La Leib Guard (), dal tedesco Leib "Corpo", informalmente guardia imperiale russa, era un gruppo di unità militari che fungevano da guardie personali dei sovrani di Russia.

Pietro il Grande fondò la prima di queste unità nel 1690, copiando l'usanza prussiana, nel tentativo di sostituire gli Strelizzi, fondando a questo scopo due reggimenti di fanteria: Semënovskij e Preobraženskij, che, istruiti dallo zar in persona, divennero presto le guardie più illustri, prendendo poi parte alle "rivoluzioni di palazzo" delle imperatrici Elisabetta I e Caterina II.

Storia

Origini

La Guardia Imperiale Russa venne creata per volontà di Pietro I il Grande nel 1683 onde sostituire le inaffidabili e antiquate truppe degli Strelizzi. Questi ultimi erano stati il fulcro delle forze armate russe fin dai tempi di Ivan IV, tuttavia nel corso dei decenni erano diventati un corpo inefficiente e corrotto e ciò, similmente a quanto accadeva con la Guarda Pretoriana nell'Antica Roma e con i Giannizzeri nell'Impero Ottomano, era stato all'origine di molti disordini all'interno dello Zarato, poiché qualunque fazione della corte fosse stata in grado di portare gli Strelizzi dalla propria parte avrebbe automaticamente controllato lo Zar.

Lo stesso Pietro da fanciullo era rimasto traumatizzato dalla Prima rivolta degli Strelizzi del 1682 (durante la quale i soldati del corpo fecero irruzione nel Cremlino e compirono una vera e propria strage di nobili e parenti di sua madre), così fin dal 1683, dopo che lui e sua madre si trasferirono nella località di Preobraženskoe, cominciò ad formare un proprio "esercito giocattolo", addestrato e armato sul modello occidentale, arruolando tra le sue file i propri compagni di giochi e i figli di servitori e amici di famiglia. Fu da questo primo nucleo di ragazzi soldato che si formarono il Reggimento Preobraženskij, il quale è a tutt'oggi il più antico reparto dell'Esercito Russo ancora in servizio attivo, e il Reggimento Semënovskije, dai quale si sarebbe sviluppata quella che poi fu conosciuta come la Guardia Imperiale propriamente detta.

Dopo la Seconda rivolta degli Strelizzi del 1698, soffocata nel sangue dallo zar Pietro, il corpo degli Strelizzi fu definitivamente sciolto e le sue funzioni vennero totalmente assunte dalla Leib-Guard.

Il '700; i "colpi di palazzo" e le guerre napoleoniche Le truppe della Guardia Imperiale dettero un contributo determinante al consolidamento dell'Impero durante il regno di Pietro I, partecipando a tutte le guerre intraprese dall'Imperatore come la Grande guerra del Nord contro gli Svedesi, che impegnò l'Impero russo per oltre vent'anni e sancì infine la sua supremazia sul Baltico.

Dopo la morte dell'Imperatore la Guardia fu coinvolta in quello che viene ricordato come il periodo dei "colpi di palazzo": nel 1725, dopo la morte dello Zar che non aveva indicato un successore, i reggimenti della guardia si sollevarono e posero sul trono Caterina I, seconda moglie di Pietro, la quale regnò come imperatrice per i successivi due anni, per poi essere succeduta da Pietro II. Durante il regno di Caterina fu aggregato alla Guardia Imperiale anche un reggimento di Guardie a Cavallo noto come Kavallergard, oltre a essere creato il Reggimento della Guardia di Mosca, composto principalmente da soldati e ufficiali ritenuti inadeguati a servire negli altri reggimenti della guardia.

La Guardia Imperiale fu nuovamente coinvolta in un "colpo di palazzo" a seguito della morte dell'Imperatrice Anna, figlia del fratellastro di Pietro Ivan V, nel 1741 aiutando la figlia di Pietro, Elisabetta, a esautorare dal trono il cugino minorenne Ivan VI, il quale venne rinchiuso in una fortezza per i successivi 20 anni, e a incoronarla imperatrice con il nome di Elisabetta I di Russia.

