La nonnetta dorso bruno (Lonchura nigriceps ) è un uccello passeriforme appartenente alla famiglia degli Estrildidi.
Tassonomia In passato questa specie veniva considerata come sottospecie della nonnetta bicolore, col nome di Lonchura bicolor nigriceps; attualmente, tuttavia, si tende a considerarla come specie a sé stante.
Il nome scientifico della specie deriva dall'unione delle parole latine niger ("nero") e -ceps (suffisso per "testa"), col significato di "dalla testa nera", in riferimento alla livrea di questi uccelli.
Distribuzione ed habitat Questa specie occupa un areale che comprende buona parte dell'Africa centro-meridionale, dal Congo al Sudafrica: essa è un'abitatrice delle aree di savana ed in generale delle aree erbose e cespugliose con presenza più o meno rilevante di vegetazione arborea, spingendosi anche nelle aree coltivate e nelle aree urbane.
Descrizione Dimensioni Misura circa 9–10 cm di lunghezza, coda compresa, per un peso che sfiora i 10 grammi. Aspetto Si tratta di un uccelletto dall'aspetto massiccio, caratterizzato da un forte becco tozzo e conico. L'aspetto è molto simile a quello della nonnetta bicolore, della quale era in passato considerato una sottospecie e rispetto alla quale presenta una colorazione bruna delle ali e della porzione laterale del petto molto più marcata, dalle tonalità rosso-mattone.
Biologia Si tratta di uccelli diurni e gregari, che si riuniscono in stormi anche piuttosto consistenti (oltre i 40 individui) che passano la maggior parte della giornata al suolo alla ricerca di cibo, salvo poi cercare riparo fra gli alberi durante la notte. Alimentazione La dieta di questa nonnetta è essenzialmente granivora, comprendendo una grande varietà di piccoli semi di graminacee, cereali e bambù, ma anche frutta, bacche, germogli ed una porzione piuttosto consistente di cibo di origine animale, principalmente piccoli insetti volanti. Riproduzione La stagione riproduttiva tende ad iniziare con la fine di quella delle piogge, pertanto il periodo riproduttivo di questi uccelli è piuttosto variabile e virtualmente esteso a tutto l'anno in caso di condizioni climatiche favorevoli. Il nido consiste in una struttura sferica ubicata fra i rami degli alberi, che viene edificata da ambedue i sessi utilizzando lanugine, paglia, steli d'erba e fibre di cocco. La femmina depone al suo interno 3-6 uova bianche, che verranno covate da entrambi i partner per 11-13 giorni: i nidiacei, ciechi ed implumi alla schiusa, vengono accuditi da ambedue i genitori e lasciano il nido attorno alla terza settimana di vita, tuttavia per almeno altre due settimane tendono a restare vicini ai genitori, assieme ai quali passano la notte nel nido ed ai quali continuano a chiedere inoltre sporadicamente l'imbeccata.
Note
Bibliografia Gli Estrildidi Vol.1, S. Lucarini, E. De Flaviis, A. De Angelis, 1995, Edizioni F.O.I Munias and Mannikins, Robin L. Restall, 1997, Yale University Press.
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Categoria:Estrildidae Categoria:Fauna africana Categoria:Taxa classificati da John Cassin Categoria:Taxa descritti nel 1852