Roždestvenskij, Voznesenskij, Evtušenko e la Achmadulina sono stati i pionieri di una poesia nuova in Unione Sovietica, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, che andava oltre il Realismo socialista imposto dall'alto agli intellettuali da Stalin. Approfittando infatti della destalinizzazione avviata da Chruščëv, infatti, essi composero poesie esaltando le emozioni e perseguendo un ritorno alla poesia lirica.

Biografia Nacque in un villaggio del periferico Territorio dell'Altaj - il penultimo territorio russo che, andando verso est, confina con il Kazakistan - e, durante la guerra, poiché entrambi i genitori erano stati arruolati, dovette vivere in un orfanotrofio. Studiò a Petrozavodsk, nella Russia europea, e lì iniziò a comporre poesie. Lasciata l'università per assecondare le proprie tendenze letterarie, si recò a Mosca per iscriversi all'istituto letterario fondato da Maksim Gor'kij, il quale è considerato il padre del Realismo socialista, con il quale Roždestvenskij e i suoi amici poeti hanno poi rotto.

Nonostante tale rottura e la breve durata del periodo riformista di Chruščëv, Roždestvenskij non ebbe poi grossi problemi con il governo: anzi, nel 1979 gli fu conferito il Premio Lenin. Nel 1966 fu il primo poeta non-jugoslavo laureato nel Festival della poesia di Struga: in seguito, tale riconoscimento sarebbe stato concesso a poeti anche più famosi, ma solo altre due volte, sotto l'URSS, a poeti russi.

Nell'ottobre 1993 è stato uno dei 42 intellettuali che, rivolgendosi al governo nella Lettera dei 42, chiedevano una decisa svolta politica.

Note

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Collegamenti esterni Роберт Иванович Рождественский, in Russian. Robert Rozhdestvensky's Poem 'MONUMENT TO SOLDIER ALYOSHA IN PLOVDIV'}

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