La Mail Art, appellativo anglosassone, nasce in Francia con il termine Art Postal, per esprimere un'attività non secondaria svolta da artisti e sviluppata negli anni sessanta. La sua origine, tuttavia risale al 1916, grazie all'opera di Marcel Duchamp. Così anche quest'arte si può dire ha avuto il suo momento di rielaborazione creativa che va sotto il termine di maniera con la creazione di prassi artistiche che vanno sotto il termine anglosassone di Mail Art globalmente. Si possono citare i riferimenti alla storia della pittura, Plinio il Vecchio, Bellini e Baldinucci per biografie tecniche e materie, Plinio il Vecchio e Giorgio Vasari sia per riconoscere gli aspetti artistici più significativi nelle biografie autentiche, oltre che per una ricerca che attraversa l'architettura dell'opera per concernere il genere, intrecciandosi a movimenti stilistici di invenzione con quelli più umoristici e tragici delle grottesche. Parallelamente riscoprirne la mise en page libera sulla stregua della Poesia visiva. Per aspetti puro teorici, riguardo allo sviluppo tra tecnologie e stile, possono esserci gli apporti fenomenologici e della retorica visiva, nel Novecento come Maurice Merleau-Ponty, Renato Barilli, Todorov.
Oltre alla storia dell'illustrazione miniata, contribuì certamente l'istituzione delle Poste, salvo che i cultori e gli storici dell'arte, vorrebbero estenderne le ricerche delle origini di un'Arte postale: si pensi alle email cloisonnée, termine francese, che come sistema di particolare forma artistica risalirebbe alla Mesopotamia. Oggi si intende il movimento artistico che utilizza il servizio postale come mezzo di distribuzione da un capo all'altro del globo, senza discriminazioni di sorta, che si pone in relazione tramite l'invio di opere, in un apporto che può andare dal bricolage (Lévy-Strauss) all'illustrazione, all'opera d'arte di studio.
Hervé Gauville sostiene che la sua diffusione è resa possibile dal piccolo-medio formato, dall'uso destabilizzante per le Gallerie d'Arte tradizionalmente intese, dal percorso sociale indetto in Gran Bretagna per far scaturire un movimento artistico tra donne isolate, introducendo una componente sociale, letteraria, poetica ed artistica, difficilmente disancorabile dalle forme di pura espressione tipografica, riconducibili ad esperimenti tra testo e immagine, ora tra istanze diverse che potrebbero ricordare la fine Ottocento (movimento dell'Art and Craft), raccordarsi con il Cubo - Futurismo, per poi esprimersi in direzioni post espressioniste Dada, Fluxus, Minimalismo, e altri movimenti lettristi e paroliberi, poetico visuali successivi. Gauville sottolineando inoltre il lato ludico e catartico, riporta la componente irrazionale supportata da riferimenti concreti, come certi collages storicamente riconosciuti come opere di arte visiva in ambito Surrealista. D'altro canto direzioni che concernono la traducibilità e la riproducibilità tecnica (Walter Benjamin), svolgono un ruolo eccedente, unificante, sull'arte postale, ancora da studiare e che potrebbe inseguire l'immediatezza della fotografia concettuale, fino ad inserirsi nel contesto del taccuino artistico, per poi riproporre in modo coerente il rapporto tra arte e materia, arte e immagine, come momento concettuale differito nel tempo e nello spazio: riporto e metabolizzazione soggettiva dell'arte come in un decorso documentario. un'Arte che può richiedere sia eteronimia che autonomia della critica (Luciano Anceschi) afferisce a temi che potrebbero prendere spunto dalle Arti maggiori, come dalla Land Art alla Conceptual Art per proporsi in modo personale. Altro sarà restituire sensazioni di scrittura visiva gestuale, di pattern cromatici dati dal gioco di finitura partecipata alla tavola in un movimento trasversale strutturato dal percorso postale. Esprime dunque il viaggio, il passare di mano in mano, dall'ufficio postale all'artista, al curatore, al gallerista o al museo o alla biblioteca che possono mostrare questi elementi al pubblico partecipando seppure nella fruizione volutamente effimera, alla sua valorizzazione intersoggettiva. Con i movimenti post espressionisti, lo si comprende dal rifiuto della guerra ad esempio, si trattava di cortocircuiti tra le Gallerie e i fruitori, sulla stregua del rapporto di complicità tra un mittente e un destinatario. Ci si potrebbe chiedere se la poesia visiva nasca come arte postale ma ciò che contraddistingue questo stile, è abbastanza fedele all'idea di comunicazione estetica che irrompe nel simile (taccuini di artisti, libri d'artista, illustrazione, comunicazione visiva) ma che cerca una distintività propria, un campo visivo risemantizzato (Gillo Dorfles).
