Santa Fiora è un comune italiano di abitanti della provincia di Grosseto in Toscana. Posto sull'Amiata grossetana, fa parte dei borghi più belli d'Italia.
Geografia fisica Territorio Il territorio comunale si estende per quasi nell'area del Monte Amiata, sviluppandosi tra quote collinari e montuose. Confina a nord con il comune di Castel del Piano, a est con i comuni di Abbadia San Salvatore e Piancastagnaio in provincia di Siena, a sud-est con il comune di Castell'Azzara, a sud con il comune di Semproniano, a sud-ovest con il comune di Roccalbegna e a nord-ovest con il comune di Arcidosso.
Per le elevate qualità turistiche, ambientali e storico-culturali dal 2015 è stata riconosciuta al Comune di Santa Fiora la Bandiera Arancione del Touring Club italiano.
La località è stata l'epicentro di due terremoti: il 17 dicembre 1902 l'evento sismico raggiunse la magnitudo 5,03 della scala Richter e il VI-VII grado della scala Mercalli, mentre il 12 febbraio 1905 l'evento fu meno forte, facendo segnare la magnitudo 4.83 della Scala Richter e il VI grado della Scala Mercalli.
Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003
Clima I 2269 gradi giorno che si registrano nel centro di Santa Fiora includono il territorio comunale in zona E, consentendo l'accensione degli impianti di riscaldamento nel periodo 15 ottobre-15 aprile per un massimo di 14 ore giornaliere.
In base ai dati medi disponibili per il trentennio 1951-1980 per l'unica stazione meteorologica situata all'interno del territorio comunale e di seguito riportati nella tabellaFolco Giusti (a cura di), La storia naturale della Toscana meridionale, Milano, Amilcare Pizzi Editore, 1993, p. 148., la temperatura media annua si aggira sui +12,1 °C ai 687 metri s.l.m. di Santa Fiora, mentre le precipitazioni medie annue risultano abbondanti con 1.469 mm per la medesima località, valori non dissimili alle zone circostanti per la presenza del massiccio montuoso del Monte Amiata che tende a causare effetto stau, oltre ad incrementare l'attività temporalesca termoconvettiva durante i mesi più caldi.
Localitàaltitudinetemperaturamedia annuaprecipitazionimedie annuemedia di riferimentoSanta Fiora687 metri s.l.m.12,1 °C1.469 mm1951-1980
Classificazione climatica: zona E, 2269 GG Diffusività atmosferica: media, Ibimet CNR 2002
Origini del nome
Storia
Citata per la prima volta in un documento dell'anno 890, Santa Fiora è ricordata come villa con oltre cento poderi nel 1082 e come castello nel 1141, detto di Santa Flore. Dominio storico dei conti Aldobrandeschi, fu sede della contea assegnata nel 1274 a Ildebrandino, figlio di Bonifacio, quando il territorio aldobrandesco fu diviso nei due rami di Santa Fiora e Sovana: l'area della contea di Santa Fiora comprendeva anche i territori di Arcidosso, Castel del Piano, Roccastrada, Castiglione d'Orcia, Semproniano e Selvena. Nel corso del XIII secolo, Santa Fiora divenne uno dei centri più importanti della Toscana meridionale, fulcro della resistenza ghibellina al governo di Siena, arrivando a mettersi in opposizione ad Abbadia San Salvatore, che ormai da secoli dominava l'area del Monte Amiata. La località è citata da Dante nel VI canto del Purgatorio proprio per la sua appartenenza ghibellina («e vedrai Santafior come si cura»). Nel corso del XIV secolo, la città iniziò a cadere sotto l'influsso di Siena, perdendo i castelli di Arcidosso e Castel del Piano, conquistati da Guidoriccio da Fogliano nel 1331, e finendo occupata dai senesi negli anni tra il 1380 e il 1384, anni in cui si assisté alla distruzione dei palazzi comitali ed alla costruzione di una nuova rocca. Alla fine del XIV secolo la contea, fortemente indebolita, rimaneva in possesso solo dei castelli di Santa Fiora, Castell'Azzara e Scansano.
