A bene placito è una locuzione latina che significa "a piacere", "a proprio arbitrio".
Definizione Da questa frase, poco usata nell'italiano contemporaneo, ma documentata già dal Cinquecento e fino all'Ottocento,Fra gli altri, si possono citare a titolo d'esempio: Nicolò Franco, Dialogi piacevoli, Venezia, Giovanni Giolito de Ferrari, 1539, p. 82; Gregorio Leti, Teatro gallico, o vero la Monarchia della real casa di Borbone in Francia, Amsterdam, De Jonge, 1691, p. 170; Giuseppe Romegialli, Storia della Valtellina e delle già contee di Bormio e Chiavenna, Sondrio, Cagnoletta, 1834, vol. 2, p. 169. è derivata la grafia "a beneplacito"Il sostantivo "beneplacito", invece, è attestato fin dal Trecento. Cfr. il Vocabolario della Crusca. che, se da un lato ha mantenuto il significato originale di "a piacere", dall'altro ha assunto anche l'accezione particolare di "approvazione", soprattutto in ambito ecclesiastico nell'espressione "a (con il) beneplacito dei superiori". Dal Dizionario Italiano della Hoepli.
La formula "a bene placito", proveniente dall'italiano ed attestata in genere a partire dall'Ottocento, è presente anche in altre lingue (francese, spagnolo, catalano, inglese, ad esempio): è impiegata fondamentalmente in ambito musicale e può sostituire le analoghe espressioni ad libitum (latino) ed "a piacere" (italiano) nelle notazioni sugli spartiti.Per l'inglese, si può vedere il sito Merriam-Webster.
Note
Voci correlate Locuzioni latine Ad libitum
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