I Pittsburgh Steelers sono un club di football americano professionistico nato nel 1933 con base a Pittsburgh, Pennsylvania, USA. Questa voce approfondisce la storia della franchigia dalla fondazione ad oggi. Sono la settima franchigia più vecchia della National Football League (NFL). Le uniche squadra rimaste con una storia più lunga sono Chicago Bears, Arizona Cardinals, Detroit Lions (precedentemente noti come Portsmouth Spartans), Green Bay Packers, New York Giants e Boston (Washington) Redskins. I Philadelphia Eagles si unirono alla lega assieme agli Steelers nel 1933.
La squadra fu fondata da Arthur J. "Art" Rooney. La famiglia Rooney ha avuto il controllo del club per la maggior parte della sua storia. Dalla sua fondazione, la squadra ha vinto sei titoli e disputato oltre un migliaio di sfide. Nel , gli Steelers divennero la prima squadra della storia a vincere sei Super Bowl. Attualmente la squadra è al quarto posto nella storia per campionati NFL complessivi conquistati, dietro a Packers (13), Bears (9) e Giants (8). Diciotto tra giocatori, allenatori e dirigenti degli Steelers sono stati inseriti nella Pro Football Hall of Fame.
Precursori Art Rooney, nato e cresciuto nell'area di Pittsburgh, era stato un atleta dotato in diversi sportO'Brien (2001), p.14. Rooney fu reclutato per giocare a football per Notre Dame, a baseball per i Boston Red Sox e invitato a far parte della squadra di pugilato delle Olimpiadi del 1920. Il suo amore per gli sport lo portò a diventare un organizzatore e un promoter. Questo incluse la formazione dell'Hope-Harvey Football Club, un club di football americano semi-professionistico che fondò quand'era un adolescente "In un certo modo, credo che quello sia stato l'inizio degli Steelers. Sono nati da quello" disse RooneyO'Brien (2001), p.32-33..
Il nome "Hope-Harvey" era derivata dalla Hope Fire House, situata nel cuore del nord di Pittsburgh North Side, che era adibita a spogliatoio della squadra, e dal Dr. Harvey, un medico locale, che era lo sponsor e il dottore non ufficiale della squadra. La Hope-Harvey Majestics si scontrò con altre squadre semi-professionistiche o improvvisate; una donazione veniva raccolta tra gli spettatori che assistevano alle partite, che poi era divisa tra i giocatori. Oltre ad essere il manager e l'allenatore della formazione, Art Rooney giocava occasionalmente come quarterback per la squadra, coinvolgendo anche i suoi fratelli minori, Dan e Jim. Guidate dai ragazzi Rooney, raccolsero un certo successo, inclusi almeno due titoli della Western Pennsylvania Senior Independent Football Conference all'inizio degli anni trenta.
L'Hope-Harvey club, che in seguito sarebbe divenuto noto come "Majestic Radio" (quando la squadra attirò uno sponsor) e poi "James P. Rooneys" (per promuovere una campagna legislativa dello stato), giocò la maggior parte delle sue gare all'Exposition Park di Pittsburgh. Questi precursori degli Steelers erano composti principalmente dai giocatori dei due college locali: Pitt, Duquesne e Carnegie Tech, in quali possedevano alcuni tra i migliori programmi di football all'epoca.
Anche se il football era popolare a Pittsburgh in quegli anni, la città non aveva una squadra professionistica a causa delle leggi puritane della Pennsylvania, che proibivano le attività atletiche di domenica per rispettare lo Shabbat. Le squadre della National Football League, che era stata fondata nel 1920, giocavano principalmente la domenica per evitare conflitti con le formazioni del college che scendevano in campo il sabato.
I primi anni: decenni di sconfitte Nel maggio 1933, in un'anticipazione della revoca delle leggi più restrittive della Pennsylvania avvenuta nell'autunno di quell'anno, Rooney chiese di portare una franchigia nella NFL. La sua richiesta fu approvata il 19 maggio 1933 e il Pittsburgh Professional Football Club, Inc. si unì alla lega dietro al pagamento di una tassa di ingresso di 2.500 dollari (all'incirca 44.000 dollari attuali). La nuova squadra venne soprannominata Pirates in riferimento alla squadra di baseball padrona di casa del Forbes Field. Prima di scegliere il Forbes, Rooney aveva considerato di giocare al Greenlee Field, casa della squadra cittadina della Negro League di baseball. Dal momento che le leggi in questione della Pennsylvania non vennero revocate fino alla elezioni generali di novembre, la squadra fu costretta a disputare le sue prime quattro gare casalinghe il mercoledì sera.
Nel corso dei primi quattro decenni della franchigia, la nuova squadra di Rooney subì un frustrazione di seguito all'altra. In 39 anni, solo 8 volte concluse con più vittorie che sconfitte e non arrivò mai nemmeno vicina a conquistare un campionato.
Anni trenta: gli anni dei Pirates Nei primi anni della franchigia, i Pirates non erano l'unico (né il principale) interesse di Rooney. Anche l'ufficio del Fort Pitt Hotel dal quale dirigeva la squadra era condiviso col Rooney-McGinley Boxing Club, che promuoveva combattimenti. Inoltre spendeva una grande quantità di tempo ed energia nell'organizzare scommesse con handicap e a scommettere sulle corse di cavalli, un hobby che durò un'intera vita. Rooney una volta vinse una somma stimata tra i 250.000 e i 300.000 dollari (dai 4,3 ai 5,1 milioni di dollari) in una singola giornata di scommesse nel 1936O'Brien (2001), p.16.. In seguito nacque una leggenda secondo cui Art Rooney avrebbe vinto gli Steelers scommettendo a una corsa di cavalli, un fatto comunque privo di fondamentoDan Rooney. The Complete History of the Pittsburgh Steelers (DVD Documentary). NFL Films..
Sicuramente le scommesse di Rooney aiutarono a tenere la franchigia a galla, poiché mentre Rooney se la cavava bene fuori dal campo di gioco, lo stesso non si poteva dire dei Pirates sul rettangolo. Rooney disse di quegli anni di magra: "In quei giorni, nessuno si arricchiva con gli Steelers. C'erano da affrontare due sfide. La prima era la domenica, cercando di vincere la gara. La seconda giungeva di lunedì, tentando di pagare gli stipendi."
Anche se faticò nel creare una squadra vincente, Rooney utilizzò una gran quantità di energia solo per cercare di continuare a far esistere la franchigia nei suoi primi anni. Nel corso degli anni, mentre l'America era in ginocchio a causa della Grande depressione, i Pirates richiedevano ingenti risorse finanziarie da Rooney. Rooney affermò che la squadra gli costò quasi 10.000 dollari nel 1934 (171.617 attuali). Le guerre economiche per aggiudicarsi i migliori giocatori erano più difficili da vincere per i club più recenti che dovevano competere con i più stabili New York Giants, Chicago Bears e Green Bay Packers. Nel 1935 Rooney propose una restrizione al numero massimo giocatori che potevano essere ingaggiati dalle squadre che erano finite in cima alla classifica della lega. Queste idee alla fine portarono all'ideazione del Draft NFL, il primo dei quali fu tenuto nel 1936.
Le prime uniformi dei Pirates erano a strisce longitudinali nere e gialle, con lo stemma della città di Pittsburgh, la cui bandiera aveva ispirato i colori della squadra.
Rooney assunse Forrest "Jap" Douds nel doppio ruolo di giocatore e allenatore. Douds era stato premiato tre volte come All-American ed era una leggenda locale come giocatore del Washington & Jefferson College. Nella NFL sarebbe stato inserito nelle formazione ideale della stagione All-Pro. La gara inaugurale di Pittsburgh fu una sconfitta contro i New York Giants per 23–2, davanti a una folla di circa 20.000 spettatori. I primi punti della storia della franchigia vennero da una safety quando il centro dei Pirates John "Cap" Oehler bloccò un punt nella end zone. Rooney scrisse della gara: "I Giants vinsero. La nostra squadra fece una figura terribile. La partita non era valsa il prezzo del biglietto per i tifosi".
