Biografia Fin dalla sua gioventù sperimentò varie tipologie artistiche, dall'intaglio del legno fino alla pittura, passando per la scultura, la decorazione di locali pubblici e la ceramica; ma solo l'acquaforte, l'acquerello, il disegno e la scrittura catturarono il suo interesse. Su questa sua propensione, quasi intatta, per la sperimentazione, influì l'essere cresciuto in un ambiente severo di maestri artigiani, oltre ad un grande interesse per la lettura e la scrittura.
Castellani imparò l'arte calcografica da autodidatta, dopo aver frequentato l'Accademia di belle arti di Firenze, assieme a Osvaldo Licini, nella quale sperimentò la scultura, durante il periodo della prima guerra mondiale. Entrò in contatto con l'avanguardia futurista, a Roma ed a Cesena, conoscendo anche Filippo Tommaso Marinetti e Giacomo Balla. Sempre a Cesena, si appassionò alla ceramica, grazie alla frequentazione della fabbrica di famiglia, poi distrutta da un incendio. In seguito, a Venezia, ebbe modo di sperimentare la pittura e di strinse amicizia con Vincenzo Cardarelli, Virgilio Guidi, Pio Semeghini, Diego Valeri ed Ezra Pound. Ma fu con il soggiorno fanese (1928 - 30) che Castellani s'impegnò maggiormente per acquisire la tecnica calcografica; da questo momento, fino agli anni della seconda guerra mondiale, fu una continua sperimentazione ed elaborazione di tale tecnica.
Nel 1930 arrivò all'Istituto per l'Illustrazione e la Decorazione del Libro, dove ottenne la cattedra di Calcografia; durante il lungo periodo di questo insegnamento formò molti artisti, come Salvatore Fiume, Remo Brindisi, Nunzio Gulino, Arnoldo Ciarrocchi, Renato Bruscaglia, Arnaldo Battistoni, Enrico Ricci, Walter Piacesi, Adriano Calavalle e tanti altri.Mosci 1986.
Castellani s'impegnò anche nella vita culturale di Urbino, come dimostra il fatto che fu socio della locale Accademia Raffaello, dal 6 maggio 1940, di cui ricoprì anche le carica di vicesegretario nel consiglio direttivo, dal 1946 al '49A. Fucili, L'Accademia Raffaello 1869-1969, Collana di Studi e Testi n.18, Accademia Raffaello, Urbino, 2003, ISBN 88-87573-10-7..
Il vero capolavoro letterario di Castellani fu il trittico editoriale composto da: Pagine senza cornice (1946), Quaderni di un calcografo (1955) e Carte sotto stampa (1974). Mentre l'opera letteraria Vivere nel tuo paese fu una specie di autobiografia.
Quando iniziò a sperimentare l'incisione calcografica, Castellani privilegiò, come soggetti, principalmente i paesaggi ma anche la figura umana e le nature morte. Dal 1928 al '73, Castellani realizzò 798 incisioni, in tirature minime. La fonte della sua ispirazione per le incisioni derivava dalla lezione degli artisti del XVII e XVIII secolo; ma non solo, perché Castellani traeva ispirazione anche dalle incisioni calcografiche di Fattori e degl'incisori dei primi venti anni del XX secolo, come Giorgio Morandi, Carlo Carrà e molti altri.
Nel secondo dopoguerra, Castellani godette di un ampio consenso tra gli incisori suoi contemporanei ed fu stimato dai collaboratori della rivista Il Selvaggio, importante canale di diffusione del nuovo stile dell'incisione italiana.
Castellani intraprese una nuova esperienza, con la fondazione della rivista Valbona, uscita tra il 1957 e il '61, in venti fascicoli ed in una tiratura limitatissima. Fu in questo periodo che conobbe lo scrittore Leonardo Sciascia, per via degli scritti che Castellani inviava al giornale Il Mondo di Mario Pannunzio, dando inizio ad una corrispondenza epistolare che poi si consolidò in un sincero rapporto di amicizia e collaborazione.
Si spense il 20 novembre 1984. Due anni dopo, i suoi eredi hanno donato un fondo di un centinaio d'incisioni al Comune di Urbino Catalogo di mostra., che ha esposto in una sala (a lui dedicata) all'interno del palazzo del Collegio Raffaello. Nel 2012 gli eredi hanno donato un fondo di opere all'Accademia RaffaelloAliventi, 2013., che espone periodicamente nelle sale della Bottega di Giovanni Santi nella Casa Natale di Raffaello.
Scritti Comprende 26 acquaforti originali dell'artista.
Comprende quattro puntesecche e dodici disegni originali dell'artista.
L'uomo che passa. Scritti del Futurismo inediti e rari, T. Mattioli (a cura di), Pesaro, Metauro edizioni, 2002, ISBN 88-87543-20-8 (pubblicazione postuma).
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni