M16 (nome completo U.S. Colt Model 16) è una famiglia di fucili d'assalto fabbricata dalla Colt's Manufacturing Company e derivata dalla linea AR (e in particolare dall'AR-15) prodotta dall'Armalite.
Adottati in modo ufficiale dall'esercito statunitense nel 1967, rimpiazzarono completamente gli M14 nel 1969 ma vennero gradualmente sostituiti a loro volta dall'M4A1 a partire dal 1994. L'arma venne concepita per consentire l'utilizzo di una munizione intermedia, che intanto portò gli USA nel corso del secondo dopoguerra tra gli anni '50 e '60 dapprima a creare il .308 Winchester e del derivato 7,62 × 51 mm NATO, e successivamente alla creazione del calibro .223 Remington.
Storia La nascita e l'impiego nella guerra del Vietnam
L'arma deriva dall'AR-15, un fucile d'assalto nato da un progetto di Eugene Stoner, ma con alcune modifiche in modo da poter utilizzare cartucce 7,62 mm NATO. Fu prodotto dalla Colt's Manufacturing Company e derivato a sua volta da una modifica dell'AR-15, in base ad un accordo di produzione su licenza esclusiva ottenuto dalla Armalite per fare fronte alle esigenze produttive richieste dalla fornitura in grandi numeri prevista per le forze armate statunitensi, venendo utilizzato per la prima volta nel 1964. Inizialmente usati dagli uomini della polizia militare in servizio presso le basi aeree della USAF, l'esercito statunitense ne ordinò un lotto iniziale, come misura temporanea, di circa 90.000 pezzi, richiedendo nel contempo alcune modifiche alla versione adottata dall'USAF, come l'aggiunta del dispositivo di chiusura forzata dell'otturatore (Forward Assist), che porterà alla realizzazione del modello XM16E1.
Nel frattempo il primo lotto di M16 allo scoppio della guerra del Vietnam, venne distribuito ad alcune unità operanti nel paese asiatico, come la 173ª Brigata Aviotrasportata, la 101ª Divisione Aviotrasportata e 1ª Divisione di Cavalleria, nonché anche a reparti delle United States Army Special Forces ed alle truppe governative dell'esercito della Repubblica del Vietnam.
L'adozione da parte dello US Army e i problemi tecnici La prima versione - con nome in codice l'XM16E1 - divenne nel 1967 il fucile d'ordinanza dello United States Army con la denominazione ufficiale Rifle, Caliber 5.56 mm, M16.Report of the M16 review panel Department of Army DTIC 1° June 1968
Proprio durante la guerra del Vietnam, quando l'arma venne utilizzata in modo massiccio, si manifestarono alcuni problemi di funzionamento, in particolare quello relativo alle molle dell'elevatore del serbatoio da 20 proiettili, che si dimostrò di conseguenza piuttosto inaffidabile tanto da costringere gli operatori ad inserirvi solo 17-18 cartucce. Questi problemi tecnici ebbero conseguenze letali quando si manifestarono nell'ambito di scontri ravvicinati con le unità dell'esercito popolare vietnamita e coi vietcong;
Le evoluzioni successive
Nel 1967 la Colt iniziò a produrre un nuovo modello, denominato l'M16A1, che risolse i problemi della versione precedente, caratterizzata da canna e camera di cartuccia cromata, nuovo spegnifiamma chiuso (birdcage) e con forward assist, presentando un pistoncino sul lato destro del castello subito sopra l'impugnatura a pistola che ha la funzione di forzare l'otturatore in chiusura se l'arma era sporca o di attuare la chiusura silenziosa, visto che i soldati americani non portavano l'arma in "condition one".
Nel 1982, dopo una serie di test entrò in servizio l'M16A2, versione migliorata ed aggiornata dell'A1, con una canna dal passo in 1:7, copricanna di sezione circolare, calcio più lungo di 1,25 pollici, organi di mira posteriori regolabili in deriva ed elevazione, modalità di fuoco a raffica controllata di tre colpi, deflettore sul castello. L'M16A2 venne sottoposto, nel 1986, ad una serie di test comparativi, presso la NATO, venendo confrontato col Enfield SA-80, l'AK-47 e l'AKM. I test diedero uno esito positivo per l'M16, classificando l'arma statunitense come la più precisa.