Vent'anni dopo, nel 1762, la Guardia Imperiale prese parte ad un nuovo intrigo di Palazzo ordito dalla moglie di Pietro III, successore di Elisabetta e nipote di Pietro I, che costrinse lo Zar, divenuto particolarmente impopolare nell'esercito a causa della conclusione sfavorevole della Guerra dei Sette Anni e dei suoi sentimenti filo-prussiani, ad abdicare in favore della moglie, la quale ascese al trono con il nome di Caterina II, mentre Pietro fu rinchiuso in una fortezza dove morì una settimana dopo.

La Guardia Imperiale fu coinvolta anche nella congiura che portò alla morte dello zar Paolo I, figlio di Pietro III e Caterina, e all'elevazione al trono di suo figlio Alessandro I: Paolo infatti, in odio alla madre e con l'intenzione di vendicare il padre, una volta salito al trono aveva avviato un processo di epurazione nei ranghi della Guardia Imperiale di tutti quegli ufficiali che avevano aiutato la madre a salire al trono e portato alla morte di suo padre (oltre ad eliminare uffici e cariche inutili che venivano utilizzate semplicemente come prebende da parte di nobili per parassitare le casse dello Stato), attirandosi con ciò l'ostilità di molti alti ufficiali che già mal sopportavano le sue riforme in ambito militare. Questi organizzarono dunque un "colpo di palazzo" (il quarto in meno di ottant'anni) che il 23 marzo 1801 portò alla morte dello Zar (ucciso con una sciarpa nella sua camera da letto) e all'incoronazione di suo figlio Alessandro I.

A causa delle congiure che la ebbero protagonista nel corso del XVIII secolo, la Guardia Imperiale aveva perso la propria reputazione di unità da combattimento, assumendo la fama che né più né meno avevano avuto gli Strelizzi un secolo prima, di truppe inaffidabili e dedite all'intrigo. Tuttavia durante le guerre napoleoniche, e i conflitti combattuti durante il regno di Alessandro I in generale, la Guardia recuperò la propria reputazione, dando ottima prova di sé nei vari campi di battaglia che la videro coinvolta, anche se non sempre vittoriosa.

A differenza della Guardia imperiale di Napoleone (la quale veniva impiegata in battaglia solo qualora la situazione si fosse rivelata critica) la Leib-Guard fu impiegata in tutte le battaglie contro i Francesi nella quale l'Impero Russo fu coinvolto, dimostrando grandi esempi di coraggio, altruismo e perseveranza anche di fronte a un nemico superiore: famose furono le cariche della cavalleria della Guardia durante la battaglia di Austerliz, la magnifica (anche se inutile) carica di fanteria durante la battaglia di Friedland, e l'eroica resistenza nelle vittoriose Borodino e Kulm. Alla fine delle guerre napoleoniche, grazie al quasi ininterrotto stato di belligeranza che li aveva visto impegnati per quasi quindici anni, i soldati della Guardia Imperiale Russa rappresentavano forse le forze di fanteria più organizzate e combattive d'Europa se non del mondo.