I Pirates vinsero la loro prima gara la settimana successiva, battendo i Chicago Cardinals 14–13, davanti a circa 5.000 spettatori. Il primo touchdown della storia della squadra fu segnato da Martin "Butch" Kottler che ritornò un intercetto per 99 yard. L'altro eroe di quel giorno fu Mose Kelsch, che all'età di 36 anni era il più vecchio giocatore della NFL – quattro anni più vecchio anche del proprietario della squadra Rooney. Kelsch, un ex giocatore dei Majestics, calciò l'extra point che fu il margine di vittoria.
Nella loro sesta gara, i Pirates stabilirono un record NFL assieme ai Cincinnati Red pareggiando per 0-0 dopo aver calciato 31 punt. I Bears e Packers nello stesso giorno ottennero lo stesso tipo di "impresa", che da allora non è più stata sorpassata.
Il numero totale delle presenze nelle prime cinque gare casalinghe fu di circa 57.000. Per contestualizzare, la squadra del college Pitt-Duquesne fu vista da 60.000 spettatori. La squadra terminò la stagione regolare con un record di 3–6–2, dopo la quale Coach Douds non fu confermato come allenatore, anche se rimase altri due anni con la squadra come giocatore.
Rooney inseguì Heartley "Hunk" Anderson, che si era recentemente fatto da parte come capo-allenatore di Notre Dame, per sostituire Douds. Anderson però rifiutò per passare ad allenare North Carolina State, così Rooney allora contattò Earle "Greasy" Neale, il quale però rifiutò anch'egli, per assumere il ruolo di assistente allenatore alla Yale University. Neale in seguito avrebbe allenato i Philadelphia Eagles portandoli a vincere due campionati NFL e fu inserito nella Pro Football Hall of Fame.
Luby DiMeolo, che era stato considerato un candidato per guidare i Pirates nella loro prima stagione, fu alla fine assunto per sostituire Douds. Era stato capitano della squadra di football dei Pittsburgh Panthers nel 1929 in cui giocava anche Jimmy Rooney. DiMeolo assunse anche Jimmy Rooney come suo assistente. Dopo una deludente stagione con un record di 2–10 nel , DiMeolo fu licenziato.
Rooney tentò in seguito di ingaggiare la leggenda del football Red Grange, che si era appena ritirato da giocatore, per allenare la squadra l'anno successivo. Grange alla fine declinò l'offerta per accettare il ruolo di assistente allenatore dei Chicago Bears. Rooney ripiegò così su Joe Bach. Bach a Notre Dame era stato uno dei bloccatori dei famosi "Four Horsemen". Sotto la sua direzione la squadra migliorò ma non fu ancora competitiva, terminando con un record di 4–8.
Il vide l'istituzione del draft NFL, in modo da livellare la competitività delle squadre. I Pirates inizialmente ne trassero pochi benefici, dal momento che la loro prima scelta, William Shakespeare, non giocò mai nella NFL. La franchigia scambiò la sua scelta del primo giro svariate volte durante i primi trent'anni di storia.
Nel 1936, alla seconda stagione alla guida dei Pirates, Bach portò la squadra a competere per la vittoria dell'Eastern Division con un record di 6–3 dopo nove partite. La stagione però finì in maniera negativa, perdendo le ultime tre gare. Rooney e Bach si diedero vicendevolmente la colpa di questo collasso. Anche se i due raggiunsero un accordo perché Bach rimanesse col club nel , questi decise di accettare il lavoro da allenatore all Niagara University, e Rooney lo svincolò tramite un accordo verbale. Rooney in seguito espresse il suo rimpianto per aver lasciato andare Bach.
Bach fu sostituito da Johnny "Blood" McNally nel 1937 nel ruolo di allenatore-giocatore. McNally era un veterano che aveva passato undici stagioni nella NFL e aveva giocato nei Pirates nel 1934. Era uno dei personaggi più coloriti del mondo del football allora e Rooney sperò che la sua assunzione contribuisse anche ad aumentare le vendite al botteghino. Dopo due vittorie nelle prime due gare però, la squadra perse le successive cinque e terminò con un bilancio di 4-7.