I diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) in Pakistan sono considerati immorali, pertanto, un tabù. Secondo la legge pakistana, le attività omosessuali sono illegali.

Questo divieto deriva da una legge dell'Impero britannico, che fu valida a partire dal 1860, con successive leggi che limitarono ulteriormente i diritti delle persone LGBT, motivandole ufficialmente con la protezione della morale pubblica.

A causa della mentalità conservatrice nella società, i pakistani si mostrano intolleranti verso l'omosessualità.

Ciononostante, la comunità LGBT è in grado di organizzare eventi, socializzare ed anche di formare coppie omosessuali, ma solo con estrema discrezione.

Sebbene il Pakistan sia ufficialmente una repubblica islamica, molte leggi sono il risultato dell'eredità lasciata dagli inglesi.

Come risultato di una crescente tendenza alla liberalizzazione e alla globalizzazione, sta lentamente aumentando negli ultimi anni il numero di eventi gay.

Le tradizionali norme religiose e le credenze culturali non vedono di buon occhio non solo l'omosessualità, ma anche abitudini come il crossdressing.

Ciò contribuisce agli atteggiamenti omofobi del governo e di molti gruppi. Il Pakistan non è dotato di leggi che proibiscano le discriminazioni e le molestie basate su un vero o presunto orientamento sessuale oppure che riconoscano il matrimonio fra persone dello stesso sesso e le unioni civili.

La comunità LGBT pakistana non ha ancora lanciato una campagna in difesa dei propri diritti, ma c'è un numero sempre crescente di uomini gay che vivono relativamente apertamente nelle città. In una storica sentenza del 2009, la Corte Suprema del Pakistan emise una sentenza in favore dei diritti civili dei cittadini transessuali.

Questioni giuridiche Il corpo di leggi pakistane è un misto tra le leggi coloniali anglosassoni e quelle islamiche, entrambe prevedenti una punizione per le attività omosessuali. Il Codice Penale Pakistano del 1860, in origine sviluppato sotto il colonialismo, punisce la sodomia con l'imprigionamento ed altre disposizioni che violano i diritti umani delle persone LGBT.

Accanto alle leggi inglesi vi sono poi le leggi religiose ed in particolare islamiche, che puniscono la sodomia con la massima pena: la morte. Tuttavia, ad oggi gli omosessuali in Pakistan subiscono al massimo ricatti, molestie, multe ed imprigionamenti, mentre almeno la pena di morte viene loro risparmiata.

Costituzione del Pakistan

La Costituzione del Pakistan non menziona esplicitamente l'orientamento sessuale e l'identità di genere. Tuttavia, contiene alcune disposizioni potenzialmente in grado di limitare la libertà dei cittadini LGBT.

Articolo 37 - Parte II: Il governo si impegna a promuovere valori islamici tra i suoi cittadini islamici, a tutelare il matrimonio e la famiglia e ad opporsi alle oscenità. Articolo 227 - Parte IX: L'Islam è la religione ufficiale dello Stato, e tutte le leggi e le regole devono essere compatibili con l'Islam, come definito da un consiglio islamico nominato dal governo.

Codice Penale Pakistano del 1860 Al contrario della Costituzione, il Codice Penale Pakistano del 1860 (che è quello ancora oggi in vigore) menziona esplicitamente tra i reati l'omosessualità e la bisessualità, mentre l'identità di genere è anche qui ignorata.

