Bomarzo è un comune italiano di abitanti della provincia di Viterbo, nel Lazio nord-occidentale.
Geografia fisica Territorio Bomarzo si trova nella valle del Tevere tra la regione Lazio e l'Umbria.
Classificazione climatica: zona E, 2120 GR/G
Origini del nome
Storia Antichità Nonostante i molti ritrovamenti archeologici susseguitisi sul territorio bomarzese dagli inizi dell'Ottocento a oggi, le origini dei suoi primi abitanti rimangono avvolte nel mistero. Alcuni indicano il popolo asiatico dei Meoni, altri i misteriosi Rinaldoniani. Certo resta il fatto che il territorio fu intensamente popolato sia dagli Etruschi sia dai Romani, che lo conquistarono intorno al V secolo a.C. e ne ascrissero la popolazione alla tribù Arniense.
A testimonianza di quei tempi restano ancor oggi molte prove tangibili nell'area bomarzese: la Piramide etrusca, le tagliata e le necropoli, i ruderi di un acquedotto romano, le fornaci dei Volumni.
Medioevo Anche in seguito alla deposizione dell'ultimo imperatore romano d'Occidente, Bomarzo continuò a costituire un'unità amministrativa all'interno del mondo romano: prima sotto il Regno di Odoacre, poi in quello di Teodorico e dei suoi successori. Durante la tarda antichità sembra che il locale vescovo polimarziense abbia acquisito sempre più importanza, fino a divenire l'effettivo rettore cittadino. In seguito allo scoppio della guerra d'Italia (535-553) Bomarzo venne ripetutamente invasa: prima dalle armate di Totila, in seguito dai Longobardi di Alboino tra il 569 e il 590.
L'ultima invasione si ebbe nel 739 per mano del re Liutprando, che la sottrasse al Ducato romano insieme con Amelia, Orte e Blera. Con le vittoriose campagne franche in Italia (755-756), fu riassegnata al territorio romano, retto non più dai Bizantini ma dal papa. Intorno all'XI secolo la diocesi polimarziense fu probabilmente soppressa, e con esso finì il dominio dei suoi vescovi sulla città.
Durante i secoli, la città passò diverse volte di mano: venduta da un certo Uffreduccio Risio, Veraldo e altri consignori alla città di Viterbo nel 1298, venne poi infeudata agli Orsini, che la tennero fino al 1646. Nel 1340 è attestato Anselmo Orsini, signore di Bomarzo, e in seguito Corradino Orsini. Quest'ultimo sembra sia stato in forte contrasto con i bomarzesi, decidendo non solo di introdurre nuove tasse, ma anche di imprigionare i magistrati comunali.
Età moderna e contemporanea Durante il Rinascimento Bomarzo conobbe un periodo di discreta fioritura culturale, come dimostrato dalla ricostruzione del Duomo e del Palazzo Orsini, trasformato in residenza gentilizia. Negli stessi anni venne alla luce il poeta e orientalista Fortunio Spira (Bomarzo, c. 1490-Venezia, 1559), nato Sebastiano di ser Giovanni di ser Nicolò. Nel 1646, il Duca di Bomarzo Marzio Orsini (1618-1674) alienò il feudo a Ippolito Lante Montefeltro della Rovere (1618-1688), la di cui famiglia lo possedette fino al 1837, quando il Duca Giulio (1789-1873) lo vendette ai Borghese.
Dopo secoli di appartenenza ai domini papali, e più specificamente alla Delegazione di Viterbo, in seguito alla terza guerra d'indipendenza italiana, nel 1866 Bomarzo venne annessa al Regno d'Italia.
Nel 1942 cedette la frazione di Chia al comune di Soriano nel Cimino.
Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con D.P.R. n. 1834 del 25 marzo 1988.
Il leone dello stemma probabilmente deriva da quello di Viterbo, dalla quale Bomarzo fu governata per un certo periodo e che permise la nascita delle prime magistrature comunali. Il gonfalone è un drappo rettangolare partito di azzurro e di giallo.