Con la fine degli Aldobrandeschi, alla metà del XV secolo il territorio della contea passò alla famiglia Sforza in virtù del matrimonio tra Cecilia Aldobrandeschi, figlia dell'ultimo conte della casata, Guido, e Bosio Sforza, nato a Montegiovi da Muzio Sforza e Antonia Salimbeni. Il figlio di Bosio, Guido Sforza, governò la contea tentando di riportare Santa Fiora agli antichi fasti: arricchì la città con opere d'arte, come le terrecotte di Andrea della Robbia della pieve delle Sante Flora e Lucilla; fece costruire palazzi nobiliari e opere pubbliche come la Peschiera; ospitò più volte papa Pio II Piccolomini legando rapporti con il papato (sposò anche la nipote di Alessandro Farnese, futuro Paolo III); difese Santa Fiora dal tentativo di invasione delle truppe del duca Valentino Borgia; entrò inoltre nella leggenda e nel folclore locale per aver ucciso un "drago" che infestava quei territori, il cui teschio è conservato nel convento della Selva.
Nel corso degli anni gli Sforza, dal XVII secolo uniti con i Cesarini, interessati più ai legami con Roma che all'antica capitale della contea, lasciarono Santa Fiora nelle mani di alcuni vicari, tra i quali sono da ricordare soprattutto i Luciani e i Menichetti, poi nel XIX secolo Ricci Menichetti, infeudati di Castell'Azzara. Infine, nel 1624, la contea fu annessa al Granducato di Toscana. Santa Fiora conobbe una certa ripresa economica tra il XIX e il XX secolo, quando si affermò importante centro minerario per l'escavazione del cinabro, venendo raggiunta da numerosi lavoratori da ogni parte della Toscana..
Simboli
Lo stemma di Santa Fiora è stato riconosciuto con decreto del capo del Governo del 19 maggio 1930 ed è costituito da uno scudo sannitico di colore verde e rosso su cui sono raffigurate le sante Flora e Lucilla che sostengono insieme un anello dorato. Lo stemma ha la seguente blasonatura ufficiale:
Il gonfalone, adottato con delibera del consiglio comunale n. 61 del 30 maggio 1986, è un drappo partito di verde e di rosso.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose Chiese parrocchiali Pieve delle Sante Flora e Lucilla, situata in piazza Arcipretura, nel terziere di Castello, risale al 1142 (il Pecci e il Battisti datano la prima edificazione addirittura all'860), fu successivamente ampliata nel XV secolo, con l'aggiunta della cappella Sforza, e in quello successivo con la trasformazione della cappella Sforza nel cappellone del Santissimo Sacramento. Sulla facciata al di sotto del rosone è collocato lo scudo araldico con gli stemmi di Mario I Sforza, conte di Santa Fiora (figlio di Costanza Farnese, figlia naturale del papa Paolo III) e di Fulvia Conti dei conti di Segni e di Valdimontone, che avevano contratto matrimonio nel 1548. Nel 1792 furono aggiunte le navate laterali e sulla facciata venne spostato il portale cinquecentesco del cappellone del Santissimo Sacramento. Tra il 1930 e il 1940 sono stati effettuati dei lavori di restauro. La facciata è decorata con un rosone in travertino con raggiera a otto colonnine. All'interno, sono conservate numerose opere d'arte, come le robbiane, terrecotte rinascimentali dell'artista Andrea della Robbia, eseguite tra il 1464 e il 1490: tra le principali si ricordano un Battesimo di Cristo davanti al fonte battesimale; l'Ultima cena, la resurrezione e l'ascensione di Cristo sul pulpito; una pala con la Madonna della Cintola fra i santi Fiora, Tommaso, Francesco e Giorgio; il tabernacolo con l'Eterno Padre in gloria fra i cherubini e angeli adoranti; il Crocifisso detto di San Biagio, nella parete di destra e originariamente collocato presso il cimitero; la pala d'altare strutturata a trittico con al centro l'Incoronazione della Vergine e ai lati san Francesco stimmatizzato e san Girolamo penitente.. La parrocchia delle Sante Flora e Lucilla conta circa abitanti.La parrocchia delle Sante Flora e Lucilla sul sito della CEI. Chiesa del Santissimo