Operazione Barras era il nome in codice di un'azione condotta dalle forze speciali del Regno Unito il 10 settembre 2000 in Sierra Leone, nell'ambito degli eventi della guerra civile sierraleonese. Il 25 agosto 2000 una pattuglia di militari britannici, parte di un contingente dislocato nel paese in appoggio alla missione di peacekeeping dell'ONU in Sierra Leone ("United Nations Mission in Sierra Leone" o UNAMSIL), fu circondata e presa in ostaggio da un gruppo di miliziani locali noti come "West Side Boys" (WSB): gli undici militari britannici del Royal Irish Regiment e il militare sierraleonese che li accompagnava furono disarmati e condotti come prigionieri nel piccolo villaggio di Gberi Bana lungo il corso del fiume Rokel, nella zona centro-occidentale del paese.

I successivi tentativi del governo britannico di negoziare il rilascio degli ostaggi, benché portassero alla liberazione di cinque di essi, si dimostrarono alla fine inconcludenti a causa delle richieste esagerate e irrealistiche avanzate dal capo dei West Side Boys, l'autoproclamato "generale" Foday Kallay; davanti alla prospettiva che i rimanenti ostaggi fossero uccisi o trasferiti in una zona inaccessibile del paese, il Primo ministro britannico Tony Blair autorizzò la liberazione dei prigionieri con un'azione di forza. Il 10 settembre un distaccamento dello Special Air Service trasportato da elicotteri prese d'assalto Gberi Bana, mentre il vicino campo-base dei West Side Boys nei pressi del villaggio di Magbeni veniva attaccato da una compagnia del Parachute Regiment britannico: la rapida azione portò alla liberazione di tutti gli ostaggi indenni, anche se un militare del SAS rimase ucciso e altri dodici britannici furono feriti; di per contro, il contingente dei WSB fu completamente annientato con almeno 25 miliziani uccisi e altri 18 presi prigionieri, tra cui lo stesso Kallay. L'operazione fu nota presso le forze speciali impiegate come Operation Certain Death (morte certa).

Il successo dell'operazione restaurò il prestigio delle forze britanniche dislocate in Sierra Leone, e la forte impressione che suscitò negli ambienti sierraleonesi ebbe positive ricadute sull'andamento del conflitto, destinato a concludersi dopo pochi mesi da essa.

Antefatti

Colonia britannica fin dall'inizio del XIX secolo, la Sierra Leone ottenne l'indipendenza il 26 aprile 1961 come Repubblica del Commonwealth delle nazioni. Fin dall'inizio il paese dimostrò una cronica instabilità politica che vide succedersi governi deboli e corrotti, intervallati da colpi di Stato dei militari.; grazie a un referendum manipolato con brogli e intimidazioni, nel 1978 l'All People's Congress del presidente Siaka Stevens fu nominato unico partito legale della Sierra Leone, mentre nel 1985 il suo successore Joseph Saidu Momoh provvide a espellere dal paese ciò che rimaneva dell'opposizione politica.. Un tentativo di reintrodurre un sistema multipartitico all'inizio degli anni novanta fu vanificato dagli abusi di potere dell'All People's Congress, e nel marzo del 1991 il Fronte Rivoluzionario Unito ("Revolutionary United Front" o RUF) di Foday Sankoh diede il via a una ribellione contro il governo centrale, poi sfociata in una sanguinosa guerra civile.