La Rivolta dei Decabristi e la repressione

Nel Dicembre 1825, a seguito della confusione generata dalla morte dello Zar Alessandro I e alla quasi immediata abdicazione di suo fratello il Granduca Costantino, un gruppo di ufficiali liberali e progressisti della Guardia Imperiale, riuniti nella società Unione di Salvezza fondata nel 1816 da reduci delle Guerre Napoleoniche, tentarono un colpo di stato contro il nuovo Zar Nicola I, noto per le sue idee reazionarie, mobilitando circa 3.000 soldati della guardia e circondando il palazzo del Senato a San Pietroburgo, con l'intento di portare sul trono il Granduca Costantino, noto in Russia per le sue simpatie liberali (più presunte che reali), ed imporre una monarchia costituzionale in Russia, anche se alcuni dei capi più radicali avrebbero preferito addirittura giustiziare lo Zar e proclamare la Repubblica. Furono ore molto convulse in quanto diversi ufficiali e reparti della Guardia Imperiale (compresi i reparti della cavalleria) simpatizzavano in parte con i rivoltosi, ma dopo che questi uccisero il Generale Michail Andreevič Miloradovič, eroe delle guerre napoleoniche rimasto fedele allo Zar che aveva tentato di convincere i rivoltosi a tornare nelle caserme ed era molto popolare tra i soldati e gli ufficiali dell'esercito, i reparti ancora incerti della Guardia Imperiale si schierarono dalla parte di Nicola I e procedettero ad una durissima repressione dei rivoltosi decabristi, i quali vennero massacrati a colpi di artiglieria nella piazza del Senato di San Pietroburgo e quelli che vennero arrestati furono impiccati o condannati a durissime pene detentive in Siberia. Nel complesso durante la rivolta decabrista la Guardia Imperiale rimase comunque fedele allo Zar, permettendo dunque a Nicola I di operare una feroce repressione contro i movimenti liberali russi.

Il XIX secolo e la modernizzazione della Guardia Dopo la soppressione della rivolta decabrista del 1825, nella quale alcuni ufficiali della Guardia Imperiale erano stati coinvolti, il corpo venne sottoposto a un rafforzamento della disciplina e a un più stretto controllo da parte dell’autorità imperiale. Pur perdendo progressivamente il ruolo di strumento diretto di intervento politico, la Guardia mantenne una posizione centrale nell’apparato militare e cerimoniale dell’Impero russo, continuando a rappresentare uno dei principali simboli della monarchia.

Nel corso del XIX secolo, i reggimenti della Guardia Imperiale furono impiegati nelle principali campagne militari dell’Impero, partecipando in modo selettivo ai conflitti contro l’Impero Ottomano, alle guerre nei Balcani e alle operazioni di espansione nell’Asia centrale. In questi contesti, la Guardia fu generalmente utilizzata come forza d’élite, sia in operazioni offensive sia come riserva strategica nei settori più critici del fronte. In diversi teatri operativi, le unità della Guardia operarono anche in coordinamento con reparti cosacchi, impiegati come cavalleria leggera e forza mobile di ricognizione e inseguimento.

In particolare, durante le guerre russo-ottomane, alcuni reparti vennero impiegati nei teatri del Danubio e del Caucaso, contribuendo alle operazioni di sfondamento e consolidamento delle posizioni russe. Analogamente, nelle campagne in Asia centrale, elementi della Guardia furono impiegati insieme a unità cosacche e dell’esercito regolare nelle operazioni contro i khanati locali e nella stabilizzazione dei territori conquistati.

Tra la metà e la fine del secolo, in seguito alla Guerra di Crimea, l’intero esercito imperiale fu interessato da un processo di riforma che coinvolse anche la Guardia. Durante il regno di Alessandro II, il corpo venne progressivamente riorganizzato secondo criteri più moderni, con una maggiore integrazione nella struttura generale delle forze armate e un’evoluzione delle procedure di reclutamento e addestramento degli ufficiali. Parallelamente, vennero introdotte nuove armi a retrocarica e successivamente fucili a ripetizione, fino all’adozione del fucile Mosin-Nagant nel 1891, che divenne progressivamente lo standard anche per le unità della Guardia.

Nonostante la modernizzazione, la Guardia Imperiale conservò un forte carattere identitario e simbolico. Sotto Nicola II, pur essendo ormai pienamente integrata nell’esercito moderno, continuò a rappresentare un corpo d’élite sia dal punto di vista operativo sia cerimoniale, mantenendo il proprio prestigio sociale e il ruolo di unità di rappresentanza della monarchia.

All’inizio del XX secolo, i reggimenti della Guardia parteciparono anche alla guerra russo-giapponese (1904–1905), venendo impiegati nei principali settori del conflitto e subendo perdite significative. L’esperienza della guerra evidenziò ulteriormente le difficoltà strutturali dell’esercito imperiale e anticipò le tensioni che sarebbero esplose negli anni successivi.

Rivoluzione del 1905