Musocco (Musòcch in dialetto milanese, AFI: ) è un quartiere Nel Comune di Milano, a differenza di quanto avviene per altre grandi città, (ad esempio Roma) il termine “quartiere” non ha attualmente un preciso significato amministrativo. Nel Medioevo e fino all’Ottocento, Milano, che ha una pianta circolare, prima delimitata dalla cerchia dei Navigli, poi dalle Mura spagnole, era ufficialmente divisa in Sestieri, ciascuno a forma di spicchio, corrispondenti alla sei antiche porte che si aprivano nelle mura. Oggi, invece, a Milano il termine “quartiere” viene usato nel linguaggio comune per indicare - approssimativamente - una zona cittadina che di solito ha confini non perimetrati ufficialmente e quindi mutevoli, anche nel tempo. Nel secondo dopoguerra il Comune ha suddiviso la città in venti zone, poi ridotte a nove, ciascuna denominata “Municipio”. Dal 2017 (Delibera di Consiglio comunale n. 35 del 13/03/2017) all'interno dei 9 Municipi, il Comune ha definito un’ulteriore suddivisione in 88 zone più piccole, perimetrate, dette “NIL” (Nuclei di Identità Locale), anche al fine di definire/perimetrare/denominare/numerare le zone cittadine finora dette “quartieri”. di Milano, posto nella periferia nord-occidentale della città, appartenente al Municipio 8 e al NIL n. 72, denominato: “Maggiore, Musocco, Certosa”. I NIL (Nuclei di Identità Locale) corrispondono alle “unità minime di programmazione” previste all'interno del PGT (Piano Governo del Territorio) del Comune di Milano. Vedi mappa e altre informazioni sui NIL in: https://geoportale.comune.milano.it/portal/apps/webappviewer/index.html?id=e52d990fec5f4fe38b2a4f7d2385962a ma va anche fatto riferimento alla vecchia Musocco dove sorge l'antico borgo e primo insediamento storico, presente nel NIL n° 76, denominato: Vialba- Musocco - Quarto Oggiaro. La denominazione del quartiere venne poi estesa a seguito dello spostamento della sede comunale in zona Espinasse.
Fino al 1923 costituì un comune autonomo.
Storia
Storia antica Musocco sorge sulla strada che da Milano portava a Varese, la strada Varesina conosciuta come la via romana Mediolanum-Bilitio (Milano - Bellinzona), con qualche cascinale sparso in mezzo a un territorio in parte boscoso (come il Bosco della Merlata). Oggi la via Varesina; nel territorio di Milano, termina il prossimità della stazione Certosa per poi riprendersi il nome più a nord. Il quartiere di Musocco viene attraversato da via Mambretti, di fatto una continuazione della via Varesina.
Attribuibile a Musocco sembra essere il toponimo Meſoco che compare nella mappa del 1581 che nella Galleria delle carte geografiche dei Palazzi Vaticani riguarda il Ducato di Milano.
Le prime notizie certe risalgono alla visita pastorale di San Carlo Borromeo nel 1605 con un centinaio di abitanti dediti al lavoro nei campi. Musocco risulta appartenere alla Pieve di Trenno.
La storia antica del borgo, si lega strettamente con la Nobile Famiglia Castiglioni, citata come committente della Corte di via 5 maggio e delle scuderie annesse ( Archivio di Stato), ma anche con Ludovico " Il Moro " che fece costruire un casotto di caccia nella vicina Vialba, oggi Villa Scheibler. Le cronache del luogo a partire dal 1300, descrivono il Borgo come un centro dove si coltivava il gelso bianco, necessario per l'allevamento dei bachi da seta. Oggi si possono ammirare piante del gelso bianco nel bellissimo Parco della Villa Scheibler. La lavorazione del " morone ", termine con cui si indicava appunto il gelso, era una delle attività principali della zona. La Corte e le Scuderie, oggi privata ma visitabile tramite prenotazione gestita dal social street " la vecchiamusocco " , era corredata da un mulino alimentato dalle acque del torrente Cagadané, con il quale si produceva farina per il contado, mentre nei vari fondi presenti, si lavoravano le foglie di gelso. All'epoca, il borgo di Musocco, era un centro importante di produzione, lavorazione e commercio del gelso, anche grazie alla posizione strategica sull'asse Milano - Varese - Magenta - Svizzera.
