Fu uno degli artefici della rivoluzione siamese del 1932, con la quale un gruppo di studenti formatisi in atenei europei e una nuova generazione di militari costrinsero il re Rama VII a trasformare la monarchia assoluta in monarchia costituzionale. Per gli sforzi che fece nel tentativo di cambiare il volto del Paese, viene tuttora riverito come il 'padre della democrazia' in Thailandia. Nel 2000, l'UNESCO ha celebrato il centenario della sua nascita ricordandolo come uno dei padri fondatori della monarchia costituzionale.

Discendenza cinese Pridi scrisse che il suo quadrisavolo Heng lasciò il natio villaggio di Etang nella provincia cinese del Guangdong ed emigrò in Siam, l'antico nome della Thailandia, dove nel 1767 si unì alle truppe cinesi del generale Taksin, la cui famiglia era a sua volta originaria del Guangdong. Nel difendere la capitale Ayutthaya dall'attacco birmano. Heng morì sul campo di battaglia e Taksin, dopo essere diventato re del Siam, fece avere una ricompensa alla famiglia che era rimasta in Cina..

Il nipote di Heng, Tan Nai Kok (nomi cinesi 陳盛于 / 陈盛于; Chen Chengyu / Tan Sêng-u), emigrò a sua volta in Siam nel 1814 durante il regno di re Rama II e si stabilì nella ex capitale Ayutthaya, dove si guadagnò da vivere vendendo dolci cinesi e siamesi. Devoto buddhista, Nai Kok sposò la siamese Pin, la cui sorella Boonma è stata un'antenata di Poonsuk, la moglie di Pridi. Il figlio di Tan Nai Nok e Pin, che fu il nonno di Pridi di nome Nai Koet, sposò la figlia di un altro immigrato cinese e quando morì le sue ceneri furono interrate in un santuario del colle Phanomyong, che è all'origine del nome siamese della famiglia. Il padre di Pridi, Nai Siang, fu un ricco mercante e sposò Lukchan, la madre di Pridi, adottando il cognome Phanomyong nel 1866.

Biografia Infanzia e gioventù Pridi Phanomyong nacque nella Provincia di Ayutthaya durante il regno del sovrano Chulalongkorn (Rama V). Fu il secondo dei cinque figli del padre, dei quali due erano stati fatti con un'altra moglie. Nel 1915, con il decreto relativo ai nomi siamesi emanato da re Vajiravudh (Rama VI, sul trono dal 1910), la famiglia eliminò "Nai" dal nome.

Studi In Siam Dopo gli studi iniziali ad Ayutthaya, Pridi si trasferì a Bangkok, dove a 19 anni ottenne il diploma con il massimo dei voti alla Scuola di Legge. In quegli anni maturò interesse per la politica, in particolare fu impressionato dalla caduta nel 1912 della dinastia Manciù in Cina e dalla rivoluzione bolscevica del 1917 in Russia. Nell'ambito del programma di modernizzazione del Paese promosso da Rama VI, ottenne una borsa di studio governativa per studiare in Francia giurisprudenza e economia politica, e nel 1920 si iscrisse all'Università di Parigi..

Alla Sorbona di Parigi Nella capitale francese approfondì la conoscenza delle istanze marxiste-leniniste, dedicando particolare attenzione agli sviluppi della rivoluzione russa e alle implicazioni che questa avrebbe potuto avere in Asia. Dopo essere diventato il leader della locale associazione degli studenti siamesi, fu accusato dall'ambasciatore siamese a Parigi di essere un sovversivo e segnalato come soggetto pericoloso alle autorità reali in patria. Gli fu consentito di portare a termine gli studi grazie alla supplica che il padre rivolse direttamente al re. Tra i connazionali che conobbe in Francia, quelli che avrebbero maggiormente segnato la sua vita furono Prayoon Pamornmontri e Plaek Kittasangka (che in seguito prese il nome Plaek Phibunsongkhram), due cadetti dell'Accademia Militare Siamese inviati a studiare Scienze Politiche il primo e alla Scuola di Artiglieria il secondo.

