di Siena: è attribuita all'architetto e scultore senese Agnolo di Ventura.

Larco di Sant'Agostino fu porta della città fino al 1325; dal 1730 (anno del "Bando"L'anno di entrata in vigore del "Bando" è alle volte indicato come 1729. La confusione si deve al fatto che all'epoca a Siena veniva adottato il calendario senese "ab Incarnatione Domini", secondo il quale l'anno civile aveva inizio il 25 marzo. Il "Bando" fu promulgato dalla Balìa il 7 gennaio 1730, e pubblicato sette giorni dopo: considerando il calendario senese, queste due date ricadevano però nell'anno 1729, come indicato nel documento originale (cfr: ).) divenne il varco di accesso all'attuale Prato di Sant'Agostino, cioè il piazzale alberato che costeggia la chiesa dedicata al santo. Via dei Maestri coincide con l'attuale via Tito Sarrocchi. La via delle Murella, la cui toponomastica fa riferimento alla dimensione modesta delle mura medievali della cerchia, è oggi denominata via Tommaso Pendola.

Larco delle monache di Castelvecchio era l'arco del convento di Santa Margherita in Castelvecchio. Via di Castelvecchio ha conservato intatta la denominazione, così come la chiesa di San Pietro; via di Castelvecchino è oggi il vicolo di Castelvecchio. Porta all'Arco era in origine inclusa nella cerchia delle mura: si trovava tra l'attuale via Tommaso Pendola e via del Casato di Sopra; tuttavia essa non esisteva già più al momento della pubblicazione del "Bando" nel 1730.

Il territorio della Contrada della Tartuca, situato interamente all'interno del Terzo di Città, è delimitato dalle seguenti vie e piazze:

via di Castelvecchio (solo i pari dal civico 10 al 16, poi tutti) vicolo di Castelvecchio via delle Cerchia piazza Silvio Gigli via Pier Andrea Mattioli via Tommaso Pendola (escluso il civico 41) vicolo del Saltarello via di San Pietro (dal civico 60 all'86) via di Sant'Agata (solo i dispari dal civico 1 al 5) prato di Sant'Agostino via Tito Sarrocchi vicolo della Tartuca

La Tartuca confina con: Aquila: a nord, lungo via San Pietro; Chiocciola: a ovest, lungo via delle Cerchia, via Sarrocchi e via Pendola; Onda: a est, lungo via San Pietro, via Sant'Agata e l'inizio via di Fontanella; Pantera: a nord ovest, lungo via di Castelvecchio.

Luoghi di Contrada

Sede La sede della Contrada si trova presso la chiesa di Sant'Antonio da Padova in via Tommaso Pendola, già via delle Murella; è ubicata nel medesimo luogo dal 1684.

OratorioLa chiesa di Contrada è detta Oratorio. L'officiatura dell'Oratorio è affidata ad un sacerdote, che ha il titolo di "Correttore" (cfr.:). Un esempio è rappresentato dallo scolopio Tommaso Pendola, che fu "Correttore" nel corso del XIX secolo. La chiesa della Contrada coincide con la sede; si tratta infatti dell'oratorio di Sant'Antonio da Padova, chiamato dai contradaioli oratorio di Sant'Antonio da Padova alle Murella, dedicato al santo patrono della Contrada, Antonio di Padova. La storia dell'oratorio risale alla seconda metà del XVII secolo, quando i contradaioli tartuchini acquistarono una vecchia casa di proprietà dei frati dell'Ordine di Sant'Agostino. Fu proprio sulle fondamenta di quella casa che venne costruita la nuova chiesa, in stile barocco. Del progetto e dei lavori di costruzione si occuparono quasi esclusivamente i contradaioli tartuchini: il progettista fu Niccolò Franchini, poi PrioreIl Priore di una Contrada di Siena è colui che gestisce la vita amministrativa della Contrada durante tutto l'anno, decide insieme ai consiglieri su iniziative sia amministrative che di svago, rappresenta la Contrada nelle manifestazioni (cfr: Contrada di Siena#Organizzazione amministrativa). della Tartuca; il figlio Jacomo fu l'architetto; Giovan Antonio Mazzuoli fu lo scultore che realizzò l'altare maggiore; dei vari lavori di costruzione, muratura, stucco, si occuparono i contradaioli stessi. La prima festa dedicata al patrono della Contrada venne celebrata nella chiesa già nel 1682. La "Festa Titolare"Ogni anno, in occasione della ricorrenza del Santo patrono, ogni Contrada di Siena celebra la propria "Festa Titolare" presso l'oratorio e nel rione. La "Festa Titolare" si celebra in modo solenne, secondo un preciso calendario degli eventi. La sera di vigilia si celebra il "Solenne Mattutino", una funzione religiosa celebrata dal prete di Contrada (il "Correttore") al termine della quale i fedeli baciano la reliquia del Santo Patrono. Nel rione, illuminato e addobbato a festa, inizia poi la festa popolare. Il giorno della Festa viene organizzato il "Giro": un centinaio tra alfieri e tamburini in costume percorre le strade della città, rendendo omaggio con una sbandierata ai propri appartenenti e alle Contrade alleate. Durante il giorno di Festa viene inoltre organizzato il "battesimo contradaiolo". Per approfondimenti sulla Festa Titolare: della Contrada della Tartuca viene celebrata annualmente il 13 giugno, giorno nel quale si ricorda appunto sant'Antonio.

