Il Palazzo di Giustizia sorge in piazza dell'Antenna in pieno centro a Soave (VR). Ospita un'enoteca al piano terra, mentre ai piani superiori fino al 2013 ha ospitato la sezione staccata del tribunale di Verona con i vari uffici giudiziari e l'aula delle udienze.
Storia Fu edificato nei mesi di aprile, maggio, giugno, luglio dell'anno 1375, per opera di Cansignorio della Scala che vi insediò come rettore, governatore e giudice Pietro della famiglia Montagna (come si legge da un'iscrizione in versi sotto il poggiolo). Alle spese di costruzione vi concorsero i ventidue paesi, soggetti al Capitaniate di Soave, ed elencati nella lapide che si trova sotto la loggia. Vi è inciso a caratteri gotici:
Sulla lapide i ventidue paesi sono incisi su tre colonne parallele.
Descrizione È un edificio con loggia e quattro portoni ad arco acuto di pietra sagomata, con finestre ogivali e davanzali con semplici lavori d'ornato ed armi gentilizie scolpite. Uno scalone dava accesso al piano superiore, dove si trovano gli uffici del capitano e rettore, nonché quelli del Comune per tutta la durata della Repubblica di Venezia; successivamente la sede comunale si trasferì, nel 1853, nell'edificio che ne ospita attualmente la sede. Nel mezzo della facciata è presente un poggiolo con rozza ringhiera, e sopra di esso una statua della Vergine col Bambino sulle ginocchia, scolpita in tufo ad alto rilievo, contornata da un affresco rappresentante San Lorenzo e San Giovanni Battista. In una nota presso l'archivio comunale di Soave si legge:
Sotto il poggiolo è presente un'altra iscrizione di alto valore storico, come la precedente, la quale, a caratteri gotici, dice:
Sotto il poggiolo della facciata vi è infissa una pietra rotonda, incorniciata, con arma scalpellata dai francesi nel 1797, e recante la dicitura: 14 B G 52
È simbolo di memoria del paese a Giovanni Bembo, capitano di Soave nel 1452. Sulla facciata si trova un'altra iscrizione per ricordare le benemerenze di Michele Battaglia, capitano nel 1538.
Col passar del tempo, l'edificio subì varie modificazioni, specialmente durante il dominio dei Visconti, dei quali si può vedere sotto due bancali delle finestre il loro stemma, e nel lungo periodo della Signoria di Venezia. Un importante restauro dell'edificio venne compiuto nel 1528, sotto la reggenza del capitano Girolamo Gelsi. Sulla fine del secolo scorso, il Comune fece eseguire il restauro della facciata, manomettendo la precedente forma; ma l'opera, già avanzata nel lavoro, fu interrotta dalla Sopraintendenza dei monumenti.
Il vecchio scalone, che dalla loggia portava al piano superiore, nel 1850 venne sostituito da uno con piccole colonne di stile moderno. Nel piano della loggia, fino a poco tempo fa, vi era l'ufficio del Monte di Pietà, fondato dall'Arciprete Lazzaro Dal Fior nel 1542, per salvare i bisognosi dall'usura degli Ebrei, portati in paese dopo la loro espulsione da Verona.
Note
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