Lucio Cornelio Macrone è un personaggio immaginario coprotagonista dell'universo narrativo Eagles of the Empire Series creato dallo scrittore Simon Scarrow.

Primo personaggio presentato dallo scrittore, durante gli eventi narrati in Sotto l'aquila di Roma Macrone è un centurione fresco di nomina le cui caratteristiche fisiche e psicologiche si oppongono a quelle di Quinto Licinio Catone, suo optio, allievo e contraltare.

Aspetto e personalità Aspetto fisico Nella sua prima apparizioneSotto l'aquila di Roma, siamo nel 42 d.C. e Macrone è un uomo trentaquattrenne, Legionario da quattordici anniSotto l'aquila di Roma, capitolo 2., alto 1,62 metri, pesante 98,5 kg, caratterizzato dal corpo tarchiato e da un fisico massiccio e molto muscoloso, nonché segnato da numerose cicatrici procuratesi in battaglia.

Nell'ultimo romanzo pubblicato in ItaliaLa rivincita di Roma, siamo nel 61 d.C., e Macrone è un cinquantatreenne, veterano in congedo con oltre trenta anni di servizio alle spalle.

Personalità Esperto, coraggioso, affidabile, allegro e di buon cuore, Macrone è un ottimo soldato ed un'abile guida per la sua centuria, ma a causa del suo analfabetismo inizialmente risulta una persona molto semplice e diretta, contrapponendosi così al colto e riflessivo Catone, il quale al contrario riesce a cogliere le implicazioni degli eventi nei quali viene coinvolto. Ciò nonostante col tempo l'influenza di Catone (che in "Sotto l'aquila di Roma" gli insegnerà a leggere e scrivere), anche Macrone diverrà a sua volta più riflessivo, pur mantenendo inalterate molte caratteristiche del suo carattere, come la certezza della superiorità di Roma sulle altre civiltà e la fede negli dei.

Biografia del personaggio Nel primo romanzo della serie, Sotto l'aquila di Roma, siamo nel 42 d.C. e Macrone è un centurione di recente nomina che ha raggiunto l'agognata promozione dopo anni di gavetta. E' stanziato con la sua Legione in Germania Inferiore e dopo l'incontro con Catone comincia a condividere con lui tutte le vicissitudini della vita militare. Sempre nello stesso romanzo giunge per la prima volta in Britannia in quanto la sua Legione fa parte del corpo di spedizione inviato a conquistare l'isola.

Nel secondo romanzo, Roma alla conquista del mondo, siamo nel 43 d.C. e Macrone partecipa con eroismo alle prime battaglie per la conquista della Britannia e diviene un punto di riferimento per il Legato Vespasiano. Parimenti è guida e mentore per Catone, che in qualità di suo Optio, è ormai non solo un fedelissimo allievo che aspira sempre più ad imitarne le gesta ed il carattere, ma anche un sincero amico. Assieme a Catone riesce a sventare un tentativo di uccidere l'imperatore Claudio.

Nel terzo romanzo, La spada di Roma, siamo nel 44 d.C., Macrone al seguito della Seconda Legione comincia le operazioni di conquista della parte meridionale della Britannia. Per il suo curriculum già prestigioso viene scelto per una missione, al limite del suicidio, ad alto rischio per tentare di trovare e salvare i familiari del generale Aulo Plauzio, che sono stati fatti prigionieri dai druidi. Con l'immancabile supporto di Catone riesce quasi a completare la missione ma viene ferito gravemente da un druido e dovrà rimanere in ospedale per molte settimane. Macrone vive anche una tormentata storia d'amore con la principessa degli Iceni Boudicca.

Nel quarto romanzo, Roma o morte, siamo nel 44 d.C., Macrone è in via di guarigione dopo essere rimasto nell'ospedale di Calleva assieme a Catone. Ripresosi gli viene affidato il compito di reclutare, addestrare e comandare due coorti di ausiliari atrebati. Lo scopo è quello di creare un contingente che possa proteggere il re Verica ed al contempo essere utilizzato per sorvegliare le rotte di rifornimenti e collegamento che attraversano il territorio degli atrebati, congiungendo la Seconda Legione che si è spinta nel meridione e le altre tre legioni che presidiano il nord dell'Inghilterra occupata dai romani. Grazie alla sua determinazione riesce a resistere all'assedio, portato dai durotrigi al villaggio di Calleva, il tempo necessario affinché Vespasiano lo raggiunga con i rinforzi. Per l'eroica resistenza viene per l'ennesima volta lodato, e nel finale del romanzo gli viene assegnato il comando di una centuria della terza coorte.

