Massa Marittima (già Massa di Maremma) è un comune italiano di abitanti della provincia di Grosseto in Toscana.

Centro principale dell'area delle Colline Metallifere grossetane, è membro dell'Unione di comuni montana Colline Metallifere.Il 14 dicembre 2011, i sindaci di Massa Marittima, di Monterotondo Marittimo e di Montieri hanno sottoscritto presso il Palazzo Comunale di Massa Marittima l'atto costitutivo dell'Unione http://www.unionecomunicollinemetallifere.it/unione-di-comuni/unione-di-comuni-montana-colline-metallifere Come località turistica maremmana ha ottenuto importanti riconoscimenti per la qualità ambientale.

Geografia fisica Territorio Il centro di Massa Marittima è situato su una delle propaggini meridionali delle Colline Metallifere, che dominano la sponda sinistra del fiume Pecora, corso d'acqua che ha le proprie sorgenti nella parte nord-orientale del territorio comunale, a sud-ovest della località di Niccioleta.

Il comune di Massa Marittima confina a nord-ovest con il comune di Monterotondo Marittimo, a nord-est con il comune di Montieri, a est con il comune di Roccastrada, a sud con i comuni di Gavorrano e Scarlino, a sud-ovest con il comune di Follonica, a ovest con il comune di Suvereto della provincia di Livorno.

La parte occidentale e meridionale del territorio comunale digrada verso la pianura maremmana, mentre nella parte sud-orientale si estende il lago dell'Accesa di origine carsica, di cui è emissario il fiume Bruna.

Pur all'interno di un'area a bassa sismicità, è da segnalare un terremoto di magnitudo (Ml) 3,3, avvenuto alle ore 23:12:16 italiane del giorno 16 febbraio 2008. Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV e dalla rete MedNet nel distretto sismico Colline Metallifere.

Classificazione sismica: zona 3 (sismicità bassa), Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003

Clima

La città di Massa Marittima e gran parte del territorio comunale sono caratterizzati da un clima con temperature inferiori rispetto alla corrispondente area pianeggiante e fascia costiera, a causa delle prevalenti quote collinari. L'inverno risulta pertanto più freddo rispetto ai limitrofi comuni occidentali e meridionali, mentre l'estate è generalmente calda ma senza particolari eccessi di umidità relativa e di conseguenti condizioni afose.

Secondo i dati medi del trentennio 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a 4,7 °C; mentre quella del mese più caldo, luglio, è di +22,7 °C.http://clisun.casaccia.enea.it/Profili/tabelle/355%20%5BMassa%20Marittima%5D%20capoluogo.Txt Tabella climatica

Le precipitazioni medie annue si attestano a 897 mm, mediamente distribuite in 91 giorni di pioggia, con minimo in estate, picco massimo in autunno per gli accumuli e in inverno per il numero di eventi piovosi.http://www.annali.apat.gov.it/site/it-IT/ Annali idrologici del Compartimento di Pisa: medie pluviometriche a Massa Marittima (1961-1990)

Classificazione climatica: zona E, 2129 GG Diffusività atmosferica: alta, Ibimet CNR 2002