La Fabrique Nationale de Herstal belga si aggiudicò la maggior parte delle commesse per la produzione dell'M16A2, che comunque viene prodotto dalla succursale americana della FN in territorio statunitense. Ulteriori sviluppi si concretizzarono nel 1996 nell'M16A3 e dell'M16A4 entrambi con il maniglione amovibile ma con differenti opzioni di fuoco: il primo a raffica libera, il secondo a raffica controllata di tre colpi.
La sostituzione con l'M4
Nel 1994 la Colt presentò l'M4, successore dell'M16, caratterizzato da canna accorciata da 20 pollici a 14,5 pollici, calcio telescopico, castello tipo M16A2.
L'arma venne subito apprezzata per la sua compattezza, tanto che tutti i reparti di punta della fanteria statunitense vennero equipaggiati di carabine M4 o M4A1 variamente configurate, mentre il corpo dei marines, ne dotò soltanto le proprie unità esploranti, preferendo, anche per motivi di budget e di contrasti con le politiche di commercializzazione adottate da Colt (che produce gli M4 in esclusiva), preferendo equipaggiare il grosso dei loro uomini con le versioni successive dell'M16 con canna da 20 pollici. Risultò gradita anche dalle forze speciali statunitensi soprattutto nella versione SOPMOD, altamente modulare grazie all'aggiunta di un upper receiver A3 e di una astina "Knights Armaments RAS/M4" che permette il montaggio di ogni dispositivo optoelettronico necessario per la specifica missione. Nello stesso 1994, venne adottato come fucile d'ordinanza per le forze armate statunitensi, sostituendo gradualmente l'M16A4.
Descrizione Caratteristiche generali
È un fucile d'assalto che usa munizioni standard 5,56 × 45 mm NATO nonché quello con la maggior produzione tra quelli dello stesso calibro. Tecnicamente si presenta leggero a sottrazione di gas e raffreddato ad aria; è stato inizialmente costruito con acciaio, alluminio, plastica e successivamente (nelle versioni A3 ed A4) in polimeri.
Il fucile non usa un pistone per riarmare, ma il sistema di sottrazione di gas, dove i fumi arrivano direttamente nel castello spingendo e sbloccando il porta-otturatore.
Sistema di riarmo
Il sistema di recupero gas dell'M16 è diverso da quello delle armi a presa indiretta di gas: normalmente i gas prodotti dall'esplosione del colpo vengono incanalati in un cilindro ed agiscono su un pistone collegato ad un'asta, che agisce sul complesso dell'otturatore in varie maniere operandone lo svincolo dalla culatta; nell'M16 i gas vengono spinti all'interno del portaotturatore per mezzo di un tubetto in acciaio inox: i gas, una volta introdotti in una camera presente nel portaotturatore si espandono spingendolo indietro, operando così su una camma che fa ruotare la testa dell'otturatore e sbloccandolo dalla posizione di chiusura.
L'energia cinetica accumulata all'atto dello sparo dal complesso otturatore-portaotturatore opera il riarmo, sistema è detto a presa diretta di gas. La mancanza del pistone permette una riduzione del peso complessivo dell'arma, un sensibile abbattimento dei costi di produzione, ma soprattutto la diminuzione delle parti in movimento dell'arma, il che ne mantiene pressoché invariato baricentro aumentandone la stabilità, consentendo una certa stabilità anche durante il fuoco automatico. Il principale svantaggio di questo sistema è l'accumularsi di particelle e polveri all'interno del gruppo di scatto e dell'otturatore, dovuta allo sfogo interno dei gas di combustione, che comporta una più frequente probabilità di inceppamenti durante sessioni di fuoco prolungato o presenza consistente di polveri nell'ambiente dove il fucile viene utilizzato. Questo rende l'M16 un fucile relativamente delicato e non molto affidabile, l'unico rimedio è provvedere ad una pesante lubrificazione e da un adeguato addestramento degli utilizzatori al mantenimento dell'arma.
