La nave corazzata, talvolta indicata col termine inglese ironclad, fu un tipo di nave da guerra a vapore impiegata nella seconda metà del XIX secolo, caratterizzata da una corazzatura in ferro o in acciaio.; la nave corazzata può essere considerata la prima tipologia mai realizzata della più ampia categoria delle navi da battaglia o "corazzate".

L'adozione di una corazzatura fu resa necessaria dallo sviluppo di proiettili esplosivi e incendiari, che avevano reso le navi in legno molto vulnerabili. La prima nave corazzata, la Gloire, fu varata dalla Marine nationale nel novembre 1859.. L'Ammiragliato britannico aveva già preso in considerazione l'idea di una nave corazzata nel 1856, preparando già nel 1857 una prima bozza per un progetto di una corvetta corazzata che non ebbe però seguito. Nel 1859 la Royal Navy costruì due fregate corazzate con lo scafo in ferro e, nel 1861, decise di passare ad una flotta completamente corazzata. Dopo i primi scontri che videro coinvolte navi corazzate (sia solo tra navi corazzate che con navi in legno), avvenuti nel 1862 durante la guerra di secessione americana, divenne chiaro che le navi corazzate avrebbero sostituito i vascelli come unità navali più potenti. Questo nuovo tipo di nave si rivelerà un modello vincente nel corso della guerra di secessione americana..

Furono progettate navi corazzate per diversi ruoli, dalle navi da battaglia alle navi da difesa costiera, fino agli incrociatori a lungo raggio. Il design delle navi corazzate subì un rapido cambiamento alla fine del XIX secolo; le navi con scafo in legno e propulsione mista vele/vapore lasciarono il posto a navi di costruzione interamente metallica, prive di vele e dotate di torrette, il cui aspetto divenne familiare già all'inizio del XX secolo. Tali cambiamenti si susseguirono con tale rapidità che molte navi corazzate erano già obsolete al momento del varo, inoltre anche le tattiche di combattimento navale erano in uno stato di continuo cambiamento. Molte navi corazzate furono progettate appositamente per l'impiego del rostro o di siluri, armi ritenute fondamentali da un certo numero di ingegneri navali dell'epoca. Sebbene non ci sia una data precisa per la fine delle navi corazzate, tale termine iniziò a sparire alla fine degli anni novanta del XIX secolo. Le nuove navi, infatti, furono costruite sempre più secondo uno standard simile e chiamate navi da battaglia o incrociatori corazzati.

Nell'antichità

Uno dei primi esempi di nave con corazzatura di cui si ha notizia risale al 240 a.C.. Si trattava della Siracusia, progettata da Archimede, il cui scafo era protetto con un rivestimento in piombo.

Le kobukson o navi tartaruga costruite dai coreani nel XV secolo sono spesso indicate come le prime navi corazzate., questo nonostante l'effettiva entità della loro corazzatura in ferro sia tuttora oggetto di dibattito, con diversi storici che sostengono fosse limitata a punte anti-abbordaggio..

Al XVI secolo risale la Santa Anna, una caracca con lo scafo rivestito in piombo di proprietà dei Cavalieri Ospitalieri. Non è tuttora chiaro se tale rivestimento avesse l'uso di corazzatura., o fosse semplicemente un espediente per migliorare la tenuta stagna. Nonostante ciò, anch'essa è indicata tra i primi esempi di navi corazzate...

Le atakebune giapponesi, chiamate anche tekkōsen, letteralmente navi di ferro., erano imbarcazioni in uso nell'Epoca Sengoku e secondo alcune fonti erano caratterizzate dall'avere le sovrastrutture rinforzate con piastre di ferro. Prive di alberatura e con propulsione a remi, erano più simili a fortezze galleggianti che a navi e furono impiegate solo in azioni costiere.

La moderna nave corazzata La concezione moderna di nave corazzata divenne tecnicamente fattibile, nonché tatticamente necessaria, a causa dei progressi ottenuti dall'ingegneria navale nella prima metà del XIX secolo. Secondo lo storico navale ed ex-retroammiraglio della Royal Navy John Richard Hill una nave corazzata doveva possedere tre caratteristiche principali: uno scafo rivestito in metallo, la propulsione a vapore ed un armamento principale di cannoni in grado di sparare proiettili esplosivi. Solo una nave che presentava tutte e tre queste caratteristiche era definibile come "nave corazzata". Ognuna di queste caratteristiche era stata introdotta, separatamente dalle altre, nel decennio antecedente al varo della prima nave corazzata.

Propulsione a vapore

Nei secoli XVIII e XIX le flotte da guerra si erano basate essenzialmente su due tipi di nave, il vascello e la fregata. Il primo, importante cambiamento a questa concezione fu l'introduzione del motore a vapore come sistema di propulsione. Piroscafi da guerra furono impiegati già negli anni trenta del XIX secolo, ma si trattava di navi di dimensioni modeste. L'adozione della propulsione a vapore su navi da guerra di dimensioni maggiori fu possibile solo dal decennio successivo, quando dalla ruota a pale si passò all'elica.. Fregate a vapore furono costruite a metà degli anni 1840, ed alla fine del decennio la Marine nationale introdusse i primi vascelli a vapore. Tale cambiamento fu voluto da Napoleone III, che desiderava aumentare la propria influenza in Europa, e per fare questo era necessario sfidare i britannici sul piano navale...

La prima nave da guerra con motore a vapore fu un vascello da 90 cannoni, la Napoléon, varato nel 1850.. Il Napolèon era armato come un tradizionale vascello, ma i suoi motori gli garantivano una velocità di a prescindere dalle condizioni di vento, un vantaggio che poteva rivelarsi potenzialmente decisivo in una battaglia navale.