Il borgo era animato da viaggiatori e commercianti che qui si fermavano prima di entrare a Milano per ristorarsi e far riposare i cavalli, oltre che da contadini e operai della filiera della seta in cerca d'ingaggio alla giornata. Esisteva una pesa daziale e dunque vi era anche un ufficio presenziato da una guarnigione fiscale che gestiva l'ordine pubblico oltre che la riscossione e la tassazione del commercio verso Milano e il nord lombardo.
L'economia del borgo ma anche il tessuto sociale, cambiano quando arriva la ferrovia e la prima stazione di Musocco sull'importantissima linea ferrovia Milano Magenta, poi Milano Torino. L'economia passa da un'economia prettamente rurale e un'economia industriale anche grazie alla presenza di ottime connessioni di trasporto pubblico come il tram su rotaia Milano - Saronno, dove transitava il " gamba del legn", un treno a vapore particolare, oggi visibile al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. il borgo di Musocco, passa da essere un borgo rurale a polo industriale di una Milano che cambiava.
XVIII secolo Osservando una cartina di metà Ottocento della parte Nord-Ovest di Milano, si possono distinguere, tra gli altri abitati, Villapizzone, la Cagnola, Boldinasco, Garegnano, e, oltre la ferrovia, Musocco, Quarto Oggiaro e Vialba. Questa localizzazione è molto simile, a parte la ferrovia non esistente, a quella del XVIII secolo.
Musocco era l'abitato sulla strada per Varese a circa dalla cerchia dei bastioni di Milano, con l'oratorio di San Giuseppe, la zona attorno all'attuale via Mambretti. Quarto Uglerio, era un gruppo di case attorno alla Villa Caimi-Finoli, e alla chiesa dei Santi Nazaro e Celso, ora via Aldini mentre Vialba o Villa Alba, villaggio bianco, era un comune costituito da un pugno di case abitate da contadini alle spalle della Villa Scheibler.
Nel 1753, secondo quanto indicato nellIndice delle Pievi e Comunità dello Stato di Milano, al comune di Musocco risultava aggregato quello di Quarto Oggiaro. Risulta far parte della Pieve di Trenno, compresa nel Ducato di Milano sotto la reggenza di Maria Teresa d'Austria, contando 203 abitanti che salgono a 474 nel 1771. Nel 1791 risulta ancora inserito nella Pieve di Trenno, compresa nel XXVII distretto censuario della provincia di Milano con parrocchiale la chiesa di Santi Nazaro e Celso.
Dal 1797 al 1816 Durante la Repubblica Cisalpina vi è una continuo rimescolamento della organizzazione territoriale del nord Italia.
Nel 1798 viene costituito il Dipartimento d'Olona, del quale il comune di Musocco faceva parte, prima come appartenente al distretto di Baggio, poi a quello di Bollate. Nel 1801 diventa parte del I distretto Dipartimento d'Olona, con capoluogo Milano, che diventa nel 1805 I distretto di Milano, VI cantone con 503 abitanti. Col decreto del 9 febbraio 1808 il comune di Musocco, come altri 34 comuni con distanza fino a 4 miglia da Milano, venne soppresso e incluso nel Circondario esterno del comune di Milano.
Dal 1816 al 1869
Con notificazione del 12 febbraio 1816 in poi nel Regno Lombardo-Veneto, con la Restaurazione della dominazione austriaca con Francesco II d'Asburgo-Lorena, vengono ripristinati i comuni soppressi durante il periodo della Repubblica Cisalpina. Musocco, così come Vialba, Villapizzone, Garegnano, Boldinasco, sono comuni autonomi del III distretto politico della Provincia di Milano con capoluogo Bollate. Nel 1821 nel censimento parrocchiale Musocco contava 900 abitanti.