Gli artisti di Mail art vengono regolarmente invitati a partecipare globalmente per realizzare mostre estemporanee, creare data base d'arte, pubblicare cataloghi; scegliere la forma del blogger per contribuire con opere selezionate ai poster esclusivi. Attualmente se ne sta scoprendo una valenza artistica didattica a causa del bricolage artistico e della riflessione sul linguaggio, non solo poetico, che quest'arte veicola. Cosa la accomuna davvero al collage pittorico e fotografico, materico ora che approda al digitale se non qualcosa che funziona come struttura segnica?
I materiali più comunemente utilizzati per la mail art includono cartoline performative o formati tipici ed estensibili alle cartoline postali, per tanto il formato è piuttosto libero in quanto comunica secondo il gusto del giorno, come disse On Kawara, che inviava quotidianamente, tra il 1968 e il 1977, un telegramma con su scritto I am still alive oppure inserendo anche l'ora esatta. Con carte di ogni genere, collage composti da oggetti di uso comune, timbri, immagini rielaborate, francobolli d'artista o scelti in modo appropriato, che determinano un valore o semplicemente una data di emissione ma possono anche essere graficamente interessanti e contenere qualità specifiche affini all'illustrazione e alla pittura. La filosofia del linguaggio della Mail Arte, quindi ci appare trasversale, dalle forme di traduzione alla tolleranza per l'insieme finito di lingue diverse. Certamente è supportata da un'azione mediata dalla filosofia estetica, basti pensare alle allusioni nell'Arte della Metafisica di Giorgio De Chirico per comprendere quanto fosse tanto noto quanto originale al tempo stesso, e labile il confine tra Still life e MetafisicaTatiana Bazzichelli, Networking. La rete come arte, prefazione di Derrick de Kerckhove, postfazione di Simonetta Fadda, Costa & Nolan, 2006, l'uso della simultaneitá.
Protagonista indiscusso dell'uso di grafici, carte, parole, schemi, oggetti tanto da guadagnare il termine di polimorfismo (concettuale, materico, esplorativo), è Marcel Duchamp, il quale con le sue azioni rendeva possibile collegare il ruolo istantaneo della presenza dell'artista, l'indicazione dell'intentio operis, l'oggetto materiale contribuendo ad un fatto semiologico ed estetico assieme. Alle origini della diffusione della mail art può essere vista la capacità ironica, della mot valise che riesce a passare all'esperimento ad hoc, al viaggio concettuale. Tra i primi esperimenti possiamo citare il Futurismo con i collaggi postali di Ivo Pannaggi (1920), la creazione di francobolli di Dadaisti e alcuni modi specifici ed opere composte come oggetti trovati ed assemblati, da parte di Marcel Duchamp.
Storia Le radici della mail art tra mito ed industria postale
L'artista Edward M. Plunkett, nel descrivere le origini antiche della comunicazione come forma d'arte, dichiarò provocatoriamente che le origini storiche e mitologiche della Mail art si trovano nel gesto di Cleopatra che spedì sé stessa a Giulio Cesare arrotolato in un tappeto.