Sebbene sia solo uno l'articolo incriminante, numerosi sono gli articoli talvolta usati per incriminare i cittadini LGBT o comunque per limitarne la libertà. Di seguito ne sono segnalati alcuni (in grassetto i più frequenti, in grassetto e tra virgolette l'articolo che fa esplicita menzione all'omosessualità): Articolo 141 - Un'adunanza di cinque o più persone è definita illegale se il fine comune dei soggetti coinvolti è [..] di commettere danni o trasgressioni criminali, o altre infrazioni. Articolo 153 - Chiunque con parole, o dette o scritte, o con segni, o con rappresentazioni visibili, o in qualunque altro modo, provoca o tenta di provocare uno studente, una classe di studenti, o qualsiasi istituzione correlata al mondo studentesco, a prendere parte in attività politiche che disturbano o minano, o fanno ciò verosimilmente, l'ordine pubblico sarà punito con una reclusione fino a due anni, o con ammenda, o con entrambe. Articolo 268 - Una persona è ritenuta colpevole di un disturbo della quiete pubblica se compie un qualsiasi atto o è colpevole di un'omissione illegale che provoca lesioni, pericoli o disturbi al pubblico o per le persone in generale che abitano o occupano un immobile nelle vicinanze, o che deve necessariamente provocare lesioni, ostruzione, pericolo o disturbo alle persone che possono avere l'occasione di avvalersi del diritto pubblico. Articolo 269 - Chiunque in violazione di legge o per negligenza compia qualsiasi atto che è, e che egli sa o che ha motivo di credere che lo sia, capace di diffondere il contagio di una malattia pericolosa per la vita, è punito con la reclusione per un periodo che può estendersi fino a sei mesi, o con una multa, o con entrambi. Articolo 270 - Chiunque compia con malvagità un atto che è, e che egli sa o che ha motivo di credere che lo sia, capace di diffondere il contagio di una malattia pericolosa per la vita, è punito con la reclusione per un periodo che può estendersi fino a due anni, o con una multa, o con entrambi. Articolo 290 - Chiunque commetta un disturbo della quiete pubblica in qualche caso non altrimenti punibile con questo codice, è punito con una multa che può estendersi fino a seicento rupie. Articolo 292 - È severamente vietata la vendita, la distribuzione, l'esposizione, la proprietà o l'importazione di immagini, libri e pamphlet osceni. Articolo 294 - Sono severamente vietati gli atti osceni in luogo pubblico, ma anche canzoni, musiche e poesie altrettanto oscene. Articolo 371A - Chiunque venda, consenta di noleggiare o ceda una persona con l'intento che tale soggetto possa essere assunto o utilizzato a fini di prostituzione o di rapporti illeciti con altri soggetti o per scopi illeciti e immorali, o sapendo probabile l'assunzione e l'utilizzo di tale soggetto per tali scopi, è punito con una reclusione che può estendersi fino a 25 anni, ed è inoltre passibile di multa. Articolo 371B - Qualora una donna venga venduta, concessa in noleggio, o ceduta ad una prostituta o ad una qualsiasi persona che detiene o gestisce un bordello, il responsabile di tale trattamento di tale donna è ritenuto fino a prova contraria colpevole in quanto avente l'obiettivo di utilizzare tale donna a fini di prostituzione. "Articolo 377" - Chiunque abbia volontariamente un rapporto carnale contro l'ordine della natura con qualsiasi uomo, donna o animale, è punito con la reclusione a vita, o con la reclusione da un minimo di due anni a un massimo di dieci, ed è inoltre passibile di multa. (La penetrazione è sufficiente per costituire il rapporto carnale necessario per vedersi ascritto questo reato) Articolo 496 - Chiunque, con intenti disonesti o fraudolenti, giunga alla cerimonia nuziale pur sapendo che in questo risulta comunque non legalmente sposato, è punito con la reclusione per un periodo che può estendersi fino a sette anni, ed è passibile di multa.

N. B. Ai fini degli articoli 371A e 371B, con "rapporti illeciti" si intende il rapporto sessuale tra persone non unite in matrimonio, con conseguente implicito riferimento alle coppie omosessuali che nel paese asiatico non hanno il diritto di sposarsi. Invece, ai fini dell'articolo 377, con "contro l'ordine natura della natura" si fa riferimento a quella corrente di pensiero di matrice omofoba secondo cui l'omosessualità è, appunto, contro natura.

Casi di abusi e contraddizioni Sono stati segnalati numerosi episodi di abusi sessuali da parte di ecclesiastici verso giovani ragazzi di sesso maschile nelle scuole religiose (le cosiddette madrase).