Origini del nome

Storia

Il territorio intorno a Massa Marittima fu abitato sia in epoca preistorica che protostorica, come testimoniano numerosi ritrovamenti databili dal Paleolitico all'età del Bronzo, fra i quali ricordiamo quelli di Pianizzoli, Valmora, Le Tane e Vado all'Arancio.Massimo Sozzi (a cura di), La Preistoria del territorio massetano, Memoria n. 6, Massa Marittima, Centro Studi Storici "A. Gabrielli", 2001. Insediamenti etruschi sono stati invece rinvenuti nella zona del lago dell'Accesa e non solo (Campo al Ginepro, Macchia del Monte, Poggio Corbello, Poggio CastiglionePer anni è stato creduto che Poggio Castiglione a Massa Marittima fosse il luogo dove anticamente sorgeva la città etrusca di Vetulonia e anche dopo le scoperte di Isidoro Falchi presso la Colonna di Buriano nel 1880, che confermarono definitivamente l'ubicazione della scomparsa città nel Comune di Castiglione della Pescaia, ci fu chi sosteneva che Vetulonia fosse da ricondurre a Massa. Scoppiarono aspre polemiche che durarono anni: per una panoramica sintetica e puntuale sulla polemica vetuloniese a Massa Marittima vedere le pagine da 171 a 212 della monografia del Petrocchi, Massa Marittima. Arte e storia, Venturi, Firenze, 1900; cfr. anche Massimo Sozzi e Italo Niccolini, Il ruolo del Capitano Antonio Malfatti nell'ottocentesca questione di Vetulonia, collana "I Quaderni del Centro Studi" n. 3, Centro Studi Storici "A. Gabrielli", Massa Marittima 1994., Podere Nuovo e Valpiana) databili in un lungo periodo di tempo che va dal IX al V secolo a.C.. Ulteriore prova dell'esistenza di un probabile insediamento nel luogo in cui oggi grossomodo sorge Massa Marittima è dato dalle Res Gestae di Ammiano Marcellino, dove viene citata una Massa Veternensis come luogo di nascita di Costanzo Gallo«Natus apud Tuscos in Massa Veternensi, patre Constantio Constantini fratre imperatoris, matreque Galla sorore Rufini et Cerealis, quos trabeae consulares nobilitarunt et praefecturae», Ammiano Marcellino, Res Gestae Libri XXXIII, Liber XIV, 11, 27., nipote di Costantino, riconducibile forse alla località di Massa Vecchia.

Il nome di Massa compare per la prima volta in un documento del X secolo, in un elenco di castelli e corti venduti al chierico Ropprando dal marchese Lamberto il 18 aprile 973 e successivamente ricomprati da Ermengarda, rimasta vedova di Lamberto, il 15 febbraio 986. Il secolo che sancì l'inizio della definitiva fioritura della città fu il secolo XI, quando avvenne il graduale trasferimento a Massa Marittima della sede episcopale di Populonia, saccheggiata dai pirati greci e distrutta dalla flotta di Niceta, prefetto di Costantinopoli: una lettera di papa Alessandro II al vescovo Tegrino del 1062 testimonia il già avvenuto trasferimento del vescovo a Massa. Inizialmente postasi in accomandigia a Pisa (1216), la città conobbe l'apice del suo splendore negli anni in cui si costituì in libero comune (1225-1337), avvenuta in connessione con lo sfruttamento minerario, di giacimenti di rame, e soprattutto di argento, una risorsa fondamentale per lo sviluppo dei commerci, diffusamente estratta nelle colline metallifere in età medievale. In quest'epoca Massa conobbe una grande espansione urbanistica e vennero realizzati edifici di grande pregio architettonico, visibili ancora oggi. L'argento non era solamente una materia prima molto richiesta per gli scambi col medio oriente, ma permetteva alle grandi compagnie di mercanti-banchieri, più che altro senesi, di inserirsi, tramite la monetazione, nel settore monetario, la finanza internazionale di più alto livello. Dal 1º maggio 1317 per almeno un anno la città batté anche moneta propria, il Grosso da 20 denari e il Denaro piccolo, e si ha notizia della circolazione delle sue monete fino alla fine del 1319.Massimo Sozzi, L'Agontano di Massa di Maremma, in L. Travaini (a cura di), "L'Agontano. Una moneta d'argento per l'Italia medievale", Atti del Convegno di Trevi, 11-12 ottobre 2001, Perugia, Centro Stampa della Regione Umbria, 2003, pp. 111-140. Nell'orbita economica di Siena, con la quale si legò in rapporti sin dalla metà del XIII secolo, partecipando al fianco di essa alla battaglia di Montaperti (1260), sì unì ad essa in quattro leghe (1264, 1276, 1307, 1319) e ne fu completamente assoggettata nel 1335.