Appoggiato dalla Liberia del dittatore Charles Taylor e sostenendosi finanziariamente grazie al commercio di diamanti estratti dalle zone conquistate, il RUF riuscì in breve tempo a porre sotto il suo controllo vaste regioni del paese, favorito anche dallo stato di profonda disorganizzazione, corruzione e carenza di addestramento delle forze armate sierraleonesi (Republic of Sierra Leone Armed Forces); dopo alterne vicende, nel maggio del 1997 il RUF, favorito anche da un ammutinamento di parte dell'esercito sierraleonese, prese la capitale Freetown e costrinse alla fuga il nuovo presidente Ahmad Tejan Kabbah.. La caduta della capitale spinse la Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale ("Economic Community of West African States" o ECOWAS) a intervenire nel conflitto, e una forza militare a guida nigeriana liberò Freetown nel marzo del 1998 e restaurò Kabbah nella sua posizione, anche se non riuscì a debellare completamente la minaccia del RUF. Un accordo di pace firmato a Lomé il 7 luglio 1999 portò a una momentanea sospensione dei combattimenti: in cambio dell'integrazione dei suoi membri nel nuovo esercito nazionale il RUF accettò di deporre le armi, mentre il contingente della ECOWAS fu rimpiazzato da una forza di pace delle Nazioni Unite ("United Nations Mission in Sierra Leone" o UNAMSIL). La tregua si rivelò effimera, e all'inizio del 2000 il RUF riprese le ostilità contro il governo sierraleonese, coinvolgendo nei combattimenti anche l'UNAMSIL: diverse centinaia di caschi blu furono presi in ostaggio e disarmati dalle milizie del RUF, che iniziarono una nuova offensiva in direzione di Freetown.

Il coinvolgimento del Regno Unito nel conflitto iniziò nel maggio del 2000: nell'ambito dell'operazione Palliser, una forza da combattimento incentrata sul 1º battaglione del Parachute Regiment, appoggiata da unità navali e aeree, fu inviata urgentemente a Freetown per provvedere all'evacuazione dei cittadini europei e del Commonwealth ivi residenti. Nonostante una certa riluttanza, il governo britannico decise di rispondere alle pressioni che venivano dalla comunità internazionale espandendo il mandato della missione: il 23 maggio un contingente dello Special Air Service (SAS) fece prigioniero il fondatore del RUF Foday Sankoh e lo consegnò alle autorità ONU perché venisse processato, mentre nel giugno seguente aerei ed elicotteri della Royal Air Force sostennero la controffensiva delle forze della UNAMSIL.; contemporaneamente, le forze britanniche si dedicarono alla formazione e all'addestramento di una più efficiente forza armata sierraleonese, attività a cui furono destinati inizialmente gli uomini del 2º battaglione del Royal Anglian Regiment poi rimpiazzati a partire dal 22 luglio 2000 dal 1º battaglione del Royal Irish Regiment agli ordini del tenente colonnello Simon Fordham..

Il sequestro Ostaggi dei West Side Boys La mattina del 25 agosto 2000 una pattuglia del Royal Irish Regiment lasciò la base avanzata britannica di Waterloo, sulla costa, per dirigersi verso la cittadina di Masiaka nell'interno, a circa 65 km a est di Freetown, dove si trovava acquartierato il battaglione giordano della UNAMSIL: benché il ruolo principale delle truppe britanniche fosse quello dell'addestramento dei reparti sierraleonesi, non era raro che venissero impiegate anche per pattugliamenti in lungo e in largo per il paese, sia per rassicurare la popolazione sia per mantenere i contatti con le sparse guarnigioni dei caschi blu. La pattuglia comprendeva tre fuoristrada Land Rover Wolf, di cui uno armato con una mitragliatrice pesante Browning M2, con a bordo dodici uomini: due ufficiali e nove sottufficiali e soldati del Royal Irish Regiment, e un caporale dell'esercito sierraleonese in funzione di guida e collegamento.. A Masiaka la pattuglia fu avvertita dai giordani che in alcuni villaggi lungo il corso del fiume Rokel erano stati avvistati diversi membri di una milizia locale, i "West Side Boys", e che da notizie ricevute molti di essi erano in procinto di arrendersi e deporre le armi; nel pomeriggio quindi, sulla via del ritorno a Waterloo, il comandante della pattuglia maggiore Alan Marshall decise di deviare dalla via principale per andare a investigare su queste informazioni..