L'introduzione di vascelli a vapore diede il via ad una competizione tra Francia e Gran Bretagna. In dieci anni i francesi costruirono otto navi sorelle della Napoléon, ma i britannici riuscirono presto a superare i rivali. Complessivamente, la Francia costruì dieci nuove navi da guerra in legno a vapore e convertì 28 vascelli già esistenti, mentre la Gran Bretagna ne costruì 18 nuove e ne convertì 41.

Proiettili esplosivi

L'era dei vascelli a vapore finì presto a causa dell'introduzione di nuovi e più potenti cannoni navali. Tra gli anni venti e trenta le navi da guerra cominciarono a montare armi sempre più pesanti; sui vascelli si passò dai cannoni da a quelli da 32, mentre sulle navi con propulsione a vapore furono adottati cannoni da . Furono poi introdotti i primi cannoni capaci di impiegare proiettili esplosivi; il primo tra questi fu il cannone Paixhans, sviluppato dal generale francese Henri-Joseph Paixhans. Tali armi già negli anni quaranta erano parte dell'armamento standard della Marine nationale, della Royal Navy, della Voenno-morskoj Flot Rossijskoj Imperii e della United States Navy.

Si affermò spesso che i nuovi proiettili esplosivi sarebbero stati in grado di distruggere i normali scafi in legno; di ciò si ebbe prova durante la battaglia di Sinope, quando le navi dell'Impero russo affondarono un intero squadrone di navi ottomane, segnando così la fine delle navi da guerra con scafo in legno..

La minaccia maggiore per le navi in legno, data dai cannoni convenzionali, era che il proiettile poteva raggiungere la nave ancora incandescente, causando incendi e, anche indirettamente, l'esplosione di una delle polveriere. Alcune marine da guerra sperimentarono proiettili cavi riempiti di metallo fuso, in modo da aumentarne la capacità incendiaria..

Corazzatura in ferro

Dopo la dimostrazione di potenza che i nuovi proiettili esplosivi avevano dato nella battaglia di Sinope, e temendo che le sue navi si sarebbero dimostrate vulnerabili ai cannoni Paixhans delle fortificazioni russe coinvolte nella guerra di Crimea, Napoleone III ordinò la progettazione di una batteria galleggiante, equipaggiata con cannoni di grosso calibro e pesantemente corazzata.. I primi esperimenti svolti nel primo semestre del 1854 furono estremamente soddisfacenti, ed il 17 luglio i francesi informarono i britannici, in quel momento loro alleati in Crimea, che avevano trovato una soluzione per costruire imbarcazioni a prova di cannone e che presto avrebbero trasmesso loro i progetti.. Dopo alcuni test svolti in settembre, l'Ammiragliato britannico decise di realizzare cinque batterie galleggianti seguendo i piani francesi; la costruzione fu affidata alla Thames Ironworks and Shipbuilding Company ed alla Millwall Iron Works.

Le batterie galleggianti francesi entrarono in azione nel 1855 a supporto delle navi in legno impegnate in Crimea. Il loro ruolo era di assistere cannoniere non corazzate e mortai impegnati a bombardare le fortificazioni costiere. I francesi usarono tre delle loro batterie galleggianti classe Dévastation, la Lave, la Tonnante e la Dévastation durante la battaglia di Kinburn, sul Mar Nero, dove si dimostrarono efficaci contro le difese costiere russe.. In particolare, le tre imbarcazioni riuscirono a radere al suolo le fortificazioni russe rimanendo praticamente immuni ai colpi ricevuti. Gli unici danni riportati furono causati dai colpi che riuscirono a penetrare attraverso le aperture dei cannoni e ad un portello difettoso. Sebbene la battaglia fosse stata insignificante per le sorti del conflitto, assieme a quella di Sinope segnò il definitivo abbandono delle navi in legno in favore di quelle corazzate.

Le tre navi furono poi impiegate in azione nel 1859, nel Mare Adriatico, nel corso della seconda guerra d'indipendenza italiana. Le batterie galleggianti britanniche classe Aetna, la HMS Glatton e la HMS Meteor, arrivarono invece troppo tardi per prendere parte alla battaglia di Kinburn.. I britannici pianificarono di usarle nel Mar Baltico contro la ben fortificata base navale di Kronštadt.

Le batterie galleggianti vengono a volte indicate come le prime navi corazzate, ma potevano raggiungere solo i e, sebbene a Kinburn avessero impiegato i loro motori., per gli spostamenti a lungo raggio necessitavano dell'ausilio di un rimorchiatore.. Il loro contributo nella marina si rivelò inoltre marginale. Nonostante ciò, il seppur breve successo delle batterie galleggianti convinse la Francia a cominciare a progettare navi corazzate per la propria flotta da guerra..

Prime navi corazzate

Alla fine degli anni cinquanta era chiaro che la Francia non avrebbe potuto sottrarre alla Gran Bretagna il primato di costruttore di vascelli a vapore, e per riconquistare almeno la superiorità strategica era necessario un drastico cambiamento. Il risultato fu la prima nave corazzata in grado di affrontare il mare aperto, la Gloire, impostata nel 1857 e varata nel 1859. Lo scafo in legno de la Gloire fu modellato su quello di un vascello a vapore, ridotto ad un unico ponte e rivestito con lastre di ferro di 110 mm di spessore. Il motore a vapore, azionante una singola elica, garantiva una velocità . La nave era armata con 36 cannoni da a canna rigata. La Francia costruì altre 16 navi corazzate, comprese due navi gemelle de la Gloire. Tra queste anche le due navi della classe Magenta, la Magenta e la Solférino, uniche navi corazzate a due ponti mai costruite...