Fu a Parigi che Pridi iniziò a progettare la trasformazione del Regno del Siam in una monarchia costituzionale. Formò un gruppo segreto di studenti cospiratori in cui Plaek ebbe la parte del braccio armato e Prayoon quella dell'organizzatore. Il gruppo ben presto si espanse e una notevole acquisizione fu quella dell'ufficiale della Reale Marina Militare Sinhu Songkramchai. La conclusione del dibattito interno fu che il popolo siamese non era pronto per formare un movimento di massa e che per ottenere la democrazia sarebbe stato necessario un colpo di Stato organizzato da personaggi inseriti in istituzioni di importanza nevralgica.

Ritorno in Siam Al ritorno in patria, nel 1927, Pridi fu assunto al Ministero della Giustizia con l'incarico di lettore alla sua vecchia Scuola di Legge e nei nuovi corsi di Giurisprudenza all'Università Chulalongkorn. Tale incarico gli valse il titolo di Luang (simile a visconte) Praditmanutham (letteralmente; esercizio delle discipline classiche, nome che Pridi scelse da associare a tale titolo). Parallelamente costituì un gruppo di 50 funzionari statali determinati ad ottenere la costituzione, che si affiancarono ai giovani ufficiali delle forze armate reclutati da Plaek e da altri soldati cospiratori. Per passare all'azione era però necessario coinvolgere militari di più alto grado e maggiore influenza.

Rivoluzione del 1932 In quel periodo il Siam era in piena emergenza economica, derivata dalla crisi globale che seguì la grande depressione del 1929 e dalle enormi spese sostenute dallo Stato durante i regni di Rama V e Rama VI. Il nuovo re Prajadhipok (Rama VII, sul trono dal 1925) si trovò costretto a ridurre gli effettivi delle forze armate e le spese ad esse relative, provocando crescente malumore nei vertici militari e spianando la strada al reclutamento di questi ultimi nel progetto volto ad ottenere la costituzione. Un altro fattore che spinse gli alti ufficiali ad unirsi a Pridi, fu il dispotismo dei principi della casa reale in qualità di comandanti delle truppe..

I promotori della sollevazione tennero segreto fino all'ultimo il progetto e di concentrare sulla sola capitale Bangkok l'attacco, che ebbe luogo il 24 giugno 1932, mentre il sovrano si trovava in vacanza nel sud del Paese. Fu portato a termine in giornata senza spargimento di sangue, bloccando le comunicazioni e neutralizzando il ministro dell'Interno, che non poté quindi attivare la polizia. Dopo aver bloccato anche la Guardia Reale ed il reggimento cittadino di fanteria, i ribelli si diressero al Grande Palazzo Reale dove venne proclamata l'abolizione della monarchia assoluta e l'istituzione di un governo costituzionale. Fu distribuito il manifesto (stilato da Pridi) del nuovo Partito Popolare (Khana Ratsadon), che criticava ferocemente il re e lo minacciava di essere destituito con la proclamazione della Repubblica se non avesse acconsentito a concedere la costituzione. Nel timore di un possibile intervento britannico, Pridi scrisse una lettera alle diplomazie straniere presenti a Bangkok assicurandole che il nuovo governo non avrebbe cambiato i rapporti tra il Siam e gli altri Stati.

Il re ritornò precipitosamente a Bangkok e diede subito udienza agli organizzatori del colpo di Stato, comunicando che accettava la costituzione e che la concessione della democrazia era già nei suoi piani. Pochi mesi prima una sua proposta di costituzione era stata respinta dal Consiglio Supremo che riteneva la popolazione non ancora pronta alla democrazia.