Nel quinto romanzo, La battaglia finale, siamo nel 44 d.C., Macrone al comando della sua centuria partecipa alle operazioni per tendere un'imboscata all'esercito di Carataco. Per l'inadeguatezza del Centurione Massimo la missione si risolve in un disastro, con Macrone che con la sua centuria riesce a bloccare eroicamente l'esercito britannico, ma il tardivo soccorso da parte delle altre centurie guidate Massimo e gli errori tattici da lui attuati, portano alla fuga dell'esercito di Carataco con il fallimento dell'imboscata. Fedele all'amicizia fraterna per Catone, si espone per liberarlo ed evitargli la condanna a morte, visto che Catone ed altri legionari della terza coorte erano stati condannati a morte per decimazione. Alla fine del romanzo Macrone, insieme a Catone, torna a Roma per ricevere un nuovo incarico, in quanto nonostante Vespasiano abbia graziato entrambi, l'uno dalla condanna a morte e l'altro dal sospetto di aver partecipato all'assassinio del centurione Massimo, non è più conveniente per loro rimanere nella Seconda Legione.

Nel sesto romanzo, La profezia dell'aquila, siamo nel 45 d.C., Macrone è ormai rientrato a Roma dalla Britannia, congedato dalla Seconda Legione, e il segretario dell'imperatore, Narciso, gli assegna una nuova missione consistente nel recarsi a Ravenna ed in qualità di ufficiale della flotta deve recuperare delle preziose pergamene. A Ravenna Macrone incontra la madre Porzia, che non vedeva da circa venti anni. La missione si tramuta in una guerra contro i pirati che Macrone, con il sempre valido supporto di Catone, riesce a concludere sconfiggendo i nemici e recuperando le pergamene.

Nel settimo romanzo, L'aquila dell'impero, siamo nel 46 d.C., Macrone, assieme a Catone, viene mandato da Narciso in missione segreta nella provincia Giudea per verificare le voci su di un tentativo di minare la stabilità della regione da parte del governatore Cassio Longino. Macrone si reca a Gerusalemme dove riscontra un clima incendiario con numerose sette antiromane. Quindi effettua un viaggio attraverso il deserto per giungere alla fortezza di Bashir, e durante il viaggio lui ed i suoi compagni vengono assaliti a più riprese dai ribelli guidati da Banno, in una di queste occasioni deve abbandonare il suo bagaglio tra cui vi era il documento firmato da Narciso in cui lo si nominava Prefetto per assumere il comando della guarnigione di Bashir. Infatti giunto a destinazione non riesce a far valere la sua nomina proprio perché non creduto dal prefetto in carica Scrofa per l'assenza di un documento ufficiale. Dopo diverse peripezie riesce a prendere il comando della guarnigione ed assumere per la prima volta in vita sua il grado di prefetto. Contrasta abilmente sia i tentativi di mettere in difficoltà la sua missione da parte del governatore Cassio Longino, e sia a sconfiggere e disperdere i ribelli guidati da Banno. Nel finale giunge per la prima volta nella città di Petra, dove assieme a Catone riesce ad uccidere Banno.

Nell'ottavo romanzo, Il Centurione, siamo nel 48 d.C., Macrone, assieme a Catone è di stanza ad Antiochia per continuare a sorvegliare le attività del governatore Cassio Longino. Quest'ultimo per tentare di eliminare i due amici li invia a sedare una rivolta a Palmira, sapendo che il percorso attraverso il deserto potrebbe risultare fatale. Macrone riesce a giungere a destinazione e con la solita abilità tattica riesce a sconfiggere il principe Artasse che ha chiesto anche il supporto dei parti. Al termine del romanzo riceve un comunicato dall'imperatore, che complimentandosi per gli obiettivi raggiunti, lo richiama a Roma.