Monumenti e luoghi d'interesse Architettura religiosa
Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo
L'edificio, altresì noto come "Duomo di Bomarzo", è situato nel cuore del borgo, a pochi passi da Palazzo Orsini. Già cattedra dei vescovi polimarziensi, è oggi sede della parrocchia e dell'arciprete del paese, e ospita al suo interno le reliquie di Sant'Anselmo di Bomarzo.
Chiesa di Santa Maria di Montecasoli Chiesa medievale perfettamente conservata, è situata all'interno della riserva di Monte Casoli. Viene raggiunta una volta all'anno dalla popolazione locale, che vi si reca a piedi il Lunedì dell'Angelo partendo dal centro di Bomarzo.
Chiesa di Santa Maria della Valle La chiesa, edificata nel XVII secolo dalla nobile famiglia dei Lante della Rovere su un precedente edificio, è situata nelle vicinanze del Sacro Bosco.
Chiesa di Sant'Anselmo Piccolo edificio eretto a poca distanza dal duomo ove sono inumate le spoglie del santo. L'interno, estremamente spoglio, conserva un quadro del santo risalente probabilmente al XVIII secolo.
Chiesa del Cristo Risorto Voluta dal vescovo di Viterbo, mons. Luigi Boccadoro, in seguito all'incremento demografico incontro al quale andò Bomarzo negli anni '60. La chiesa, costruita in mattoni, vuole imitare lo stile etrusco per sottolineare il legame del paese con questo popolo.
Architetture civili
Parco dei Mostri
Il complesso monumentale è noto anche come "Sacro Bosco". Situato alle pendici di un vero e proprio anfiteatro naturale, fu fatto costruire da Vicino Orsini nel XVI secolo. Nel parco vi sono monumenti che raffigurano animali mostruosi e mitologici. Lo scrittore argentino Manuel Mujica Lainez ha fatto un affresco storico molto documentato del Parco dei Mostri nel suo romanzo BomarzoManuel Mujica Lainez, Bomarzo, Rizzoli, Milano 1965.
Palazzo Orsini
Il palazzo è formato da varie costruzioni, risalenti al periodo che va dal 1525 al 1583, e con la sua struttura articolata domina il paese. All'interno, assieme alla sede del Municipio, spicca il bel salone affrescato da pittori della scuola di Pietro da Cortona. Il feudo con il palazzo furono acquistati dai Borghese nel 1836.
Altro Monumento a Salvo D'Acquisto
La statua che ricorda il vice brigadiere dell'Arma dei Carabinieri Salvo D'Acquisto (1920-1943) è posta nell'omonima piazza.
Aree naturali
Riserva naturale provinciale Monte Casoli di Bomarzo
Area naturale posta nel territorio bomarzese.
Piramide etrusca di Bomarzo.
Aree Archeologiche
Piramide di Bomarzo
Società Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 191 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
Romania 68 3,65% Marocco 38 2,04%
Istituzioni, enti e associazioni
Università agraria Il comune è sede di una università agraria, un ente di gestione e mantenimento del patrimonio della collettività, erede di istituzioni medievali di autogoverno agrario.
Cultura Eventi La festa patronale del paese in onore di Sant'Anselmo Vescovo viene festeggiata il 24 aprile, mentre il 25 aprile viene disputato il Palio di Sant'Anselmo che si corre tra le cinque contrade o rioni - Dentro, Borgo, Poggio, Croci e Madonna del Piano in cui è diviso il paese, data conservata per tradizione dal XVII secolo, pur se non coincide esattamente con la ricorrenza del santo patrono. In concomitanza con il Palio si tiene anche il corteo storico rinascimentale in costume denominato "Vicini Ursini de Castro Polimartij".
La terza domenica di giugno sempre in onore del Santo patrono si festeggia la ricorrenza della traslazione del suo corpo, la di cui sepoltura nel 1647, per interessamento del duca Ippolito Lante della Rovere fu spostata dall'altare di San Sebastiano a quello principale. Oltre alla processione religiosa si tiene anche un concerto bandistico.
Il giorno di Pasquetta è tradizione recarsi al Santuario della Madonna di Montecasoli, nella vicina riserva omonima.
Musica "Bomarzo" è un'opera in due atti del compositore argentino Alberto Ginastera, la sua Opus 34. Ha ambientato un libretto spagnolo di Manuel Mujica Laínez, basato sul suo romanzo del 1962 sull'eccentrico italiano del XVI secolo Pier Francesco Orsini.