La monarchia costituzionale Aveva così termine la monarchia assoluta e, dopo 150 anni, il Regno di Rattanakosin che lasciava il posto alla monarchia costituzionale del Regno del Siam. Il Consiglio Supremo di Stato venne immediatamente disciolto. La prima Costituzione provvisoria venne scritta da Pridi e fu firmata dal re il 27 giugno 1932; garantiva la continuazione della monarchia, ma il re veniva esautorato da tutti i suoi poteri che passarono al comitato popolare (l 'esecutivo), allassemblea popolare (il legislativo) e alla corte suprema (il giudiziario). Questi nuovi enti erano egemonizzati dal partito unico. Fu previsto un approccio graduale alla democrazia, subordinandola all'attuazione del piano di scolarizzazione di massa da raggiungere con la creazione della scuola dell'obbligo, in modo che tutti i siamesi acquisissero le conoscenze necessarie per formarsi una propria idea politica..

I rapporti iniziali tra il monarca ed il partito unico Khana Ratsadon furono all'insegna della collaborazione, il re chiese e ottenne che fossero fatti emendamenti nella costituzione provvisoria e ne venisse preparata una permanente.. Come primo capo del governo venne scelto per la sua neutralità l'avvocato Manopakorn Nititada, che aveva fatto carriera nel Ministero di Giustizia e si era guadagnato un posto nel Consiglio Privato di re Vajiravudh. Data la loro scarsa esperienza in affari di governo, nessuno dei membri del Khana Ratsadon fu nominato ministro e i dicasteri furono affidati ad esperti burocrati. Pridi fu a capo del comitato che scrisse la prima Costituzione permanente; fu molto più moderata della provvisoria nella forma, restituendo al sovrano alcuni poteri, ma sostanzialmente uguale nei contenuti, e fu promulgata dal re il 10 dicembre 1932. La data del 10 dicembre è tuttora una festa nazionale thai conosciuta come il 'Giorno della Costituzione'.

Bocciatura della riforma economica e primo esilio Il partito unico era composto da tre fazioni: una filo-socialista che faceva capo a Pridi Banomyong, un'altra era espressione delle giovani leve dell'esercito ed era guidata dal tenente colonnello Plaek Phibunsongkhram (noto anche con il diminutivo Phibun), e l'ultima, la più potente, era quella legata alle alte gerarchie militari, il cui maggiore esponente era il colonnello Phot Phahonyothin. Ben presto le posizioni liberal-socialiste della fazione civile trovarono dissenzienti molti nobili e militari conservatori, che fondarono il Partito Nazionale.

Una delle prime novità introdotte da Pridi fu la ristrutturazione delle preesistenti cooperative di credito, istituti che si limitavano a erogare prestiti a gruppi di cittadini. L'associazione di tali cooperative, che era registrata sotto il Reale Dipartimento del Tesoro, fu trasformata in un dipartimento del Ministero dell'Agricoltura. Con il sistema promosso da Pridi, le nuove cooperative si occuparono anche direttamente della produzione e di altre attività ed erano gestite direttamente dai cittadini, con l'assistenza dello Stato. Il prossimo e più ambizioso passo fu quello di presentare una riforma che prevedesse la trasformazione dell'intera economia del Paese secondo il nuovo sistema delle cooperative.

Nell'aprile del 1933 Pridi presentò la sua radicale riforma, conosciuta come il dossier della copertina gialla, che prevedeva la nazionalizzazione delle terre, l'assegnazione delle terre stesse e sussidi ai contadini nonché l'istituzione di un ente di previdenza sociale in favore delle fasce più povere. Accanto a questi elementi di carattere socialista, ve ne erano altri di carattere liberista, come la salvaguardia della proprietà privata e la creazione di una banca nazionale. Nella prima sezione della riforma, Pridi scrisse:

Il disegno di legge fu bollato come comunista e respinto dal re e dal primo ministro Manopakorn Nititada, che fu investito di poteri dittatoriali dal sovrano ed emise leggi di gravità eccezionale. I provvedimenti che prese, conosciuti come il 'colpo di Stato silenzioso', compresero lo scioglimento del parlamento e la sospensione della costituzione. Fece approvare una legge anti-comunista che provocò l'incarcerazione dell'intero Comitato Centrale del Partito Comunista del Siam, nonché la censura e la chiusura di svariate pubblicazioni di sinistra. L'appartenenza ad un'organizzazione comunista divenne passibile di pene fino a 12 anni di reclusione.