Nome di Maria, chiesa parrocchiale della frazione del Bagnolo, è stata eretta per volere di Leopoldo I di Toscana nel 1792 e ristrutturata negli anni tra il 1963 e il 1964. Nel 1992 è stato aggiunto il portale in bronzo.. La parrocchia del Bagnolo conta circa 780 abitanti.La parrocchia del Bagnolo sul sito della CEI. Chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore, situata nella frazione delle Bagnore, eretta in parrocchia nel 1956, è stata progettata da Ernesto Ganelli. La costruzione fu completata soltanto nel 1985. Si presenta a croce latina, in uno stile neoromanico, con la facciata decorata da un rosone in pietra e un portico con gradinata.La scheda della parrocchia delle Bagnore sul sito della Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello. La parrocchia delle Bagnore conta circa 460 abitanti.La parrocchia delle Bagnore sul sito della CEI. Chiesa di Santo Stefano protomartire e Convento della Santissima Trinità: sono situati presso la frazione della Selva e legati alla leggenda di un drago che terrorizzò questi territori nel XV secolo. All'interno del convento è situata ancora oggi la parte superiore del cranio del mostro, quasi sicuramente identificabile come appartenente ad un coccodrillo. Il convento è stato costruito nel 1488 per volere di Guido Sforza e conserva numerose opere artistiche di pregio: la pala della Trinità cinquecentesca, di esecuzione robbiana; il dipinto settecentesco del Bambino Gesù con i santi Antonio da Padova, Buonaventura da Bagnoregio, Lodovico da Tolosa, Leonardo da Porto Maurizio e Bernardino da Massa Marittima; la tela con san Francesco in gloria con le sante Chiara ed Elisabetta d'Ungheria; una pala d'altare del 1744 con l'Immacolata Concezione e i santi Giuseppe e Antonio abate; infine la monumentale tavola di Girolamo di Benvenuto che raffigura l'Assunzione della Vergine con i santi Girolamo e Francesco.. Affiancata al convento si trova la seicentesca chiesa di Santo Stefano protomartire, ristrutturata nel 1933 in stile neoromanico. La parrocchia della Selva conta circa 290 abitanti.La parrocchia della Selva sul sito della CEI.
Chiese minori
Chiesa di San Giuseppe, situata sul lato nord-orientale di piazza Garibaldi, nel terziere di Castello, è stata edificata nel 1872, data posta sulla facciata. Sul fianco si eleva il campanile.. Chiesa del Suffragio, chiamata anche della Misericordia, è situata in piazza Carducci, nel terziere di Castello, ed è stata costruita tra il 1716 e il 1726. Sul coro ligneo coevo è posta una tela raffigurante la Madonna e il Cristo in gloria con i santi Gregorio, Nicola da Tolentino e Girolamo.. Chiesa di Sant'Agostino, situata nel terziere di Borgo, ne fu iniziata la costruzione nel 1309 e assunse l'aspetto attuale nel 1681. Sul fianco destro è addossato il campanile del XIV secolo, mentre all'interno sono conservati un grande crocifisso ligneo trecentesco ed un trittico in olio su tela del XVI secolo, attribuito a Iacopo Picchiarotti, raffigurante la Madonna col Bambino in trono con i santi Paolo e Agostino (a destra), i santi Pietro e Michele arcangelo (a sinistra) e un frate agostiniano in adorazione (in basso).. Chiesa di Santa Chiara e convento delle Clarisse: situati in via delle Monache, nel terziere di Borgo, il convento risale al XVII secolo ed è stato soppresso una prima volta nel 1770, poi definitivamente nel 1992. La chiesa è stata consacrata nel 1705 e presenta facciata a capanna con lesene laterali e portale con timpano triangolare. All'interno è conservato un crocifisso ligneo venerato dalle popolazioni locali, tanto che il luogo è stato riconosciuto come santuario l'11 ottobre 2003.. Chiesa di Sant'Antonio, situata nel terziere di Borgo nell'omonima piazzetta, risale al XVI secolo e oggi ne rimane soltanto la facciata in pietra con portale architravato sovrastato da timpano triangolare, dopo essere stato distrutto nei primi del XIX secolo..