Il Libro della vita, nel cristianesimo e nell'ebraismo (, traslitt. Sefer HaChaim; greco: βιβλίον τῆς ζωῆς Biblíon tēs Zōēs) è il libro sul quale Dio registra i nomi di ogni persona destinata al Paradiso o al Mondo a venire. Secondo il Talmud, il libro viene aperto durante Rosh Hashanah, come accade anche al suo opposto, il Libro dei morti. Per questa ragione, il Libro della vita viene citato durante la recitazione delle preghiere dell'Amidah nelle varie importanti festività ebraiche.Specialmente durante i cosiddetti Yamim Noraim (ebraico: lett. "giorni terribili", più propriamente "giorni di timore reverenziale"), i dieci giorni tra Rosh haShanah, il capodanno ebraico e Yom Kippur, giorno dell'espiazione (le due grandi festività ebraiche).
Analisi In ambito biblico dunque, vari passi indicano che Dio abbia un "libro" o "rotolo" nel quale sono elencate le persone fedeli che attendono di ricevere la vita eterna, in cielo o sulla terra. Si afferma in essi che Dio osservi gli uomini che mostrano fede, meritando così di essere approvati e ricordati da Lui. In si legge: "Il Signore porse l'orecchio e li ascoltò: un libro di memorie fu scritto davanti a lui per coloro che lo temono e che onorano il suo nome. Essi diverranno - dice il Signore degli eserciti - mia proprietà nel giorno che io preparo. Avrò compassione di loro come il padre ha compassione del figlio che lo serve." Anche se intesa come metafora, si deduce che dal tempo di Abele in poi Dio abbia preso nota, come scrivendoli in un libro, di quei componenti del mondo del genere umano redimibile che meritano di essere ricordati ai fini della vita eterna.Si vedano anche i riferimenti neotestamentari in ; . Anche i cristiani unti hanno il loro ‘nome scritto in questo rotolo della vita’ o libro di memorie per ricevere la vita eterna, e nel loro caso si tratterà della vita in cielo (). Al contrario, dice: coloro "il cui nome non è scritto nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, stupiranno al vedere che la bestia era e non è più, ma riapparirà." ().
D'altronde, gli esegeti biblici e teologi di entrambe le fedi sostengono che il fatto che si prenda nota di qualcuno per ricordarlo con approvazione (cioè che il suo nome venga scritto nel Libro della vita), non significa che questi abbia la garanzia della vita eterna, come se vi fosse predestinato o come se la situazione non potesse subire cambiamenti.Abraham Joshua Heschel, Heavenly Torah (Torah celeste), Continuum International, ed. 2007, Cap. 17, in particolare pp. 328-336 Si vedano per esempio i seguenti passi:
Si evince quindi che, anche dopo che Dio aveva elencato qualcuno con approvazione nel suo "Libro", costui poteva diventare iniquo e abbandonare la fede. In tal caso, Dio avrebbe "cancellato il suo nome dal libro della vita" (). Ma per gli "unti", fedeli a Dio fino alla morte () i loro nomi diverranno permanentemente "scritti nel libro della vita" ().
Nell'Ebraismo
Nel Tanakh (Bibbia ebraica), il Libro della vita è il Libro o Registro dell'appello di Dio, nel quale tutti i popoli che sono considerati giusti davanti a Lui sono registrati per sempre. Si sostiene con certezza che Dio abbia tale libro ed esservi cancellati significa la morte eterna.Shemot (Libro dell'Esodo) 32:33 (ARAM) - in È con riferimento al Libro della vita che Isaia dice dei santi rimasti a Gerusalemme che saranno iscritti nella vita;Yisheyah (Libro di Isaia 4:3 (ARAM) e in ): "Chi sarà rimasto in Sion e chi sarà superstite in Gerusalemme sarà chiamato santo, cioè quanti saranno iscritti per restare in vita in Gerusalemme." si veda anche , dove uno dei sei messaggeri celesti che "aveva al fianco la borsa da scriba" viene istruito a segnare i giusti alla vita, mentre il resto degli abitanti di Gerusalemme sono condannati alla morte. Similmente il salmista parla del Libro della vita in cui solo i nomi dei giusti sono scritti "e [i rei] siano cancellati dal libro della vita e non siano iscritti fra i giusti" ().Cfr. anche : " I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo, e nel tuo libro erano già scritti tutti i giorni che erano stati fissati per me anche se nessuno di essi esisteva ancora." Anche le lacrime degli uomini sono registrate in questo Libro di Dio.: "le mie lacrime nell'otre tuo raccogli; non sono forse scritte nel tuo libro?" Il profeta Daniele dichiara:
Questo "libro" è probabilmente identico al "Libro della memoria" dove sono registrate le azioni di coloro che hanno timore di Dio.: "Allora parlarono tra di loro i timorati di Dio. Il Signore porse l'orecchio e li ascoltò: un libro di memorie fu scritto davanti a Lui per coloro che Lo temono e che onorano il Suo nome."
