Lacona è una frazione del comune italiano di Capoliveri, nella provincia di Livorno, in Toscana. Si tratta di una delle località turistiche dell'isola d'Elba.

Etimologia Il toponimo Lacona deriva dal latino lacuna («laguna») in riferimento al vasto golfo dalle basse acque che contraddistingue la località, sino agli inizi del XX secolo caratterizzata dalla presenza di acquitrini. Altre etimologie proposte in passato collegavano il nome della località ad un presunto toponimo etrusco Achuna o AcunnaNello Toscanelli, Pisa nell'antichità, 1933 o al greco εἰκών (eikōn), nel senso di «edificio con immagine sacra».Remigio Sabbadini, I nomi locali dell'Elba, 1919

Storia Frequentata sin dal Paleolitico medio e superiore Michelangelo Zecchini, Isola d'Elba. Le origini, Lucca 2001 , come dimostrano rinvenimenti di numerosi strumenti litici, l'area di Lacona conserva testimonianze dell'età tardoellenistica, come una sepoltura rinvenuta nel 1961 Giorgio Monaco, Notiziario di Studi Etruschi, XXX, 1962 in località Caubbio e datata all'ultimo quarto del II secolo a.C.; il materiale di corredo funebre, oggi conservato presso il Museo archeologico di Portoferraio, comprendeva vasi a vernice nera e d'impasto, insieme ad una lucerna e ad un unguentario.L'archeologo Giorgio Monaco, nel 1962, in località Valle dell'Inferno rinvenne i resti di un presunto insediamento protostorico «di età bronzo-ferro, ma di aspetto e ambiente litico attardato. Sono evidenti le cinte murarie difensive e l'impianto stradale dell'abitato, pur rimaneggiato successivamente. Si è trovato materiale di selce e ceramica dell'età bronzo-ferro.» Giorgio Monaco in Fasti Archaeologici, XVII, Firenze 1962. A Lacona si trova il piccolo Santuario della Madonna della Neve, nato come chiesa rurale durante il XII secolo.

La leggendaria Meloa Secondo una leggenda sviluppatasi agli inizi del XVIII secolo, presso Lacona si trovava un leggendario insediamento Roberto Adamoli, Meloa, Pontedera 2013 chiamato Meloa: «Fu edificato un piccolo castello nell'Aconia da una tal Mecia doppo l'incendio di Troia nell'anno doppo la Creazione del Mondo (…) e dicano questo essere uno dei confederati d'Enea, il quale pervenuto all'Elba, e riconosciuti alcuni di quei Albicensi che si ritrovorno in alla Guerra Troiana, si trattenne in quest'isola per qualche tempo. Vero è che detto castello fu distrutto e consumato non solo dalla lunghezza del tempo, ma da barbare nazioni; ritrovansi però qualche piccola reliquia dell'istesse muraglie benché ricoperte dalla terra per il corso delle acque.» Giovanni Vincenzo Coresi Del Bruno, Zibaldone di memorie, Biblioteca Marucelliana di Firenze, C, 29, 1729

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