Museo Il complesso museale della Contrada si trova annesso all'Oratorio in via Tommaso Pendola. Il museo è suddiviso in tre sezioni: il "Museo degli arredi sacri", che conserva le suppellettili sacre appartenenti alla chiesa; il "Museo del costume" e il "Museo del Palio". Nella sezione dedicata alle vittorie sono conservati i drappelloni conquistati dalla Contrada; in quella dedicata al costume, sono conservate le monture (cioè i costumi storici d'ispirazione risorgimentale) indossate dai figuranti nel corteo storico. Qui sono conservati anche i masgalani, tra i quali uno in argento cesellato e sbalzato datato 1676, raffigurante il Ratto di Europa. Fontanina battesimale La fontanina è datata 1951 ed è opera dello scultore Bruno Buracchini. Presso la fontanina avviene il "battesimo contradaiolo", analogamente a tutte le altre Contrade di Siena: un battesimo laico, che ha lo scopo di "sacralizzare" l'appartenenza perpetua alla propria ContradaIl "battesimo contradaiolo" venne adottato per la prima volta dalla Contrada della Chiocciola nel 1949; il rito consiste nell'aspergere il futuro contradaiolo con l'acqua che sgorga dalla fontanina esistente nel territorio della Contrada stessa (cfr.: )... Ideatore del "battesimo" fu un celebre contradaiolo tartuchino: il giornalista e conduttore radiofonico Silvio Gigli.

Società di ContradaNate nel corso della seconda metà del XIX secolo, le Società di Contrada sono delle associazioni nate con lo scopo di rinsaldare i vincoli tra i contradaioli, promuovendo attività ricreative, culturali e sportive. Esse oggi rappresentano un punto d'incontro e di ritrovo specialmente per quei contradaioli che, in stragrande maggioranza, non abitano più nel rione (cfr.:). Denominata ufficialmente "Società di Mutuo Soccorso Castelsenio", ha sede in via Mattioli. Costituitasi ufficialmente nel 1887, lega il suo nome alla leggenda di Senio fondatore di Siena. Nata con l'intento di sostenere i più poveri e finanziare le spese legate al Palio, la Società si trovava originariamente in via Castelvecchio 25. Nel corso degli anni successivi la sede si spostò prima in Via dei Maestri 13 e poi al 30; la sede attuale è in piazzetta Silvio Gigli, lungo la via Mattioli. La "Società di Mutuo Soccorso Castelsenio" è l'unica tra le Società di Contrada a mantenere nella propria denominazione il riferimento al Mutuo Soccorso. Stalla La stalla dove viene accudito il cavallo nei giorni del Palio di Siena si trova presso il vicolo della Tartuca, al civico 9.

Origini

Sebbene non esista assoluta certezza sulle esatte origini storiche delle Contrade di Siena, si sa comunque che la Contrada della Tartuca nacque all'interno della cosiddetta "contrata di Castelvecchio", la parte più antica della città di Siena, di probabili origini etrusche.

È accertato che già nel Quattrocento e nel Cinquecento gli abitanti della zona di Castelvecchio erano soliti riunirsi per partecipare in Piazza del Campo alle "cacce dei tori" ed alle "bufalate", spettacoli antesignani del Palio di Siena corso con i cavalli. L'insegna della Contrada era di colore giallo e nero, e recava l'immagine di una tartaruga.

Pare che la Tartuca abbia avuto origine nel 1516, dall'unione delle Compagnie militari della "Porta all'Arco" e di "Sant'Agata". Tali Compagnie erano dei reparti della guardia civica, organizzati su base territoriale, e in ogni rione di Siena ne venne creata una. Erano una forma di corpo militare della Contrada, e ne facevano parte tutti i contradaioli maschi dai diciotto ai settanta anni. La prima fonte storica interna alla Contrada della TartucaIl primo documento storico edito dalla Contrada della Tartuca è datato 1818, e si intitola: Memoria istorico - cronologia della Tartuca pubblicata in occasione della solenne consacrazione della Chiesa di detta Contrada. Esso fornisce alcune notizie storiche sulle origini della Contrada stessa. Cfr.: cita il 1516 come anno di origine:

Non esistono dei riscontri documentali in grado di confermare l'autenticità del resoconto, tuttavia appare confermato che la Contrada della Tartuca sia nata sicuramente prima della caduta della Repubblica di Siena (1555) Riportato in: . Il nome della Tartuca compare per la prima volta in un documento ufficiale nel 1560, nel quale si chiede che:

La Contrada non risulta invece citata nell'originale di una lettera di tale "Cecchino Cartaio" del 15 agosto 1546, indirizzata a madonna Gentile Tantucci, nella quale è descritta minuziosamente una "caccia de' tori" disputatasi in Piazza del Campo; il riferimento alla Tartuca apparve in una ristampa della lettera nel 1582.

Le prime vere riunioni dei contradaioli tartuchini nel corso del Seicento avvenivano presso la chiesa di Contrada, che allora era la Chiesa delle Carceri di Sant'Ansano, dedicata ad Ansano di Siena Protettore della Contrada. La Tartuca cercò senza successo di acquistare la chiesa, di proprietà dell'"Opera del Duomo" di Siena; per questa ragione venne poi comprata una casa in via delle Murella, sulla quale venne costruito l'attuale oratorio dedicato ad Antonio di Padova, nuovo Protettore della ContradaLa casa sulla quale sorgeva la nuova chiesa era quella nella quale aveva vissuto Caterina Vannini (1562-1606), una cortigiana senese poi convertitasi e divenuta monaca e mistica; dopo la morte fu proclamata Serva di Dio. Per approfondire: . Relazioni con le altre contrade