Modalità di fuoco L'M16A1 offre fuoco automatico a raffica libera: l'arma spara fino a che non si rilascia il grilletto. Il che significa che in circa 2 secondi svuota completamente il caricatore da 20 colpi che originariamente era dotazione dell'arma. La piccola massa del proiettile, ed il conseguente minor rinculo rispetto ad una munizione come il 7,62 NATO, consente il controllo dell'arma anche mentre si spara a raffica, rendendo questa modalità d'uso efficace.
L'M16A2, invece, ha solo la raffica controllata da tre colpi senza reset il che significa che quando si tiene premuto il grilletto spara tre colpi e poi si ferma, fino alla prossima pressione. Se invece il grilletto viene lasciato prima della fine della raffica l'arma smette di sparare, ma alla prossima pressione del grilletto, verranno esplosi soltanto i colpi (uno o due) necessari a completare il ciclo del meccanismo, dopodiché l'arma sarà pronta a sparare un'altra raffica da tre colpi. Lo scopo non è di incrementare il volume di fuoco ma di incrementare la probabilità di colpire il bersaglio, in quanto generalmente almeno due dei colpi lasciano la canna prima che l'arma abbia modo di fare qualsiasi movimento apprezzabile rispetto al punto mirato. Un aiuto all'accuratezza del tiro nella raffica limitata è fornito dallo spegnifiamma A2 type, aperto solo superiormente, che funziona sia da spegnifiamma che da compensatore, utilizzando i gas che fuoriescono anche verso l'alto per ridurre il rilevamento dell'arma.
Ruassumendo, le modalità nei diversi modelli possono essere così esemplificate:
Nell'M16 A1: semi-automatico (un colpo ad ogni pressione del grilletto) automatico a raffica Nell'M16 A3: semi-automatico automatico a raffica libera (cioè l'arma spara in modalità automatica fino al rilascio del grilletto o all'esaurimento dei colpi nel caricatore) Nell'M16 A2 ed A4: semi-automatico automatico a raffica controllata di 3 colpi per ogni pressione del grilletto, anche se a livello di reparto il gruppo scatto viene modificato per consentire la raffica libera automatico a raffica libera (opzione prevista per il solo modello A4 in sostituzione della raffica controllata)
Le versioni
XM16E1 Il modello XM16E1 del 1964 soffriva essenzialmente di due gravi difetti:
Otturatore bloccato in chiusura. Le munizioni d'ordinanza M193 erano caricate con una polvere di lancio troppo ricca di carbonato di calcio e lasciava molti residui sulla canna e sui recessi di chiusura della culatta, il che unito all'umidità formava un consistenze deposito sulla lacca. Nel 1967 si corse ai ripari modificando la formula chimica della polvere da lancio riducendo a 0,25 % il carbonato di calcio e dotando il fucile di un kit di pulizia che trovava alloggiamento in un incavo ricavato nel calcio di nuova concezione. FTE (Failure to Extract). Questo inconveniente impediva, all'atto dello sparo, di estrarre il bossolo esploso dall'arma: da un canto questo aveva aderito tenacemente alla camera di cartuccia e dall'altro l'estrattore segnava così profondamente l'ottone del fondello della cartuccia tanto da aprirsi un varco e rendere completamente inefficace la sua azione. Bisognava intervenire manualmente bloccando l'otturatore in apertura ed agendo dalla volata della canna con una bacchetta per togliere il bossolo dalla camera di cartuccia. I problemi di questo tipo furono risolti cromando la camera di cartuccia prima (e poi l'intera anima della canna, come del resto era previsto nel progetto originale di Stoner ed attuato nei primi esemplari usati per le prove di valutazione ed adozione, a differenza di quanto successivamente fatto per i primi esemplari di produzione e distribuzione) e variando le specifiche di durezza dell'ottone dei bossoli.
M16 La versione principale dell'arma, utilizzata poco dopo l'intervento USA nella guerra del Vietnam.
M16A1
Versione con dispositivo di chiusura dell'otturatore e, più tardi, rompifiamma differente efficace come compensatore. Può essere accessoriato con silenziatore, mirino laser e lanciagranate M203.
M16A2