I "West Side Boys" (WSB), anche detti "West Side Soldiers" o a volte "West Side Niggers" (un nome pare mutato dalla cultura delle bande di strada di New York..), erano una delle numerose milizie indipendenti che in quel periodo imperversavano nelle zone interne della Sierra Leone. Fondato all'incirca nel 1998, il gruppo non aveva una chiara connotazione politica: inizialmente aveva combattuto nella guerra civile a fianco del RUF, per poi passare dalla parte delle forze governative arrivando anche a collaborare, in almeno una occasione, con le truppe britanniche in cambio di armi e medicinali.; il gruppo aveva però rifiutato il programma di integrazione nell'esercito regolare sierraleonese portato avanti dai britannici, e nel luglio del 2000 si era scontrato con le forze della UNAMSIL. Con il calo della guerriglia nelle regioni occidentali a seguito dell'intervento britannico e delle controffensive della UNAMSIL, i West Side Boys si erano ritirati nella regione compresa tra la foce del fiume Rokel e le Okkrah Hills più a nord, limitandosi a saccheggiare e taglieggiare la popolazione locale.: da un picco di circa 500-600 affiliati, nell'agosto del 2000 i WSB erano calati a circa 100-200 tra uomini e donne. (oltre a una trentina di civili sierraleonesi loro prigionieri) a causa delle continue diserzioni e del morale basso, benché potessero ancora contare su un notevole arsenale di armi pesanti (mortai, mitragliatrici e lanciarazzi RPG); il loro leader era un ex caporale dell'esercito sierraleonese di 24 anni, Foday Kallay, autoproclamatosi "generale di brigata".

La pattuglia britannica lasciò la strada principale per Freetown per inoltrarsi lungo un sentiero sterrato in direzione di Magbeni, un piccolo villaggio lungo la riva meridionale del Rokel dove i WSB avevano posto il loro accampamento principale; una volta giunti a Magbeni, i britannici si ritrovarono circondati da un folto gruppo di miliziani tra cui anche parecchi bambini soldato: inizialmente i ribelli non ebbero un atteggiamento ostile, ma la situazione cambiò non appena sul posto giunse Kallay, arrivato via barca dal vicino villaggio di Gberi Bana, sulla riva nord del Rokel, dove aveva il suo quartier generale. Kallay aggredì verbalmente i britannici accusandoli di aver sconfinato senza permesso nel "suo" territorio; il maggiore Marshall cercò di parlamentare, ma davanti a un tentativo di essere disarmato oppose resistenza e fu picchiato duramente. Un camion Bedford TK con a bordo una mitragliera ZPU sbarrò la via di ritirata ai britannici, che in schiacciante inferiorità numerica furono in breve tempo sopraffatti e disarmati dai guerriglieri; il secondo ufficiale dalla pattuglia, il capitano Flaherty, ebbe appena il tempo di inviare un messaggio radio al comando britannico prima di essere anche lui disarmato, spogliato dell'uniforme e privato degli oggetti personali.

I dodici prigionieri furono fatti salire su alcune imbarcazioni e portati sull'altra sponda del Rokel, a Gberi Bana; gli undici britannici furono rinchiusi in una capanna vicino alla residenza personale di Kallay, mentre un trattamento peggiore fu riservato al caporale Musa Bangura dell'esercito sierraleonese: picchiato duramente in quanto "spia" e "traditore", fu gettato in una buca scavata nel terreno e coperta con una grata..

Le trattative Il messaggio radio inviato da Flaherty consentì al comando britannico di avere subito notizia del sequestro: il tenente colonnello Fordham informò immediatamente i suoi superiori a Londra, ed entro la fine della giornata il Primo ministro Tony Blair fu messo al corrente dell'accaduto; il Ministero della Difesa emise poi un comunicato tranquillizzante, informando che gli uomini della pattuglia stavano bene anche se non erano liberi.