Nel 1841, con dispaccio governativo del 2 settembre 1841 sotto Ferdinando I d'Austria, a Musocco fu aggregato il comune soppresso di Vialba. Nel 1853 gli abitanti risultano essere 1097, nel 1859 1192.
Con l'unità d'Italia, nel 1861, l'area del distretto divenne il IX mandamento della Provincia di Milano con capoluogo Bollate. Al 1º censimento della popolazione Musocco ed Uniti, intendo come Uniti le frazioni di Quarto Uglerio e Vialba, risulta avere abitanti sparsi su 429 ettari coltivati a gelsi, viti, cereali e ortaggi.
Dal 1869 al 1923 + Superficie e Popolazione al censimento del 1861 dei comuni aggregati a Musocco nel 1869 Comune Superficie (ettari) Abitanti Boldinasco 208 632 Cassina Triulza 156 107 Musocco 429 1235 Garegnano 166 614 Roserio 140 177 Villapizzone 185 842 Aggiustamenti 44
Nel 1869 vennero aggregati al comune di Musocco i limitrofi comuni di Boldinasco, Cassina Triulza, Garegnano, Roserio e Villapizzone. Con le nuove 5 frazioni, il territorio comunale si amplia da 429 ettari a 1328 ettari, con 165 ettari occupati da strade e fabbricati e 1163 di superficie agraria. L'attività degli abitanti è ancora prevalentemente agricola che continua a poggiare sull' allevamento di bachi da seta e sulla lavorazione del gelso.Antonio Iosa, Memoria storica e rinnovo urbano, I quartieri della zona 20 (Prima del Ponte Palizzi) - Volume 2° Pag. 487-489 Dal 1869 al 1873 confina con il comune dei Corpi Santi, il comune al di fuori della cerchia dei bastioni di Milano, ossia fino a quando quest'ultimo viene inglobato in Milano.
Con l'avanzamento della rivoluzione industriale il comune per la sua posizione strategica al confine di Milano e la facilità di collegamento con il resto della regione e la Svizzera, diventa il luogo ideale per la dislocazione di insediamenti industriali.
Viene costruita la ferrovia Milano-Torino alla fine degli anni 60 dell'Ottocento con la stazione ferroviaria chiamata Musocco, l'attuale Stazione di Milano Certosa che accelera il processo di industrializzazione del comune realizzatosi principalmente nei primi 20 anni del XX secolo. In via Mambretti 9 nel 1875 viene fondata la Smalteria Moneta da Giovanni Moneta, industria fiorente durante l'attività bellica in grado di sfornare circa 10 000 elmetti al giorno. Va ricordato che la Moneta è nota per la padella antiaderente e che passò all'industria bellica per decreto mussoliniano, quando tutte le fabbriche furono impegnate a garantire lo sforzo bellico dell'Italia Fascista.
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+ Popolazione di Musocco Anno Abitanti 1861 1235 1871Dal 1871 su territorio allargato 3986 1881 4835 1901 5710 1911 11346 1921 15422
Gli abitanti, i musocchesi, crescono dai 5710 di inizio secolo fino agli oltre 15000 del 1923. Il territorio di Musocco cambia faccia alla fine del secolo quando viene decisa l'edificazione del Cimitero Maggiore di Milano all'interno del comune e la nuova viabilità necessaria. Viene costruito viale Certosa come prolungamento di corso Sempione, passando da piazza del Bersaglio, poi diventata piazzale Accursio, per arrivare al cimitero. Il cambiamento avviene anche in conseguenza della ferrovia, che tronca la via Varesina, con la conseguente separazione del Borgo storico di Musocco dalla grande Musocco della zona Espinasse.
Il municipio in una prima fase, ebbe sede nell'attuale via 5 Maggio angolo via Mambretti dove oggi si trova la storica farmacia Vercesi e dove la Corte rende testimonianza di una vivace attività rurale, poi passò in piazzale Santorre di Santarosa, edificio ancora esistente, al civico 10. Altra sede fu quella in viale Espinasse 80, in una piccola palazzina stile liberty ancora oggi esistente.