Nel nono romanzo, Il gladiatore, siamo nel 49 d.C., Macrone con Catone ed il senatore Sempronio sta rientrando a Roma, ma colto da una tempesta naufraga sulle spiagge di Creta che trova devastata da un terremoto. Scopre che il pirata che aveva affrontato nel romanzo La profezia dell'aquila, da gladiatore è divenuto schiavo di una ricca famiglia di Creta e che dopo il caos dovuto al terremoto è riuscito a mettersi a capo degli schiavi dell'isola e sta creando un vero e proprio esercito di ribelli. Macrone affronta più volte Aiace fino a quando viene da questi catturato e tenuto in una gabbia, finché Catone lo riuscirà a liberare.

Nel decimo romanzo, La legione, siamo nel 49 d.C., Macrone è giunto in Egitto per dare la caccia ad Aiace che gli sfugge in continuazione. Poiché nel frattempo scoppia una rivolta con invasione da parte dei Nubiani, viene inviato nel sud dell'Egitto per dare una mano alla legione dislocata a Diospolis MagnaL'odierna Tebe in Egitto. Scoprirà che Aiace si è alleato con i nubiani e lo affronta e sconfigge più volte ma sempre senza riuscire a catturarlo. Non riesce nell'intento di vendicarsi uccidendo personalmente l'ex gladiatore in quanto dopo lo scontro finale con Aiace ed i suoi seguaci, questi riesce a fuggire tuffandosi nel Nilo ma solo per essere divorato dai coccodrilli.

Nell'undicesimo romanzo, Il pretoriano, siamo nel 51 d.C., Macrone è rientrato a Roma dalla Siria e Narciso ha assegnato a lui ed a Catone una nuova missione. Questa volta saranno sotto copertura arruolati nella guardia pretoriana per tentare di scoprire chi dei Liberatores si nasconde tra i comandanti ed evitare che i tentativi di assassinare Claudio vadano in porto. Assieme a Catone, prima salva la vita all'imperatore ed ai suoi figli durante una sommossa al centro di Roma, poi riescono a salvare in extremis Claudio, da una sicura morte per affogamento, durante l'esondazione di uno dei canali preparati per la bonifica del lago del Fucino, quindi nel finale riescono a sventare un abile tentativo di assassinio di Claudio da parte degli ufficiali della Guardia Pretoriana Geta e Sinio. Lodato per l'ennesima volta dall'imperatore in persona, assieme a Catone, riceve una promozione a Centurione anziano a capo di una Coorte.

Nel dodicesimo romanzo, Il sangue dell'impero, siamo nel 51 d.C., è tornato in Britannia, e con la nuova carica viene inviato nella frontiera a ovest, dove prima deve affrontare l'ambiguo Centurione Querto e poi un tentativo di assedio da parte di Carataco. Riuscirà a cavarsela grazie al sopraggiungere all'ultimo minuto dei rinforzi che Catone è andato coraggiosamente a cercare.

Nel tredicesimo romanzo, Sotto un unico impero, siamo nel 52 d.C., Macrone è al seguito dell'esercito del generale Ostorio che sta portando avanti la campagna militare contro Carataco ed i suoi alleati. Durante un durissimo assedio ad una fortezza di collina dove si sono asserragliati i britanni, assieme a Catone riesce a capovolgere le sorti della battaglia non solo annientando i nemici ma facendo prigioniero lo stesso Carataco con tutta la sua famiglia. I momenti di gloria per la cattura del condottiero britanno durano poco in quanto, grazie ad un complice Carataco riesce a scappare dalla prigione. Venuti a sapere che Carataco si è nascosto presso la corte della regina dei Briganti Cartimandua, Macrone e Catone vengono mandati in missione per tentare di farsi consegnare il fuggitivo. Riesce infine a catturare nuovamente Carataco dopo che questi ha messo a repentaglio la vita della regina essendosi messo a capo della fazione a lei contraria, ed avendo messo sotto assedio il palazzo reale.