Il periodo della dominazione senese coincide con una crisi economica generalizzata per la Toscana, in cui il mondo comunale degrada verso le signorie. Ovunque i contadi vennero sfruttati, causandone il depauperamento, e lo spopolamento. Si attua quella dicotomia tra città e campagne che perdura ancora oggi: ovunque, e specialmente in Maremma, si manifestò la concentrazione delle piccole proprietà in grandi latifondi, attuando una feudalizzazione di ritorno, che determinò un degrado sia sociale, con le popolazioni assoggettate al rapporto mezzadrile, sia del paesaggio agrario. Le pestilenze (le più gravi nel 1348 e nel 1400) causarono un calo demografico che spinse la città sulla china di una decadenza fino ad allora sconosciuta. Nel 1554, durante la guerra tra Siena e il duca Cosimo de' Medici, la fortezza di Massa capitolò, assediata dagli spagnoli guidati da Carlo Gonzaga. Il 3 febbraio 1555 la città fu inglobata nello Stato mediceo, divenuto poi Granducato di Toscana.

Durante il dominio mediceo, la necessità di una bonifica fu riconosciuta solo dal granduca Ferdinando I, ma questo tentativo iniziale non venne proseguito: le sorti di Massa e della Maremma furono trascurate, fatte salve le attività siderurgiche di Valpiana. Cosicché la carenza di manutenzione dei corsi d'acqua fece ritornare in pessimo stato le condizioni ambientali. La malaria spopolò nuovamente la città e, all'estinzione della casata dei Medici nel 1737, Massa contava solamente 527 abitanti. Nel corso del secolo XVIII, sotto i Lorena, la città rifiorì nuovamente: il 18 marzo 1766 il granduca Pietro Leopoldo divise lo Stato senese in due province. La provincia inferiore aveva capo a Grosseto ed era a sua volta suddivisa in quattro capitanati, Grosseto, Arcidosso, Sovana e Massa. Negli anni tra il 1770 e il 1790 furono bonificate le aree del padule di Ghirlanda, di quello delle Venelle, del Pozzaione e dell'Aronna. Leopoldo II di Lorena, nel XIX secolo, continuò le opere di miglioramento ambientale e di sviluppo economico: furono riaperte le miniere di lignite di Montebamboli, e di allume di Montioni, che restituirono a Massa il ruolo di città mineraria. Il Granduca dette nuovo impulso alle ferriere di Valpiana e rese Follonica città della ghisa.

Massa partecipò attivamente ai moti risorgimentali che portarono all'unità d'Italia. Garibaldi stesso passò per Massa Marittima, di cui in seguito divenne cittadino onorario, e furono proprio alcuni giovani massetani, i fratelli Lapini, tra gli altri, ad aiutarlo a raggiungere Cala Martina per imbarcarsi verso Portovenere nel settembre 1849. Nel 1923 la città di Follonica, da sempre frazione di Massa Marittima, si costituì comune autonomo. Sul finire della seconda guerra mondiale, infine, si registrano a Massa episodi di lotte partigiane e un forte impegno nella Resistenza, nonché dolorose tragedie umane: si ricordano l'eccidio degli ottantatré minatori di Niccioleta (13 giugno 1944) e il barbaro omicidio di Norma Pratelli Parenti, eroina della Resistenza e medaglia d'oro al valore militare (22 giugno 1944).

Nel dopoguerra Massa Marittima si consolidò centro minerario, finché nel 1994 non chiuse l'ultima miniera. La città vive principalmente di turismo, grazie alla presenza di numerose opere d'arte e alla valorizzazione degli antichi mestieri, legati principalmente alle miniere.

Simboli Lo stemma di Massa Marittima è costituito da uno scudo sannitico di color rosso su cui è presente un leone rampante dorato. In alto è situato un rastrello rosso tra gigli blu, attribuito ad una concessione dell'imperatore Carlo IV in visita alla città. Lo scudo è timbrato da una corona di città. Lo stemma ha la seguente blasonatura ufficiale: «di rosso al leone d'oro; al capo d'Angiò».

Fu istituito per la prima volta nel 1225 in seguito al raggiungimento della piena autonomia di libero comune. Il colore rosso denotava la forte identità ghibellina dei propri abitanti.

Il gonfalone è un drappo di rosso.

Onorificenze

Massa Marittima è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita della medaglia d'argento al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondialehttp://www.istitutonastroazzurro.it/istituzionidecoratemedagliaargentovalormilitare.html:

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Chiese parrocchiali