È difficile in questi casi ottenere giustizia per le vittime perché la società pakistana si rifiuta di credere che un chierico possa essere coinvolto in situazioni del genere; di conseguenza le vittime, giovani ragazzi di sesso maschile costretti ad avere un ruolo ricettivo nella penetrazione anale, sono spesso ritenute gay e pertanto soggetto di una pubblica ostilità e addirittura di sanzioni legali.

Un ecclesiastico della città di Kahuta, nella regione del Punjab al confine con l'India, il 31 dicembre 2007 affermò che ogni persona omosessuale dovrebbe essere uccisa per fermare quest'improvvisa crescita della consapevolezza sessuale, indicando come metodi adatti sia la decapitazione che la lapidazione.

Mentre la comunità LGBT non è ancora pronta ad affrontare questi attacchi e questi pregiudizi, un crescente numero di uomini gay e bisessuali stanno creando dei social network.

Alcune aree metropolitane come quelle di Lahore e di Karachi hanno visto un incremento di uomini gay, per lo più provenienti dal ceto medio o dalle classi più alte della società, riunirsi in alcune feste con l'obiettivo di uscire dall'invisibilità e dall'anonimato cui sono sottoposti.

Queste feste in genere coinvolgono un range numero di uomini che ballano insieme in enormi stanze isolate fatte a mo' di discoteca praticando petting.

Nel 2008, un episodio che catturò l'attenzione dei passanti riguardava degli uomini che, praticando crossdressing, ballavano sulle note di Bollywood su un tetto. Un intervistato anonimo disse alla BBC che non ricordava in 10 anni un'occasione come questa durante la quale abbia sentito minacciata la sua sessualità.

Tuttavia, nel 2003, tre uomini pakistani furono arrestati proprio a Lahore quando uno dei loro parenti svelò pubblicamente che essi avevano avuto un rapporto sessuale durante un festa privata. La pena loro inflitta è tuttora ignota.

Nel 2005, Liaquat Ali, un uomo di 42 anni proveniente dalla Khyber Agency (una zona delle Aree Tribali di Amministrazione Federale al confine con l'Afghanistan) sposò Markeen, un suo compagno di tribù di 16 anni, con tutti i festeggiamenti tipici di ogni matrimonio.

Tuttavia, ritenendo questo gesto contrario alla legge islamica, un consiglio tribale ordinò alla coppia di abbandonare la tribù o i due sposi sarebbero stati uccisi.

Dove gli uomini si stanno aprendo a "nuove" forme di sessualità, il lesbismo ha minore risonanza ed è infatti raro sentire di due donne impegnate in una relazione. Tuttavia, un caso del 2008 spinse una corte giudiziaria a riaffermare l'uguale indegnità delle relazioni gay e di quelle lesbiche.

Quello che sembra comunque emergere è un paese che sul tema è contraddittorio: infatti, da una parte è innegabile che le leggi ed anche la mentalità degli abitanti limitino la libertà degli abitanti LGBT, ma dall'altra è evidente come gli stessi LGBT stiano iniziando a prendere consapevolezza dei propri diritti, come dimostrano le frequenti feste private.

L'ultima contraddizione risale al 15 giugno 2013, quando una ricerca del Pew Research Center ha evidenziato come gli atteggiamenti omofobi del Pakistan stridano col fatto che proprio il paese asiatico detiene il record di ricerche su Google a tema pornografico, soprattutto di materiale su rapporti tra gay.

Più in particolare, il paese è primo nel mondo per la ricerca dei termini "shemale sex" (letteralmente "sesso di una transessuale con genitali maschili"), secondo per "man fucking man" ("uomo che ha rapporti sessuali con uomo") e terzo per "gay sex pics" ("foto sesso gay").

Transessualità e intersessualità

In molte nazioni dell'Asia meridionale è diffusa la convinzione che vi sia un terzo sesso, e cioè alcune persone alle quali ci si riferisce né come maschi né come femmine.

Queste persone in questa regione del mondo prendono il nome di hijra. In alcune pubblicazioni in lingua inglese sono indicate come transessuali.

Esattamente come le persone transgender, può capitare che anche le persone hijra siano vittime di irrisioni, abusi e violenze.