Libri "in cielo"
Dopo l'episodio del vitello d'oro, Mosè disse al Signore: "[Ma se Tu non perdoni il loro peccato,] cancellami dal libro che Tu hai scritto!" (). La maggioranza dei midrashim e commentatori dell'antichità identificano questo con il "libro della vita". Si sono già citati sopra i passi biblici che menzionano tale libro, dove i fedeli sono registrati per la vita. Tra i rabbini, Rabbi Jochanan Ben Zakkai parla di tre libri aperti a Rosh haShana: uno per il giusto, uno per il malvagio e uno per le persone comuni (Bavli, Rosh Hashanah (Talmud) 16b). Secondo il saggio Rabbi Abbahu: "A Rosh haShana il Re siede sul trono del giudizio e i libri dei viventi e dei defunti sono aperti davanti a Lui." (Bavli, Rosh Hashanah (Talmud) 32b). Questa idea si trova già nel Libro di Daniele: "La corte sedette e i libri furono aperti" ().
È comune che le Scritture parlino di azioni umane che vengono registrate in cielo. Malachia chiama questa ricorrenza libro della memoria: "Allora parlarono tra di loro i timorati di Dio. Il Signore porse l'orecchio e li ascoltò: un libro di memorie fu scritto davanti a Lui per coloro che Lo temono e che onorano il Suo nome." (). Questo viene chiamato ad un certo punto nel midrash: "Il Libro del Santo e Benedetto". I rabbini assimilarono queste immagini di un Libro di azioni: Rabbi Akiva usa l'immagine della tavoletta attiva sulla quale la mano scrive un resoconto di azioni umane (Pirkei Avot 3:16).
C'era un detto popolare tra i rabbini: "Il Santo mostrò ad Adamo ciascuna generazione ed i suoi relativi insegnanti, amministratori, capi, profeti, eroi, peccatori e santi. In questa data generazione il tal dei tali sarà re; in quella generazione il tal dei tali sarà un Saggio." Questa storia veniva attribuita a vari maestri antichi, a Rabbi Simeon ben Lakish a nome di Rabbi Eleazar ben Azariah, o a Rabbi Joshua ben Korhah.Pesikta Rabbati 23:1 (115a); Avot de Rabbi Nathan, vers. "A" 31; "Tanhuma Buber" (Midrash Tanhuma) Bereshit 28. Vedi anche le note di Theodor & Ch. Albeck su Genesi Rabbah 24:2 , Warhrmann Books, 1965. Non viene menzionato alcun "libro"; il Santo piuttosto mostrò ad Adamo le future generazioni come in una sfilata. Tuttavia altri Saggi ampliarono la nozione ad un "Libro di Adamo" e lo collegarono anche ad un versetto dei Salmi: "Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi e tutto era scritto nel tuo libro" ().Genesis Rabbah 1:4.
Potrebbe sembrare che l'idea di una Torah scritta e preesistente in cielo si sia sviluppata da una concetto che era prevalente in Israele, di un libro in cielo dove venivano registrate azioni umane. Tuttavia la differenza tra i due è profonda e fondamentale. Il "libro della memoria" celeste è un registro privato di Dio; nessun occhio umano l'ha mai visto, né tale libro è mai sceso in terra. Invece la Tōrāh è venuta in terra ed è studiata dagli esseri umani. Credenze a riguardo di libri e tavolette in cielo erano comuni tra i popoli del Vicino Oriente antico. Per gli ebrei è oltremodo importante evitare la convinzione che la Torah esistesse in cielo in forma di libro.Avot 3:16. Il "libro della vita", o "libro della memoria", è nel dominio segreto di Dio. I profeti ne parlarono, ma nessuno se non Dio l'ha mai visto, fintanto che l'autore di Daniele (uno dei primi visionari apocalittici) ebbe a dire: "Io ti dichiarerò ciò che è scritto nel libro della verità" (). Persino gli antichi rabbini riservarono accesso di questa conoscenza solo ad Adamo, creazione diretta di Dio.