Geografia antropica
Rioni di Bomarzo Il capoluogo comunale si divide in cinque rioni che si contendono ogni anno, il 25 aprile, il Palio di Bomarzo. Di recente istituzione è il Torneo dei Rioni, competizione di calcio a cinque tra i quartieri.
Nobile Rione Dentro Corrisponde alla parte più antica del borgo, comprendente il centro medievale, il Duomo e Palazzo Orsini. La chiese del Dentro è quella di Sant'Anselmo, dove sono conservati i palii vinti in passato dal rione. I colori araldici sono il giallo e il nero, mentre lo stemma rappresenta una torre merlata su sfondo giallo e nero con palme.
Antico Rione Borgo Il Borgo è il secondo rione per antichità: iniziò infatti a svilupparsi intorno al XVII secolo intorno alla principale via d'accesso al Dentro. La sua chiesa è quella della Misericordia, mentre lo stemma raffigura una fontana su sfondo rosso e blu, colori del rione.
Regale Rione Poggio Corrisponde alla parte di congiunzione tra zona antica e zona moderna del paese. Situato su un'altura nelle vicinanze del Borgo, ha come stemma sei poggetti gialli sovrastati dalla rosa degli Orsini su sfondo verde. Chiesa rionale è la Madonna delle Grazie, mentre i colori sono giallo e verde.
Arcigno Rione Croci Zona interessata da recente urbanizzazione, il rione è il più esteso e popolato. La chiesa è quella di recente costruzione dedicata a Cristo Risorto, mentre lo stemma raffigura un ovale ricamato contenente una croce maltese. I colori sono bianco e rosso.
Rapace Rione Madonna del Piano Situata anch'esso nella zona moderna, deriva il suo nome dall'omonima chiesa, posta tra il centro abitato e la campagna circostante. Lo stemma raffigura un'aquila su sfondo rosa e nero, colori rionali.
Frazioni Oggi Bomarzo possiede una sola frazione, Mugnano, ma fino al 1942 faceva parte del territorio comunale anche quella di Chia.
Mugnano
Piccolo abitato posto su uno sperone tufaceo, è caratterizzato dall'imponente mole della Torre degli Orsini.
Economia Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema Unità locali, intesa come numero di imprese attive, e addetti, intesi come numero addetti delle unità locali delle imprese attive (valori medi annui). +201520142013Numero imprese attive% provinciale imprese attive% regionale imprese attiveNumero addetti% provinciale addetti% regionale addettiNumero imprese attiveNumero addettiNumero imprese attiveNumero addettiBomarzo910,39%0,02%1770,3%0,01%8216290173Viterbo5,13%3,86%Lazio Nel 2015 le 91 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano lo 0,39% del totale provinciale ( imprese attive), hanno occupato 177 addetti, lo 0,3% del dato provinciale ( addetti); in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato poco meno di due persone (1,95).
Agricoltura Il territorio comunale è zona di produzione del Tuscia, un vino a denominazione di origine controllata di alcuni vini prodotti nel viterbese.
Artigianato Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e rinomate vi sono quelle artigianali, come l'arte della ceramica, della terracotta e del rame.
Turismo A Bomarzo è stato assegnato il riconoscimento di bandiera arancione di qualità turistico-ambientale conferito dal Touring Club Italiano.
Infrastrutture e trasporti Strade
Bomarzo è collegata attraverso le uscite autostradali dell'A1 di Orte, prendendo la Orte-Civitavecchia e di Attigliano prendendo la Strada statale 675 Umbro-Laziale. Ferrovie Bomarzo è collegata alla rete ferroviaria tramite due stazioni ferroviarie: la Stazione di Attigliano-Bomarzo, nel territorio del comune di Attigliano, è collocata sulla Ferrovia Viterbo-Attigliano-Orte e sulla Ferrovia Roma-Firenze. Vi effettuano fermata treni regionali in servizio navetta tra Viterbo e Orte, tutte le coppie di treni regionali veloci Viterbo Porta Fiorentina-Orte-Roma Termini nonché tutti i treni regionali della ferrovia Roma-Firenze.