Altri fanno risalire le origini della Mail art agli articoli di cancelleria postale ('stationery'), dai quali la Mail art è ora distinta (se non definita nel suo senso più lato). Il primo esempio di cancelleria postale sono state le illustrazioni create dall'artista inglese William Mulready (1786-1863) per la riproduzione di massa a mezzo stampa del primo stock di buste pre-affrancate prodotte per il lancio della Penny Post in Gran Bretagna nel 1840. La creazione di Mulready non fu ben accolta dal pubblico e vari disegnatori e artisti produssero delle versioni parodistiche. Comunque si capì che era disponibile una innovativa e potente comunicazione basata sull'elementare servizio postale, e nei successivi cinquanta anni milioni di buste illustrate con la più grande varietà di temi e motivi passò attraverso i servizi postali di tutto il mondo, con grafiche che spaziavano dal comico e satirico alla pubblicità commerciale e industriale, passando per la divulgazione di cause sociali come il libero scambio, la pace nel mondo, la fraternità e l'abolizione della schiavitù. Esistono anche esempi di propaganda con temi patriottici prodotti da alcuni paesi. L'utilizzo entusiastico delle illustrazioni sulle buste continuò fino alla seconda metà del XIX secolo finché le amministrazioni postali di tutto il mondo cominciarono ad autorizzare l'uso di cartoline illustrate.
Le origini: I primi esperimenti delle Avanguardie storiche Anche se il termine Mail art fu coniato solo negli anni '60 ed il network degli artisti postali viene considerato pienamente attivo solo negli anni '50, alcune tra le avanguardie storiche dell'inizio del secolo, sperimentarono il sistema postale fornendo così importanti antecedenti al movimento che si svilupperà poi. Già nel 1920, il futurista Ivo Pannaggi creò e spedì una serie di piccole opere da lui chiamate collaggi postali. Negli stessi anni Giacomo Balla e Francesco Cangiullo diedero inizio a quello che chiamavano corrispondenza creativa, mentre sono solo di pochi anni dopo i collage di dadaisti come Marcel Duchamp e Kurt Schwitters.
Negli anni '50, Yves Klein realizzò il suo francobollo blu, che fu fatto circolare nei circuiti postali creando problemi alla burocrazia di quel periodoKen Friedman, The Early Days of Mail Art contenuto in Eternal Network.
La nascita ufficiale della mail art va invece datata agli inizi degli anni '60, quando la New York Correspondance School di Ray Johnson istituzionalizzò lo scambio di opere tramite il mezzo postaleFrancesco Vincitorio, "Informalista o videoartista? Le tendenze artistiche dagli anni '40 ad oggi", L'Espresso n.44, 7 November 1982.
Ray Johnson, la New York Correspondance School e Fluxus
Gli esperimenti di Ray Johnson con le istruzioni di spedizione ed i solleciti all'attività dai suoi destinatari si sviluppò sul finire degli anni '50 e fornì alla mail art una planimetria per il libero scambio dell'arte tramite la posta. Nel 1962, Plunkett coniò il termine "New York Correspondence School" per riferirsi alle attività di Johnson, che dal canto suo adottò questo pseudonimo sbagliandone volontariamente l'ortografia, in realtá svelandone l'origine francese. La scelta deliberata di errori ortografici divenne poi una caratteristica dello spirito ludico della Correspondance School e del suo modo di agire.
Molti dei membri della Correspondance School erano nomi sconosciuti, e le lettere che mandavano erano spesso composte esclusivamente da adesivi o disegni, spesso insegnando al destinatario a compiere una serie di semplici azioni. Il lavoro di Johnson consisteva principalmente in lettere spesso con l'aggiunta di scarabocchi e stampe gommate che spesso inviava ad amici e conoscenti. La Correspondance School fu semplicemente una rete di singolarità che si compiacevano del loro portare avanti una forma d'arte e che apprezzavano il senso di humor di Johnson. Un esempio delle attività della Correspondance School fu quando in una calling invitò tutti coloro che erano devoti all'attrice Anna May Wong.