Il profeta Ezechiele in verità dice di aver visto "una mano tesa verso di me [che] teneva un rotolo. Lo spiegò davanti a me; era scritto all'interno e all'esterno e vi erano scritti lamenti, pianti e guai" (), ma abbiamo solo la sua descrizione sommaria dei contenuti del rotolo. Le parole rimangono un mistero.
Nel Libro dei Giubilei Il Libro dei GiubileiLibro dei Giubilei 30:20-22 (trad. dal testo inglese): " il Dio di tutti: E ricordiamo la rettitudine che l'uomo ha dimostrato durante la sua vita, in tutti i periodi dell'anno; fino a mille generazioni sarà registrata e verrà a lui e alla sua discendenza dopo di lui, ed è stato registrato sulle tavolette celesti come amico e uomo giusto. Tutto questo resoconto ho scritto per te e ti ho comandato di dire ai figli di Israele, che non debbano commettere peccato né trasgredire le ordinanze né rompere il patto che è stato stabilito per loro, (ma) che devono compiere ed essere registrati come amici. Ma se trasgrediscono e perpetrano impurità in un qualsiasi modo, saranno registrati sulle tavolette celesti come avversari e saranno cancellati dal libro della vita, e saranno registrati nel libro di coloro che saranno distrutti e con coloro che saranno estirpati dalla terra." parla di due tavolette o libri celesti: un Libro della vita per il giusto e un Libro della Morte per coloro che camminano per sentieri di impurità e sono iscritti nelle tavolette celesti come avversari (di Dio). Inoltre, secondo ibid. 36:10, colui che fa del male al prossimo sara cancellato dal Libro della memoria degli uomini e non sara segnato nel Libro della vita, bensì nel Libro della perdizione. In e Enoch 47:3 "l'Antico di Giorni" è descritto come seduto sul Suo Trono di gloria con "il Libro" o "il Libro della vita" ("dei Viventi") aperto davanti a Lui. Così sono, secondo Enoch 104:1,Enoch 104:1 . i giusti "scritti davanti alla gloria del Grande" e, secondo Enoch 108:3,Enoch 108:3 . i trasgressori "cancellati dal Libro della vita e dai libri santi." Si fa riferimento a questo Libro della vita anche nel Pastore di Erma (greco: Ποιμήν του Ερμά; latino: Haermae Pastor), testo paleocristiano di genere apocalittico, composto nella prima metà del II secolo (Visione 1:3; Mandato 8; Similitudine 2); in , in cui "due Libri" sono menzionati come "aperti davanti al trono, il Libro della vita e il Libro della Morte", dove in quest'ultimo gli iniqui sono registrati insieme alle loro malefatte, per poi venir gettati nello "stagno di fuoco." È nel Libro della vita che i nomi degli apostoli sono "scritti nei cieli" (), o "gli altri miei collaboratori" citati da Paolo di Tarso ()Si legge: "gli altri miei collaboratori, i cui nomi sono nel libro della vita." e "l'assemblea dei primogeniti iscritti nei cieli" (; cfr. I Clem. 45.)I Clemente 45. Viene fatta allusione a questi Libri di Registrazioni nel Libro di Enoch alle sezioni 81:4, 84:61-77, 90:17-20, 98:76, 104:7; Enoch 81:4, 84:61-77, 90:17-20, 98:76, 104:7 . nella Apocalisse di Baruc 24:1; nella Ascensione di Isaia 9:20.
Nel cristianesimo
Riferimenti nel Nuovo Testamento Il Libro della vita viene citato sei volte nell'Apocalisse di Giovanni, uno dei libri del Nuovo Testamento attribuito a Giovanni di Patmos. Vi si descrive che solo coloro i cui nomi sono iscritti nel Libro della vita dalla fondazione del mondo e non sono stati cancellati dall'Agnello, vengono salvati nel Giudizio universale, tutti gli altri sono condannati: "E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco." ().Si vedano alcune versioni in italiano in parallelo su Bible Gateway: "Apocalisse di Giovanni 20:15". Anche:
La chiamata escatologica